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Papa Francesco: Dio ama ogni persona

Sabato 1^ ottobre papa Francesco ha ricevuto in udienza i membri del Movimento ‘Foi et Lumière international’ in occasione dei 50 anni della nascita di questa comunità, sorta a Lourdes nella Pasqua del 1971 in occasione di un pellegrinaggio organizzato da Jean Vanier e Marie-Hélène Mathieu a cui parteciparono 12.000 persone delle quali 4.000 con disabilità mentale. I pellegrini continuarono a riunirsi regolarmente all’interno di comunità per vivere momenti di amicizia, di preghiera e di festa.

Da Imola mons. Mosciatti invita a guardare Gesù

Le notizie più antiche su san Cassiano sono riferite da Prudenzio, nei primi anni del V secolo: nel suo viaggio verso Roma, Prudenzio si ferma a Forum Cornelii (Imola) e venerò le spoglie del martire, custodite in un sarcofago al di sopra del quale erano raffigurati alcuni episodi del martirio. Non si conosce l’anno del martirio né la pena subita. La sua storia è stata raccontata durante la celebrazione eucaristica della festa il vescovo di Imola, mons. Giovanni Mosciatti:

Card. Sandri: la misericordia abbraccia l’orizzonte

Ad inizio agosto il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha presieduto a Bibione, diocesi di Concordia-Pordenone, il rito dell’apertura della Porta Santa della Perdonanza di Bibione, evento di grazia giunto al quinto anno come intuizione pastorale per accompagnare la rinascita spirituale di quanti vivono nelle zone limitrofe un periodo di riposo e di vacanza, creando da parte della parrocchia un’oasi di preghiera, riflessione, preghiera e animazione, accanto a percorsi sacramentali di riconciliazione e celebrazioni eucaristiche.

Pistoia celebra san Giacomo per rinnovare la fede

Domenica 25 luglio la diocesi di Pistoia ha celebrato san Giacomo, celebratasi con la messa solenne presieduta dal card. Angelo Bagnasco. Un cammino che è messaggio per tutti, specialmente in questo anno giubilare, come ha scritto il vescovo della diocesi, mons. Fausto Tardelli:

Il Giubileo della Madonna del Soccorso per il 500° anniversario del santuario di Cori

Sono ormai 500 anni che la comunità di Cori, in provincia di Latina, vive un legame con il suo santuario della Madonna del Soccorso; per questo motivo il vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, mons. Mariano Crociata, ha indetto l’apertura dell’anno giubilare ricordando il fatto prodigioso del 4 maggio 1521.

Pistoia: un anno sui passi di san Giacomo

Sabato 9 gennaio è stata aperta la Porta Santa della Cattedrale di Pistoia, che ha inaugurato l’Anno Santo Iacobeo 2021: un evento che riveste una straordinaria attualità e importanza, perchè è una rarità storica la celebrazione di un anno santo in onore di san Giacomo nella diocesi di Pistoia.

A Bologna aperto l’Anno giubilare domenicano

“E’ una grazia per noi tutti questo anno giubilare in occasione dell’ottavo centenario della morte di san Domenico. La santità aiuta sempre la santità. Ringrazio tutta la famiglia domenicana, il maestro dell’Ordine dei frati predicatori, che ha voluto condividere questa gioia con la Chiesa e in particolare con la Chiesa e la città di Bologna”.

Si è aperto il Giubileo Passionista

Domenica 22 novembre nella Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo a Roma, è iniziato il Giubileo Passionista con l’apertura della Porta Santa, seguita dalla celebrazione eucaristica, presieduta dal card. Pietro Parolin, segretario dello Stato vaticano. Il tema del Giubileo è ‘Rinnovare la nostra missione: gratitudine, profezia e  speranza’.

P. Cimarelli racconta i Saveriani nel mondo

“Siamo in un’epoca nuova, dobbiamo ringraziare Dio per il carisma del nostro fondatore, riposizionarci nelle nostre presenze missionarie, ripensare la nostra chiamata per essere attrattivi come persone e come comunità nella Chiesa”: così p. Gabriele Cimarelli, rettore della casa madre dei Saveriani a Parma, spiega il significato dell’anno giubilare indetto dai missionari fondati da san Guido Maria Conforti (1865-1931), che ha preso nello scorso luglio fino al luglio 2021.

In un tempo in cui le vocazioni italiane ed europee sono pressoché nulle e dove linfa nuova arriva da Africa, Asia e America Latina p. Cimarelli invita ad un cambio di prospettiva: “Una volta rientrati dall’estero non possiamo più considerarci a riposo, dobbiamo essere pronti per una nuova missione, inseriti nelle Chiese locali e nel territorio stesso. Siamo chiamati a una continua conversione per essere testimoni credibili del Vangelo. Pregando lo Spirito Santo che ha ispirato il nostro fondatore, vissuto al tempo della Prima guerra mondiale e della pandemia della ‘spagnola’, possiamo farcela”.

Perché un anno giubilare?

