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Il papa invita i giovani ad avere il coraggio della speranza

Papa Francesco ha concluso il 35^ viaggio apostolico a Cipro ed in Grecia ed è atterrato a Roma, ringraziando la presidente della Repubblica ellenica, Katerina Sakellaropoulou, per l’accoglienza, ma ha avuto ancora tempo per incontrare i giovani alla Scuola ‘San Dionigi’ delle Suore Orsoline a Maroussi, e dopo aver Dopo aver ascoltato le loro testimonianze li ha invitati ad essere più sociali, riprendendo le testimonianze:

A 5 anni dal sisma l’arcivescovo di Camerino – S. Severino M. lancia un appello per una ricostruzione del territorio

“Che tipo di ricostruzione vogliamo fare? Dove vogliamo andare? Vogliamo fare solo una ricostruzione strutturale, o vogliamo ricostruire il territorio nella sua interezza?”. Questi gli interrogativi che hanno introdotto l’intervento di mons. Francesco Massara, arcivescovo della diocesi di Camerino-San Severino Marche, a conclusione del convegno nazionale Anci, in occasione del quinto anniversario del sisma del 2016 per fare un bilancio tra i 130 sindaci del cratere.

Papa Francesco invita i giovani ad essere ‘re’ con Gesù

Al termine dell’Angelus di ieri papa Francesco ha ringraziato i giovani che hanno partecipato alla Giornata Mondiale dei Giovani, che si è svolta nelle diocesi:

“Oggi, per la prima volta nella solennità di Cristo Re, in tutte le Chiese particolari si celebra la Giornata Mondiale della Gioventù. Per questo accanto a me ci sono due giovani di Roma, che rappresentano tutta la gioventù di Roma.

Saluto di cuore i ragazzi e le ragazze della nostra Diocesi, e auspico che tutti i giovani del mondo si sentano parte viva della Chiesa, protagonisti della sua missione. Grazie di essere venuti!

E non dimenticate che regnare è servire. Come era questo? Regnare è servire. Tutti insieme: regnare è servire. Come ci insegna il nostro Re”. Ed ha chiesto a due giovani, accanto a lui, di salutare tutti i giovani.

Prima della recita dell’Angelus il papa ha spiegato cosa consiste la regalità di Gesù: “Gesù non soltanto rifugge da ogni ricerca di grandezza terrena, ma rende anche libero e sovrano il cuore di chi lo segue. Egli, cari fratelli e sorelle, ci libera dalla sudditanza del male.

Il suo Regno è liberante, non ha nulla di opprimente. Egli tratta ogni discepolo da amico, non da suddito. Cristo, pur essendo al di sopra di tutti i sovrani, non traccia linee di separazione tra sé e gli altri; desidera invece fratelli con cui condividere la sua gioia”.

La verità di Gesù libera: “Ma la verità di Gesù non è un’idea, qualcosa di astratto: la verità di Gesù è una realtà, è Lui stesso che fa la verità dentro di noi, ci libera dalle finzioni, dalle falsità che abbiamo dentro, dal doppio linguaggio. Stando con Gesù, diventiamo veri.

La vita del cristiano non è una recita dove si può indossare la maschera che più conviene. Perché quando Gesù regna nel cuore, lo libera dall’ipocrisia, lo libera dai sotterfugi, dalle doppiezze. La miglior prova che Cristo è il nostro re è il distacco da ciò che inquina la vita, rendendola ambigua, opaca, triste”.

Nell’omelia della celebrazione eucaristica di Cristo Re, in cui si è svolta anche la XXXVI Giornata Mondiale della Gioventù, sul tema ‘Alzati! Ti costituisco testimone di quel che hai visto’, papa Francesco ha chiesto di combattere l’oscurità, alzando lo sguardo: “E’ l’invito che il Signore ci rivolge, e al quale ho voluto fare eco nel Messaggio dedicato a voi giovani per accompagnare questo anno di cammino.

E’ il compito più arduo, ma è il compito affascinante che vi è consegnato: stare in piedi mentre tutto sembra andare a rotoli; essere sentinelle che sanno vedere la luce nelle visioni notturne; essere costruttori in mezzo alle macerie (ce ne sono tante in questo mondo di oggi, tante!); essere capaci di sognare”.

