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Il prof. Falanga: Crocifisso annuncio di salvezza

“Nel titolo di questo lavoro si parla di ‘croce’. Impiegheremo il lessema, pur nella distinzione che va posta tra ‘croce’ e ‘crocefisso’ (o ‘crocifisso’), per indicare le due dimensioni, che sono, peraltro, in ambito cristiano, tra loro strettamente collegate. A tal punto che, in alcune parti del Nuovo Testamento e in alcuni settori, non solo della Patristica, i termini appaiono interscambiabili. Ma, nonostante questa constatazione, riteniamo si debba mantenere la distinzione, oggettivamente valida. Quindi, quando si parla di ‘croce’, s’intende il segno iconograficamente espresso, mentre ci si riferisce con il ‘crocefisso’ al corpus appeso alla croce”.

Una teologia dei legami familiari per sperimentare l’amore quotidiano

Al termine della preghiera domenicale dell’Angelus di domenica 14 marzo papa Francesco ha ricordato l’imminente appuntamento dell’apertura dell’Anno della Famiglia ‘Famiglia Amoris Laetitia’: “Invito a uno slancio pastorale rinnovato e creativo per mettere la famiglia al centro dell’attenzione della Chiesa e della società. Prego perché ogni famiglia possa sentire nella propria casa la presenza viva della Santa Famiglia di Nazaret, che ricolmi le nostre piccole comunità domestiche di amore sincero e generoso, fonte di gioia pur nelle prove e nelle difficoltà”.

Mons. Redaelli: Gorizia crocevia privilegiato dell’incontro tra i popoli dell’Europa

Il nome di Ilario (Ilaro o Ellaro), associato a Taziano nel Martirologio geronimiano, coincide con quello del secondo vescovo dei catologhi aquileiesi. Un’antichissima tradizione vuole che il vescovo Ilario e il diacono Taziano abbiano subito il martirio sotto Numeriano il 16 marzo 284.

Papa Francesco prega lo Spirito Santo per la pace in Myanmar

“Sento l’urgenza con tanta tristezza di evocare la drammatica situazione in Myanmar dove tante persone soprattutto giovani stanno perdendo la vita per offrire speranza al loro paese. Anche io mi inginocchio sulle strade del Myanmar e dico: cessi la violenza. Anche io stendo le mie braccia e dico: prevalga il dialogo. Il sangue non risolve niente, prevalga il dialogo”: così al termine dell’udienza generale in streaming dal Palazzo Apostolico, il papa ha rivolto un appello per la cessazione delle violenze in Myanmar, ricordando anche la situazione a situazione del Paraguay dove è in corso una violenta crisi istituzionale che ha portato molta violenza nelle strade; nell’appello il papa ha chiesto che si intraprenda un cammino di dialogo per costruire la pace.

Nell’udienza generale papa Francesco ha sottolineato che senza Spirito Santo non c’è relazione con Dio, concludendo la catechesi sulla preghiera come relazione con la Santissima Trinità: “Il primo dono di ogni esistenza cristiana è lo Spirito Santo. Non è uno dei tanti doni, ma il Dono fondamentale. Senza lo Spirito non c’è relazione con Cristo e con il Padre. Perché lo Spirito apre il nostro cuore alla presenza di Dio e lo attira in quel ‘vortice’ di amore che è il cuore stesso di Dio”. 

Il papa ha sottolineato che solo in questo mistero è possibile invocare Dio come Padre: “Noi  non  siamo  solo  ospiti  e  pellegrini  nel  cammino  su  questa  terra,  siamo  anche  ospiti  e  pellegrini nel mistero della Trinità. Siamo come Abramo, che un giorno, accogliendo nella propria tenda tre viandanti, incontrò Dio.

Se possiamo in verità invocare Dio chiamandolo ‘Abbà – Papà’, è perché in noi abita lo Spirito Santo; è Lui che ci trasforma nel profondo e ci fa sperimentare la gioia commovente di essere amati da Dio come veri figli”.

Richiamando il Catechismo della Chiesa cattolica il papa ha evidenziato l’opera che lo Spirito Santo compie: “Ecco  qual è l’opera dello Spirito in noi. Egli ci ‘ricorda’ Gesù e lo rende presente a noi, perché non si  riduca a personaggio del passato.  Se Cristo fosse solo lontano nel tempo, noi saremmo soli e smarriti nel mondo. Ma nello Spirito tutto è vivificato: ai cristiani di ogni tempo e luogo è aperta la possibilità di incontrare Cristo”.

Ed ha raccontato l’esperienza degli Apostoli: “ Lui non è distante, è con noi: ancora educa i suoi discepoli trasformando il loro cuore, come fece con Pietro, con Paolo, con Maria di Magdala. E’ l’esperienza che hanno vissuto tanti oranti: uomini e donne che lo Spirito Santo ha formato secondo la ‘misura’ di Cristo, nella misericordia, nel  servizio, nella preghiera. E’ una grazia poter incontrare persone così: ci si accorge che in loro pulsa una vita diversa, il loro sguardo vede ‘oltre’”.

