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Stranieri in Italia: nel 2017 sono diminuiti

Nel 2017 sono stati 5.144.000 gli stranieri regolarmente presenti in Italia, 26.000 in meno rispetto al 2016, cioè l’8,5% della popolazione italiana: lo specifica l’edizione 2018 del ‘Dossier Statistico Immigrazione’, realizzata dal Centro Studi e Ricerche Idos, smentendo la credenza che l’Italia sia un Paese ‘assediato’ e ‘invaso’ dagli immigrati.

Rapporto Italiani nel mondo 2018: sempre più italiani in fuga all’estero

E’ stato presentato a Roma la XIII edizione del ‘Rapporto Italiani nel mondo’, promosso dalla Fondazione Migrantes. Il Rapporto è l’unica pubblicazione, edita in Italia, che studia la mobilità degli italiani e rappresenta un ulteriore segno dell’impegno della Chiesa italiana per l’emigrazione. Infatti sono circa 500 i sacerdoti italiani al fianco degli italiani che vivono all’estero insieme alle religiose, ai religiosi e ai laici impegnati perché evangelizzazione e promozione umana continuino a essere binomio inscindibile anche nel sevizio degli emigrati.

Mons D’Ercole chiede rispetto per i detenuti

“Il carcere va abolito, in quanto elemento di una società che va ripensata totalmente. Il carcere funziona solo se la società funziona aiutando i deboli: rischiamo altrimenti di caricare su di loro le colpe di tutti… Il carcere è un elemento possibile solo in un mondo in cui giustizia e società sono realtà che funzionano. Non è il nostro caso, per cui chiudiamolo e ripensiamo la giustizia”:

Tornano ad Amatrice gli studenti dell’Università Europea di Roma e i giovani del Regnum Christi

Un gruppo di studenti dell’Università Europea di Roma, dopo l’esperienza della missione estiva, tornerà a trovare la gente di Amatrice dal 31 ottobre al 4 novembre 2018.

Da L’Aquila una nuova strada cooperativa e sociale

A L’Aquila si è tenuta la seconda udienza dell’evento organizzato da Ferpi e Associazione PerLaRe da cui è emerso come sia la cronicizzazione su alcuni argomenti e messaggi il primo segnale che porta al mancato ascolto da parte dei pubblici di riferimento. Anche in questo secondo appuntamento si conferma quanto emerso a Milano, un necessario cambio di comportamento da parte del non profit che si trova sempre più spesso all’angolo di un’argomentazione troppo settoriale e troppo posta al di sopra delle parti.

Per gli italiani la mafia è un fenomeno globale

Il 74,9% degli italiani ritiene le mafie un ‘fenomeno globale’, con ‘uno scatto di consapevolezza rispetto alla gravità della presenza mafiosa’, ma solo il 38% dichiara che ‘la mafia dove abita è un fenomeno preoccupante e la sua presenza è socialmente pericolosa’, mentre ‘il 52% si divide tra coloro che la ritengono marginale e coloro che la ritengono preoccupante ma non socialmente pericolosa’; mentre solo per l’8,5% è diffusa in tutta Italia.

La povertà colpisce i giovani

Un povero su due ha meno di 34 anni. Sei su dieci sono stranieri. Più di 4 su 10 non hanno problemi occupazionali. E’ la fotografia della povertà post-crisi scattata da Caritas Italiana: nel 2017 le persone in povertà assoluta hanno sfondato i 5.000.000. 6 su 10 sono stranieri. Più di 4 su 10 non ha problemi occupazionali e solo l’8% ha un unico problema, di tipo occupazionale.

Camerino: le clarisse tornano ‘a casa’ e la speranza rinasce

Nell’ottobre di due anni fa il terremoto rese inagibile il monastero, intitolato a santa Chiara, ma non minò la forza d’animo e la speranza di una ‘rinascita’. E così è avvenuto per le monache clarisse di Camerino, centro marchigiano tra i più devastati dalle scosse del terremoto del 2016, che domenica 14 settembre hanno inaugurato una nuova struttura in legno grazie alla generosità di molte donazioni e del contributo da parte delle Caritas di Milano, Bergamo e Brescia assieme al sostegno dell’Ordine dei Frati minori.

La Corea invita il papa

Nella scorsa settimana il presidente della Repubblica della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha invitato papa Francesco a visitare il Paese, e secondo l’agenzia stampa coreana YonHap News il papa ha espresso il desiderio di visitare anche la Corea del Nord:

“Papa Francesco ha espresso la sua disponibilità a visitare la Corea del Nord, se ufficialmente invitato, dicendo anche che ‘certamente’ risponderà a un tale invito da parte dello Stato comunista. Il commento è arrivato nel corso di un incontro con il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in, che consegnato al papa un invito verbale da parte del leader nordcoreano Kim Jong-un affinché il Papa possa visitare Pyongyang”.

Durante i colloqui papa Francesco ha detto di sostenere l’impegno in favore della pace nella penisola coreana, come ha scritto la stessa agenzia: “Io sostengo con forza l’impegno del governo della Corea del Sud che sono messi in atto per il processo di pace nella penisola coreana”.

