Tag Archives: Dignità

Card. Czerny: siano rispettati i diritti dei lavoratori marittimi

Nella seconda domenica di luglio, in cui le comunità cristiane celebrano la Domenica del Mare, il prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Umano integrale, il card. Michael Czerny, ricorda in un messaggio rivolto a cappellani, volontari e sostenitori di Stella Maris,  il lavoro essenziale di oltre 1.000.000 di marittimi che, tutti i giorni dell’anno, lavorano sulle navi che trasportano merci nel mondo intero. E lancia un appello perché le loro condizioni siano migliorate e che si evitino forme di discriminazione.

Il card. Zuppi: santa Caterina, un amore per la Chiesa

Venerdì 29 aprile la diocesi di Siena ha celebrato la festa di santa Caterina con la concelebrazione eucaristica, presieduta dal card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna, che ha affermato la necessità di obbedire a Dio:

Mons. Nosiglia si congeda da Torino con il pensiero per il lavoro

Oggi Torino elegge il suo arcivescovo, mons. Roberto Repole, che è succeduto a mons. Cesare Nosiglia, il quale ha officiato la celebrazione eucaristica, mercoledì 4 maggio nella festa liturgica della Sacra Sindone, ricordando l’incontro con papa Francesco:

Papa Francesco: non c’è giustizia senza misericordia

“Siete stati chiamati a una missione nobile e delicata: rappresentate l’organo di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati ordinari e avete il compito di amministrare la giurisdizione. La Costituzione italiana vi affida una vocazione particolare, che è un dono e un compito perché la giustizia è amministrata in nome del popolo”: così è iniziato il discorso di papa Francesco ricevendo i membri del Consiglio Superiore della Magistratura con un riferimento all’art. 101 della Costituzione Italiana.

Fratel Biagio spiega perché continua a fare penitenza e digiunare

Fratel Biagio fondatore delle Missione di Speranza e Carità di Palermo che ospita in gratuità circa 500 persone indigenti ha dichiarato:

“Continuo ad offrire questa penitenza e questo digiuno, dalla grotticina in montagna, dove mi sono ritirato in eremitaggio dal 9 luglio 2021, dal 7 Febbraio (con oggi sono 10 giorni) ho iniziato un digiuno radicale, unico nutrimento eucarestia ed acqua, affinché si sveglino le coscienze e si metta fine a tutti questi mali e ingiustizie che stanno schiacciando il mondo, allontanandolo dalla Legge del suo Creatore.

Questi tredici temi mi spingono a continuare nella scelta che sento nel cuore: 1)- La non tutela e il rispetto della vita con l’ingiusta attuazione dell’aborto e della eutanasia. 2) – Per il rispetto del corpo e della dignità dell’uomo e della donna, a causa di un utilizzo scorretto del sesso in modo disordinato e misto di promiscuità ed orge.

3) – Per lo sfruttamento e la persecuzione dei popoli. 4) – Per tutti i Governanti e le Autorità affinché rispettino i diritti umani e non producano più armi, ma strumenti di lavoro. 5) – Per le politiche e tutte le assemblee legislative, affinché promuovano leggi giuste e sagge, soprattutto per i più poveri, affinché non manchi loro il pane, la casa e il lavoro.

6) – Per lo sfrenato accumulare delle ricchezze materiali, mentre c’è chi ancora muore di fame in questo mondo. Spero tanto, tantissimo che i ricchi e i poveri vivano insieme aiutandosi reciprocamente. 7) – Per l’unione, la comunione e la pace tra tutti i popoli. 8) – Perché c’è in atto una forte scristianizzazione ed eresie e una ingiusta persecuzione contro il Cristianesimo e ogni altra religione.

9) – Perché c’è in atto una forte disgregazione delle famiglie ed una mancanza di valori e una diseducazione nei confronti dei giovani, che facilmente diventano dipendenti da droga, alcool, gioco d’azzardo e mode oscene. 10) – Per l’utilizzo scorretto da parte dei comunicatori sociali e soprattutto della televisione e di internet. 11) – Per quelle professioni e quelle multinazionali che sfruttano e fanno i propri interessi, soprattutto l’ingiusta vendita delle armi, fautrici di tante guerre, che causano gravi sofferenze e perdite di vite umane.

