La “EllaOne” non è, purtroppo, la marca di una nuova bibita ma l’ultimo ritrovato medico-scientifico approvato dall'Agenzia italiana del farmaco lo scorso novembre. Si tratta, infatti, di una compressa – un contraccettivo denominato “pillola dei cinque giorni dopo” – che già dalla prossima settimana potrà essere venduto nelle farmacie italiane dietro presentazione di una ricetta medica non ripetibile. Il medico, prima di prescrivere il farmaco, è tenuto a verificare l'assenza di una gravidanza preesistente attraverso l'esito negativo di un test a base di beta Hcg, test che la donna può effettuare anche con un semplice stick sulle urine reperibile nelle farmacie. Gli esperti tengono a precisare che non si tratta di un farmaco abortivo ma di un anticoncezionale d’emergenza, un principio attivo che agisce con tempi più lunghi rispetto alla già disponibile pillola del giorno dopo; e nel caso in cui la pillola venisse presa a fecondazione già avvenuta – dicono – non funzionerebbe! La stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha ribadito come la contraccezione di emergenza eviti il concepimento. Lo scorso anno Lucio Romano, ginecologo e copresidente nazionale dell'Associazione Scienza & Vita, in una nota spiegava che “con il definitivo via libera alla 'pillola dei cinque giorni dopo' assistiamo all'ultimo atto di una progressiva banalizzazione dell'aborto.