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Preziosi: Armida Barelli promosse il laicato cattolico

“Io torno dall’Italia meridionale con un’immensa speranza in cuore, speranza appoggiata anzitutto sui nostri magnifici vescovi, sui nostri assistenti, sulle nostre sorelle: quante belle e care anime ho avvicinato, quanti occhi ho visto lampeggiare nell’esposizione del nostro programma massimo!”: così scriveva nel 1920 Armida Barelli, di cui papa Francesco nello scorso febbraio ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi alla promulgazione del decreto riguardante un miracolo attribuito alla sua intercessione.

Pasqua: per mons. Mazzocato ‘abbiamo bisogno di sperare per i nostri morti’

“Pasqua è, nella sua essenza, la festa della speranza e tutti in effetti avvertiamo in questi tempi il bisogno proprio di speranza, generatrice di serenità. Anche papa Francesco, nella Santa Messa delle Palme, ha constatato: L’anno scorso eravamo più scioccati, quest’anno siamo più provati”: così ha scritto l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nel suo messaggio ai fedeli per la Pasqua.

Papa Francesco: Gesù ci aspetta in Galilea

Nella notte di Pasqua le candele accese sono occasioni di speranza e di resurrezione ed il papa dalla cattedrale di san Pietro ha invitato a riaccendere la speranza sull’esempio delle donne recatesi al ‘sepolcro’ con l’invito a recarsi in Galilea:

Zaccuri: Eugenio Corti fu uno scrittore epico

Eugenio Corti nacque a Besana, in Brianza, il 21 gennaio 1921 in una famiglia con radici profondamente cattoliche. La nonna paterna, Giuseppina Ratti, era prima cugina di Achille Ratti che, nel 1922, fu eletto Papa con il nome di Pio XI. Il padre Mario, industriale tessile, aveva iniziato a lavorare a 13 anni perché, rimasto orfano, voleva essere d’aiuto alla madre vedova con cinque figli.

L’annuncio dell’Angelo a Maria

Nel cammino quaresimale, dopo la festività di san Giuseppe, troviamo l’Annunciazione dell’Angelo alla SS. Vergine. Questa festa è collegata alla festa di Natale: stabilita la data del 25 dicembre per la nascita di Gesù, nove mesi prima l’Arcangelo Gabriele, messaggero di Dio, si presenta a Maria per il lieto annuncio. Un momento assai suggestivo per Maria di Nazareth, promessa sposa a Giuseppe, artigiano del luogo e uomo di fede profonda.

Il CCEE compie 50 anni per far fiorire la speranza

Istituito il 25 marzo 1971, con l’approvazione delle Norme ‘ad experimentum’ da parte della Congregazione per i Vescovi, poi firmate da san Paolo VI, il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa ‘nacque sotto lo sguardo della Madre di Cristo e della Chiesa, che sarà poi venerata come Regina dell’Europa’.

Mons. Fragnelli: ‘Con i piccoli gesti si diventa artigiani che costruiscono la comunità’

“Cura del creato, compassione per i malati e i senzatetto, riconciliazione per vivere una Pasqua di fraternità”: sono gli spunti di impegno concreto offerti dal vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli nel suo messaggio per la Quaresima, perché la pandemia “cambia le abitudini e ci spinge ad intensificare le relazioni personali e i particolari di attenzione reciproca. Cambia anche le celebrazioni della pietà popolare”, particolarmente sentite quelle del Venerdì Santo.

5^ domenica di Quaresima: Gesù e l’Alleanza nuova

Il brano del Vangelo è un preludio alla passione e morte di Gesù; siamo ormai vicino alla festa di Pasqua. L’occasione è data da alcuni Greci che chiedono di incontrare Gesù e si rivolgono ai discepoli. Questi Greci volevano vedere Gesù solo per curiosità; forse ne avevano sentito parlare molto o forse pensavano di assistere a qualche miracolo.

Il papa alla comunità filippina: portate la gioia della fede

A Manila lo scorso 6 febbraio si è aperto il Giubileo dei 500 anni di evangelizzazione dell’arcipelago nella cattedrale dell’Immacolata Concezione, presieduta dal nunzio apostolico, mons. Charles John Brown, e da mons. Broderick Pabillo. Dal punto di vista storico, il vangelo è stato portato nelle Filippine dall’esploratore spagnolo Ferdinando Magellano. Il l tema del messaggio dei 500 anni è ‘Gifted to give’, che ricorda la frase evangelica ‘Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date’.

Padre Panichella dal Brasile racconta la situazione

Qui ad Atalaia do Norte, nell’Amazzonia brasiliana, sul confine con il Perù non ci sono grandi novità in questi mesi. Da dicembre a febbraio in Brasile è tempo di vacanze, ritmo attenuato. C’è la morsa della pandemia del covid che qui viaggia su una trentina di casi nuovi al giorno, con diversi morti (non si sa  quanti perchè l’assessorato comunale della sanità attribuisce i decessi ad altre cause); su 13.000 abitanti hanno avuto ed hanno il virus 2.400 persone circa, cioè sul 15% della popolazione. La cosa é gravissima.

Il vescovo della nostra diocesi, Alto Solimões ha emesso un decreto per la diocesi di sospensione di tutte le attività pastorali. Così il comune. Quindi questa missione può  contare solo con la messa alla domenica al 30% di capienza, la consegna delle buste di alimenti e la preghiera e comunione nelle famiglie. Gli indigeni dei villaggi, circa 6.200 sono contagiati a loro volta dal covid.

Vi racconto un incontro:  giovedì scorso, durante il pisolino del pomeriggio hanno bussato e mi hanno chiamato: era la suora, di cui conosco la voce che mi chiamava e c’era alla porta un indigeno che parlava il portoghese chiedendomi di andare a benedire un morente, che non era mai guarito bene dal morso di un serpente. Il morente aveva questo desiderio…

Il fatto inedito è che José Nascumento era pagé, cioè ministro della religione etnica ‘Marubo’ e che spesso non accettava interventi medici dei ‘bianchi’. Il medico l’aveva abbandonato al suo destino da tre mesi. E’ un villaggio ad 8 km da Aralaia, strada di terra con buche profonde melmose con la mia moto guidata da un giovane. Arrivati lì siamo entrati nella ‘maloca’ (capanna di paglia indigena), piccola in verità e scura, con pochissima luce.

Credo che nessuno parlasse il portoghese tranne l’uomo che era venuto a cercarmi. Ho toccato il malato, che non reagiva, ho pregato il Signore, ho letto un tratto del vangelo di Giovanni; ho dato la benedizione con  l’acqua e ho tentato di conversare con i tanti presenti su alcune cose. Rispondeva colui che era venuto a chiamarmi. C’erano tante amache appese qua e là e mi hanno detto che lì dentro vivono tredici famigliari.

Ciò non è esattamente per la povertà, ma per un altro motivo molto valido, per conservare la loro cultura che amiamo e stimiamo! Passando ai progetti con i bambini, adolescenti e giovani, dovuto alla pandemia non si possono fare attività in presenza e quindi sono aiutati in casa e con le loro famiglie con borse di alimenti, in questa fase di estrema povertà e…fame.

Li ho visitati a gennaio. Il comune di São Paulo sta boicottando il centro SASF e si rischia di chiudere per mancanza di fondi. Meno male che voi aiutate. Grazie infinite. La Pasqua è giustamente Gesù,che è stato ucciso perchè scomodo, dando la vita a tutti e risorgendo glorioso. Diamo anche noi la vita.

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