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Porte Aperte all’Alveare di Santa Rita

Ha raggiunto già ben 22.000 visualizzazioni il video della diretta streaming di Porte Aperte all’Alveare, l’evento annuale che consente di entrare virtualmente nel mondo dell’Alveare di Santa Rita, ovvero il progetto del Monastero Santa Rita da Cascia, che accoglie minori provenienti da famiglie in difficoltà economica e sociale.

Gli studenti hanno già mostrato maturità

In una situazione strana e ‘silenziosa’ gli esami di maturità; una maturità diversa e strana per molti italiani. Ma per gli studenti quest’anno la maturità è sempre la maturità. Certo, sono mancati quei riti (come i famosi ‘100 giorni’), che servivano a scongiurare certe paure ed ad amalgamare forse ancora meglio la coesione della classe.

Cei: non c’è vuoto normativo contro l’omofobia

Sono cinque le proposte in commissione Giustizia della Camera, che puntano a inserire una nuova fattispecie alla legislazione penale di contrasto alle discriminazioni razziali, legata all’ ‘identità di genere’ e all’ ‘orientamento sessuale’. Una materia, il divieto di discriminazioni, che è regolata dalla legge 205 del 1993, che prende il nome dall’allora ministro dell’Interno Nicola Mancino. L’obiettivo di queste proposte è il contrasto al fenomeno dell’omofobia, partendo dall’esistenza di un vuoto normativo.

Don Nicola Ciarapica racconta il coronavirus in Ghana

Il coronavirus si sta inesorabilmente allungando verso l’Africa, ed è corsa contro il tempo per fermare il dilagare della pandemia che provocherebbe una strage dalle dimensioni catastrofiche, una preoccupazione fortemente sentita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpita dal trend crescente osservato: 52 Paesi finora toccati dal virus, per un totale di oltre 33.200  contagi, con 1.470 morti; ad aprire la lista l’Egitto, seguito dal Sudafrica; nell’Africa occidentale i casi sono concentrati soprattutto in Ghana, Nigeria e Guinea.

Il 31 maggio scorso, il presidente del Ghana a proposito della situazione del coronavirus, ha precisato le misure che il governo sta mettendo in atto per frenare la diffusione del virus: “Il consenso della consultazione delle parti interessate raccomanda un approccio graduale per allentare le restrizioni anti Covid-19”. Quindi fino all’ultima domenica di maggio nel Paese sono stati condotti 218.425 test anti Covid-19, dai quali risultano 5.087 positivi; 2.947 guariti e 36 deceduti.

Per comprendere meglio la situazione ghanese abbiamo contattato don Nicola Ciarapica, missionario salesiano a Sunyani, capoluogo della regione di Brong-Ahafo, chiedendo di raccontarci la situazione nel Paese: “Il Ghana ha confermato i primi casi positivi al test del coronavirus COVID 19 solo il 12 Marzo scorso. All’inizio tutte le scuole sono state chiuse e vietati i raduni culturali, religiosi, politici, raccomandate le normali norme internazionali per prevenire la diffusione del virus.

Le megalopoli più infettate (Accra, Kumasi, Kasoa) sono state dichiarate dal presidente Akufo-Addo ‘zona rossa’ per tre settimane e i confini chiusi fino a data da destinarsi. Il Governo dal 19 Aprile ha revocato il blocco parziale della capitale e delle altre due metropoli chiave del paese iniziando a preparare la popolazione a convivere con il virus. La consigliera presidenziale per la salute, la dott.ssa Nsiah-Asare, in un’intervista ha indicato che il 10% della popolazione del Ghana potrebbe probabilmente risultare positivo al contagio del virus prima che si raggiunga il picco dell’infezione.

La popolazione del Ghana è stimata in oltre 28.000.000! Il 15 aprile si contavano 636 persone infettate, 7 decedute e 83 guariti. I dati del 26 maggio riportavano un totale di casi confermati di 7.117, (nuovi casi in un giorno = 309), con 2317 guariti, 34 deceduti, 4766 attivi. Nel Paese ci sono ampie regioni dove non si riportano ancora casi di infezione come qui a Sunyani! Diciamo che siamo ancora agli inizi, la diffusione è lenta; i casi che hanno bisogno di attenzione medica sono pochi e fino ad ora pochissimi i deceduti solo lo 0,5%!

