Parola del Signore   Santo del giorno
Vita nascente. Quando la provocazione rende tutto più difficile PDF Stampa E-mail
Gli editoriali - Le opinioni
Scritto da Redazione   
Venerdì 21 Novembre 2008 09:28

Il modo peggiore per “difendere la vita”. Una modalità inutile e ovviamente controproducente, che non contribuisce di un grammo ad aumentare la sensibilità verso la vita nascente e anzi ostacola dal punto di vista culturale il lavoro di quanti, nella società di oggi, si ostinano a portare avanti il concetto che un essere umano ha una sua grande dignità anche prima di nascere, durante il periodo di gestazione nel corpo della madre.

 

 


Un controverso movimento politico ha inviato a diverse redazioni giornalistiche siciliane dei pacchi contenenti delle bambole rotte, senza piedi, nè tronco e con le manine staccate, sporche di sangue e con interiora di animali, insieme ad un messaggio contro "il genocidio legalizzato di massa" e la legge 194. Ammesso e non concesso (e sottolineiamo: non concesso) che a tale movimento interessi davvero la tutela della vita umana nascente, il fatto in sé e il risultato che ne consegue rende non più facile, ma più difficile, il raggiungimento degli obiettivi voluti. Nella società di oggi non è con le bambole insanguinate, con le frasi choc, con le immagini dure e crude della realtà di un aborto, che si fanno passi avanti nella sensibilizzazione al rispetto della vita.


Azioni simili qualificano come estremismo ogni opposizione ad una legge – la 194/78 – che è e resta integralmente iniqua ma che semplicemente non si combatte con queste armi. Che invece contribuiscono a rafforzarla. Uno degli equivoci più diffusi sulla 194 è che sia una legge di compromesso, nient’affatto sbilanciata: un testo ugualmente lontano dai cosiddetti “opposti estremismi”, quello di quanti ritengono che l’aborto debba essere libero, gratuito, effettuabile in ogni momento della gravidanza a semplice richiesta, e quello di chi invece lo ritiene un omicidio da dover vietare e punire penalmente. La 194 si è costruita la fama di essere una legge equilibrata, quando tale non è, perché al di là delle parole e delle condizioni stabilite dalle sue norme, nei fatti rende l’aborto sostanzialmente libero nei primi tre mesi di gravidanza. Fare irruzione nel dibattito pubblico con gesti dimostrativi simili a quelli avvenuti nei giorni scorsi fortifica questa impressione e rafforza, anziché distruggerlo, il consenso sociale attorno ad una legge percepita come ragionevole ed equilibrata.

Varrà allora la pena di ricordare a tutti che la questione dell’aborto investe alla sua radice numerosi ambiti. Il riconoscimento del diritto alla vita di ogni essere umano, anche quello più piccolo o non ancora nato, è un passo da inseguire con argomentazioni scientifiche (la vita prenatale) e giuridico-culturali (l’uguaglianza di ogni essere umano, la non discriminazione sull’età, l’appartenenza del concepito al genere umano). Poiché non è possibile non considerare che la gravidanza è una situazione particolarissima che non si verifica mai in nessun altro caso della vita (un essere umano che vive e si sviluppa dentro un altro essere umano), occorre semplicemente comprendere che non è possibile difendere la vita nascosta nel seno materno con una metodologia ordinaria, ma bisogna inevitabilmente passare per la mente e il cuore della madre. Il principale difensore della vita del figlio è la donna, è la madre. Ecco perché, ancor più nelle condizioni culturali odierne, la minaccia penale non è il metodo né più giusto né più opportuno di evitare l’interruzione della gravidanza. La via maestra è invece un’altra, è quella di affermare chiaramente l’umanità del concepito e di difendere il suo diritto alla vita con mezzi diversi dalla minaccia penale, quindi non “contro” la donna ma “insieme” alla donna, scommettendo sulle sue risorse e potenzialità, infondendo coraggio, condividendo le difficoltà, creando insomma una grande rete di solidarietà che combatta quel senso di solitudine e paura che spesso affligge chi si trova ad affrontare una gravidanza indesiderata.

Quali sentimenti invece suscitino iniziative simili a quella che ci dà spunto per queste parole è facilmente immaginabile. E non vanno nella giusta direzione. Le provocazioni servono a poco, se ottengono il risultato opposto a ciò a cui mirano. Ammesso e non concesso che il risultato cercato fosse proprio quello di tutelare la vita nascente, e non di inseguire un modo facile, e alquanto macabro, di ottenere visibilità.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 21 Novembre 2008 09:39 )
 
