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Terremoto in Irpinia: non dimenticare dopo 40 anni

“Desidero inviare un pensiero speciale alle popolazioni della Campania e della Basilicata, a quarant’anni dal disastroso terremoto, che ebbe il suo epicentro in Irpinia e seminò morte e distruzione. Quarant’anni già! Quell’evento drammatico, le cui ferite anche materiali non sono ancora del tutto rimarginate, ha evidenziato la generosità e la solidarietà degli italiani. Ne sono testimonianza tanti gemellaggi tra i paesi terremotati e quelli del nord e del centro, i cui legami ancora sussistono. Queste iniziative hanno favorito il faticoso cammino della ricostruzione e, soprattutto, la fraternità tra le diverse comunità della Penisola”.

Papa Francesco: la preghiera allieva il dolore

“Io vorrei, come faccio di solito, scendere e avvicinarmi a voi per salutarvi; ma con le nuove prescrizioni, meglio mantenere le distanze. Anche, gli ammalati li saluto di cuore da qui. Voi siete a distanza prudente, come si deve fare. Ma succede che quando io scendo, tutti vengono e lì si ammucchiano: e il problema è che c’è il pericolo del contagio. Così, ognuno con la mascherina, mantenendo le distanze, possiamo andare avanti con le udienze. Scusatemi se oggi vi saluto da lontano, ma credo che se tutti, come buoni cittadini, compiamo le prescrizioni delle Autorità, questo sarà un aiuto per finire con questa pandemia”.

Card. Sepe: san Gennaro custodisca Napoli

Niente processione per la memoria della traslazione della reliquia di san Gennaro, che però sabato 2 maggio ha ripetuto il miracolo dello scioglimento del sangue, come ha annunciato l’arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe in streaming dal duomo: “Cari amici vi do il grande annuncio: anche in questo tempo di coronavirus il Signore tramite l’intercessione di San Gennaro ha sciolto il sangue!”

Papa Francesco prega la Madre di Dio

Nella messa mattutina a Santa Marta papa Francesco ha pregato per coloro che già stanno lavorando per il futuro nella ricerca di porre un rimedio alla pandemia: “C’è gente che da adesso incomincia a pensare al dopo: al dopo pandemia. A tutti i problemi che arriveranno: problemi di povertà, di lavoro, di fame … Preghiamo per tutta la gente che aiuta oggi, ma pensa anche al domani, per aiutare tutti noi”.

Mons. Beschi: la Chiesa vicino alla popolazione

Venerdì 27 marzo i vescovi italiani hanno pregato in un Cimitero della propria Diocesi per un momento di raccoglimento, veglia di preghiera e benedizione. A Bergamo mons. Francesco Beschi, ha pregato così: “Ascolta il silenzio di questo dolore: il silenzio di chi è morto e di chi è vivo. Non gridiamo. Il silenzio è la preghiera dello strazio. Ascolta le nostre parole che fanno eco di dolori nascosti nel cuore e nelle case, compressi da distanze che ci rubano carezze, sorrisi ed abbracci.

Papa Francesco invita a scoprire la bellezza del pentimento

Nell’aula ‘Paolo VI’ 7000 persone hanno assistito all’udienza generale di papa Francesco, che ha affrontato il tema della seconda beatitudine, ‘Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati’, invitando a ‘risvegliare la gente che non sa commuoversi del dolore altrui’, concludendola con un appello per la Siria e la Cina:

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