“Il 2 luglio 1921 Mons. Guido Maria Conforti, fondatore dei Missionari Saveriani, scriveva la ‘Lettera Testamento’ nella quale comunicava l’approvazione delle Costituzioni Saveriane da parte della Santa Sede. Le Costituzioni rappresentano la Magna Carta di noi saveriani e la Lettera testamento che le accompagna è una felice sintesi del nostro carisma. Il Conforti, dopo aver invitato i confratelli a esultare e ringraziare il Signore per questo fatto, aggiungeva: ‘Ognuno di noi sia quindi intimamente persuaso che la vocazione, alla quale siamo stati chiamati, non potrebbe essere più nobile e grande…’.

Per questo motivo la nostra Direzione generale ha deciso di dare un rilievo particolare al primo centenario delle prime Costituzioni e della Lettera Testamento, che coincide anche con il 125º anniversario della fondazione dell’Istituto, dedicandogli un anno completo, un anno giubilare, dal luglio 2020 al luglio 2021. Siamo depositari di un dono meraviglioso, messo gratuitamente dal Signore nel nostro cuore e nelle nostre mani. Dono che ci è dato perché sia fatto fruttificare e dia il centuplo di ciò che abbiamo ricevuto”.

Cosa significa essere missionari ad gentes e ad extra?

“Le nuove Costituzioni del 2008 hanno riaffermato in modo inequivocabile la nostra identità: ‘Fine unico ed esclusivo dell’Istituto è l’annuncio della Buona Novella del Regno di Dio ai non cristiani’.    Oggi la nostra famiglia saveriana ha assunto un volto multicolore con l’arrivo di confratelli provenienti dall’Africa, America Latina e Asia. La missione oggi tocca tutti i continenti, compresa l’Europa. Come noi siamo partiti dal nostro paese per annunciare il Vangelo negli altri continenti, allo stesso modo giovani  missionari  lasciano l’Africa, l’America Latina e l’Asia per vengono ad annunciare il Vangelo nel nostro continente”.

Anche san Conforti ha vissuto ai tempi della ‘spagnola’: quale monito per oggi?

“Verso la fine della prima guerra mondiale il virus influenzale, chiamato ‘spagnola’, mieté migliaia di vittime tra la popolazione stremata dalla grande guerra. San Conforti si prodigò per alleviare le sofferenze del suo popolo allo stesso modo in cui aveva aperto case e offerto volontari per i feriti e i poveri. Inoltre, tutte queste prove non lo distolsero dal suo duplice impegno di vescovo di Parma e fondatore di un istituto missionario.

La nostra Famiglia è stata colpita dal coronavirus particolarmente nel suo cuore, cioè nella Casa Madre. Un buon numero di confratelli ci ha lasciati. Portiamo con noi il dolore della loro perdita e il senso d’impotenza davanti a una tragedia di così grandi dimensioni. Anche noi non ci lasciamo abbattere da questa prova, che ora sta riprendendo vigore, ma continuiamo con determinazione la nostra testimonianza in ogni parte del mondo e, in particolare, nel vecchio continente”.

Perché sono tempi ‘strani’?

“Nella sua ultima enciclica, ‘Fratelli tutti’, papa Francesco dipinge in poche pagine le ‘ombre di un mondo chiuso’ alla fraternità universale. Stigmatizza con forza l’individualismo senza contenuti, le nuove forme di colonizzazione culturale, lo scontro di interessi che ci pone tutti contro tutti, lo sfruttamento di tanti esseri umani, le sempre maggiori disuguaglianze, milioni di persone che vivono in condizioni simili alla schiavitù, la ‘terza guerra mondiale a pezzi’, la globalizzazione e il progresso senza un progetto comune, le pandemie e altri flagelli della storia, il triste fenomeno di persone migranti scacciate dai loro paesi e rifiutate dai paesi ricchi, l’informazione senza saggezza”.

Cosa vuol dire vivere la fede al servizio della fraternità del mondo?

“Il papa termina questa enciclica con un capitolo dal titolo significativo ‘le religioni al servizio della fraternità nel mondo’. Spesso nel passato e, a volte anche oggi, le religioni hanno provocato guerre sanguinose in nome di Dio. Oggi in molte parti del globo si moltiplicano le esperienze del dialogo tra le religioni, allo scopo di ‘stabilire amicizia, pace, armonia e condividere valori ed esperienze morali e spirituali in uno spirito di verità e di amore’.

Nell’incontro di Abu Dhabi dello scorso anno papa Francesco e il grande imam Ahmad Al-Tayyeb hanno dichiarato ‘che le religioni non incitano mai alla guerra e non sollecitano mai sentimenti di odio, ostilità, estremismo, né invitano alla violenza o allo spargimento di sangue’. Il momento culminante di questo evento memorabile fu senza dubbio il ‘Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune’ che termina con l’appello alla pace, alla giustizia e alla fraternità.

Ciò che è avvenuto recentemente in Francia e in varie parti del mondo ci spinge a continuare questo cammino intrapreso verso cieli nuovi e terra nuova in cui tutti gli uomini e tutte le donne formeranno una sola famiglia di fratelli e sorelle, secondo il sogno di san Guido Maria Conforti”.

Papa Francesco: un Giubileo per riparare la terra e rallegrarsi

Nella Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato papa Francesco ha inviato un messaggio, nel quale ha ricordato che il tema scelto he il tema scelto per la celebrazione di questa giornata è dedicato al ‘Giubileo per la Terra’, nel giorno in cui ricorre il 50^ anniversario del Giorno della Terra, scandito da cinque parole (ricordare, ritornare, riposare, riparare e rallegrarsi):

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