Parola del Signore   Santo del giorno
L'attualità internazionale, con uno sguardo al Sud del mondo

MONDO » Esteri

Risultati 1 - 10 di 155

Esteri/Internazionale
Autore:Simone Baroncia
Lunedì 14 Maggio 2012 | Stampa | PDF |  Email | Leggi tutto
Esteri/Internazionale
Autore:Michelangelo Nasca

Probabilmente, per molti di noi occidentali – circondati dallo splendore di moltissime cattedrali, segno evidente di una cultura cristiana e di una ricercatezza artistica che hanno segnato l’Europa – la costruzione di una nuova chiesa basterebbe a sollevare le critiche di chi pensa che ce ne sono anche troppe, e per altri versi non verrebbe nemmeno considerata come una vera e propria notizia. Per gli abitanti della diocesi di Gambella, posta all’estremità occidentale dell’Etiopia, – in un’area di pianure e paludi che sfumano nel Sudan, dove di parrocchie se ne contano sei – l’inaugurazione della nuova chiesa dedicata a Giuseppina Bakhita, la santa sudanese canonizzata da Giovanni Paolo II il 1 ottobre del 2000, è invece un evento straordinario. Tra le atre cose, “l’inaugurazione della chiesa – dice all’agenzia Misna il vescovo, monsignor Angelo Moreschi – segue la conclusione dei lavori al mulino e la consegna del pozzo a mano”, e il nuovo edificio sacro diventerà un punto di riferimento per almeno 5000 persone, di religione cristiana o musulmana, per lo più di etnia nuer e anuak, dediti alla coltivazione di sorgo, sesamo, granturco o piante di mango. “I programmi della diocesi – sottolinea ancora mons. Moreschi – prevedono la distribuzione gratuita di sementi per il ‘guaro’, l’appezzamento di terra attorno alle capanne”, l’assistenza ai sud-sudanesi in fuga dai conflitti armati nella loro nuova patria, in particolare nelle regioni di Jonglei e di Upper Nile.

Sabato 12 Maggio 2012 | Stampa | PDF |  Email | Leggi tutto
Esteri/Internazionale
Autore:Simone Baroncia
Lunedì 07 Maggio 2012 | Stampa | PDF |  Email | Leggi tutto
Esteri/Internazionale
Autore:Redazione

«Quanto è accaduto va contro ogni logica. Quei ragazzi erano il nostro futuro, la nostra speranza. Cercavano di costruire un Paese migliore e sono stati uccisi». E’ lo sfogo di monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della conferenza episcopale nigeriana, raccolto da Aiuto alla Chiesa che Soffre dopo gli ultimi attentati anticristiani in Nigeria. Domenica scorsa a Kano, in un teatro del campus dell’Università Bayero, alcuni studenti assistevano alla messa quando un commando armato ha prima lanciato delle bombe artigianali e poi ha aperto il fuoco. Hanno perso la vita in sedici e più di venti persone sono rimaste ferite. A Maiduguri, invece, i terroristi hanno sparato ad alcuni fedeli raccolti in preghiera nella cappella della Church of Christ. Cinque i morti. Gli attacchi non sono stati rivendicati, ma la setta islamica dei Boko Haram si è spesso servita di lattine in alluminio riempite di esplosivo come quelle usate a Kano. Per monsignor Kaigama, il dilagare delle violenze dimostra «l’incapacità del governo» di fronteggiare la minaccia terroristica, garantire la sicurezza e individuare gli autori dei crimini. «Il motivo per cui nessuno abbia ancora identificato i colpevoli – dichiara ad ACS - supera ogni immaginazione. Noi paghiamo le tasse ed abbiamo il diritto di sentirci protetti e sapere cosa sta succedendo».

Martedì 01 Maggio 2012 | Stampa | PDF |  Email | Leggi tutto
Esteri/Internazionale
Autore:Andrea Gagliarducci

Nelle fluttuanti fortune della situazione della Chiesa in Cina, il 2011 sarà forse segnato come un importante anno di passaggio. È iniziato con un’apertura diplomatica di Benedetto XVI nel consueto discorso di inizio anno agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede. Dopo aver parlato del caso della Cina, Benedetto XVI aveva fatto l’esempio di Cuba, una nazione comunista che mantiene comunque da più di tre quarti di secolo relazioni diplomatiche con la Santa Sede. E poi, il Papa ha citato i positivi sviluppi avvenuti in Vietnam, dove le autorità “hanno accettato che io designi un Rappresentante, che esprimerà con le sue visite alla cara comunità cattolica di quel Paese la sollecitudine del Successore di Pietro”. Una soluzione, questa, auspicata anche tra le righe anche per la Cina: non implica relazioni diplomatiche tra gli Stati, ma il permesso dello Stato per i cattolici di avere relazioni con le gerarchie ecclesiastiche, assicurando in questo modo la libertà religiosa.

