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Milano: Avvento è tempo di speranza

Nella prima domenica dell’Avvento ambrosiano, in duomo, è stato il vicario generale, mons. Franco Agnesi, a presiedere la Celebrazione eucaristica, in sostituzione dell’arcivescovo, mons. Mario Delpini, che, pur asintomatico, è ancora in quarantena.

In preghiera per il card. Bassetti

Il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ricoverato dal 3 novembre in Terapia Intensiva 2 presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia ‘Santa Maria della Misericordia’, lunedì 9 novembre ha subito un aggravamento complessivo del quadro clinico. Sono in corso gli approfondimenti diagnostici e tutte le cure del caso.

P. Cimarelli racconta i Saveriani nel mondo

“Siamo in un’epoca nuova, dobbiamo ringraziare Dio per il carisma del nostro fondatore, riposizionarci nelle nostre presenze missionarie, ripensare la nostra chiamata per essere attrattivi come persone e come comunità nella Chiesa”: così p. Gabriele Cimarelli, rettore della casa madre dei Saveriani a Parma, spiega il significato dell’anno giubilare indetto dai missionari fondati da san Guido Maria Conforti (1865-1931), che ha preso nello scorso luglio fino al luglio 2021.

In un tempo in cui le vocazioni italiane ed europee sono pressoché nulle e dove linfa nuova arriva da Africa, Asia e America Latina p. Cimarelli invita ad un cambio di prospettiva: “Una volta rientrati dall’estero non possiamo più considerarci a riposo, dobbiamo essere pronti per una nuova missione, inseriti nelle Chiese locali e nel territorio stesso. Siamo chiamati a una continua conversione per essere testimoni credibili del Vangelo. Pregando lo Spirito Santo che ha ispirato il nostro fondatore, vissuto al tempo della Prima guerra mondiale e della pandemia della ‘spagnola’, possiamo farcela”.

Perché un anno giubilare?

“Il 2 luglio 1921 Mons. Guido Maria Conforti, fondatore dei Missionari Saveriani, scriveva la ‘Lettera Testamento’ nella quale comunicava l’approvazione delle Costituzioni Saveriane da parte della Santa Sede. Le Costituzioni rappresentano la Magna Carta di noi saveriani e la Lettera testamento che le accompagna è una felice sintesi del nostro carisma. Il Conforti, dopo aver invitato i confratelli a esultare e ringraziare il Signore per questo fatto, aggiungeva: ‘Ognuno di noi sia quindi intimamente persuaso che la vocazione, alla quale siamo stati chiamati, non potrebbe essere più nobile e grande…’.

Per questo motivo la nostra Direzione generale ha deciso di dare un rilievo particolare al primo centenario delle prime Costituzioni e della Lettera Testamento, che coincide anche con il 125º anniversario della fondazione dell’Istituto, dedicandogli un anno completo, un anno giubilare, dal luglio 2020 al luglio 2021. Siamo depositari di un dono meraviglioso, messo gratuitamente dal Signore nel nostro cuore e nelle nostre mani. Dono che ci è dato perché sia fatto fruttificare e dia il centuplo di ciò che abbiamo ricevuto”.

Cosa significa essere missionari ad gentes e ad extra?

“Le nuove Costituzioni del 2008 hanno riaffermato in modo inequivocabile la nostra identità: ‘Fine unico ed esclusivo dell’Istituto è l’annuncio della Buona Novella del Regno di Dio ai non cristiani’.    Oggi la nostra famiglia saveriana ha assunto un volto multicolore con l’arrivo di confratelli provenienti dall’Africa, America Latina e Asia. La missione oggi tocca tutti i continenti, compresa l’Europa. Come noi siamo partiti dal nostro paese per annunciare il Vangelo negli altri continenti, allo stesso modo giovani  missionari  lasciano l’Africa, l’America Latina e l’Asia per vengono ad annunciare il Vangelo nel nostro continente”.

Anche san Conforti ha vissuto ai tempi della ‘spagnola’: quale monito per oggi?

“Verso la fine della prima guerra mondiale il virus influenzale, chiamato ‘spagnola’, mieté migliaia di vittime tra la popolazione stremata dalla grande guerra. San Conforti si prodigò per alleviare le sofferenze del suo popolo allo stesso modo in cui aveva aperto case e offerto volontari per i feriti e i poveri. Inoltre, tutte queste prove non lo distolsero dal suo duplice impegno di vescovo di Parma e fondatore di un istituto missionario.

