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Da Ancona un appello all’educazione alla pace

Nella solennità di san Ciriaco, patrono dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo e della città di Ancona, mercoledì 4 maggio, mons. Angelo Spina ha presieduto la celebrazione eucaristica nella cattedrale alla presenza del sindaco Valeria Mancinelli e delle autorità civili e religiose; mentre al termine ha elevato una preghiera al patrono ed ha impartito la benedizione con il reliquiario, contenente un frammento della croce di Cristo e la reliquia di san Ciriaco.

Nella giornata dell’Università Cattolica splende il genio della beata Armida Barelli

La ‘sorella maggiore’ di un cattolicesimo ‘inclusivo, accogliente e universale’ e il ‘sandalo della Chiesa’ al servizio degli umili: sono i due modelli di santità proposti al popolo di Dio dalla beatificazione di Armida Barelli e don Mario Ciceri nel Duomo di Milano ieri: due persone che nella loro vita hanno ‘seguito la scia del profumo di Cristo’ nella vita sacerdotale e nell’apostolato laicale, come ha spiegato nell’omelia il card. Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, che, in rappresentanza di papa Francesco, ha presieduto la messa, concelebrata dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, dall’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo, mons. Claudio Giuliodori, dal segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, mons. Vincenzo Zani, dal segretario della Cei, mons. Stefano Russo e da molti altri vescovi e presbiteri.

Identikit della scuola cattolica

Nelle scorse settimane la Congregazione per l’Educazione Cattolica ha diffuso l’Istruzione sull’identità cattolica delle istituzioni formative, che è un contributo alla riflessione ed alcune linee guida per aiutare a condividere la trasformazione missionaria della Chiesa, suddiviso in  tre capitoli oltre a un’introduzione e alle conclusioni, che ribadisce alcuni capisaldi dell’impegno educativo della Chiesa:

La sfida di Rondine: educare gli adulti alla convivenza con la formazione

Nella Cittadella della Pace di Rondine, in provincia di Arezzo, c’è un nuovo spazio formativo rivolto non solo ai giovani del borgo toscano, ma aperto a tutti i soggetti della società civile: dagli individui, ai docenti fino alle aziende. Insomma, un gioiello di bioarchitettura integrato con la storia e l’ambiente, all’ombra del Castello millenario e in armonia con la Riserva Naturale di Ponte Buriano e Penna che la circonda.

Papa Francesco: la guerra è pazzia

“La vera risposta dunque non sono altre armi, altre sanzioni. Io mi sono vergognato quando ho letto che non so, un gruppo di Stati si sono impegnati a spendere il due per cento, credo, o il due per mille del Pil nell’acquisto di armi, come risposta a questo che sta succedendo adesso. La pazzia! La vera risposta, come ho detto, non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari, ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo ormai globalizzato, un modo diverso di impostare le relazioni internazionali. Il modello della cura è già in atto, grazie a Dio, ma purtroppo è ancora sottomesso a quello del potere economico-tecnocratico-militare”:

Papa Francesco invita ad educare alla pace

E’ stato mons. Stanislav Zvolenský, arcivescovo di Bratislava e Presidente della Conferenza Episcopale Slovacca, a dare il via alle Giornate Sociali Europee con una messa celebrata nella cattedrale di San Martino, il 17 marzo con un tema sull’epidemia, ‘L’Europa dopo la pandemia – verso un nuovo inizio’, anche se la guerra scoppiata in Ucraina ha focalizzato l’attenzione sul conflitto scoppiato nel cuore dell’Europa, in quanto la Slovacchia, che ospita le giornate, è in prima linea nell’accoglienza dei rifugiati.

Papa Francesco: l’educazione è un’opera di misericordia

Papa Francesco, ricevendo in udienza le Suore di Santa Dorotea in occasione del XXII Capitolo Generale, ha incentrato il dialogo sull’esigenza educativa, proponendo propone tre parole chiave che sono comunione, partecipazione e missione con l’invito di scegliere ‘un’altra strada’:

La sfida della rete per testimoniare il Vangelo, un libro e tre autori

“Vi presentiamo alcune idee realizzabili (perché già realizzate) nei diversi ambienti e con varie fasce di età, partendo da ciò che viviamo ordinariamente, ma con una prospettiva nuova, quella in cui i new media sono una risorsa per la crescita, la formazione, la pastorale, l’insegnamento, la catechesi. Alcune delle attività sono frutto della nostra creatività, altre sono state davvero attuate e sono in corso, altre ancora si sono trasformate in veri percorsi di formazione in presenza e online”.

‘Fuochi accesi’ racconta esperienze di educazione e integrazione a Portofranco

Da alcune settimane è in libreria ‘Fuochi accesi: i ragazzi di Portofranco. Un’esperienza di educazione ed integrazione’, il libro scritto dal giornalista Davide Perillo, che racconta la storia di ‘Portofranco’, che con 4.000 ragazzi, una cinquantina di sedi in Italia ed 800 volontari, è una realtà semplice e grande insieme.

