Le opinioni

Papa Giovanni XXIII patrono dell’esercito con alcuni dissensi

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Papa san Giovanni XXIII, martedì 12 settembre, è diventato patrono dell’esercito italiano con bolla pontificia relativa al decreto della Congregazione per il culto divino. Tale scelta non ha mancato di suscitare alcune perplessità da parte di alcune associazioni cattoliche, mentre il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, ha detto di non essere ancora ben informato:

Il motu proprio ‘Magnum Principium’ per una liturgia vitale

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Nei primi giorni di settembre papa Francesco ha modificato la normativa canonica relativa alla traduzione in lingua volgare dei libri liturgici con il Motu proprio ‘Magnum Principium’, che entra in vigore dal 1° ottobre. Il motu proprio cambia il modo in cui i testi liturgici vengono revisionati e approvati, riequilibrando le competenze di Conferenze Episcopali e Sede Apostolica, dando a quest’ultima il compito di confermare ogni eventuale modifica.

Maria Goretti e la grandezza dei giovani

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Maria Goretti nacque a Corinaldo nel 1890, in provincia di Ancona, prima di cinque figli di una famiglia povera costretta ad emigrare nell’Agro Pontino, presso Nettuno. A dieci anni, dopo la morte del padre, dovette aiutare la madre nella gestione della casa e nell’educazione dei suoi fratelli.

Il papa mette al centro la riforma liturgica conciliare

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Giovedì 24 agosto papa Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti alla Settimana Liturgica Nazionale, a 70 anni dalla nascita del Centro di Azione Liturgica; nel discorso il papa ha definito ‘con autorità magisteriale’ la riforma liturgica attuata nel post-concilio e approvata da papa Paolo VI come ‘irreversibile’:

Come sarebbe l’Italia senza immigrati?

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Il Censis ha tracciato uno sguardo su un imminente futuro dell’Italia senza immigrati ed è emerso che sarebbe un Paese con 2.600.000 di giovani under 34 in meno e sull’orlo del crac demografico:

Padre Zerai: la solidarietà non è un crimine

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Dopo l’accordo italo-libico firmato dai governi Gentiloni e Serraj con il sostegno dell’Unione europea i dati del mese di luglio parlano di 11.459 migranti sbarcati sulle coste italiane contro i 23.552 del luglio dell’anno precedente. Una tendenza confermata dai numeri della prima settimana di agosto: 1.137 migranti, meno di un quinto della stessa settimana del 2016 quando erano sbarcati 5.902 migranti.

I giovani chiedono Frassati santo nel prossimo Sinodo dei Vescovi

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Pier Giorgio Frassati è un giovane che crede nell’amicizia e fonda la ‘Società dei Tipi Loschi’, una realtà affascinante che coinvolge ragazzi e ragazze nel trascorrere il tempo libero nel buon umore e nell’aiuto reciproco, cementata spiritualmente dalla preghiera gli uni per gli altri; è un giovane dall’allegria contagiosa che sa essere serio e profondo nel rapporto personale, un ‘buontempone’ che sa essere contemplativo.

Le ong criticano l’accordo con la Libia sulla pelle dei migranti

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Ad inizio agosto il Parlamento italiano ha approvato la missione navale italiana di supporto alla Guardia costiera libica decisa dal Consiglio dei ministeri con il voto favorevole della Camera e del Senato, come ha illustrato il ministro della Difesa, Roberta Binotti: “una nave logistica, perché alcuni mezzi libici devono essere riparati, e un pattugliatore, che accompagnerà il team dei nostri ufficiali che dovranno interloquire con quelli libici.

Caritas-Migrantes: generazioni a confronto

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Con il tema immigrazione sempre sotto i riflettori Caritas Italiana e Fondazione Migrantes hanno presentato a Roma il Rapporto Immigrazione 2016 dal titolo ‘Nuove generazioni a confronto’.

Riprendendo la scelta di papa Francesco di dedicare il prossimo Sinodo dei Vescovi su ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’, e in continuità con il tema dello scorso anno, la cultura dell’incontro, le due realtà della Chiesa italiana hanno dedicato la XXVI edizione del Rapporto Immigrazione al confronto tra giovani generazioni: gli italiani e i giovani di nazionalità non italiana, nati o meno in Italia, che però vivono nelle città italiane, frequentano le scuole, del nostro Paese, lavorano, cercano un’occupazione o vivono la disoccupazione al pari dei loro coetanei di cittadinanza italiana.

L’edizione del 2016 ricalca nella sua struttura quella dell’anno precedente con una prima parte dedicata all’analisi dei principali dati statistici, di livello internazionale e nazionale, sui flussi e sulla presenza di immigrati nel Mondo, in Europa e in Italia, concentrandosi sulla disaggregazione del dato a livello nazionale, regionale e provinciale.

