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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: ‘Rimanete nel mio amore’

Oggi inizia un momento di riflessione e di preghiera per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, mons. Polykarpos Stavropoulos, vicario patriarcale della Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta, ed il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, hanno scritto una lettera in cui spiegano il ‘valore’ di tale Settimana:

Papa Francesco consiglia la preghiera di lode

Nell’udienza generale, trasmessa in streaming dal Palazzo apostolico, papa Francesco ha continuato le catechesi sulla preghiera, soffermandosi su quella di lode, che Gesù rivolge al Padre:

Mons. Pizzaballa ha chiesto di superare la mentalità identitaria

“Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito”.

Le dimissioni del Papa? Una bufala di capodanno. Piuttosto ci sarà un rilancio del pontificato

Una bufala, nient’altro che una bufala di fine anno. Così sono da bollare le “insistenti voci” circa le dimissioni a tempo di Papa Francesco. A detta delle stesse – che conoscerebbero il giorno, l’ora, minuti e secondi della plateale rinuncia – il Pontefice seguirà le orme del suo predecessore, Benedetto XVI, gettando la spugna per l’impossibilità di riformare la Chiesa.

Papa Francesco: il Natale è vita nuova

A pochi giorni dal Natale papa Francesco fa gli auguri ai membri del Collegio Cardinalizio e della Curia Romana ed ai dipendenti vaticani con una citazione di Hannah Arendt: “Il Natale di Gesú di Nazaret è il mistero di una nascita che ci ricorda che gli uomini, anche se devono morire, non sono nati per morire, ma per incominciare”.

Papa: la preghiera di intercessione è missione della Chiesa

“Vorrei esortare tutti ad ‘affrettare il passo’ verso il Natale, quello vero, cioè la nascita di Gesù Cristo. Quest’anno ci attendono restrizioni e disagi; ma pensiamo al Natale della Vergine Maria e di San Giuseppe: non furono rose e fiori! Quante difficoltà hanno avuto! Quante preoccupazioni! Eppure la fede, la speranza e l’amore li hanno guidati e sostenuti. Che sia così anche per noi! Ci aiuti anche, questa difficoltà, a purificare un po’ il modo di vivere il Natale, di festeggiare, uscendo dal consumismo: che sia più religioso, più autentico, più vero”: così papa Francesco al termine dell’udienza generale in diretta streaming dal Palazzo apostolico ha esortato i fedeli a prepararsi a vivere il Natale.

Novena di Natale … #ACasa

“Dio ha voluto condividere la nostra condizione umana al punto da farsi una cosa sola con noi nella persona di Gesù, che è vero uomo e vero Dio. Ma c’è qualcosa di ancora più sorprendente… Egli ha scelto di abitare la nostra storia così com’è, con tutto il peso dei suoi limiti e dei suoi drammi. Così facendo ha dimostrato in modo insuperabile la sua inclinazione misericordiosa e ricolma di amore verso le creature umane. Egli è il Dio-con-noi; Gesù è Dio-con-noi”: in questo modo papa Francesco ha introdotto ai fedeli il significato della Novena di Natale.

Card. Kurt narra l’importanza dell’enciclica ‘Ut unum sint’

In occasione del 25^ anniversario dell’enciclica ‘Ut unum sint’ e del 60^ anniversario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, qualche giorno fa  si è tenuto un Atto accademico in diretta streaming dalla ‘Cattedra Tillard’ dell’Istituto di Studi Ecumenici dell’Angelicum con il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ed il prof. Philippe Chenaux, docente di Storia della Chiesa moderna e contemporanea alla Pontificia Università Laterranense.

I paradossi del cattolicesimo borghese (4). La mancanza di un’autorità nella Chiesa.

Anche nella Chiesa, dove si dovrebbe vivere da figli rivolti ad un Padre, si vive quella tendenza tipica della cultura contemporanea che ha liquidato i padri. E questo non solo perché i figli vogliono fare a meno dei padri, ma anche perché i padri non sanno essere tali. Occorre recuperare il senso dell’avere un’autorità, cioè qualcuno che sappia far crescere, far maturare il popolo di Dio.

San Benedetto nella sua Regola scrive a proposito dell’abate che egli deve giovare più che comandare. Oggi molti, troppi comandano nella Chiesa, ma non giovano. L’autoritarismo è un vizio diffusissimo nella Chiesa. D’altronde come potrebbe essere possibile un nuovo modo di esercitare l’autorità se non ci sono esempi, modelli? E’ questo un campo tutto da esplorare!

Il “successo” popolare di papa Francesco mette in risalto proprio questo: se c’è un leader, che con gesti autentici e parole forti, esprime vicinanza, prossimità, accoglienza, solidarietà, allora egli può permettersi di chiedere a tutti, laici, religiosi, sacerdoti, vescovi, di mettersi sulla strada esigente e radicale del Vangelo.

Il popolo di Dio sa capire quando un pastore è disposto a lasciare le novantanove pecore per andare a trovare la pecora smarrita e, per questo, sa camminare accanto a quel pastore. Questo ragionamento “vale” tanto per la Chiesa universale quanto per la Chiesa locale.

I figli crescono bene, diventando adulti responsabili, se hanno dei buoni padri. Un aspetto sul quale si dovrebbe riflettere di più riguarda proprio il legame tra figli e padre, tra pastore e gregge. Come può un padre pretendere obbedienza, riconoscenza e rispetto se non sa amare il figlio?

Senza mostrare, concretamente, amore verso il figlio, senza mostrare cura appassionata e disinteressata per il proprio figlio, un padre non può offrire immagine migliore di sé se non quella di un piccolo tiranno. Ecco, perché, per san Benedetto, all’abate, a colui che nel monastero detiene l’autorità, occorre giovare più che comandare.

L’amore, la carità, come dice San Paolo, mostra l’autenticità di un dono, anche quello di chi, per volontà di Dio, è chiamato a guidare il suo gregge. L’obbedienza, il rispetto e la riconoscenza dei figli verranno, ma prima ci deve essere amore gratuito per le pecore del gregge affidato.

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I paradossi del cattolicesimo borghese (3). Il peso della storia e la difficile riforma della Chiesa.

La Chiesa attuale è così perché ha alle spalle una storia che pesa. Questa storia è perlopiù costituita da quel particolare e intricato rapporto che si è instaurato con lo Stato tanto che essere suddito o cittadino voleva dire essere cattolico e viceversa. Oggi, in un sistema di libertà religiosa e di pluralismo religioso, non è possibile l’equivalenza cattolico = cittadino.

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