Il presidente sudcoreano nella permanenza italiana ha partecipato alla Messa per la Pace tra le due Coree, celebratasi nella Basilica Vaticana di San Pietro e presieduta dal segretario di stato, card. Pietro Parolin, e dalle pagine de L’Osservatore Romano il presidente Moon Jae-in ha spiegato l’importanza avuta dalla religione cattolica nel processo di pacificazione e dialogo tra le due Coree;

un contributo fondamentale perché “per realizzare la vera riconciliazione e cooperazione, e anche la pace permanente tra la Corea del Sud e quella del Nord, occorre qualcosa che vada al di là dei cambiamenti operati dalla politica e dal sistema. E’ necessario inoltre un cuore che ci tenga uniti, gli uni agli altri, come fratelli, non soltanto per la condivisione dei profitti economici.

Nel settembre scorso ho dichiarato, sulla base della mia filosofia governativa che mette al centro il bene della persona, che la Repubblica di Corea deve diventare una ‘nazione dell’inclusione’… Il cattolicesimo si affermò in Corea con l’insegnamento che tutte le persone erano uguali in dignità, poiché create a immagine di Dio. Questa antropologia della Chiesa cattolica risvegliò la Corea, il cui sistema sociale era allora fondato sulle caste.

Attenendosi fedelmente a questo credo, molti coreani sono stati martirizzati. Anche se il cattolicesimo non era la religione di stato, dalla sacra Scrittura il popolo coreano ha appreso la direzione che la vera democrazia deve percorrere e ha trovato il coraggio di affrontare l’ingiustizia. Durante il periodo della dittatura militare le chiese cattoliche in Corea erano anche santuari e rifugi della democrazia”.

Ed ha sottolineato il ruolo fondamentale del papa nel processo di pace: “Negli ultimi mesi la preghiera e la benedizione del Santo Padre hanno dato grande incoraggiamento e speranza al popolo coreano nel suo cammino verso la pace. Ho sempre ricordato i messaggi papali che mettevano in evidenza la diplomazia dell’incontro per la riconciliazione, proprio al fine di avviare una nuova era di pace e di prosperità nella penisola coreana.

Io e Kim Jong-un, presidente della commissione degli affari di stato della Repubblica Popolare Democratica di Corea, il mese scorso abbiamo annunciato congiuntamente la storica «Dichiarazione di Pyongyang di settembre». La Corea del Sud e quella del Nord hanno deciso di porre fine al confronto militare.

Gli Stati Uniti d’America e la Corea del Nord si sono seduti faccia a faccia, mettendo fine a un’ostilità durata settant’anni. La Corea del Nord ha cessato i test nucleari e missilistici. Inoltre la Corea del Sud e gli Stati Uniti d’America hanno interrotto le esercitazioni militari su larga scala. Sono questi i frutti dell’incontro e del dialogo…

La Chiesa cattolica si è impegnata e si impegna per superare la violenza e l’odio, la discriminazione e lo sfruttamento, l’indifferenza e l’intolleranza, la disuguaglianza e l’emarginazione. Essa, poi, ha la forza e la sapienza che possono lenire il dolore dei tempi, come un raggio di sole nella società buia del materialismo e della competizione illimitata.

Essa riflette seriamente su quale tipo di società Gesù desiderasse e si adopera per realizzarla. Credo che la Chiesa cattolica sostenga sempre, con fermezza, una politica dell’inclusione nella penisola coreana”.

Inoltre nella celebrazione eucaristica il card. Parolin ha descritto il cammino dei due Stati verso la pace: “La saggezza della Scrittura ci fa comprendere che soltanto chi ha sperimentato il mistero imperscrutabile dell’apparente assenza di Dio di fronte alle sofferenze, alla sopraffazione e all’odio, può comprendere fino in fondo che cosa significhi sentire nuovamente risuonare la parola pace…

Sappiamo bene, altresì, che la pace che viene dal Dio non è un’idea astratta e lontana, ma un’esperienza vissuta concretamente nel cammino quotidiano della vita. Essa è, come ha richiamato più volte papa Francesco, ‘una pace in mezzo alle tribolazioni’. Perciò, quando Gesù promette la pace ai discepoli, aggiunge anche: ‘Non come la dà il mondo, io la do a voi’…

Ecco perché la pace che Dio ci offre va oltre le attese meramente terrene, non è il frutto di un semplice compromesso, ma una realtà nuova, che coinvolge tutte le dimensioni della vita, anche quelle misteriose della croce e delle inevitabili sofferenze del nostro pellegrinaggio terreno”.

La Santa Sede e i Global Compact sulle migrazioni e sui rifugiati

258.000.000: questo il numero complessivo dei migranti nel 2017, accresciutosi del 50% a partire dal 2000. Nello stesso periodo, i rifugiati e i richiedenti asilo nel mondo sono passati da 16.000.000 a 26.000.000, quasi la metà dei quali bambini, spesso non accompagnati.

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