L’attenzione per le tematiche principali (dal motivo della presenza, al lavoro, alla famiglia, ai matrimoni, alle nuove nascite, alla scuola e alla Università) introduce a una parte specifica in cui il tema conduttore scelto in questa edizione, giovani e immigrati, è sviluppato da diversi autori in base alle proprie specificità disciplinari.

A ognuno dei vari temi approfonditi del Rapporto è associato o un approfondimento o un box in cui le realtà diocesane delle Caritas e delle Migrantes raccontano il loro operato attraverso progetti da loro realizzati o in corso di realizzazione. Completano lo studio: l’annuario commentato delle principali notizie del 2016 (e le tendenze rintracciate all’inizio del 2017) specificatamente dedicato al mondo giovanile e l’appendice giuridica in cui si descrive la legislazione italiana con particolare riferimento alle generazioni più giovani e al tema caldo della cittadinanza.

Secondo il rapporto al 1° gennaio 2016, con un aumento di sole 1.217 unità (+0,03%) rispetto alla stessa data del 2015, sono stati concessi 3.931.133 permessi di soggiorno, di cui il 48,7% riguarda le donne. Rispetto alla durata, il totale dei permessi si ripartisce tra 1.681.169 ‘con scadenza’ (40,5%) e 2.338.435 ‘di lungo periodo’ (59,5%). Distinguendo i permessi nella loro totalità per paesi di cittadinanza, il Marocco (13,0%), peraltro una delle comunità di più antica immigrazione in Italia e tra le più numerose, è la nazione più numerosa, seguito dall’Albania (12,3%), dalla Cina (8,5%) e dall’Ucraina (6,1%).

Queste nazionalità nell’insieme arrivano a quasi il 40% del totale dei permessi di soggiorno rilasciati. Nella disaggregazione per classi di età il dato più evidente è determinato dalla maggiore incidenza dei minori fino ai 17 anni nei permessi di lungo periodo rispetto a quelli con scadenza (28,5% contro 17,9%).

Per quanto riguarda i permessi di soggiorno a termine è possibile distinguerli per motivo della richiesta. In questo caso, si conferma la prevalenza dei motivi di lavoro (42,0%) e di famiglia (41,5%). Il terzo motivo per importanza è quello legato alla richiesta di asilo (9,7%) che, rispetto agli anni precedenti, ha sopravanzato il motivo dello studio.

Inoltre a fine 2015, i matrimoni in cui almeno uno dei due sposi è di cittadinanza straniera sono circa 24.018, pari al 14,1% delle nozze celebrate nel 2015. In un generale calo, tra il 2014 e il 2015, dei matrimoni del 2,4%, e di uno scarsamente significativo calo dei matrimoni con almeno un componente straniero (-0,9%), colpiscono due altre tendenze di segno opposto.

La prima riguarda l’aumento dei matrimoni di uno sposo straniero con una sposa italiana (+5,9%), la seconda è il calo dei matrimoni tra stranieri (-5,9%). Quasi il 50% delle nozze celebrate con almeno uno straniero è distribuito tra la Lombardia (17,4%), il Veneto (13,2%), l’Emilia-Romagna (9,6%) e il Lazio (9,0%).

I matrimoni celebrati in Italia tra cittadini entrambi stranieri sono oltre 6.000 (il 3,3% dei matrimoni totali) e si riducono di molto quando si considerano solo quelli in cui almeno uno dei due è residente (4.831 nozze in totale nel 2015). I matrimoni tra rumeni sono i più diffusi in valore assoluto (926 matrimoni nel 2015, pari al 19% del totale dei matrimoni tra sposi stranieri residenti), seguiti da quelli tra nigeriani (355 nozze, il 7,3%) e tra ucraini (313 matrimoni, il 6,5%).

Nel 2015, i matrimoni misti (in cui uno sposo è italiano e l’altro straniero) ammontano a 17.692. Il tipo prevalente è quello in cui è la sposa ad essere straniera: 13.642 nozze (il 77,1% di tutti i matrimoni misti). Gli uomini italiani che nel 2015 hanno sposato una cittadina straniera hanno nel 20% dei casi una moglie rumena, nel 12% un’ucraina e nel 6% una russa.

Nel complesso, oltre una sposa straniera su due è cittadina di un paese dell’Est Europa. Le donne italiane che hanno sposato un cittadino straniero, invece, hanno scelto più spesso uomini provenienti dal Marocco (13%), dall’Albania (11%) e dalla Romania (6%). Complessivamente, in questo tipo di coppia, il 32% degli sposi è cittadino di un paese dell’Est Europa, il 27% di un paese africano.

