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Tutto pronto per la festa di santa Rita

Grande l’attesa per la festa a Cascia che torna alla normalità e per la maratona in diretta che porterà le celebrazioni nelle case di tutti i devoti, a pochi giorni, come ha sottolineato nel messaggio suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita da Cascia, che con la Comunità agostiniana e il Comune di Cascia si prepara alla festa della santa, che ogni anno unisce i popoli:

Papa Francesco invita a non alimentare le divisioni

A conclusione della sessione plenaria del Pontifico Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani papa Francesco ha sottolineato la necessità di un cammino sinodale, dopo il periodo pandemico per comprendere l’appartenenza ad un’unica famiglia cristiana:

“Un primo significativo risultato ecumenico della pandemia è stata la rinnovata consapevolezza di appartenere tutti all’unica famiglia cristiana, consapevolezza radicata nell’esperienza di condividere la medesima fragilità e di poter confidare solamente nell’aiuto che viene da Dio.

Paradossalmente, la pandemia, che ci ha costretti a mantenere le distanze gli uni dagli altri, ci ha fatto comprendere quanto in realtà siamo vicini gli uni agli altri e quanto siamo responsabili gli uni degli altri.

E’ fondamentale continuare a coltivare questa consapevolezza, e far scaturire da essa iniziative che rendano esplicito e accrescano questo sentimento di fratellanza. E su questo vorrei sottolineare: oggi per un cristiano non è possibile, non è praticabile andare da solo con la propria confessione. O andiamo insieme, tutte le confessioni fraterne, o non si cammina”.

Per il papa l’ecumenismo è un passo verso un cammino di fede che da soli si resta isolati: “Oggi la coscienza dell’ecumenismo è tale che non si può pensare di andare nel cammino della fede senza la compagnia dei fratelli e delle sorelle di altre Chiese o comunità ecclesiali. E questa è una grande cosa. Soli, mai. Non possiamo. E’ facile, infatti, dimenticare questa profonda verità.

Quando ciò accade alle Comunità cristiane, ci si espone seriamente al rischio della presunzione di autosufficienza e della autoreferenzialità, che sono gravi ostacoli per l’ecumenismo.

E noi lo vediamo. In alcuni Paesi ci sono certe riprese egocentriche (per così dire) di alcune comunità cristiane che sono un tornare indietro e non potere avanzare. Oggi, o si cammina tutti insieme o non si può camminare. E’ una verità e una grazia di Dio questa coscienza”.

Ed il riferimento non poteva che essere alla guerra in Ucraina ed alle altre guerre nel mondo: “Dopo la fine della seconda guerra mondiale non sono mai mancate guerre regionali – tante! Pensiamo al Ruanda, per esempio, 30 anni fa, per dirne una, ma pensiamo al Myanmar, pensiamo…

Ma poiché sono lontane, noi non le vediamo, mentre questa è vicina e ci fa reagire, tanto che io ho spesso parlato di una terza guerra mondiale a pezzetti, sparsa un po’ ovunque.

Tuttavia, questa guerra, crudele e insensata come ogni guerra, ha una dimensione maggiore e minaccia il mondo intero, e non può non interpellare la coscienza di ogni cristiano e di ciascuna Chiesa. Dobbiamo chiederci: cosa hanno fatto e cosa possono fare le Chiese per contribuire allo ‘sviluppo di una comunità mondiale, capace di realizzare la fraternità a partire da popoli e nazioni che vivano l’amicizia sociale’? E’ una domanda a cui dobbiamo pensare insieme”.

Un richiamo a non alimentare le divisioni: “Nel secolo scorso, la consapevolezza che lo scandalo della divisione dei cristiani avesse un peso storico nel generare il male che ha avvelenato il mondo di lutti e ingiustizie aveva mosso le comunità credenti, sotto la guida dello Spirito Santo, a desiderare l’unità per cui il Signore ha pregato e ha dato la vita. Oggi, di fronte alla barbarie della guerra, questo anelito all’unità va nuovamente alimentato. Ignorare le divisioni tra i cristiani, per abitudine o per rassegnazione, significa tollerare quell’inquinamento dei cuori che rende fertile il terreno per i conflitti”.

Compito dell’ecumenismo è l’annuncio del vangelo della pace: “L’annuncio del vangelo della pace, quel vangelo che disarma i cuori prima ancora che gli eserciti, sarà più credibile solo se annunciato da cristiani finalmente riconciliati in Gesù, Principe della pace; cristiani animati dal suo messaggio di amore e fraternità universale, che travalica i confini della propria comunità e della propria nazione.

Torniamo su quello che ho detto: oggi, o camminiamo insieme o rimarremo fermi. Non si può camminare da soli. Ma non perché è moderno, no: perché lo Spirito Santo ha suscitato questo senso dell’ecumenismo e della fratellanza”.

