Tag Archives: Comunità

Caritas monitora la povertà causata dal Covid

Acquistare € 1.000.000.000 di cibo 100% Made in Italy da destinare alle famiglie povere per far fronte a quella che è diventata una vera e propria emergenza sociale senza precedenti e, allo stesso tempo sostenere il lavoro e l’economia del sistema agroalimentare tricolore duramente colpito dalle difficoltà delle esportazioni e della ristorazione.

Il Cortile dei Gentili invita a ripensare al modello di sviluppo

Le carenze del sistema sanitario, il peso delle diseguaglianze economiche e sociali in tempo di crisi, l’inquinamento e la riduzione progressiva della biodiversità: la diffusione del Covid-19 ha fatto emergere numerose questioni di carattere socio-economico, che ora necessitano di risposte tanto lungimiranti quanto urgenti. Con questa consapevolezza la Consulta scientifica del ‘Cortile dei Gentili’, fondata dal card. Gianfranco Ravasi e presieduta dal prof. Giuliano Amato, contribuisce al dibattito attuale con il documento online ‘Pandemia e resilienza: persona, comunità e modello di sviluppo dopo la Covid-19’.

Riscrivere la quotidianità della fede in tempo di pandemia

Sono passate più di due settimane dal 18 maggio, data che sarà ricordata dai fedeli come fine del lockdown delle celebrazioni liturgiche con il popolo. Grazie al Protocollo d’intesa tra Conferenza Episcopale Italiana e Governo, dopo due mesi trascorsi in uno stato di prolungato digiuno eucaristico, il Popolo di Dio è tornato a riempire piano piano le chiese e a riunirsi, nel rispetto delle stringenti norme anti-contagio, attorno all’altare.

Johnny Dotti consiglia di ripartire dal silenzio

“Sapremo non rimuovere questo tempo e spazio di silenzio? O ci faremo di nuovo travolgere dalla banalità di bla bla estenuanti e insignificanti?”: da queste due fondamentali domande nasce il nuovo e-book di Johnny Dotti, scrittore, pedagogista, imprenditore sociale e docente a contratto di ‘Analisi e gestione di fenomeni sociali complessi’ presso l’Università cattolica di Milano, che ritiene che la vera sfida, per il futuro, non sia trovare il sistema per superarle, queste scomode compagne, quanto essere capaci a non lasciarle andare via.

Mons. Napolioni racconta la vita in diocesi ai tempi del coronavirus

Da lunedì scorso tutte le città italiani stanno tornando con precauzioni a riprendere la vita quotidiana, dopo quasi tre mesi di lockdown; così anche nelle diocesi italiane si è ritornato a celebrare le messe con il popolo, dopo l’accordo tra Cei e Stato.

Mons. Castellucci: la Chiesa collabora per il bene della persona

Dalle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi a fine aprile mons. Erio Castellucci aveva scritto ai sindaci delle città delle diocesi una ‘lettera aperta’ per descrivere la situazione, anche psicologica, in cui si trovano i cittadini: “Sono settimane in cui ci sentiamo frastornati e impauriti; solo ora ci stiamo orientando, prospettando un graduale allentamento delle misure, in corrispondenza del contenimento dell’epidemia.

Prof. Ivo Lizzola: sconfiggere la paura nella comunione

“La paura è un pericolosissimo motore di conflitti e di difficoltà nel rapporto con l’altro, quando non ha luoghi per passare dentro la parola e l’incontro. Ci si sente così esposti da rendere cieca anche l’evidenza che c’è chi è molto più fragile di noi, verso cui è giusto essere più attenti. La paura, vissuta da soli, ci avvelena. Passare dalla paura alla veglia reciproca è possibile, ma ci vogliono dei percorsi di accompagnamento, di pedagogia sociale. Se non lo facciamo, rischiamo di impedire la costruzione del dopo”.

Papa Francesco ammonisce sulle divisioni

Nella messa a Santa Marta, nel martedì della seconda settimana del tempo di Pasqua, papa Francesco ha prega perché, in questo tempo caratterizzato dalla pandemia e da un nuovo silenzio, si possa crescere nella capacità di ascolto: “In questo tempo c’è tanto silenzio. Si può anche sentire il silenzio. Che questo silenzio, che è un po’ nuovo nelle nostre abitudini, ci insegni ad ascoltare, ci faccia crescere nella capacità di ascolto”.

Il ritorno alle cose essenziali: vivere al tempo del Coronavirus. Riflessioni di un prete di montagna

Don Marian Benchea è il giovane parroco di Lillianes, Fontainemore, Issime e Gaby in Val d’Aosta, precisamente nella Valle del Lys (il nome ha origine dal torrente che l’attraversa) che è ancora molto legata alle proprie tradizioni walser. L’incarico, su mandato del vescovo d’Aosta, mons. Franco Lovignana, è iniziato nel settembre 2019 e i primi mesi sono trascorsi all’insegna della conoscenza delle comunità.

A Bari le sfide della fede

“Come cattolici vorremmo farci promotori di aperture, di spazi, in modo che entità che oggi non comunicano tra di loro possano venire, sedersi, parlare, riconciliarsi e trovare mediazioni per una maggiore giustizia che è la base per la fraternità e l’amicizia”: lo ha affermato mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, facendo riferimento al ‘desiderio di pace, di riconciliazione e di perdono’.

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