5X1000 : Banca Etica al terzo posto per anticipi dei contributi

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Oltre € 4.000.000.000 in 10 anni: questa la dote del 5X1000 andato finora a enti nonprofit e comuni grazie alle scelte dei contribuenti italiani nella loro dichiarazione dei redditi: uno studio di Banca Etica appena pubblicato aiuta a leggere a chi sono andate queste risorse e come si configura la mappa dei donatori tra 2005 e 2016.

Gli enti beneficiari, complessivamente, sono stati 66.315 (per una media annua di 37.000). Le preferenze espresse nelle dichiarazioni dei redditi sono state in tutto pari a 109.000.000, con una media annua di 12.000.000 di ‘donatori’. La grande maggioranza delle erogazioni, oltre € 2.000.000.000, riguardano la Lombardia (€ 1.300.000, il 38% del totale) e il Lazio (€ 700.000.000, il 20%), che insieme raccolgono quasi il 60% dell’intero valore distribuito. Seguono l’Emilia Romagna e il Piemonte col 6%, il Veneto col 5% e tutte le altre Regioni.

Il valore medio della donazione veicolata attraverso il 5X1000 ammonta, nei 9 anni, ad € 32 a livello nazionale, con una crescita tra 2006 e 2014 pari al 5%. La Lombardia è la regione con il più alto valore di importo medio erogato per donatore, pari ad € 39, seppur con una tendenza in calo nel tempo (-1% nel periodo). Seguono Liguria (€ 38, -16%), Friuli Venezia Giulia (€ 36, -12%) e Piemonte (€ 33, in crescita +27%). Tutte le altre regioni si collocano sotto la media nazionale, con Basilicata (€ 23, ma in crescita del 29%), Puglia e Sicilia (€ 24, in crescita rispettivamente dell’1% e 4%), Calabria e Abruzzo (€ 25, +9% e +15%) a chiudere la classifica.

Dal punto di vista dei beneficiari dei fondi, volontariato e associazionismo sono il principale target del 5X1000, rappresentando il 56% degli enti e poco meno degli importi erogati (il 53% del totale, pari a circa € 1.800.000.000). Le associazioni sportive dilettantistiche e le cooperative sociali sono numericamente molto presenti (entrambe con il 13% degli enti, per un totale del 26% dell’universo), ma assai meno efficaci nell’intercettare risorse, cogliendo rispettivamente l’1% e il 4% del totale. Completamente opposto il ruolo giocato dalle Fondazioni, che rappresentando poco più del 4% degli enti, raccolgono il 36% delle risorse (il 26% solo per la ricerca sanitaria). Abbastanza irrilevante la presenza di Comuni e Pro Loco che, conteggiando il 13% degli enti, non superano il 3% delle risorse assegnate.

Banca Etica, da sempre specializzata nei servizi finanziari per imprese sociali e terzo settore, è il terzo istituto di credito in Italia per fornitura di servizi che permettono alle organizzazioni beneficiarie del 5×1000 di utilizzare subito i contributi assegnati loro dai cittadini, senza attendere i lunghi tempi di erogazione da parte dello Stato (in media sono necessari circa 18 mesi perché le organizzazioni beneficiarie ricevano effettivamente il denaro).

A commento del rapporto il direttore generale di Banca Etica, Alessandro Messina, ha dedotto: “Lo studio di Banca Etica su trend e distribuzione geografica dei contributi erogati tramite il 5×1000 ha l’obiettivo di focalizzare gli aspetti connessi al mercato dell’impresa sociale e valutare le trasformazioni in atto nella relazione tra Terzo Settore e pubblica amministrazione e nei sistemi di welfare locale. I dati raccolti e analizzati nella ricerca possono aiutare a comprendere meglio le capacità gestionali delle organizzazioni nonprofit e le loro abilità nell’ottenere consenso da parte dei cittadini”.

Quindi Banca Etica è il terzo istituto in questa particolare classifica, subito dopo le due più grandi banche del paese per dimensione, con circa 1.000 clienti che finora hanno canalizzato presso l’unica realtà di finanza etica italiana circa € 160.000.000 con il proprio 5Xmille. Tra questi clienti si registrano il 15% delle cooperative sociali e il 3% delle fondazioni e associazioni:

“Si conferma così la vocazione specialistica di Banca Etica per il terzo settore, la capacità di attrazione della propria proposta ben oltre le proprie dimensioni distributive, e il rapporto privilegiato della finanza etica nei confronti del mondo delle organizzazioni senza scopo di lucro”, ha concluso Alessandro Messina.

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