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Da Tempio Ampurias un invito a ‘trovare nuove vie di dialogo e di collaborazione’

“Mai come in un tempo come quello che stiamo vivendo, la Santa Pasqua torna come balsamo di fiducia e di speranza. Il virus che da oltre un anno ha cambiato e stravolto la nostra vita, come la vita del mondo intero, immettendovi dolore, morte e paura, ha condizionano la vita dei singoli individui e le relazioni sociali, ha creato danni incalcolabili sotto il profilo psicologico, sociale ed economico”.

I vescovi chiedono comunione per sanare le ferite

Nel giorno in il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rassegnato le dimissioni il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, ha aperto i lavori del Consiglio permanente in videoconferenza, chiedendo all’Italia di ricomporre le ‘fratture’ e ricordando la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani:

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: ‘Rimanete nel mio amore’

Oggi inizia un momento di riflessione e di preghiera per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, mons. Polykarpos Stavropoulos, vicario patriarcale della Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta, ed il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, hanno scritto una lettera in cui spiegano il ‘valore’ di tale Settimana:

Mons. Pizzaballa ha chiesto di superare la mentalità identitaria

“Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito”.

Papa Francesco ha celebrato la festa della Madonna di Guadalupe

Ieri mattina papa Francesco ha celebrato nella basilica vaticana la santa messa della festa della Madonna di Guadalupe, il cui santuario è tra i più visitati al mondo, e la devozione per la Vergine è diffuso in tutta l’America Latina. Al termine della celebrazione eucaristica il papa ha concesso a tutti i fedeli del mondo la possibilità di ottenere, restando a casa, l’indulgenza in occasione del 125^ anniversario dell’Incoronazione della Vergine di Guadalupe.

Papa Francesco: la preghiera è domanda insistente

Al termine dell’udienza generale dal Palazzo apostolico, trasmessa in streaming, papa Francesco ha ricordato ai fedeli la sua nuova lettera apostolica: “Ieri è stata pubblicata una Lettera Apostolica dedicata a San Giuseppe che 150 anni fa è stato dichiarato Patrono della Chiesa universale. L’ho intitolata ‘Con cuore di Padre’. Dio gli ha affidato i tesori più preziosi – Gesù e Maria – e lui ha corrisposto pienamente con fede, con coraggio, con tenerezza, ‘con cuore di padre’. Invochiamo la sua protezione sulla Chiesa in questo nostro tempo e impariamo da lui a fare sempre, con umiltà, la volontà di Dio”.

Papa Francesco: sperare nella vita divina

“Oggi preghiamo per tutti i #FedeliDefunti e specialmente per le vittime del #coronavirus: per coloro che sono morti da soli, senza la carezza dei loro cari; e per tutte le persone che hanno donato la vita nel servizio agli ammalati”: con  questo tweet papa Francesco ha ricordato la commemorazione dei defunti, che lui stesso ha celebrato nella Cappella del Pontificio Collegio Teutonico in Vaticano.

Rallenta la generosità degli italiani: il dono alla prova dell’era post Covid

E’ un trend in leggero rallentamento quello che raffigura l’andamento delle pratiche di dono degli italiani nel 2019: lo studio ‘Noi doniamo – Edizione 2020’, condotto dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) e diffuso in occasione del Giorno del Dono, ha analizzato e approfondito la generosità concreta dei cittadini nel 2019, attualizzando la serie storica avviata con l’edizione zero del 2018 e aprendo una finestra anche sulla lettura del 2020 e sull’impatto della pandemia su tali pratiche. IID coordina la campagna nazionale per il Giorno del Dono che coinvolge migliaia di realtà nelle settimane intorno al 4 ottobre, la Giornata istituita per legge e dedicata alla promozione della cultura del dono.

Mons. Lovignana dedica un biennio all’Eucaristia

‘Eucaristia, pane di vita’: è questo il titolo della Lettera pastorale del vescovo di Aosta, mons. Franco Lovignana, all’inizio dell’Anno pastorale 2020-2021, che annuncia un biennio dedicato al Sacramento dell’Eucaristia e alla riorganizzazione territoriale della diocesi.

Papa Francesco invita a sviluppare la cultura del dono

Nell’udienza generale odierna, trasmessa in streaming dalla biblioteca del Palazzo Apostolico, papa Francesco ha proseguito il ciclo di riflessioni dedicate a quello che la pandemia ha provocato nella vita dei fedeli: “La pandemia ha messo in risalto quanto siamo tutti vulnerabili e interconnessi. Se non ci prendiamo cura l’uno dell’altro, a partire dagli ultimi, da coloro che sono maggiormente colpiti, incluso il creato, non possiamo guarire il mondo”.

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