L’omelia papale è un invito a ‘fare chiasso’: “Fate chiasso, perché il vostro chiasso è il frutto dei vostri sogni. Vuol dire che non volete vivere nella notte, quando fate di Gesù il sogno della vostra vita e lo abbracciate con gioia, con un entusiasmo contagioso che ci fa bene!

Grazie, grazie, quando siete capaci di portare avanti i sogni con coraggio, per quando non smettete di credere nella luce anche dentro le notti della vita, per quando vi impegnate con passione per rendere più bello e umano il nostro mondo”.

L’omelia del papa è un ringraziamento a loro, perché continuano a sognare: “Grazie per quando coltivate il sogno della fraternità, per quando avete a cuore le ferite del creato, lottate per la dignità dei più deboli e diffondete lo spirito della solidarietà e della condivisione.

E soprattutto grazie perché in un mondo che, appiattito sui guadagni del presente, tende a soffocare i grandi ideali, non perdete in questo mondo la capacità di sognare! Non vivere o addormentati o anestetizzati. No: sognare vivi. Questo aiuta noi adulti e la Chiesa.

Sì, abbiamo bisogno anche come Chiesa di sognare, abbiamo bisogno dell’entusiasmo, abbiamo bisogno dell’ardore dei giovani per essere testimoni di Dio che è sempre giovane!”

E’ un invito ad essere liberi: “Lasciamo che ci vibri dentro, che ci scuota, che susciti in noi il coraggio della verità. E noi possiamo chiederci: se fossi qui, ora, al posto di Pilato davanti a Gesù, a guardarlo negli occhi, di che cosa mi vergognerei?.. Ci serve metterci davanti a Gesù per fare la verità in noi.

Ci serve adorarlo per essere liberi dentro, per fare luce sulla vita e non lasciarci ingannare dalle mode del momento, dai fuochi d’artificio del consumismo che abbaglia e paralizza. Amici, non siamo qui per farci incantare dalle sirene del mondo, ma per prendere in mano la nostra vita, per ‘mordere la vita’, per viverla pienamente!”

Un invito ad andare ‘controcorrente’: “Andare controcorrente per metterci nella scia di Gesù. Egli ci insegna ad andare contro il male con la sola forza mite e umile del bene. Senza scorciatoie, senza falsità, senza doppiezze.

Il nostro mondo, ferito da tanti mali, non ha bisogno di altri compromessi ambigui, di gente che va di qua e di là come le onde del mare (dove li porta il vento, dove li portano i propri interessi), di chi sta un po’ a destra e un po’ a sinistra dopo aver fiutato che cosa conviene”.

Non bisogna fare gli equilibristi: “Gli equilibristi che cercano sempre una strada per non sporcarsi le mani, per non compromettere la vita, per non giocarsi sul serio. Per favore, abbiate paura di essere giovani equilibristi.

Siate liberi, siate autentici, siate coscienza critica della società. Non avere paura di criticare! Noi abbiamo bisogno delle vostre critiche. Tanti di voi stanno criticando, per esempio, contro l’inquinamento ambientale. Abbiamo bisogno di questo! Siate liberi nelle critiche”.

E’ un invito ad essere ‘re’ con Gesù: “Sono re: sono un segno vivente dell’amore di Dio, della sua compassione e della sua tenerezza. Sono un sognatore abbagliato dalla luce del Vangelo e guardo con speranza nelle visioni notturne. E quando cado, ritrovo in Gesù il coraggio di lottare e sperare, il coraggio di tornare a sognare. Ad ogni età della vita”.

(Foto: Santa Sede)

Il papa invita i giovani alla testimonianza

Oggi, festa di Cristo Re, si celebra la 36^ Giornata mondiale della gioventù, che prende spunto dagli Atti dei Apostoli (‘Alzati! Ti costituisco testimone di quel che hai visto!’) e papa Francesco, nel messaggio, li invita a Lisbona nel 2023 dopo questi anni particolari:

Dalla Lombardia un invito a generare scintille per cambiare il mondo

Nella prima settimana di novembre a Milano si è svolto l’incontro tra 200 giovani provenienti dalla Lombardia che hanno dialogato, in 14 Tavoli tematici, con i 10 vescovi alla guida delle diocesi lombarde e 4 ausiliari di Milano.