12) – Per tutti quelli che stanno inquinando il pianeta terra, rendendolo invivibile, ricavandone lauti guadagni. 13) – Per la conversione al bene, al vero insegnamento del Buon Dio di tutti noi, soprattutto di tutte le organizzazioni mafiose, terroristiche, massoniche e delle lobby”.

Mons. Nosiglia: dignità per i lavoratori

“Per 18 volte il Presidente della Repubblica ha usato, nel discorso di insediamento, la parola ‘dignità’. Come dire che tra le principali necessità del nostro Paese c’è il rispetto per le persone. Se non si riconosce la dignità di ogni persona, finiamo per rassegnarci ad accettare la miseria e le disuguaglianze. Prendiamo per buone le spiegazioni ‘economiche’ che abbandonano famiglie, anziani, bambini a se stessi”.

Papa Francesco: la tratta è violenza

Domenica scorsa al termine dell’Angelus papa Francesco aveva sottolineato che la tratta delle persone è una ferita che ha bisogno di essere sanata, in quanto le bambine e le donne rappresentano il 72 per cento delle vittime della tratta:

“Questa è una ferita profonda, inferta dalla ricerca vergognosa di interessi economici senza alcun rispetto per la persona umana. Tante ragazze (le vediamo sulle strade) che non sono libere, sono schiave dei trafficanti, che le mandano a lavorare e, se non portano i soldi, le picchiano. Oggi succede questo nelle nostre città.

Pensiamoci sul serio. Davanti a queste piaghe dell’umanità, esprimo il mio dolore ed esorto quanti ne hanno la responsabilità ad agire in modo deciso, per impedire sia lo sfruttamento sia le pratiche umilianti che affliggono in particolare le donne e le bambine”.

Mentre nella giornata di preghiera contro la tratta di esseri umani la voce del papa si è levata ancora una volta in difesa della dignità della persona, soprattutto delle donne, su un fenomeno che provoca migliaia di vittime, che aveva per tema ‘La forza della cura. Donne, economia e tratta di persone’:

“Esso ci invita a considerare la condizione delle donne e delle bambine, sottoposte a molteplici forme di sfruttamento, anche attraverso matrimoni forzati, schiavitù domestica e lavorativa. Le migliaia di donne e bambine che ogni anno vengono trafficate denunciano le drammatiche conseguenze di modelli relazionali fondati sulla discriminazione e la sottomissione. E non è un’esagerazione: migliaia!”

Per il papa la tratta è violenza: “La tratta di persone, attraverso lo sfruttamento domestico e quello sessuale, riconsegna con violenza le donne e le bambine al loro supposto ruolo di subordinate alla prestazione di servizi domestici e di servizi sessuali, alla loro figura di erogatrici di cura e dispensatrici di piacere, che ripropone uno schema di rapporti improntati al potere del genere maschile su quello femminile. Ancora oggi, e ad alto livello.

La tratta di persone è violenza! La violenza sofferta da ogni donna e da ogni bambina è una ferita aperta nel corpo di Cristo, nel corpo dell’umanità intera, è una ferita profonda che riguarda anche ognuno di noi”.

E’un invito agli uomini a difendere le donne, che hanno il coraggio di difendere la dignità: “Sono tante le donne che hanno il coraggio di ribellarsi alla violenza. Anche noi uomini siamo chiamati a farlo, a dire no ad ogni violenza, inclusa quella contro le donne e le bambine.

E insieme possiamo e dobbiamo lottare perché i diritti umani siano declinati in forma specifica, nel rispetto delle diversità e nel riconoscimento della dignità di ogni persona, avendo a cuore in modo particolare chi è leso nei suoi diritti fondamentali”.

E per tale cambiamento papa Francesco ha chiesto di seguire la strada di suor Bakhita: “Santa Bakhita ci indica la via per la trasformazione. La sua vita racconta che il cambiamento è possibile quando ci si lascia trasformare dalla cura che Dio ha per ciascuno di noi. E’ la cura della misericordia, è la cura dell’amore che ci cambia nel profondo e ci rende capaci di accogliere gli altri come fratelli e sorelle”.