 

Venerdì 27 Aprile 2012 | Stampa | PDF |  Email | Leggi tutto
Esteri/Internazionale
Autore:Redazione

“Ripudiamo fermamente l’azione militare e qualsiasi forma di violenza”. La reazione dei vescovi della Guinea Bissau al colpo di stato del 12 aprile scorso è arrivata con una condanna che mette in chiaro la sofferenza di una intera popolazione. “ Quando gli elefanti combattono è l’erba che soffre” si dice in Africa. E, dicono i vescovi “Nella nostra storia recente atti simili a questo si sono ripetuti più volte e il risultato è evidente agli occhi di tutti: le cause profonde delle crisi non vengono minimamente intaccate, mentre sorgono nuovi conflitti”. A pagare il conto di tanta violenza è come sempre la popolazione, incapace di comprendere pienamente le ragioni di quanto accaduto. I vescovi parlano di “gravi rischi” e “imprevedibili conseguenze” cui potrebbe condurre l’attuale momento d’impasse.

Martedì 24 Aprile 2012 | Stampa | PDF |  Email | Leggi tutto
Esteri/Internazionale
Autore:Angela Ambrogetti

A Velinko Tarnovo, cuore antico e città universitaria della Bulgaria, nella Chiesa dei Santi Quaranta Martiri è conservata una colonna sulla quale il Chan protobulgaro Omurtag ha scritto: "L'uomo, anche se vive bene, muore, e un altro nasce. Colui che nascerà più tardi, quando vedrà questa scritta, si ricordi di chi l'ha composta". Nel 2002 quando Giovanni Paolo II visitò la Bulgaria nei giorni della festa dei Santi Cirillo e Metodio venne a ricordare la necessità dell’unione dei cristiani e la forza dell’esempio della fede. Dieci anni dopo la Bulgaria sembra ancora lontana dall’ aver recuperato a livello popolare le forza della fede. E del resto come in ogni transizione, il post comunismo è un cammino lungo e difficile. Quando si dice “maggioranza bulgara” o stile bulgaro si pensa ad un fatto politico. ma in effetti la Bulgaria vive in mondo molto “bulgaro” e in certo modo efficiente. Mentre oggi la politica bulgara sta vivendo ancora una confusione di partiti vecchi e nuovi che cercano una loro strada verso una democrazia che in effetti sembra non esserci mai stata. Ecco che significa in senso politico “bulgaro”. La storia di questo paese così poco conosciuto è davvero strana.

Sabato 21 Aprile 2012 | Stampa | PDF |  Email | Leggi tutto
Esteri/Internazionale
Autore:Andrea Gagliarducci

Si chiama “Prime Time Investigates”, ed è un programma tv ritenuto in Irlanda un modello di giornalismo di inchiesta. Nessuna reverenza nella trasmissione, che svelava i misfatti degli intoccabili: politici, preti, grandi imprenditori. Una trasmissione di successo. Che però è incappata in Kevin Reynolds, ex missionario in Kenya e oggi parroco in Irlanda. Una segnalazione aveva accusato Reynolds di aver stuprato una ragazza in Kenya, e di averla messa incinta. Una troupe è volata in Kenya, per cercare la ragazza e magari filmare il “figlio del peccato”. Non è riuscita a raccogliere la documentazione necessaria. A Reynolds non è stato nemmeno reso possibile di dare la sua versione dei fatti, e la sua disponibilità a fare il test di paternità (che poi è risultato negativo) è stata ignorata. La trasmissione è andata in onda. Ma Reynolds è andato in tribunale. E la televisione irlandese si è dovuta scusare, e ha risarcito il parroco con 1 milione di euro. Di più: un rapporto dell’Authority per la Comunicazione irlandese ha – di fatto – portato l’emittente che la trasmetteva a decidere per la chiusura della trasmissione. Cui l’ansia da scoop ha giocato un brutto scherzo.

 

Venerdì 20 Aprile 2012 | Stampa | PDF |  Email | Leggi tutto
Esteri/Internazionale
Autore:Angela Ambrogetti

Immaginate una grande campagna aperta. Un altopiano incolto, dove pascolano mucche e cavalli. Il prato di un verde brillante come un immenso palcoscenico. Monti con la cima innevata come le scene di un teatro ancestrale e ferino. Al centro un rudere modesto di quello che un tempo era stato un sontuoso grande edifici di culto, una chiesa, un santuario, un mausoleo e alla fine un monastero. Ora la chiamano la “Chiesa di Maria” e ci vengono il giorno dopo la Pasqua in processione. Non sono in tanti. Sei o sette vecchie automobili con con bambini e vecchi. A guidarle un’auto un po’ più grande e un po’ più vecchia con sopra un’icona di Maria. Ma non immaginate una di quelle bellissime opere d’arte dipinte con l’oro e con la riza d’argento dipinte da un monaco orante. Solo una tavola di legno, con una immagine bruttina e semi stilizzata coronata di coloratissimi fiori di campi intrecciati. “E’ una immagine miracolosa, baciatela!” Dice in bulgaro il pope che ha fermato l’auto solo per salutarci. Sembra di essere in un romanzo dell‘800.

Martedì 17 Aprile 2012 | Stampa | PDF |  Email | Leggi tutto
Esteri/Internazionale
Autore:Simone Baroncia
Giovedì 12 Aprile 2012 | Stampa | PDF |  Email | Leggi tutto

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Testata giornalistica (Trib. Latina N. 838 del 4 ottobre 2005) - Direttore responsabile: Angela Ambrogetti - Vicedirettore: Salvatore Scolozzi - Direttore fondatore: Serena Sartini