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Papa Francesco: l’educazione è necessaria

Alla Pontificia Università Lateranense si è svolto l’incontro ‘Insieme per guardare oltre’, promosso dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica sul tema del Patto Globale per l’Educazione, che ha raccontato le oltre 70 esperienze educative realizzate nel mondo nei mesi scorsi, nonostante la pandemia.

Maria Montessori e Grazia Honegger Fresco: due vite per i bambini

Qualche giorno fa si è spenta all’età di 91 anni la pedagogista Grazia Honegger Fresco, tra le ultime allieve di Maria Montessori. Da oltre 50 anni, svolgeva la sua intensa attività di erede di Maria Montessori, della quale fu allieva in uno degli ultimi corsi da lei diretti.

Card. Sepe: Maria Velotti tra vita contemplativa e vita attiva

Donna umile e silenziosa, si calò nelle incertezze e nelle miserie del suo tempo, con uno spiccato senso di concretezza, ma totalmente abbandonata a Dio: per questo madre Maria Luigia del Santissimo Sacramento (al secolo Maria Luigia Velotti), fondatrice delle francescane Adoratrici della Croce, sabato scorso è stata proclamata beata, e il 2 settembre è stato fissato il giorno della sua memoria liturgica.

La Priora del Monastero di santa Rita da Cascia affida le scuole alla Santa

 “Chiediamo a Santa Rita di accompagnare i passi di ogni studente, docente e collaboratore scolastico. Attraverso la preghiera, a Lei, modello di obbedienza e virtù, affidiamo tutti loro. Il primo giorno di scuola è da sempre un nuovo inizio, un cammino che riparte, quest’anno ancor di più e come ogni percorso della vita necessita di una guida”.

La scuola luogo educativo

Nel giorno della riapertura scolastica in Italia, la Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università ha pubblicato un documento che si pone al termine del decennio che la Chiesa italiana ha dedicato al tema dell’educazione (gli Orientamenti pastorali 2010/2020 sull’Educare alla vita buona del Vangelo), ma che al tempo stesso intende rivolgere il proprio sguardo al futuro, come ha sottolineato nella presentazione mons. Mariano Crociata, presidente della stessa Commissione Cei:

La Chiesa invita la scuola a mettere al centro la relazione

Per la riapertura delle scuole in Italia, e a scuole in attività da poco in altri Paesi europei, una Lettera circolare della Congregazione per l’educazione cattolica rivolta alle scuole, alle università e alle istituzioni educative esorta a ‘rimettere al centro la relazione con la persona concreta e reale’, perché nei mesi di lockdown i sistemi scolastici e universitari di tutto il mondo si sono impegnati per assicurare la continuità dell’insegnamento attraverso le piattaforme digitali però l’efficacia della didattica a distanza ‘è stata condizionata da una marcata disparità delle opportunità educative e tecnologiche’, aumentando il divario educativo già esistente nel mondo:

“Eppure, le istituzioni educative cattoliche (scuole e università) hanno saputo, anche in questo caso, farsi frontiera avanzata della preoccupazione educativa ponendosi a servizio della comunità ecclesiale e civile, assicurando un servizio formativo e culturale di carattere pubblico, a beneficio dell’intera comunità”.

Per la Congregazione per l’educazione cattolica la scuola deve affrontare alcune sfide: “Nelle classi, nelle aule e nei laboratori si cresce insieme e si costruisce un’identità di relazione. In tutte le età della vita, ma tanto più nell’infanzia, nell’adolescenza e nella prima età adulta il processo di crescita psico-pedagogico non può realizzarsi senza l’incontro con gli altri e la presenza dell’altro fa nascere le condizioni necessarie per il fiorire della creatività e dell’inclusione.

Nel campo della ricerca scientifica, dell’investigazione accademica e, in generale, dell’attività didattica, le relazioni interpersonali costituiscono il ‘luogo’ in cui transdisciplinarità e interdisciplinarità emergono come criteri culturali fondamentali per arginare i rischi di frammentazione e disintegrazione dei saperi, nonché per l’apertura di questi stessi saperi alla luce della Rivelazione”.

Negli anni, e per ultimo a causa del Covid-19, si legge ancora nel testo, sono cambiate profondamente le modalità di lavoro e il ruolo di docenti e educatori: “L’ampia diffusione e la persistenza nel tempo della pandemia hanno suscitato un diffuso senso di incertezza anche nei docenti e negli educatori.

Il loro preziosissimo apporto (profondamente cambiato durante gli anni, tanto dal punto di vista sociale quanto dal punto di vista tecnico) ha bisogno di essere sostenuto attraverso una solida formazione continua che sappia andare incontro alle esigenze dei tempi, senza perdere quella sintesi tra fede, cultura e vita, che costituisce la peculiare chiave di volta della missione educativa attuata nella scuola e nell’università cattolica.

Sui docenti gravano tante responsabilità e il loro impegno deve sempre di più trasformarsi in un’azione reale, creativa e inclusiva. Grazie a loro si alimenta uno spirito di fraternità e condivisione non solo con i discenti, ma anche tra le generazioni, le religioni e le culture, nonché tra l’uomo e l’ambiente”.

Quindi la relazione è l’anima del processo educativo: “Affinché ciò avvenga, occorre sempre rimettere al centro dell’azione educativa la relazione con la persona concreta e tra le persone reali che costituiscono la comunità educativa; relazione che non può trovare casa sufficiente nell’interazione mediata da uno schermo o nelle impersonali connessioni della rete digitale.