Il cambiamento avviene dal riconoscimento della dignità della persona: “Riconoscere la dignità di ogni persona è il primo atto di cura. E’ il primo atto di cura: riconoscere la dignità! E il prendersi cura fa bene a tutti, a chi dà e a chi riceve, perché non è un’azione unidirezionale ma genera reciprocità.

Dio si è preso cura di Giuseppina Bakhita, l’ha accompagnata nel processo di guarigione delle ferite causate dalla schiavitù fino a rendere il suo cuore, la sua mente e le sue viscere capaci di riconciliazione, di libertà e di tenerezza”.

E’ un invito ad avviare una trasformazione nella società: “Incoraggio ogni donna e ogni ragazza che si impegna per la trasformazione e la cura, nella scuola, in famiglia, nella società. E incoraggio ogni uomo e ogni ragazzo a non rimanere fuori da questo processo di trasformazione, ricordando l’esempio del Buon Samaritano: un uomo che non si vergogna di chinarsi sul fratello e di prendersi cura di lui.

Prendersi cura è l’agire di Dio nella storia, nella nostra storia personale e nella nostra storia comunitaria. Dio si è preso cura e si prende cura di noi continuamente. Prenderci cura, insieme, uomini e donne, è l’appello di questa Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta: insieme possiamo far crescere un’economia della cura e contrastare con tutte le forze ogni forma di sfruttamento della tratta di persone”.

Mentre il segretario generale di Caritas Internationalis, Aloysius John, ha invitato ad azioni concrete per contrastare il fenomeno, esortando i governi a tutelare le vittime e a stabilire piani nazionali anti-tratta. L’appello è di fermare la tratta affrontando le cause profonde che costringono le persone a fuggire e le espongono al rischio di essere sfruttate: povertà estrema, dovuta anche ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale, conflitti e violenze.

Alla maratona di preghiera ha prso parte anche la Comunità Papa Giovanni XXIII con una testimonianza di una famiglia da Malmö, in Svezia. In questi mesi la Comunità, fondata da don Oreste Benzi, ha avviato tre nuovi progetti a Modena, Savona, Rimini per incontrare le vittime della tratta, in quanto durante la pandemia la prostituzione ha cambiato volto diventando sempre più invisibile, spostandosi negli appartamenti, nei centri benessere, nei centri massaggi, come ha spiegato il presidente Giovanni Paolo Ramonda:

“Nonostante il Covid abbiamo continuato ad accogliere vittime di tratta a scopo sessuale, lavorativo o accattonaggio. Nel 2021 abbiamo aiutato 100 persone, principalmente donne tra i 24 e i 27 anni; numerose sono accolte nelle nostre case famiglia a causa delle ferite indelebili che i trafficanti ed i clienti le hanno lasciato. Molte di esse hanno sviluppato patologie psichiatriche invalidanti. Inoltre continuiamo a sostenere molte donne nel loro percorso verso l’autonomia, in particolari le madri”.

Papa: con la cura si sconfigge la lebbra

“Oggi ricorre la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra. Esprimo la mia vicinanza a quanti soffrono di questa malattia e auspico che non manchino loro il sostegno spirituale e l’assistenza sanitaria. E’ necessario lavorare insieme alla piena integrazione di queste persone, superando ogni discriminazione associata a un morbo che, purtroppo, colpisce ancora tanti, specialmente in contesti sociali più disagiati”: così al termine dell’Angelus di domenica scorsa papa Francesco ha ricordato la 69^ giornata mondiale dei malati di lebbra.

Il presidente della Repubblica ha giurato sulla Costituzione italiana

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, eletto dal Parlamento in seduta comune con un consenso amplissimo dopo una settimana di schede bianche, ha giurato sulla Costituzione italiana, accolto dai presidenti delle Camera Roberto Fico e Elisabetta Casellati:

Il papa alla Congregazione della Fede: la vita è inalienabile

Dignità, discernimento e fede sono le parole che papa Francesco ha proposto come linee guida della sua riflessione ricevendo i partecipanti della Plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede con il sottolineare la dignità della vita:

89.31.72.207