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2^ domenica: famiglia, Chiesa domestica

Gesù dà il via alla vita pubblica e la prima realtà che si apre alla sua prospettiva è la famiglia, dove l’uomo realizza pienamente se stesso; la famiglia come legame intimo voluto da Dio tra un uomo e una donna, vincolo unitario ed indissolubile; legame che ci riporta all’alleanza  sancita tra Dio e il suo popolo che si coniuga in ‘amore sponsale’:

Dio ama la sua Chiesa come lo sposo ama la sua sposa. Gesù inizia la vita pubblica con una cena di matrimonio, dove compie il primo miracolo in favore della famiglia; conclude la vita pubblica con l’ultima cena, dove istituisce il sacramento dell’Eucaristia. Coincidenza assai indicativa e senz’altro voluta dal Signore.

La famiglia si costituisce con il sacramento dell’amore tra un uomo e una donna, ma al vertice  di questo amore necessita la presenza di Cristo Gesù, il Figlio di Dio incarnato nel quale l’umanità è assunta dalla divinità. E’ veramente grande il sacramento dell’amore.

Non c’è famiglia senza amore; ma ‘amare’ non è piacere o solo eros, nella famiglia è necessario che l’amore diventi ‘donazione’ o ‘agape’: cioè ‘ti voglio bene’ (io voglio il tuo bene); questo  amore,  mirabile agli occhi di Dio, trova in Cristo Gesù, che ha benedetto quella unione, il santificatore della famiglia.

E’ sempre necessario allora invitare Cristo a nozze per costruire la famiglia (chiesa domestica) alla maniera della Chiesa (la famiglia delle famiglie) su solida ed indiscussa base.  Anche Gesù nell’istituire la sua Chiesa cercò di darle una base stabile, costruirla su una pietra forte ed indiscussa: aveva riunito attorno a sé i dodici apostoli, poi ne scelse uno, Simone figlio di Giovanni, al quale disse:

da oggi innanzi ti chiamerai ‘pietra’, roccia, perché su questa pietra io edificherò la mia Chiesa; questa Chiesa, come una barca in un mare tempestoso, non affonderà mai perché al timone della barca c’è Pietro, elemento visibile di una realtà invisibile: lo Spirito Santo che guida la Chiesa, lo stesso Cristo Gesù sempre presente nella barca e, pertanto, ‘le porte degli inferi non prevarranno’.

Ciò che conta è la presenza di Gesù nella famiglia. Il miracolo delle nozze di Cana è significativo: alla cena di nozze è presente Gesù con i dodici e con Maria, sua madre. L’occhio vigile di Maria si accorge che il vino sta per finire ed invita Gesù ad intervenire con la sua forza divina. Maria invita i servi a recarsi da Gesù e questi ordina  loro di riempire le anfore di acqua, poi benedice e questa diventa ottimo vino.

Un vino così squisito che spinse il maggiordomo a richiamare lo sposo: tutti recano a tavola il vino buono all’inizio, tu lo hai riservato solo per la fine; non sapeva, poverino, che era il vino del miracolo. La crisi che incombe oggi sulla società è crisi della famiglia; la famiglia necessita di un cambiamento radicale.

Oggi si amano più i cani e i gatti che i bambini, oggi si preferisce  la convivenza (amore provvisorio) al matrimonio (unione stabile, per tutta la vita in ordine anche alla generazione dei figli); oggi domina soprattutto l’eros, il piacere, piuttosto che l’amore che è anche sacrificio e donazione.

Oggi è tempo di ri-costruzione, tempo prezioso che richiede responsabilità ed amore. Bisogna chiudere finalmente ad un certo modo di agire per aprirsi al vero orizzonte dell’amore,  alla luce della parola di Dio. 

Il matrimonio è un dono: la donazione di sé all’altro, la gioia del dare, del far felice. Coniugi: cum iugo, due persone poste sotto lo stesso giogo, che si aiutano a vicenda e nell’aiuto realizzano se stessi anche in chiave carismatica: per il bene della famiglie e della stessa società. Chi dà la forza e l’aiuto è lo Spirito Santo; è il vino di cui si parla nel Vangelo , elemento essenziale ed insostituibile nella vita della famiglia.

Ricordo sempre agli sposi: se il vino diminuisce o minaccia di finire (il vino della gioia, dell’amore, della donazione reciproca), alzate gli occhi al cielo, invocate Maria, madre di Gesù e madre della Chiesa; Maria collaborerà perché l’acqua diventi ottimo vino, Maria non abbandona i figli che si rivolgono a Lei.