Fratel Biagio: ‘Soccorriamo e aiutiamo tutti, ma soprattutto i più poveri’

Oggi si celebra la quinta giornata mondiale dei poveri e nel messaggio ‘I poveri li avete sempre con voi’ papa Francesco ha scritto: “Sembra farsi strada la concezione secondo la quale i poveri non solo sono responsabili della loro condizione, ma costituiscono un peso intollerabile per un sistema economico che pone al centro l’interesse di alcune categorie privilegiate”.

Il papa ribadisce il valore della Dottrina Sociale della Chiesa

La costruzione di un mondo ‘più solidale, giusto ed equo’ non è una ‘faccenda politica’, ma ‘è dare corpo alla fede’ in Dio ‘amante dell’uomo’ e della vita; quindi la Dottrina Sociale è parte essenziale della Chiesa: questo è il cuore del messaggio che papa Francesco ha lanciato ai partecipanti al convegno internazionale su ‘Solidarietà, cooperazione e responsabilità, gli antidoti per combattere le ingiustizie, le disuguaglianze e le esclusioni’, organizzato dalla Fondazione ‘Centesimus Annus Pro Pontifice’.

A Torino i giovani di Taizè

Quasi 6.000 giovani arriveranno a Torino da tutta Europa per chiudere l’anno all’insegna della pace, della fratellanza e della speranza dal 28 dicembre al 1 gennaio, nell’incontro organizzato dalla comunità di Taizè, che ogni anno raduna giovani cristiani di diverse confessioni in momenti di preghiera, cultura, spiritualità, rimandato di un anno a causa del Covid 19.

Da Taranto continua l’impegno sociale dei cattolici

Ieri con la Messa celebrata dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della CEI, si è conclusa a Taranto la 49ª Settimana Sociale dei cattolici italiani, che ha riunito oltre 700 delegate e delegati provenienti da tutta Italia insieme ad un centinaio di Vescovi, sacerdoti e religiosi, laici, rappresentanti delle Istituzioni, del mondo della politica e della cultura per riflettere sul tema ‘Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso’.

Da Taranto passi per rigenerare l’Italia

Oggi a Taranto si conclude la 49^ Settimana Sociale dei cattolici italiani con la richiesta di un nuovo stile di vita per orientare scelte di consumo sostenibili ed iniziative di cittadinanza attiva orientate a favorire la diffusione di modelli capaci di coniugare sviluppo e ambiente. Nello specifico sono stati lanciati 10 suggerimenti, di cui il primo punto consiste nell’educare alla sostenibilità integrale la cittadinanza, attraverso programmi straordinari di aggiornamento delle conoscenze e delle sensibilità per fasce di età 35-45 anni con bassa scolarizzazione.

La seconda richiesta esplicita riguarda la spinta al consumo e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; la terza ‘raccomandazione’ è sintetizzabile nello slogan ‘No plastic’, sostituendo la plastica monouso con prodotti creati da materiali riciclabili. Il quarto punto consiste nella valorizzazione dell’agricoltura km 0 in un’ottica di lotta agli sprechi e agli scarti. Invece il quinto invito è racchiuso nel titolo ‘Città fratelli tutti’, chiedendo di agire affinché i centri urbani si prendano cura del prossimo.

In queste raccomandazioni rientra l’utilizzo di mezzi di trasporto a minore impatto sulle emissioni climalteranti; la cura dei territori adoperandosi per la pulizia degli spazi pubblici delle città; il contrasto alla speculazione e alla finanza che non genera ecologia integrale, privilegiando investimenti in fondi responsabili. Gli ultimi due ‘stili di vita’ consigliati riguardano la comunità: lavorare insieme alle reti ed associazioni dei territori che s’impegnano a valorizzare i beni comuni ambientali-sociali-culturali locali; ed attivarsi per azioni di advocacy e class action contro speculazione e inquinatori.

Durante questi giorni  è stato proposto dai giovani un ‘manifesto’, che vuole essere un manifesto politico di ‘comunità’ per non far ‘morire’ la speranza: “Alla Settimana Sociale dei cattolici di Taranto abbiamo deciso di proporre un modello di condivisione, di cooperazione e discernimento collettivo che ci permetta insieme di rigenerare e condividere i rischi della transizione. Il manifesto è un messaggio di speranza che si basa su impegni concreti di alleanze per la transizione ecologica, economica e sociale integrale, speranza e impegni che ci fanno riscoprire fratelli e sorelle. Questo cammino si costituisce di tappe rigenerative, di Agorà digitali, di un Nuovo Vocabolario e di linee guida per alleanze concrete”.