San Giovanni Bosco e san Francesco di Sales: due santi per i giovani

“Alla vigilia della festa di san Giovanni Bosco, vorrei salutare i salesiani e le salesiane, che tanto bene fanno nella Chiesa. Ho seguito la Messa celebrata nel santuario di Maria Ausiliatrice dal Rettore maggiore Ángel Fernández Artime, ho pregato con lui per tutti. Pensiamo a questo grande Santo, padre e maestro della gioventù. Non si è chiuso in sagrestia, non si è chiuso nelle sue cose. E’ uscito sulla strada a cercare i giovani, con quella creatività che è stata la sua caratteristica. Tanti auguri a tutti i salesiani e le salesiane!”.

Al termine dell’Angelus di ieri papa Francesco ha ricordato l’opera educativa di san Giovanni Bosco, perché viveva un’esperienza di presenza tra i giovani che incontrava: “La presenza amorevole, profonda e reale di don Bosco gli dava un’enorme credibilità rispetto a ciò che credeva, sognava e voleva realizzare. Il suo amore affettivo e attivo gli dava un’immensa attendibilità e autorità”, come ha sottolineato don Gildasio Mendes, consigliere generale per la Comunicazione Sociale.

Mentre nella Strenna per quest’anno, intitolata ‘Sulle spalle di due giganti’, il Rettore maggiore dei Salesiani ha evidenziato l’amore spirituale di don Bosco per san Francesco di Sales: “Per questo parlo di due giganti che ‘reggono’ il carisma salesiano, perché entrambi sono un grande dono nella Chiesa, e perché don Bosco ha saputo tradurre la forza spirituale di Francesco di Sales come nessun altro nell’educazione ed evangelizzazione quotidiana dei suoi ragazzi e, grazie alla sua famiglia, tenerla viva nella Chiesa e nel mondo di oggi”.

Sono diventati santi grazie anche all’educazione materna: “Francesco di Sales e Giovanni Bosco hanno molte cose in comune, fin dalla culla. Francesco di Sales è nato sotto il cielo savoiardo che corona le valli attraversate da torrenti che nascono dalle cime più alte delle Alpi. Come non pensare che anche Giovanni Bosco era savoiardo. Non nato in un castello, ma con lo stesso dono di Francesco: una mamma dolcemente piena di fede.

Françoise de Boisy, era giovanissima quando attendeva il suo primo figlio e, ad Annecy, davanti alla Sacra Sindone, che gli parlava della passione del Figlio benedetto di Dio, commossa, fece una promessa: quel bambino doveva appartenere a Gesù per sempre.

Un giorno Mamma Margherita dirà al suo Giovanni: ‘Quando sei venuto al mondo, ti ho consacrato alla Beata Vergine’. Davanti alla stessa Sindone, si inginocchierà anche don Bosco a Torino. Le madri cristiane generano santi. In un castello, come Francesco, o in una malandata casa di campagna, come Giovanni”.

Per il rettore maggiore è opera di Dio il grande cuore di questi due santi: “E su Francesco e su Giovanni il buon Dio vegliava. E a tutti e due donò un cuore grande. Francesco studiò a Parigi e a Padova, nelle più celebri università del mondo. Giovanni studiava a lume di candela nella nicchia di un’osteria. Ma lo Spirito non è fermato dalle piccole cose umane.

I due erano destinati ad incontrarsi. L’acqua dei torrenti di Savoia, come lo spirito che maturerà Francesco di Sales, arriverà a Torino e poi in tutto il mondo. Dopo 400 anni la proposta di vita cristiana, il metodo di accompagnamento spirituale e la visione umanista della relazione dell’essere umano con Dio di san Francesco di Sales sono ancora vivi e attuali. E don Bosco, come nessun altro, ha saputo interpretarli”.

E quest’anno offre 12 mesi di ‘grazia’: “Come augurio per il nuovo anno vi invito ad assaporare quella freschezza profondamente umana e spirituale che scorre come un grande fiume nella spiritualità salesiana che da Francesco di Sales arriva a don Bosco. E questo fiume porta in sé una grande forza che troviamo in questi pensieri ‘salesiani’ che vengono dal cuore stesso di San Francesco e che Don Bosco fece suoi nella sua vita con i suoi giovani”.

Ed ha scelto dodici pensieri per far riflettere i giovani, invitandoli a pregare: “Sia Francesco di Sales che don Bosco fanno della vita quotidiana un’espressione dell’amore di Dio, che viene ricevuto e anche ricambiato. I nostri santi hanno voluto avvicinare la relazione con Dio alla vita e la vita alla relazione con Dio…

E’ bene trovare dei momenti per ritirarsi nel proprio cuore, lontano dal trambusto e dall’attivismo, e avere una conversazione cuore a cuore con Dio. In Maria vediamo ciò che Dio è pronto a fare con il suo amore, quando trova cuori disponibili come quello della giovane di Nazareth. Svuotandosi, riceve la pienezza di Dio. Rimanendo disponibile a Dio, Egli compie in lei grandi cose”.

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