Da soli si rimane vittime dell’egoismo, dell’orgoglio, della perfidia e della solitudine; con Cristo  Gesù risplende la sua luce, si diradano le tenebre e torna a risplendere  la gioia dell’amore vero e della vita. I cristiani di ieri hanno trasformato la famiglia in ‘chiese domestiche’; purtroppo oggi si assiste al processo inverso.

La società va male perché la famiglia minaccia di sgretolarsi. L’inizio di questo nuovo anno deve trovare uniti tutti: clero e laicato, giovani ed adulti a riscoprire la ricchezza dell’amore, di questo dono divino messo nelle mani dell’uomo. Dio è sempre fedele ed è garanzia sicura; l’Eucaristia aiuti gli sposi a rinnovare ogni giorno la loro alleanza di amore.

L’Italia non ha più figli

Ancora un record negativo per la natalità: nel 2020 i nati sono 404.892 (-15.000 sul 2019). Il calo (-2,5% nei primi 10 mesi dell’anno) si è accentuato a novembre (-8,3% rispetto allo stesso mese del 2019) e dicembre (-10,7%), mesi in cui si cominciano a contare le nascite concepite all’inizio dell’ondata epidemica: questo è il rilevamento dell’Istat evinto dal bollettino sulla natalità e fecondità della popolazione residente per l’anno 2020.

A Cascia la ‘Casa di Santa Rita’ per ospitare i familiari dei malati

In occasione della festa dell’Immacolata suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita da Cascia e Presidente della Fondazione Santa Rita da Cascia onlus, che sta raccogliendo fondi per i lavori di ristrutturazione necessari alla realizzazione del progetto delle monache, ha lanciato un appello per sostenere la costruzione di una casa accogliente per i familiare dei malati, invitando al sostegno tramite il sito: casa.santaritadacascia.org/natale/dona:

“Affidiamo all’Immacolata i malati e le loro famiglie perché gli venga sempre assicurata la presenza reciproca, annullando sacrifici e barriere economiche. Questa è la preghiera che, insieme, possiamo rendere opera concreta col progetto ‘La Casa di Santa Rita’ e garantire ai malati ricoverati all’Ospedale di Cascia per la riabilitazione il diritto ad avere i propri cari accanto. Perché nessuna condizione deve impedirgli di contare sul loro sostegno e sull’amore. Chiunque può, anche con un piccolo gesto, ci aiuti a fare in modo che la nostra casa per accogliere gratuitamente le famiglie dei malati diventi presto realtà”.

Quindi la madre priora ha spiegato come è nata quest’idea: “L’idea di creare una casa dove accogliere i familiari dei malati nasce da una richiesta di aiuto. Quella di un ragazzo con una lesione midollare, che dopo anni di terapie ha ripreso l’uso delle braccia.

A inizio 2020, ha visto nella riabilitazione di Cascia la speranza di migliorare ancora, ma senza i suoi genitori, che non potevano pagare le spese per accompagnarlo, non sarebbe venuto. Poi, hanno chiesto a noi monache e li abbiamo indirizzati a una famiglia vicina all’ospedale che li ha ospitati.

Con le cure ricevute quel ragazzo ha migliorato ancora la sua vita. Così, grazie a lui, abbiamo pensato a come dare una risposta concreta ai bisogni dei malati, che hanno diritto a non rinunciare alle migliori cure contando anche sulla forza dei loro cari. Fa la differenza, perché sentirsi amati vuol dire sentirsi vivi”.

Per il diritto alla salute le agostiniane si sono molto impegnate dopo il sisma 2016, che ha distrutto il vecchio ospedale. Grazie alle donazioni di tanti, infatti, hanno riconvertito in struttura ospedaliera un edificio del monastero, dando nuovo avvio all’Ospedale di Cascia.

Ora, le monache hanno lanciato un’ulteriore missione di carità, prefiggendosi la ristrutturazione dell’ala nord di quell’edificio per trasformarla ne ‘La Casa di Santa Rita’, dove accoglieranno gratuitamente le famiglie che non possono pagare una sistemazione in affitto o in albergo, garantendo la loro presenza ai malati.

Si tratta di un appartamento di 240 mq, al 2° piano dell’Ospedale di Cascia, centro specialistico d’eccellenza a livello nazionale. Nel reparto di riabilitazione, sono ricoverati pazienti con malattie neurodegenerative, ortopediche e reumatiche, che spesso arrivano da altre regioni d’Italia.