Ed hanno proposto sette punti che consente di ‘far fiorire l’ambiente’: “Attraverso l’ambiente possiamo stringere nuove alleanze nei territori tra associazioni, amministrazioni, diocesi, aziende, centri di formazione e parrocchie. Facciamo ‘squadra’ con obiettivi concreti a sostegno di una conversione ecologica integrale per illuminare il futuro. Riscopriamo la sostenibilità come nuovo orizzonte di fraternità”.

Occorre cooperare nella costruzione del bene comune: “Creiamo insieme comunità educanti, capaci di attivare alleanze con il mondo della scuola e la società civile. I giovani siano protagonisti di processi rigenerativi immaginati da loro e con loro. Costruiamo insieme un vero sistema educante”.

Da questa costruzione può nascere una nuova imprenditoria sostenibile: “Favoriamo la proliferazione di iniziative imprenditoriali. Creiamo alleanze tra imprenditrici e imprenditori, riscoprendoci fratelli e sorelle tramite la condivisione di esperienze e desideri. Il sistema imprenditoriale crei una forte sostenibilità economica, sociale e ambientale con i lavoratori, il territorio e la pubblica amministrazione”.

I giovani chiedono un nuovo modo di fare impresa, che non disperda la tradizione delle comunità locali: “Incrementiamo la partecipazione ai processi di valorizzazione delle comunità locali per il bene comune. Creiamo alleanze tra cittadine e cittadini per generare processi di corresponsabilità. Riscopriamo la diversità come profonda ricchezza da custodire. I cittadini siano i primi alleati della pubblica amministrazione per rigenerare spazi verdi e donare nuova vita agli immobili in disuso. Puntiamo ad essere Communitas, torniamo ad essere dono”.

E per costruire la communitas occorre una corresponsabilità: “Creiamo un’alleanza di corresponsabilità tra i giovani e le diocesi, perché queste ultime si riscoprano luoghi di incontro e di accoglienza. Diamo in questo modo concretezza ai progetti e ai processi, con fiducia verso i giovani e il diritto all’errore. Trasformiamo il nostro stile di vita in testimonianza”.

Ed ecco l’invito a diventare simboli di generatività: “Divertiamoci insieme nella condivisione e nella riscoperta di alleanze, con la gioia di chi spera, la fiducia attiva di chi si sente parte di un’alleanza, e l’impegno di chi si sente madre, padre, fratello, sorella, figlia e figlio per le nuove generazioni e il proprio pianeta”.

Ed anche nell’omelia di ieri l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, ha sottolineato la concretezza delle opere: “Offriamo la speranza non nel teorizzare soluzioni, ma rischiando in prima persona, mettendoci in gioco, rimboccandoci le maniche. Donandoci. Stiamo riflettendo sul #tuttoèconnesso. La prima connessione è la fraternità che contempliamo in questa assemblea. Siamo connessi gli uni agli altri.

Perché nel nostro modus di essere sociali, vi è un legame molto più profondo, mai sacrificabile in nome del profitto, del tornaconto. Il pianeta ha bisogno dell’apertura di corridoi percorribili secondo lo Spirito, perché anche tra le contraddizioni e le croci siamo predestinati alla gioia che già inizia in questa terra, che è del Signore con tutto quello che essa contiene quando cerchiamo il suo volto come abbiamo pregato nel salmo”.

Riprendendo la parabola del vignaiuolo l’arcivescovo di Taranto ha chiesto cura e pazienza per rigenerare: “E’ così che il Signore, con una breve parabola, descrive il processo di conversione che è un itinerario passionale di pazienza e di cura. Un fico infatti non metteva frutti e di fronte alla sua infruttuosità il suo padrone decide di sradicarlo.

Il contadino chiede pazienza al padrone, promette di prendersene cura, di stare ad esso vicino. La conversione infatti inaugura un tempo di misericordia, un tempo necessario perché il cuore torni ad appartenere a Dio, perché il fico riemetta i suoi germogli. Interessante il concetto di cura e di pazienza quale viatico indispensabile perché si porti frutto, perché anche quel fico si converta e torni alla sua vera vocazione”.

(Foto: Settimana Sociale dei Cattolici italiani)

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