Parola del Signore   Santo del giorno
Dario Mosconi: superare i luoghi comuni
Parliamone - La discussione
Scritto da Simone Baroncia   
Venerdì 03 Febbraio 2012 10:03

Dopo l’intervista ad Alessandro Mosconi abbiamo intervista anche il figlio, Dario, che è stato protagonista, lo scorso 9 ottobre, della Giornata nazionale delle persone con la sindrome di Down insieme al capitano dell'Inter, Javier Zanetti per affermare che la sindrome di Down non costringe chi ne è affetto in un angolo. Tutt'altro: essere differenti è normale. Dario Mosconi ha 24 anni e vive a Monza con la famiglia. Dopo aver studiato alla scuola alberghiera, è da tre anni aiuto-cuoco all'Hotel de la Ville. Il padre ci ha raccontato che la vita di Dario è ricca di impegni e molto sportiva: è tifoso dell’Inter, ma pratica anche lo sport, arrivando anche ai Giochi europei Special Olympics di nuoto, a Roma nel 2006 e di sci in Austria. Tra le sue passioni ci sono la montagna (è salito su due delle cime più alte del Monte Rosa) e i tanti amici, al lavoro, in parrocchia e con il gruppo ‘Orizzonte’. Dario ha una marcia in più anche grazie alla fede e tra i suoi incontri più belli c’è stato sicuramente l'incontro con papa Benedetto XVI, con l’associazione ‘Pianeta Down’.

 

Hai una vita molto ricca di impegni: come ti ci trovi?
“Sono molto felice per la vita che ho; sì certo, io ne ho tanti di impegni, che sono per me molto belli e importanti perchè mi servono a crescere e ad incontrare tante persone che mi vogliono molto bene. E anche io voglio bene a loro. Nella mia parrocchia, San Carlo, faccio parte di un gruppo che si ritrova tutte le domeniche e facciamo anche delle vacanze insieme,  cioè cose speciali da condividere. Ho anche un impegno fondamentale che mi rende molto felice: il mio lavoro. Lavoro come aiuto cuoco all’Hotel de la Ville (un Hotel a quattro stelle vicino al parco di Monza). Sono assunto a tempo indeterminato da quasi quattro anni e sono contento di aver trovato un bel lavoro che mi piace e che mi tiene la giornata occupata. Il lavoro mi permette anche di prendere uno stipendio che mi serve per la mia autonomia e il mio futuro. Mi piace anche tanto coltivare le mie amicizie su facebook, e spesso quando non devo lavorare il giorno dopo, passo delle ore a chattare con i miei amici al computer”.

Hai partecipato anche ai giochi europei Special Olympics di nuoto a Roma e di sci in Austria: quanto impegno dedichi allo sport?
“Questi due momenti sono stati entrambi molto significativi per me: mi hanno lasciato una grande
emozione. Aver fatto questi europei di sci e di nuoto è stato poi davvero molto più speciale perchè lì ho conosciuto per caso sul treno verso Roma una bella ragazza. Ora stiamo insieme da più di tre anni e condividiamo la felicità insieme. Si chiama Chiara e con lei io sono felice. Quando mi preparavo per  i giochi europei di nuoto mi allenavo due volte alla settimana. Ora invece che per il nuoto e lo sci ho quasi praticamente smesso con la attività agonistica (le gare di sci le continuo ma non la domenica) durante la settimana mi alleno solo una volta perché lavoro tanto e ho deciso di smettere con lo sport. Però lo sport mi ha dato tanto e mi ha aiutato a credere di più in me. Vado però ancora in palestra per due/tre ore durante la settimana e mi tengo sempre in forma e anche lì ho tanti amici con cui stare insieme”.

Hai incontrato il Papa: cosa significa per te la fede? “Per me la fede è molto importante e unica. Si certo è stato molto bello, una grande emozione vedere il Papa e sono rimasto davvero felice per quello che ho vissuto in quella giornata davvero speciale. La fede è una cosa che ti viene data nel cuore come un dono.  Io la vivo anche servendo come cerimoniere durante tutte le messe che ci sono durante l'anno liturgico e nelle occasion iparticolari. Anche qui ho tanti amici: uno con cui ho una grande amicizia si chiama Nico, e ci conosciamo da 13 anni”.

Sei stato testimonial con Zanetti per la giornata nazionale delle persone con la sindrome di Down: puoi elencare alcuni punti per superare i luoghi comuni: “E’ stato davvero emozionante fare questa foto con Zanetti, uno dei miei calciatori più amati e anche un grande uomo.  E ora è diventata una grande realtà finire su un manifesto insieme a lui per la Giornata delle persone con la Sindrome di Down. Sono davvero contento per questo. I luoghi comuni (mi ha appena spiegato papà cosa sono) non mi interessano. Io sono Dario e sono come sono”.

Sei tifoso dell'Inter. E se vincessero questo campionato la Juventus o il Milan?
“Si certo sono tifoso dell' Inter da molto e spero che vinciamo lo scudetto anche quest'anno! Di certo non è facile, però se c'è l'ottimismo si può pensare di farcela. Milan e Juventus sono grandi squadre e quest’anno loro hanno forse qualcosa di più dell’Inter, quindi per me sono le prime candidate a vincerlo. Ma come dice lo slogan di quando ho vinto un concorso facendo pubblicità dell’Adidas (raccontando di quando sono salito su una delle cime più alte del Monte Rosa insieme a papà) ‘niente è impossibile’ se ci si da la giusta carica e si alimenta la speranza di vincerlo questo campionato. Si vedrà perciò tutto alla fine dell’ultima giornata”.

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Gennaio 2012 08:37
 
 
Giornalisti o giallisti? Un mestiere tradito per poter vendere di più
Scritto da Angela Ambrogetti   

Se Tom Clancy avesse scritto una delle sue trame gialle così come alcuni scrivono reportage e libri “d’inchiesta” avremmo detto che era poco credibile. Invece se arriva sulle pagine dei giornaloni qualche migliaio di battute che anticipano furbescamente una uscita editoriale allora tutti pensiamo che siano delle verità assolute. E’ il dramma dell’ “analfabetismo culturale” del mondo contemporaneo. Cominciamo dai fatti che in questi giorni ronzano nella testa di chi la mattina si alza alle 6 (o anche prima) prende la metro, lavora 8-9 ore, (se è fortunato ad averlo il lavoro) torna a casa, gestisce la famiglia e poi crolla nel sonno del giusto e certo non ha tempo di controllare se un testo è corretto, e quindi ha bisogno di fidarsi dell’ autore. Per prima cosa bisogna capire perché un giornalista scrive e fa questo mestiere. Personalmente credo che il senso sia quello di raccontare le cose ed essere una sorta di mediatore tra i fatti e la gente. Mediatore, non manipolatore però. Sottile passaggio difficile da gestire.

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"Il momento presente"

Scritto da Roberta Leone   
Venerdì 18 Maggio 2012 22:12

 

luna dei gatti -
nel ristorante retrò
tre sedie vuote

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