La Fondazione Santa Rita da Cascia onlus, nata nel 2012 per volontà delle claustrali proprio per esprimere concretamente il loro aiuto al prossimo, sta raccogliendo i fondi per avviare i lavori di ristrutturazione:

“Così, ‘La Casa di Santa Rita’ sarà costruita sull’amore: diventerà un posto sicuro e accogliente per tante famiglie che potranno essere vicine ai loro cari per tutto il periodo di cure, che durano fino a 90 gg. Il primo obiettivo è raccogliere € 130.000 per mettere a norma gli impianti e installare il riscaldamento. Poi si procederà con la realizzazione della scala di ingresso e la rifinitura di ambienti e arredi. Un progetto ambizioso che le agostiniane contano di realizzare grazie al contributo di tante persone”.

(Foto: Fondazione Santa Rita da Cascia)

Anno 2022: Cristo è la nostra pace (Lc. 2, 16-21)

Sabato, 1° gennaio, è giornata di preghiera per la pace; la Chiesa celebra la solennità di Maria SS. Madre di Dio. In Maria si realizzano le attese del popolo di Israele e Maria apre all’umanità il futuro atteso da secoli per la pace universale.

Il papa chiede alle famiglie di affidarsi alla Santa Famiglia

“Oggi festeggiamo la Santa Famiglia di Nazaret. Dio ha scelto una famiglia umile e semplice per venire in mezzo a noi. Contempliamo la bellezza di questo mistero, sottolineando anche due aspetti concreti per le nostre famiglie… Oggi, nella festa della Santa Famiglia, viene pubblicata una Lettera che ho scritto pensando a voi. Vuole essere il mio regalo di Natale per voi sposi: un incoraggiamento, un segno di vicinanza e anche un’occasione di meditazione”.

Emma Ciccarelli racconta la gioia di vivere il ‘sapore di famiglia’

‘Ama chi dice all’altro: Tu non puoi morire’: in questa frase del filosofo francese Gabriel Marcel, si racchiude la sfida del libro ‘Sapore di famiglia’, scritto dai coniugi Emma Ciccarelli e Pier Marco Trulli, impegnati nell’associazionismo e nel sociale, che, sposati da quasi 30 anni, hanno quattro figli, come è riportato nella prefazione al libro dal card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, che definisce la lettura del testo come ‘un grande aiuto per tutti’, dai giovani alle coppie mature, che ha sottolineato il valore della promessa nell’anno dedicato alla famiglia:

Card. Zuppi: ‘Aiutare a far crescere una cultura della vita, che vuol dire una protezione della fragilità’

“Abbiamo di fronte tante sfide, che richiedono molta serietà, preparazione, competenza, capacità di ascolto e di dialogo e, anche per questo, difesa delle proprie ragioni. Uno dei problemi sui quali ci troveremo a confrontarci è quello dell’idea della vita che, come dice papa Francesco, non può essere mai scartata”.

Istat: italiani più poveri e più creduloni

“L’irrazionale ha infiltrato il tessuto sociale. Per il 5,9% degli italiani (circa 3.000.000) il Covid non esiste, per il 10,9% il vaccino è inutile. E poi: il 5,8% è convinto che la Terra è piatta, per il 10% l’uomo non è mai sbarcato sulla Luna, per il 19,9% il 5G è uno strumento sofisticato per controllare le persone”.

Carmelo Musumeci: dalla vendetta alla redenzione

“Poche parole, e si aprono abissi in un vortice di dolore, morte, speranza, passione, amore. Vendetta. ‘La vendetta dell’Acitano’ strappa il cuore. Crudele, infame, dolcissimo com’è la vita. E’ la storia di Michele, nato come Carmelo ad Aci Sant’Antonio, sulle falde dell’Etna, che da ‘quando è nato non ha fatto altro che sopravvivere’. Un boss rivale gli uccide moglie e figlio. Per sbaglio: nella sua auto, quella mattina maledetta, doveva esserci lui, invece c’erano i suoi affetti più cari, le persone che amava di più. Scatta furiosa la vendetta. Per amore di Rosa e Francesco. Michele rimarrà solo con Azzurra: sarà lei a prendersi cura del padre, anche se ha solo nove anni”.

Il papa agli sposi: ascoltare Dio come Giuseppe

Salutando i fedeli intervenuti all’udienza generale papa Francesco ha chiesto una preghiera per il viaggio apostolica in Grecia ed a Cipro, che inizierà domani: “Domani mi recherò a Cipro e poi in Grecia per compiere una visita alle care popolazioni di quei Paesi ricchi di storia, di spiritualità e di civiltà. Sarà un viaggio alle sorgenti della fede apostolica e della fraternità tra cristiani di varie confessioni. Avrò anche l’opportunità di avvicinare un’umanità ferita nella carne di tanti migranti in cerca di speranza: mi recherò a Lesvos. Vi chiedo, per favore, di accompagnarmi con la preghiera”.

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