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Nella Giornata del Ringraziamento i vescovi invitano ad un’agricoltura sostenibile

‘Le scelte assurde di investire in armi anziché in agricoltura fanno tornare attuale il sogno di Isaia di trasformare le spade in aratri, le lance in falci’: è quanto affermano i vescovi italiani nel messaggio della Conferenza episcopale italiana per la 72^ Giornata Nazionale del Ringraziamento, che si celebra oggi sul tema ‘Coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto (Am 9,14). Custodia del creato, legalità, agromafie’. Nel documento è sottolineato che ‘all’interno dell’attività agricola si infiltra un agire che crea grandi squilibri economici, sociali e ambientali’:

Coldiretti: da ‘spesa sospesa’ una tonnellata di cibo per i poveri

Oltre una tonnellata di cibo a km zero, dal Grano Padano al Parmigiano Reggiano, dall’olio del Garda Dop al Salame Milano, dal riso Carnaroli fino alla pasta di grano 100% italiano assieme a frutta e verdura, è stata raccolta grazie alla generosità degli agricoltori di ‘Campagna Amica’, nonostante il complesso momento di crisi, dei cittadini milanesi e dai turisti e da ‘Filiera Italia’ per arrivare nelle case delle famiglie in gravi difficoltà economiche.

Barbara Nappini: Terra Madre per garantire cibo buono

‘Terra Madre Salone del Gusto’ torna a Torino dal 22 al 26 settembre 2022: la manifestazione di Slow Food, Comune di Torino e Regione Piemonte anima le architetture ex industriali di Parco Dora a Torino con le sue forme, i colori e profumi, le sue voci ma anche con la gioia e l’entusiasmo di potersi incontrare di nuovo, convinti che il cibo possa essere un ponte per la pace e mostrando come, attraverso l’inclusione e lo scambio, possiamo coltivare insieme un presente migliore.

La ricostruzione sociale in Afghanistan passa attraverso la pasta

Selene Biffi, imprenditrice sociale, da anni impegnata in Afghanistan, conosce Sima a Kabul e raccoglie la sua storia di piccola imprenditrice cui i talebani hanno chiuso il pastificio; e ci riesce con l’aiuto dalla cooperativa agricola ‘Girolomoni’, la prima cooperativa dell’agricoltura biologica fondata in Italia da Gino Girolomoni ad Isola del Piano, in provincia di Pesaro Urbino.

Guerra in Ucraina e questione alimentare

Il prezzo del grano è balzato del 38,6% in una settimana dall’inizio della guerra in Ucraina ma ad aumentare del 17% è stato anche il prezzo del mais e del 6% quello della soia destinati all’alimentazione degli animali negli allevamenti: è quanto è emerso dall’analisi della Coldiretti sulla base delle quotazioni alla borsa merci di Chicago, punto di riferimento mondiale del commercio dei prodotti agricoli.

La Quaresima è tempo favorevole

“La Quaresima è tempo favorevole di rinnovamento personale e comunitario che ci conduce alla Pasqua di Gesù Cristo morto e risorto. Per il cammino quaresimale del 2022 ci farà bene riflettere sull’esortazione di San Paolo ai Galati. Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti”: è questo il tema scelto dal papa per la Quaresima 2022, un’esortazione di San Paolo ai Galati.

Domenica XXXII: Grazie, Dio grande e misericordioso!

La ‘Giornata del ringraziamento’, che oggi si celebra in tutto il mondo, ci sollecita a riconoscere il creato e le sue ricchezze come dono dell’Altissimo, espressione  vera dell’amore di Dio verso l’uomo creato a sua immagine, da qui il canto ‘Laudato sii, o mio Signore’! E’ doveroso essere riconoscenti al Signore per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo; da qui il rispetto dell’ambiente naturale, risorsa preziosa affidata alla nostra responsabilità.

Dal meeting un appello: cibo e medicine per tutti per uscire dalle pandemie

Il meeting dell’amicizia tra i popoli è arrivato al giro di boa ed il fil rouge di questi tre giorni è stato sicuramente quello del cibo in rapporto alla pandemia, approfondendo i momenti che hanno segnato la strada verso l’istituzione della coalizione ‘Food coalition’ sotto l’egida della FAO.

Covid 19: fuga dalla città

Appena lo 0,3% dei contagi colpisce le campagne dove in molti sognano di trasferirsi per sfuggire ai pericolosi assembramenti delle grandi città senza limitare la possibilità di movimento, grazie ai grandi spazi disponibili.