La nostra Famiglia è stata colpita dal coronavirus particolarmente nel suo cuore, cioè nella Casa Madre. Un buon numero di confratelli ci ha lasciati. Portiamo con noi il dolore della loro perdita e il senso d’impotenza davanti a una tragedia di così grandi dimensioni. Anche noi non ci lasciamo abbattere da questa prova, che ora sta riprendendo vigore, ma continuiamo con determinazione la nostra testimonianza in ogni parte del mondo e, in particolare, nel vecchio continente”.

Perché sono tempi ‘strani’?

“Nella sua ultima enciclica, ‘Fratelli tutti’, papa Francesco dipinge in poche pagine le ‘ombre di un mondo chiuso’ alla fraternità universale. Stigmatizza con forza l’individualismo senza contenuti, le nuove forme di colonizzazione culturale, lo scontro di interessi che ci pone tutti contro tutti, lo sfruttamento di tanti esseri umani, le sempre maggiori disuguaglianze, milioni di persone che vivono in condizioni simili alla schiavitù, la ‘terza guerra mondiale a pezzi’, la globalizzazione e il progresso senza un progetto comune, le pandemie e altri flagelli della storia, il triste fenomeno di persone migranti scacciate dai loro paesi e rifiutate dai paesi ricchi, l’informazione senza saggezza”.

Cosa vuol dire vivere la fede al servizio della fraternità del mondo?

“Il papa termina questa enciclica con un capitolo dal titolo significativo ‘le religioni al servizio della fraternità nel mondo’. Spesso nel passato e, a volte anche oggi, le religioni hanno provocato guerre sanguinose in nome di Dio. Oggi in molte parti del globo si moltiplicano le esperienze del dialogo tra le religioni, allo scopo di ‘stabilire amicizia, pace, armonia e condividere valori ed esperienze morali e spirituali in uno spirito di verità e di amore’.

Nell’incontro di Abu Dhabi dello scorso anno papa Francesco e il grande imam Ahmad Al-Tayyeb hanno dichiarato ‘che le religioni non incitano mai alla guerra e non sollecitano mai sentimenti di odio, ostilità, estremismo, né invitano alla violenza o allo spargimento di sangue’. Il momento culminante di questo evento memorabile fu senza dubbio il ‘Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune’ che termina con l’appello alla pace, alla giustizia e alla fraternità.

Ciò che è avvenuto recentemente in Francia e in varie parti del mondo ci spinge a continuare questo cammino intrapreso verso cieli nuovi e terra nuova in cui tutti gli uomini e tutte le donne formeranno una sola famiglia di fratelli e sorelle, secondo il sogno di san Guido Maria Conforti”.

Rapporto McCarrick: consapevoli delle decisioni

E’ stato pubblicato oggi il Rapporto di 460 pagine sulla conoscenza istituzionale e il processo decisionale della Santa Sede riguardante l’ex card. Theodore Edgar McCarrick, che il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, ha definito ‘corposo’ ed importante:

Il Papa ha incontrato padre Pierluigi Maccalli

Papa Francesco ha ricevuto ieri in udienza padre Pierluigi Maccalli, il missionario 59/enne della Società delle Missioni Africane (Sma) della diocesi di Crema, originario di Madignano (Cremona), liberato lo scorso 8 ottobre in Mali (insieme all’altro italiano Nicola Chiacchio) dopo essere stato rapito da uomini armati nella notte tra il 17 e il 18 settembre 2018 in Niger, nella sua missione di Bomoanga, ed essere rimasto per oltre due anni in mano dei sequestratori, in particolare tre gruppi jihadisti appartenenti alla galassia di Al Qaeda.

La Comunità di Sant’Egidio chiede di proteggere gli anziani

Da un po’ di tempo si aggira per l’Italia un pensiero ‘eutanasico’, che nega la necessità di vivere agli anziani e di fronte a queste tante vittime del Covid-19 nella popolazione anziana la Comunità di Sant’Egidio ha dato voce a tutti quegli anziani i cui diritti sono negati, come ha affermato il presidente di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, ricordando come l’assenza, a volte totale, di comunicazione verso l’esterno ha già portato molti, tra i residenti in case di riposo e RSA, a lasciarsi andare:

A Torino una catena di preghiera contro la pandemia

Una catena di preghiera contro la pandemia: la propone mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e amministratore apostolico di Susa con l’intenzione di innalzare una ‘preghiera al Signore, alla Madonna e a tutti Santi Patroni dei nostri santuari e delle parrocchie, dei Monasteri e degli Istituti Religiosi, nelle diocesi di Torino e di Susa’, da oggi fino a Natale, anche in streaming.