Inoltre il papa ha plaudito alle iniziative ecumeniche che si pensano per l’anniversario del Concilio Ecumenico di Nicea, che ricorre nel 2025: “Nonostante le travagliate vicende della sua preparazione e soprattutto del successivo lungo periodo di recezione, il primo Concilio ecumenico è stato un evento di riconciliazione per la Chiesa, che in modo sinodale riaffermò la sua unità intorno alla professione della propria fede.

Lo stile e le decisioni del Concilio di Nicea devono illuminare l’attuale cammino ecumenico e far maturare nuovi passi concreti verso la meta del pieno ristabilimento dell’unità dei cristiani. Dato che il 1700° anniversario del primo Concilio di Nicea coincide con l’anno giubilare, auspico che la celebrazione del prossimo giubileo abbia una rilevante dimensione ecumenica”.

Il discorso del papa è un invito ad un cammino insieme: “Andare avanti, camminare insieme. E’ vero che il lavoro teologico è molto importante e dobbiamo riflettere, ma non possiamo aspettare di fare il cammino di unità finché i teologi si mettono d’accordo.

Una volta un grande teologo ortodosso mi disse che lui sapeva quando i teologi saranno d’accordo. Quando? Il giorno dopo il giudizio finale, mi ha detto. Ma nel frattempo? Camminare come fratelli, nella preghiera insieme, nelle opere di carità, nella ricerca della verità. Come fratelli. E questa fratellanza è per tutti noi”.

(Fonte: Santa Sede)

Papa Francesco: la fede non è una serie di regole

Nella catechesi odierna papa Francesco, riflettendo sempre sulla vecchiaia, ha affrontato il tema della coerenza nella fede, presentando la coerenza di Eleazaro, vissuto sotto la persecuzione di Antioco Epifane:

E’ nata ‘La Gloria’: casa discografica di ispirazione cattolica

Un inizio 2022 ricco di nuovi progetti per i The Sun! Come già annunciato con un articolo sul suo blog ‘Per anime libere’, Francesco Lorenzi e Andrea Marco Ricci hanno unito le loro esperienze e idee per creare (con il supporto di varie altre persone) la nuova etichetta discografica ‘La Gloria’, per la quale è uscito già il nuovo singolo dei The Sun ‘La mia legge di attrazione’.

Dalla Pasqua ortodossa un appello alla pace

Domenica scorsa il mondo ortodosso ha celebrato la Pasqua secondo il calendario giuliano, che quest’anno è stata vissuta in guerra, come è stato ricordato da papa Francesco al termine del Regina Coeli:

Il papa: la misericordia è la vita della Chiesa

Giornata intensa quella di papa Francesco, segnata da incontri incentrati sulla Misericordia, come quello incentrato sulla figura di Rut nel discorso ai Missionari della Divina Misericordia, congratulandosi perché sempre più aderiscono ed iscritti nella Costituzione apostolica ‘Praedicate Evangelium’:

Cristo è risorto: Alleluia!

Pasqua anno 2022: Cristo è risorto! San Giovanni evangelista ci dà il lieto annuncio della risurrezione: il primo giorno dopo il sabato, il sepolcro è vuoto! I discepoli di Gesù si trovarono di fronte ad una realtà nuova, umanamente incredibile, sconvolgente. La prima è stata Maria di Magdala, che si era recata molto presto con due amiche portando aromi per imbalsamare il corpo; camminavano ma erano preoccupate come potere rimuovere la pietra che chiudeva la sepoltura.

L’impegno dei salesiani in Ucraina con le Missioni Don Bosco

Il salesiano don Daniel Antúnez, presidente delle ‘Missioni Don Bosco’, è rientrato nella scorsa settimana in Italia da un viaggio che l’ha portato a incontrare i salesiani di Slovacchia, Polonia e Ucraina (a Leopoli) e si sta occupando dell’accoglienza a Valdocco di un gruppo di 39 profughi: “Noi vogliamo essere militanti per la pace. Se il papa sarà in condizione di andare di persona, io e tanti altri siamo pronti ad accompagnarlo”.

Papa Francesco ai maltesi: siete il tesoro della Chiesa

La prima giornata di papa Francesco a Malta è terminata con una veglia di preghiera, perché la crisi della fede non si deve ‘addolcire’, e la Madre di Dio sotto la croce è la testimonianza, mentre 3000 fedeli erano nel piazzale del santuario nazionale di Ta’ Pinu:

La Chiesa invoca san Charbel per la pace

Lunedì 21 marzo papa Francesco ha ricevuto  il presidente della Repubblica del Libano, Michel Aoun, il quale si è successivamente incontrato con il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

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