La persona concreta e reale è l’anima stessa dei processi educativi formali e informali, nonché fonte inesauribile di vita per la sua natura essenzialmente relazionale e comunitaria, che sempre implica la duplice dimensione verticale (aperta alla comunione con Dio) e orizzontale (comunione tra gli uomini). L’educazione cattolica (ispirandosi alla visione cristiana della realtà in tutte le sue espressioni) mira alla formazione integrale della persona chiamata a vivere in maniera responsabile una specifica vocazione in solidarietà con gli altri uomini”.

La Congregazione avverte quindi che è necessario un patto educativo che rimette “al centro dell’azione educativa la relazione con la persona concreta e tra le persone reali che costituiscono la comunità educativa… La situazione attuale ha fatto emergere con forza l’esigenza di un patto educativo sempre più comunitario e condiviso, che (traendo forza dal Vangelo e dagli insegnamenti della Chiesa) concorra in generosa e aperta sinergia alla diffusione di un’autentica cultura dell’incontro. Per questo, le scuole e le università cattoliche sono chiamate a formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità”.

Quindi ecco la necessità del lavoro in rete: “L’evidenza che ‘la pandemia ha messo in risalto quanto siamo tutti vulnerabili e interconnessi’ chiede alle istituzioni educative (cattoliche e non) di contribuire alla realizzazione di un’ alleanza educativa che, come in un movimento di squadra, abbia l’obiettivo di ‘ritrovare il passo comune per ravvivare l’impegno per e con le giovani generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta e inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione’.

Ciò può essere favorito da una rete più integrata di cooperazione, la quale si configura come un punto di partenza per fissare e condividere alcuni obiettivi irrinunciabili verso cui far convergere (in modo creativo e concreto) modelli di convivenza alternativi rispetto a quelli di una società massificata e individualista. Si tratta di una responsabilità ampia e aperta a tutti quelli che hanno a cuore la costruzione di un rinnovato progetto educativo di lungo periodo, sulla base di istanze etiche e normative condivise. Un prezioso contributo può essere dato dalla pastorale scolastica e universitaria nonché dai singoli cristiani presenti in tutte le istituzioni educative”.

Ed infine un invito a guardare ‘oltre’: “Nella prospettiva della futura programmazione scolastica e accademica, pur fra incertezze e preoccupazioni, i responsabili della società sono chiamati a dare maggiore rilevanza all’educazione in tutte le sue dimensioni formali e informali, coordinando gli sforzi per sostenere e assicurare, in questo tempo difficile, l’impegno educativo di tutti.

E’ tempo di guardare avanti con coraggio e speranza. Le istituzioni educative cattoliche hanno in Cristo (via, verità e vita) il loro fondamento e una fonte perenne di ‘acqua viva’ che rivela il senso nuovo dell’esistenza e la trasforma. Pertanto, ci sostenga la convinzione che nell’educazione abita il seme della speranza: una speranza di pace e di giustizia”.

Macerata: il vescovo ‘educa’ al bene comune

‘In politica il Vescovo non sceglie, ma educa’: questo è l’esordio di mons. Nazareno Marconi, vescovo della diocesi di Macerata-Tolentino-Treia-Recanati-Cingoli, nell’omelia durante la celebrazione del patrono di Macerata, san Giuliano l’ospitaliere, alla presenza delle autorità civili, con una particolare attenzione al bene pubblico.

Outodoor Education: Kairos organizza progetti per bambini e ragazzi

La cooperativa Kairos realizza a partire da oggi 31 agosto due progetti, finanziati dai fondi stanziati dalla Regione Lazio, dedicati all’educazione ‘outdoor’ proposta per bambini e ragazzi che negli ultimi mesi hanno sofferto particolarmente per la forzata reclusione causata dalle difficili condizioni sanitarie.

L’inizio di una nuova era secondo il prof. Borghesi

Il senso dell’ultima opera, ‘La terza età del mondo. L’utopia della seconda modernità’, del prof. Massimo Borghesi, docente di Filosofia morale presso l’Università di Perugia, è contenuto nei due ordinali del titolo e del sottotitolo. L’idea della ‘terza età del mondo’ come compimento della storia e inizio di un regno dello Spirito, dopo quello del Padre (ebraismo) e del Figlio (cattolicità medievale), in cui tutte le forme concrete della religione cristiana si annullano in una fratellanza universale e nell’effusione del Paraclito, venne proposta per la prima volta dall’abate Gioacchino da Fiore nel XIII secolo. Questo sogno gnostico-millenaristico e il suo sviluppo nella riflessione occidentale è stato analizzato con acume e profondità insuperata dal gesuita francese Henri De Lubac.

Fratel Biagio Conte esorta i genitori ad educare i figli

Sono ben 30 i giorni, in cui il missionario laico Fratel Biagio, fondatore della missione ‘Speranza e Carità’ che ospita 1100 persone povere a Palermo, digiuna nutrendosi di sola eucarestia, prega e fa penitenza in una grotta nell’entroterra della Sicilia in montagna. Fratel Biagio ha avuto delle coliche che ha superato. Il missionario si muove nei pressi della grotta, aiutandosi con un bastone. Nella grotta vi è una teca del Santissimo, intorno la bellezza della natura.

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