Card. De Donatis al COR: alleati delle parrocchie per gli oratori

Nei giorni scorsi il nuovo anno pastorale del Centro Oratori Romani è stato inaugurato solennemente con una celebrazione eucaristica presieduta dal card. Vicario Angelo De Donatis nella parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio al Quadraro a Roma dove sono presenti le spoglie mortali del fondatore dell’associazione, il Servo di Dio, Arnaldo Canepa.

Un appuntamento che quest’anno coincide con il 75° anniversario dalla fondazione del COR e che, come da tradizione, ha visto riuniti i soci effettivi e gli amici seppure con le dovute attenzioni per la situazione sanitaria. Una celebrazione fortemente desiderata dai soci che hanno accolto due nuovi giovani per la promessa di servizio in un anno complesso anche per la pastorale oratoriana nella diocesi di Roma.

 Il card. De Donatis, accolto dal Presidente David Lo Bascio e dalla Giunta esecutiva, insieme a parroci ed assistenti degli oratori di Roma, ha commentato per i catechisti del COR il brano del Buon Pastore:

“Lui  che, lascia le 99 pecore al sicuro e va dietro a quella perduta. Nell’ottica di Dio, quell’unica che si è persa diventa più importante delle 99 che sono già con Lui. L’attenzione del Pastore verso la pecora possa spingerci ad uscire dai recinti per annunciare Cristo a coloro che ancora non lo conoscono.

Possano quelle parrocchie, che non hanno ancora l’oratorio  e non sanno come prendersi cura dei loro piccoli, trovare in voi alleati preziosi,  fratelli e sorelle che hanno a cuore che Cristo sia annunciato e conosciuto. So con certezza che questo è quello che c’è nel vostro cuore”.

Il cardinale ha fatto chiaro riferimento al processo di rinnovamento che è in corso nell’associazione e che lo stesso presidente Lo Bascio ha illustrato nel suo intervento di saluto presentandolo come “un desiderio di spogliarsi di tutto ciò che non serve, di tutto ciò che è autoreferenziale, e che ci impedisce di correre fuori verso i mille ragazzi che attendono ancora una parola, un esempio e una speranza”.

Lo Bascio non ha nascosto la difficoltà del momento presente in un anno che avrebbe dovuto celebrare festosamente il giubileo dell’associazione: “Questa Eucaristia ha per noi il sapore agrodolce del Mistero Pasquale: se su un versante sperimentiamo tutta la fatica del Calvario, che non è solo figlia dell’epidemia, ma più in generale del nostro impegno tante volte disistimato o frainteso, dall’altro intravediamo le luci della Resurrezione”.

Luci che emergono dal sogno di vedere riconosciuti i bambini come persone, dalla vocazione laicale di servizio e dal carisma che sia lievito alla maniera del Vangelo, come ha concluso Lo Bascio: “Quello che per Canepa fu il Quadraro oggi sono per noi gli infiniti quartieri di questa città. C’è ancora bisogno di seminarli tutti della misericordia di Dio. C’è ancora bisogno di lasciare tutto per la pecorella smarrita. C’è ancora bisogno dell’oratorio a Roma”.

 L’associazione romana, che da decenni promuove la pastorale oratoriana in stretta collaborazione con la Diocesi e con le parrocchie che desiderano avviare questa esperienza formativa per bambini e ragazzi, ha scelto per quest’anno il tema ‘Cambia l’Aria, Arriva l’Oratorio’.

Tutte le iniziative che verranno realizzate sono chiaro segno del cammino che  l’associazione sta compiendo verso un  profondo rinnovamento,  ma anche la conferma dell’essere a servizio, specie in un tempo cosi complesso, delle comunità che con coraggio e abnegazione si stanno impegnando a proseguire nell’annuncio della Buona Novella fra i più piccoli trovando anche nuove strade pastorali.

(Foto: Cor)

Il ddl De Zan verso l’approvazione non senza critiche

La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il ddl Zan per il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere, ottenendo 265 voti a favore da parte dell’Aula di Montecitorio, 193 contrari e un solo astenuto. A votare a favore del provvedimento non solo la maggioranza, ma anche cinque deputati di Forza Italia che si sono espressi in dissenso dal loro gruppo.

Benedetto XVI, 70 anni di diaconato: vivere in contatto costante con Dio

“Alla fine di ottobre ricevemmo l’ordinazione suddiaconale e quella diaconale. Cominciava così la preparazione più immediata all’ordinazione sacerdotale, che allora era molto diversa da oggi”. Joseph Ratzinger racconta così, nella sua autobiografia “La mia vita” (Edizioni San Paolo, 1997), il giorno in cui ha ricevuto il primo grado del sacramento dell’ordine dalle mani di mons. Johannes Baptist Neuhäusler, vescovo ausiliare di Monaco e Frisinga, il 29 ottobre 1950. 

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