Inoltre da venerdì 5 giugno, il Ghana ha iniziato l’attuazione di un graduale allentamento delle restrizioni: gli studenti universitari dell’ultimo anno dovranno presentarsi a scuola il 15 giugno 2020; le diverse fedi religiose possono  iniziare il culto comune, rispettando i protocolli di allontanamento sociale e igiene. Tutte le scuole, sia private che pubbliche, rimangono chiuse. Solo gli studenti dell’ultimo anno possono accedere  a tali strutture. Possono essere organizzati matrimoni con non più di 100 ospiti; mentre le attività politiche pubbliche, ad eccezione dei raduni, potranno riprendere con meno di 100 persone, osservando i protocolli di allontanamento sociale e igiene”.

In tale situazione in quale modo la Chiesa è vicina alla gente?

“In Ghana le chiese cristiane coinvolgono la maggioranza delle persone e la Chiesa Cattolica è seguita da un 10% della popolazione. La Conferenza Episcopale ha raccomandato di seguire le disposizioni del Governo riguardo alla prevenzione e cura della infezione da coronavirus, per cui tutte gli assembramenti per preghiera, catechesi e celebrazioni anche liturgiche-sacramentali sono state sospese.  La celebrazione dei funerali degli adulti, considerati essenziale elemento nell’arco dell’esistenza umana, è permessa ma con massimo 25 partecipanti. I vescovi delle Diocesi hanno invitato a continuare a celebrare le messe nelle chiese ma con non più di 5 partecipanti e per la Messa domenicale si propone di trasmetterla in diretta per coloro che possono seguirla tramite radio o la televisione. 

Molte diocesi tramite la Caritas ed anche in collaborazione con le Organizzazioni non governative, si sono mosse per istruire la popolazione sui comportamenti e precauzioni da prendere per prevenire il contagio, collaborare per la disinfestazione di ambienti, fare corsi per insegnare a  preparare igienizzanti, saponi, mascherine… I parroci, anche se non possono celebrare i sacramenti, continuano a rimanere  in contatto tramite telefono e mezzi di comunicazione sociale, e nelle zone, dove non c’è il lockdown totale, possono ricevere nei loro uffici parrocchiali o andare a visitare i malati in ospedale  le famiglie”.

(Foto d’archivio: Salesiani – Prima parte)

Da Perugia il card. Bassetti invita a non abbandonare giovani e famiglie

Al termine della messa crismale il vescovo di Perugia, card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha esortato parroci ed animatori all’apertura degli oratori, parlando dell’importanza dell’impegno pastorale delle comunità parrocchiali per i ragazzi e per le loro famiglie:

Giovanni Paolo II: famiglia bene della società

“Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, Padre, che sei amore e vita, fa che ogni famiglia umana sulla terra diventi, mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, ‘nato da donna’, e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità, un vero santuario della vita e dell’amore per le generazioni che sempre si rinnovano. Fa’ che la tua grazia guidi i pensieri e le opere dei coniugi verso il bene delle loro famiglie e di tutte le famiglie del mondo. Fa’ che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno per la loro umanità e la loro crescita nella verità e nell’amore”.

Papa Francesco: la rigidità impedisce la libertà dello Spirito Santo

Nella giornata mondiale della famiglia papa Francesco nella celebrazione eucaristica da Santa Marta ha pregato per essa: “Oggi è la Giornata mondiale della famiglia. Preghiamo per le famiglie, perché cresca nelle famiglie lo Spirito del Signore, lo spirito di amore, di rispetto, di libertà”.

Il papa richiama all’unità dello Spirito Santo

 Nell’attesa di una ripresa delle celebrazioni eucaristiche con la presenza del popolo papa Francesco continua a celebrare la messa da Santa Marta in streaming ed in questo lunedì della quarta settimana di Pasqua ha pregato per le famiglie . Nell’introduzione, Francesco ha rivolto il suo pensiero alle famiglie, perché continuino ad avere creatività in questo particolare momento:

Famiglie e figli per salvare l’Italia dal disastro

Con un lungo messaggio su facebook il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, domenica 3 maggio si è rivolto agli italiani chiedendo responsabilità, fiducia e senso civico dopo 50 giorni di ‘chiusura’ totale del sistema ‘Italia’:

La Chiesa difende il giusto salario

Recentemente papa Francesco ha scritto una lettera ai movimenti popolari, proponendo un salario universale, che consenta la dignità del lavoro: “Forse è giunto il momento di pensare a un salario universale che riconosca e dia dignità ai nobili e insostituibili lavori che svolgete; capace di garantire e trasformare in realtà questa parola d’ordine tanto umana e tanto cristiana: nessun lavoratore senza diritti”.

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