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Mons. Olivero: l’Eucarestia è un cibo nutriente

Pochi giorni fa il vescovo di Pinerolo, mons. Derio Olivero, aveva deciso di rimandare le celebrazioni eucaristiche con il popolo a lunedì 25 maggio in quanto la regione piemontese è ancora fortemente colpito dal virus: ‘non dobbiamo essere superficiali’, perché ‘la questione è molto seria’.

A 100 anni dalla nascita del Papa dei giovani: voi siete la speranza

Il 18 maggio 1920 nasceva san Giovanni Paolo II, il primo papa non italiano dopo tanti secoli sul soglio pontificio quel 16 ottobre 1978 tra lo stupore di molti fedeli, invitando ad ‘aprire le porte a Cristo’. E dopo pochi giorni nella messa di inizio del suo pontificato, che era la Giornata mondiale missionaria, invitò a fondare la vita sulla ‘roccia’ di Cristo:

La Chiesa chiede le celebrazioni con il popolo

“I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale”.

Da Crema e Cremona la Pasqua segna una nuova strada

Pasqua diversa, ma gioiosa, nelle diocesi di Crema e di Cremona, che hanno avuto molti morti; nonostante tutto riecheggiano le parole di speranza di papa Francesco durante il messaggio ‘Urbe et Orbi’: “Il mio pensiero quest’oggi va soprattutto a quanti sono stati colpiti direttamente dal coronavirus: ai malati, a coloro che sono morti e ai familiari che piangono per la scomparsa dei loro cari, ai quali a volte non sono riusciti a dare neanche l’estremo saluto. Il Signore della vita accolga con sé nel suo regno i defunti e doni conforto e speranza a chi è ancora nella prova, specialmente agli anziani e alle persone sole”.

In Coena Domini: l’Eucarestia dà forma alla comunità

Anche a Gerusalemme la celebrazione eucaristica ‘In Coena Domini’ si è svolta senza partecipazione del popolo a causa del coronavirus, che tra Israele e Territori Palestinesi sfiora 10.000 persone, costringendo alla chiusura al pubblico dei Luoghi Santi, con la conseguente ‘mancanza di lavoro’ e ‘prospettive economiche molto fragili’, ma che spinge ad una collaborazione tra israeliani e palestinesi per una ‘strategia comune’ contro la diffusione del virus.

Il ritorno alle cose essenziali: vivere al tempo del Coronavirus. Riflessioni di un prete di montagna

Don Marian Benchea è il giovane parroco di Lillianes, Fontainemore, Issime e Gaby in Val d’Aosta, precisamente nella Valle del Lys (il nome ha origine dal torrente che l’attraversa) che è ancora molto legata alle proprie tradizioni walser. L’incarico, su mandato del vescovo d’Aosta, mons. Franco Lovignana, è iniziato nel settembre 2019 e i primi mesi sono trascorsi all’insegna della conoscenza delle comunità.

Da Lodi mons. Malvestiti: la preghiera sostiene il popolo

“Carissimi, con voi desidero rinnovare la vicinanza possibile a coloro che soffrono, in particolare ai malati più gravi, e a coloro che li assistono. E’ un bisogno di gratitudine sempre nuovo. Siamo certi che il Signore non ci abbandona: è ancor più vicino a coloro che sono soli, nella malattia e in prossimità della morte. Le necessarie cautele mai devono farci trascurare, tuttavia, il ricorso agli aiuti della Grazia divina di cui la Chiesa, madre premurosa, è dispensatrice”.

Coronavirus: non tutti i mali vengono per nuocere

In questi giorni di emergenza sanitaria per via della diffusione del virus CV19 molte chiese e istituzioni cattoliche hanno sospeso le celebrazioni liturgiche e ogni altra attività; e non è difficile scorgere sul volto di tanti fedeli e devoti un certo disappunto per questi provvedimenti. Per tanti di loro non è giusto privare i fedeli del bene più prezioso che hanno: L’Eucarestia.

La fede non va in quarantena: le disposizioni dei vescovi di Sicilia per la comunione ‘spirituale’

Il COVID-19, il virus che, nella sua inarrestabile diffusione, sta costringendo il Governo ad adottare misure molto drastiche e incisive nella libertà di tutti noi, non spegne, tuttavia, la fede che ci unisce nel momento della sofferenza.

#lachiesachecè. Una Chiesa attenta e vivace anche da casa

«Mostriamo la #Chiesa che c’è. Che anche senza Messa pubblica resta aperta a tutti». È l’iniziativa lanciata in queste ore – caratterizzate dalla preoccupazione per il propagarsi del ‘Coronavirus’ – dalla giornalista Martina Pastorelli, che ha lavorato in televisione e si occupa da diversi anni di comunicazione aziendale, in Italia e all’estero, nei settori Corporate Image, Eventi e Ufficio Stampa.

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