Tag Archives: fraternità

Oggi il funerale di fratel Biagio Conte

Questa mattina si celebrano a Palermo i funerali di fratel Biagio Conte, fondatore della Missione ‘Speranza e Carità, presieduti dall’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, definito nel telegramma di papa Francesco un ‘generoso missionario di carità e amico dei poveri’.

Padre Enzo Fortunato: il presepe è una gioia mai provata prima

La storia della nascita del presepe che compie 800 anni è riportata nel libro del francescano p. Enzo Fortunato, già direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi ed autore del libro ‘Una gioia mai provata’ con la prefazione di mons. Domenico Pompili, ora vescovo a Verona e fino poco tempo fa vescovo a Rieti, nel cui territorio c’è Greccio.

A Tricase ‘Ceniamo insieme’ per raccolta fondi per la ‘Locanda della fraternità’

La Caritas diocesana di Ugento – S. Maria di Leuca comunica che nella serata di giovedì 15 dicembre, presso la struttura ‘Maior Charitas’ sita a Tricase si è svolta ‘Ceniamo insieme’, iniziativa di promozione per la Raccolta Fondi a favore della ‘Locanda della Fraternità’.

Vicenza ha un nuovo vescovo che sceglie pastoralità ed ospitalità

Domenica 11 dicembre la diocesi di Vicenza ha accolto il nuovo vescovo mons. Giuliano Brugnotto con il rito di ordinazione presieduto dal vicentino card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano,  con il suggerimento a chiunque avesse intenzione di fargli un dono, di devolvere un’offerta a sostegno di un piccolo ospedale in allestimento in Pakistan sostenuto dall’Associazione Missione Shahbaz Bhatti Onlus (MSB) che opera in Pakistan per la difesa dei diritti delle minoranze religiose e cristiane (IBAN: IT23B0306961904100000003808 – BIC BCITITMM), che si si ispira al pensiero e all’impegno di Shahbaz Bhatti, ministro federale delle Minoranze Religiose e dell’Armonia Nazionale del Pakistan, assassinato il 2 marzo 2011.

Papa Francesco: la Madonna di Guadalupe protegga il mondo

Nella festa della Madonna di Guadalupe papa Francesco ha celebrato nella basilica di san Pietro una messa che anche quando la Madonna apparve a Juan San Diego quasi 500 anni fa, si vivevano momenti difficili, ma anche oggi è un momento difficile per l’umanità, un momento in cui il Signore ci deve accompagnare per la via della fraternità:

Papa Francesco all’World Jewish Congress chiede di lavorare per la fraternità

Questa mattina papa Francesco ha ricevuto i partecipanti dell’ ‘Executive Committee Meeting del World Jewish Congress’, fondato a Ginevra nel 1936 nel segno della solidarietà con gli ebrei perseguitati nella Germania nazista, della lotta all’Antisemitismo in Europa, della repressione degli ebrei nell’Unione Sovietica e delle rivendicazioni di una politica migratoria e sociale ebraica (Giudaismo). Scaturì principalmente dal Comité des délégations juives, creato nel 1919.

Nel discorso il papa ha evidenziato i tratti comuni tra ebrei e cristiani: “Ebrei e cattolici, abbiamo in comune inestimabili tesori spirituali. Professiamo la fede nel Creatore del cielo e della terra, che non solo ha dato origine all’umanità, ma plasma ogni essere umano a sua immagine e somiglianza. Crediamo che l’Onnipotente non è rimasto distante dalla sua creazione, ma si è rivelato, non comunicando soltanto con alcuni, isolatamente, ma rivolgendosi a noi come popolo. Tramite la fede e la lettura delle Scritture trasmesse nelle nostre tradizioni religiose, possiamo entrare in relazione con Lui e diventare collaboratori della sua provvidente volontà”.

Ma ebrei e cristiani tendono anche verso un fine comune: “Abbiamo anche uno sguardo simile sulla fine, abitati dalla fiducia che, nel cammino della vita, non procediamo verso il nulla, ma incontro all’Altissimo che ha cura di noi, incontro a Colui che ci ha promesso, alla conclusione dei giorni, un regno eterno di pace, dove terminerà tutto ciò che minaccia la vita e la convivenza umana”.

