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Torino: la carità non ha confini

“Proprio il forte tessuto della solidarietà va annoverato tra le riscoperte positive nella stagione del contagio. Penso all’impegno e al sacrificio di quanti (medici, infermieri, personale delle forze dell’ordine, dei trasporti e della logistica) in questi mesi hanno raddoppiato il proprio lavoro per rimanere a servizio di tutti. Così come abbiamo visto tutta la ‘forza’ del volontariato solidale. In questo tempo del coronavirus la disponibilità offerta da tante persone in tutti gli ambiti dell’esistenza è esplosa in forme impensabili e diffuse in ogni parte del territorio… Questa solidarietà è una delle risorse emerse che non va perduta anche un domani, sia nella coscienza di ognuno di noi e sia nella impostazione globale della vita sociale”.

Il papa istituisce un fondo di solidarietà per Roma

“Come vescovo di Roma ho deciso di istituire nella diocesi il Fondo ‘Gesù Divino Lavoratore’, per richiamare la dignità del lavoro, con uno stanziamento iniziale di € 1.000.000 alla nostra Caritas diocesana”: nasce per volontà di papa Francesco un nuovo Fondo di sostegno economico pensato per sostenere tutte le persone provate dalla crisi derivata dalla pandemia di coronavirus; in particolare, come scrive il Pontefice in una lettera indirizzata al vicario di Roma, card. Angelo De Donatis, “per coloro che rischiano di rimanere esclusi dalle tutele istituzionali e che hanno bisogno di un sostegno che li accompagni, finché potranno camminare di nuovo autonomamente”.

Indagine Caritas: aumentano i poveri per il coronavirus

A causa del Covid-19 cresce la povertà in Italia, come ha sottolineato un rapporto di Caritas italiana, con dato allarmante che risulta da una prima rilevazione condotta a livello nazionale su 70 Caritas diocesane in tutta Italia, circa un terzo del totale.

P. Moschetti racconta il coronavirus a Castel Volturno

L’emergenza sanitaria per la pandemia di Coronavirus rende particolarmente difficile la vita nella comunità di immigrati di Castel Volturno, in provincia di Caserta, dove le persone contagiate finora sono 6 e una è deceduta. Le condizioni già precarie per gli oltre 10.000 africani, su una popolazione totale di 26.000, sono aggravate dalla quarantena e dalla povertà, come ha raccontato p. Daniele Moschetti, missionario comboniano:

Lorenzo Cerquetella racconta la situazione della diocesi di Macerata

Nella visita pastorale delle vicarie della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, immediatamente sospesa a causa del coronavirus, mons. Nazareno Marconi aveva chiesto di ‘mettere a fuoco’ il significato della parola ‘sinodo’:

“In definitiva la sua funzione fondamentale si può riassumere accostandola alla pia pratica dell’esame di coscienza. E’ un esame della coscienza ecclesiale dettato dal Vescovo ad un comunità locale, parrocchia o unità pastorale, che potrebbe partire dall’esortazione di Ireneo da Lione (+ 202): ‘Cristiano, diventa ciò che sei’, da rileggere in maniera comunitaria ‘Parrocchia, unità Pastorale, Chiesa locale, diventa ciò che sei’.

Il primo passo è perciò una rinnovata presa di coscienza di ciò che siamo come Chiesa. Della nostra coscienza ecclesiale che deve crescere. Infatti siamo spesso delle comunità affettive, dei gruppi di amici, delle specie di pro-loco con sensibilità religiosa più spiccata, delle onlus più o meno organizzate, ma quanto manca ancora ad una vera e piena coscienza ecclesiale? Il percorso biblico che abbiamo fatto credo ci aiuti a mettere a fuoco alcuni elementi”.

Però poi è arrivato anche nella regione il coronavirus e dall’inizio dell’epidemia sono morte 599 persone, di cui 398 maschi e 201 femmine e nel 95,6% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e l’età media è di 80 anni. La situazione è difficile soprattutto nelle case di riposo, come è successo a Cingoli.

Per comprendere meglio la situazione nella diocesi di Macerata abbiamo contattato il diacono Lorenzo Cerquetella, direttore della Caritas diocesana: “Anche il territorio della nostra Diocesi sta vivendo il dramma e il dolore per la perdita di tanti amici e conoscenti, anche nostri collaboratori e cristiani impegnati. La situazione della Casa di riposo di Cingoli è stata portata dai media a livello nazionale. Ma abbiamo perdite a Macerata, Treia, Tolentino…”.