E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base delle denunce complessive di infortunio da Covid 19 al 31 dicembre 2020 registrate dall’Inail che evidenzia come la percentuale più bassa di contagi tra le diverse attività si sia verificata proprio in agricoltura dove peraltro non si è mai smesso di lavorare durante l’anno per garantire le forniture alimentari degli italiani, come ha sottolineato la Coldiretti:

“Il lavoro in campagna risulta essere più sicuro perché garantisce il rispetto delle distanze che nelle aree rurali si misurano in ettari e non in metri ma ad essere meno pericolosa è anche la vita nei borghi rispetto alle metropoli segnate da una forte densità di popolazione.

Nei 5500 piccoli comuni italiani con meno di 5.000 abitanti il distanziamento è infatti garantito per i 10.000.000 di abitanti che dispongono di oltre il 54% del territorio nazionale mentre i restanti 50.000.000 devono dividersi il resto dello spazio.

Il risultato è che si è verificato un aumento del 29% delle ricerche di case in campagna, nei borghi e nei piccoli comuni per la voglia di maggior sicurezza e ma anche di una migliore qualità della vita, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Idealista rispetto al periodo pre-Covid”.

Un situazione di maggiore tranquillità riconosciuta dallo stesso ultimo DPCM che, come chiarito dalla FAQ del Governo, consente a chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti di spostarsi anche entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di recarsi nei capoluoghi di Provincia:

“Inoltre anche a chi vive in città è offerta la possibilità di muoversi per lo svolgimento di attività lavorativa su superfici agricole, anche di limitate dimensioni, adibite alle produzioni per autoconsumo, non adiacenti a prima od altra abitazione anche al di fuori del Comune ovvero della Regione di residenza, sia per i residenti nelle zone rosse che arancioni.

Una precisazione importante che consente gli spostamenti per 1.200.000 italiani che fanno gli agricoltori solo per passione coltivando appezzamenti di terreno pubblici o privati per garantirsi cibo genuino e trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta.

Accanto a chi esprime la propria passione in orti e giardini ci sono anche molti che non si accontentano e coltivano almeno un ettaro di terreno a uso familiare. Si tratta in larga maggioranza di famiglie che hanno ereditato aziende o pezzi di terreno da genitori e parenti dei quali hanno voluto mantenere la proprietà per esercitarsi nel ruolo di coltivatori e allevatori, piuttosto che venderli come accadeva spesso nel passato.

Ma ci sono anche tanti che hanno acquistato terreni o piccole aziende agricole anche in aree svantaggiate per ristrutturarle e avviare piccole attività produttive, dall’olio al vino, dall’allevamento delle galline a quello dei cavalli”.

Inoltre sono oltre 291.000 i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi costretti a stare chiusi nella nuova mappa delle regioni rosse e arancioni per l’emergenza Covid, secondo l’analisi della Coldiretti che evidenzia che oltre alla Provincia Autonoma di Trento i locali sono aperti solo in Campania, Basilicata, Molise e Toscana che restano gialle.

Per questo la Coldiretti ribadisce le regole che occorrono rispettare: “Il risultato è che sono chiusi piu’ di 8 locali su 10 (81%) presenti in Italia fra bar, ristoranti, delle pizzerie e agriturismi, con un drammatico impatto su economia ed occupazione.

Nelle regioni rosse o arancioni è consentita la consegna a domicilio o l’asporto, con limitazioni fino alle 18 per i bar che riducono ulteriormente la sostenibilità economica per giustificare le aperture tanto che in molti preferiscono mantenere le serrande abbassate”.

Però la situazione è preoccupante: “Una situazione che rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani fuori casa che nel 2020 sono scesi al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi € 41.000.000.000.

Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato”.

(Foto: Coldiretti)

Nell’emergenza Covid 19 il cibo diventa prima risorsa per l’Italia

L’agroalimentare è l’unico settore che resiste all’emergenza coronavirus che ha fatto crollare i fatturati di tutti gli altri comparti protagonisti del Made in Italy dalla moda alle automobili fino all’arredamento: ciò  è emerso da una analisi della Coldiretti in occasione del Cibus Forum, dalla quale si evidenzia che con € 538.000.000.000 di valore la filiera agroalimentare è diventata la prima ricchezza del Paese resistendo meglio degli altri settori al drammatico impatto della pandemia da Covid-19.

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