Il fine è la salvezza, secondo le parole della Sacra Scrittura: “Il nostro mondo è segnato dalla violenza, dall’oppressione e dallo sfruttamento, ma tutto ciò non ha l’ultima parola: la promessa fedele dell’Eterno ci parla di un futuro di salvezza, di un nuovo cielo e di una nuova terra dove pace e gioia avranno stabile dimora, dove la morte sarà eliminata per sempre, dove Egli asciugherà le lacrime su ogni volto, dove non vi saranno più lutto, lamento a affanno. Il Signore realizzerà questo futuro, anzi Lui stesso sarà il nostro futuro”.

E tale salvezza alimenta la speranza, nonostante idee diverse: “E, sebbene esistano idee diverse nell’ebraismo e nel cristianesimo su come si configurerà tale compimento, la confortante promessa che abbiamo in comune permane. Essa alimenta la nostra speranza, ma non meno il nostro impegno, affinché il mondo che abitiamo e la storia che viviamo rispecchino la presenza di Colui che ci ha chiamati ad essere adoratori suoi e custodi dei nostri fratelli”.

Il discorso del papa è un invito a ‘lavorare’ per la fraternità: “Alle nostre due comunità di fede è affidato il compito di lavorare per rendere il mondo più fraterno, lottando contro le disuguaglianze e promuovendo una maggiore giustizia, affinché la pace non rimanga una promessa dell’altro mondo, ma sia già realtà in questo. Sì, la strada della pacifica convivenza comincia dalla giustizia che, insieme alla verità, all’amore e alla libertà, è una delle condizioni fondamentali per una pace duratura nel mondo”.

E’ un invito a lavorare per la pace: “Quanti esseri umani, creati a immagine e somiglianza di Dio, sono sfigurati nella loro dignità, a causa di un’ingiustizia che lacera il pianeta e rappresenta la causa soggiacente a tanti conflitti, la palude in cui ristagnano guerre e violenze! Colui che tutto ha creato secondo ordine e armonia ci invita a bonificare questa palude di ingiustizia che affossa la convivenza fraterna nel mondo, tanto quanto le devastazioni ambientali compromettono la salute della terra”.

Queste iniziative comuni richiedono coraggio e creatività: “E beneficiano grandemente della fede, della capacità di riporre la fiducia nell’Altissimo e di lasciarsi guidare da Lui, piuttosto che da meri interessi terreni, che sono sempre immediati e non lungimiranti, particolari e incapaci di abbracciare l’insieme.

La fede ci ridesta invece al pensiero che ogni uomo è a immagine e somiglianza dell’Altissimo, chiamato a incamminarsi verso il suo regno… In altre parole, le nostre iniziative politiche, culturali e sociali per migliorare il mondo (quello che voi chiamate ‘Tiqqun Olam’) non potranno avere il buon esito sperato senza la preghiera e senza l’apertura fraterna alle altre creature in nome dell’unico Creatore, il quale ama la vita e benedice gli operatori di pace”.

(Foto: Santa Sede)

Dal Marocco suor Julie racconta il senso del gusto

Sì, con la nostra terra, la gente dei nostri villaggi, come Timoulilte nei dintorni di Beni Mellal e la loro voglia di lavorare insieme. Halima, infatti, ci ha accolto questo martedì mattina nella sua cooperativa ‘Taymate’ (che significa ‘fraternità’). Un mondo si è aperto per noi. Fraterno, laborioso, e in cammino verso la dignità di tante donne e uomini di qui.

Papa Francesco ai giovani: la Chiesa ha bisogno di voi

Continuando il viaggio apostolico nel Bahrain papa Francesco ha incontrato nella scuola del ‘Sacro Cuore’ i giovani, accolto con grande festa e dalla direttrice suor Roselyn Thomas, che lo ringrazia: “Esprimiamo la nostra ammirazione e l’apprezzamento per il Suo umile servizio di guida amorevole verso la pace e l’armonia, ed anche per i passi coraggiosi che ha compiuto in questa direzione”.

Papa Francesco invita a chiedere la pace a Dio

Stamattina papa Francesco ha concelebrato al Bahrain National Stadium la messa con l’invito ad amare tutti per realizzare la pace, come afferma il profeta Isaia, in quanto il Figlio di Dio avrà un grande potere: “Sembra una contraddizione: nella scena di questo mondo, infatti, spesso vediamo che, più si ricerca il potere, più la pace è minacciata”.

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