In tale situazione in quale modo la diocesi è vicina alla gente?

“La diocesi è vicina alle persone in tanti modi: il Vescovo ha scritto una preghiera di affidamento alla Madonna della Salute e a p. Matteo Ricci, apostolo della Cina, che viene recitata ogni giorno. EmmetV, il canale della diocesi, trasmette ogni giorno la messa che il vescovo celebra ogni giorno dall’episcopio come pure  tante parrocchie si sono organizzate per trasmettere momenti di preghiera e di riflessione. I sacerdoti stanno vicino, come possono, a chi è nel dolore. E’ stato molto apprezzato il gesto del vescovo che si è recato in pellegrinaggio al cimitero di Macerata a benedire tutti i defunti.

La Caritas diocesana è impegnata su più fronti: preparazione e consegna pacchi alimentari a chi è in difficoltà, mediante l’Emporio della solidarietà. Costante contatto con tutti i comuni per coordinare  insieme gli interventi da fare a favore dei più deboli utilizzando i fondi straordinari messici a disposizione di Caritas Italiana”.

In questo tempo quaresimale come prepararsi a vivere la Pasqua?

“Prepararsi a vivere la Pasqua nel modo tradizionale è impossibile, tuttavia stiamo assistendo ad un rinnovato interesse delle persone verso il sacro e le iniziative della Chiesa. La diocesi sta predisponendo un ausilio per mettere i nostri cristiani in condizione di vivere e celebrare i riti della Settimana Santa pur rimanendo a casa”.

Lo scorso anno mons. Marconi ha scritto una lettera sulla speranza, ‘Celebrare la speranza’, a proposito di un territorio colpito dal sisma: “Si tratta di ricentrare correttamente la nostra azione pastorale su ciò che è davvero fondamentale per la crescita dalla fede del popolo di Dio, in modo particolare di quello che vive nelle nostre parrocchie e che incontriamo nelle nostre chiese, ferite, ma non distrutte dal terremoto, oppure nelle soluzioni di fortuna con cui stiamo cercando di testimoniare l’amore alla liturgia domenicale”. In questo periodo cosa significa celebrare la speranza?

“Celebrare la speranza in questo tempo è andare oltre ogni speranza rimanendo attaccati a Gesù che ci dice, come agli Apostoli impauriti per la tempesta, ‘Non temete IO sono con voi’.

Papa Francesco prega per chi è spaventato dalla pandemia e non reagisce

La settimana, che precede quella Santa, è aperta dalla Messa in streaming da Santa Marta, in cui papa Francesco ha pregato per chi è spaventato dal coronavirus e non è capace di reagire: “Preghiamo oggi per tanta gente che non riesce a reagire, rimane spaventata per questa pandemia, che il Signore li aiuti a alzarci a reagire per il bene di tutta la società e comunità”.

La diocesi di Milano istituisce il fondo per i disoccupati

Un aiuto per sostenere coloro che perdono il lavoro, a causa del Coronavirus, un modo per non farli sentire soli in un momento di grande difficoltà; sarà questa la missione del ‘Fondo San Giuseppe’, istituito dalla Diocesi di Milano in collaborazione con il Comune.

Papa Francesco prega ed aiuta chi è in difficoltà economiche

La settimana per papa Francesco si apre con la celebrazione mattutina a Santa Marta, sempre in streaming, pregando per quanti stanno soffrendo per la crisi economica causata dall’epidemia di coronavirus che ha bloccato molte attività lavorative:

Coronavirus: a Roma per aiutare i ‘senza fissa dimora’

Iniziando l’Angelus di domenica scorsa papa Francesco ha ringraziato i sacerdoti che non ‘abbandonano’ il popolo: “Vorrei ringraziare anche tutti i sacerdoti, la creatività dei sacerdoti… Sacerdoti che pensano mille modi di essere vicino al popolo, perché il popolo non si senta abbandonato; sacerdoti con lo zelo apostolico, che hanno capito bene che in tempi di pandemia non si deve fare il ‘don Abbondio’. Grazie tante a voi sacerdoti”.

Appello per i profughi siriani

Mosca accusa Ankara di aver schierato una divisione nella provincia di Idlib, rischiando l’escalation militare, come ha riferito il ministero della Difesa russo: “Nessuno in Occidente nota le azioni di Ankara, che ha dispiegato in violazione del diritto internazionale un gruppo offensivo grande quanto una divisione meccanizzata al fine di garantire con tutti i mezzi l’adempimento dell’accordo di Sochi”.

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