E’ un’esperienza che molti possono sperimentare: “Non pensiamo solo ai monaci, agli eremiti; si trovano anche tra la gente comune, gente che ha intessuto una lunga storia di dialogo con Dio, a volte di lotta interiore, che purifica la fede. Questi testimoni umili hanno cercato Dio nel Vangelo, nell’Eucaristia ricevuta e adorata, nel volto del fratello in difficoltà, e custodiscono la sua presenza come un fuoco segreto”.

Il papa ha sottolineato che questo è un compito dei cristiani: “Il primo compito dei cristiani è proprio mantenere vivo questo fuoco, che Gesù ha portato sulla terra, cioè l’Amore di Dio, lo Spirito Santo. Senza il  fuoco dello Spirito le profezie si spengono, la tristezza soppianta la gioia, l’abitudine sostituisce l’amore, il servizio si trasforma in schiavitù. Viene in mente l’immagine della lampada accesa accanto al tabernacolo,  dove si conserva l’Eucaristia”. 

Quindi lo Spirito Santo guida la Chiesa, come afferma il Catechismo della Chiesa cattolica: “E’ dunque lo Spirito a scrivere la storia della Chiesa e del mondo. Noi siamo pagine aperte, disponibili a ricevere la sua calligrafia. E in ciascuno di noi lo Spirito compone opere originali, perché non c’è mai un cristiano del tutto identico a un altro.

Nel campo sterminato della santità, l’unico Dio, Trinità d’Amore, fa fiorire la varietà dei testimoni: tutti uguali per dignità, ma anche unici nella bellezza che lo Spirito ha voluto si sprigionasse in ciascuno di coloro che la misericordia di Dio ha reso suoi figli. Non dimentichiamo, lo Spirito è presente, è presente in noi”.

Da Bari un invito a vivere la relazione in Quaresima

Nella diocesi di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, da poco contagiato da Covid 19 e ricoverato in ospedale, ha scritto la prima lettera per la Quaresima per ringraziare i fedeli dell’accoglienza e per invitarli a sperimentare ‘la gioia della Pasqua e la vicinanza del Risorto’: “Il tempo sofferto della pandemia ha motivato la scelta di sospendere le normali attività catechetiche e di aggregazione, soprattutto in questi ultimi mesi. Tutti avvertiamo la fatica dell’isolamento e della distanza insieme alla responsabilità di custodirci reciprocamente”.

Mons. Battaglia ai giovani: Quaresima è tempo di speranza

Nell’omelia di inizio Quaresima papa Francesco ha sottolineato che questo tempo è un viaggio di discernimento: “La Quaresima è un viaggio che coinvolge tutta la nostra vita, tutto noi stessi. E’ il tempo per verificare le strade che stiamo percorrendo, per ritrovare la via che ci riporta a casa, per riscoprire il legame fondamentale con Dio, da cui tutto dipende. La Quaresima non è una raccolta di fioretti, è discernere dove è orientato il cuore”.

Christian Tasso punta l’obiettivo sulla disabilità

“Voi dovete vivere giorno per giorno, non dovete pensare ossessivamente al futuro. Sarà una esperienza durissima, eppure non la deprecherete. Ne uscirete migliorati. Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita. Questa è almeno la mia esperienza. Non posso dirvi altro”.

Presentato il manifesto del Meeting di Rimini

Essenzialità, semplicità e sintesi. Questi i tratti caratterizzanti del manifesto dell’edizione 2021 del Meeting per l’amicizia fra i popoli (20-25 agosto) in continuità con l’immediatezza e la duttilità visiva e comunicativa del Meeting 2020 Special Edition.

Mons. Battaglia: Napoli è la città della bellezza

Sabato scorso papa Francesco ha eletto il vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, mons. Domenico (Mimmo) Battaglia, nuovo Arcivescovo metropolita di Napoli. Nato nel 1963 a Satriano in provincia di Catanzaro, è sacerdote dal 1988. Dal 1989 al 1992 è rettore del seminario liceale di Catanzaro e membro della Commissione Diocesana Giustizia e Pace, mentre dal 1992 al 1999 è amministratore parrocchiale a Sant’Elia, parroco della Madonna del Carmine a Catanzaro, e direttore dell’Ufficio Diocesano per la Cooperazione Sanitaria nelle Chiese.

Papa Francesco: Natale è bellezza

Nei giorni scorsi papa Francesco ha ricevuto in udienza i promotori e gli artisti del Concerto di Natale in Vaticano, promosso dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, e il cui ricavato sarà devoluto a favore della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes e della Fondazione salesiana Missioni Don Bosco, che porta avanti in 55 Paesi azioni di sensibilizzazione per la didattica e l’accoglienza; mentre la Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes si è occupata di arginare i rischi psicologici che la pandemia ha causato per giovani e anziani, promuovendo la Cultura dell’Incontro.

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