Commenti (4)
I genitori sono chiamati ad insegnare a vivere in Gesu' ai propri figli.
4 Domenica 04 Gennaio 2009 09:21
baldassare
Oggi questo pensiero del nostro Signore ci orienta non nel contemplare cio che viviamo,ma nel risolvere cio' che si e' sviluppata in questi ultimi tempi,una poverta' nello spirito quasi alla radice,poverta'nel senso biblico significa ignoranza,cecita',questo pensiero oggi e' rivolto ai genitori,cioe' a coloro che creano una famiglia,dovere chiesto da Dio e' quello di creare una famiglia e' prima di ogni altra cosa e' quello di educare i propri figli,insegnare prima di ogni altra cosa i valori che portano nel vivere in grazia di DIO,non come fare a vivere con tanti soldi ,o a cercarsi la propria compagna nel benessere e nelle ricchezze terrene,si deve insegnare a vivere in DIO vivere come il nostro Signore ha tanto raccomandato per una vita nella felicita' e nell'amore ,nella fraternita' con tutti e' tutto,il nostro Signore che si adopera sempre con tutto il suo cuore per riprendere una umanita' un po' disastrata,chiede di guardare i suo volto ai grandi,per poi saper insegnare cio' ce lui e' ai piccoli,l'amore,questa e' l'azione che in pochi anni sara' oggetto di cambiamento radicale del vivere per ognuno di noi,bisogna mettere nel proprio cuore questa volonta',questo interesse ,come interesse primario per la propria vita,se si riesce a far girare tutto intorno a questa volonta' direi che abbimo fatto la volonta' di DIO,voglio ricordare che se' oggi ci sono persone che nella crescita vivono operando nella malvagita' nel peccato e'nella cecita' spirituale,e' frutto di una cattiva educazione tramandata principalmente dai propri genitori,che a sua volta e' stata tramandata a loro,e' cosi' via,per arrivare ad una scuola che oltre ad insegnare la storia e la geografia e la matematica,ed a usare i profilattici , dovrebbe inserire con maggiore determinazione come materia primaria cio' che e' motivo di vita,la religione Cristiana,la fede in Gesu' ,in un Gesu' vivo presente tra noi nel suo spirito,e' che vuole essere presente nei cuori di tutti noi,la bellezza nel vivere nella pace e nella fratellanza e' a portata di mano di tutti noi,e' sembra non abbiamo la capacita' di comprenderla,Il Papa che ascolta il pensiero del nostro Signore oggi si impegna nl ricordare ai grandi come sconfiggere cio che stiamo vivendo ,il male,chiama chi ha il potere per potersi adoperare per sistemare le cose ,chiama i genitori,loro oggi hanno la parola ultima perche' venga applicata la volonta' del nostro Signore in quell'umanita' che sta' crescendo,chiede di adoperare la propria intelligenza per costruire un mondo migliore,dove il nostro amato Gesu' possa regnare nei cuori di ogni persona,ecco la voce di una Chiesa che si adopera come sempre nel servire il nostro DIO.

Pace e ogni bene Maran'atha
La profondita' e la grandezza dell'amore si scopre nel perdono.
3 Venerdì 02 Gennaio 2009 12:44
baldassare
A volte come dei bambini crediamo di saper amare,pensiamo di amare,una persona ,il nostro Signore,tutto va' a gonfie vele se' riceviamo una vita terrena facile e nel benessere,ma cio' non ci permette di valutare la forza del nostro amore,finche' siamo soddisfatti ed abbiamo tutto cio' che piace,allora siamo bravi e' diciamo di amare,ma se il nostro Signore ci mette alla prova,siamo pronti a rinnegarlo,il Signore dai suoi discepoli pretende l'amore piu' sviscerato,non con la bocca ,con i fatti,e' a chi si promuove nel seguire la sua vita,mette contro di lui le cose piu' belle ce si possano avere nel proprio cuore,proprio per vedere quando e' grande l'amore che si possiede per lui,una prova basata nella distruzione e nella sofferenza di cio' che sta' nel proprio cuore,ecco la reazione nel perdonare ,nell'amare cio che Dio propone e' un segno di profondo AMORE per il nostro Signore, tutto viene fatto con uno scopo preciso,che serve per innalzarci ai suoi occhi e a quelle persone che ci circondano,che vivono la nostra esperienza ed apprezzano lo spirito ed il coraggio di essere fermi nel'amare cio' che ci viene dato,questo ragionamento che il nostro Signore insegna,e' una dimostrazione di forza,la vera forza,arma del nostro Signore,dare e perdonare e' un dimostrazione di potenza, fare del male e' una dimostrazione di debolezza,questo e' cio che dice il nostro Signore,quindi amiamo chi ci fa' del male,e' dimostriamo con i fatti di essere forti nell'amore del nostro Signore e per il nostro prossimo,pentiamoci amaramente la' dove non abbiamo saputo reagire con equilibrio ,e' imploriamo il perdono,suscitiamo amore con la nostra umilta' piccolezza per toccare ed ingandire il cuore altrui,mostrandoci umiliati nel non essere stati in grado fin da subito a comprendere e perdonare,allora possiamo dire che il nostro amore e' forte contro ogni prova,cosi' il nostro Signore ci dara' cio' che desideriamo in questa o nell'altra dimensione.

Pace e' ogni bene maran'atha.
Gesu' insegna a scoprire l'amore nel perdono.
2 Giovedì 01 Gennaio 2009 19:38
baldassare
Gesu'oggi indica a vivere nella sua scia amando e' perdonando dove nella mentalita'umana ce' una ferma azione di cattiveria e di persecuzione,e'molto difficile seguire questo concetto per un essere umano magari che conosce gia' una persecuzione ,che vive in una persecuzione e nel dolore ,il condannare il gesto del persecutore che manifesta violenza al piu' debole che magari vive contemplando il volto del nostro Signore mette in notevole difficolta' ogni essere umano,come si puo' ad esempio perdonare l'uomo che pur ubbidendo con la sua volonta' fa' del male a una persona per uno scopo o per un'altro,come si fa'a comprenderlo e perdonarlo anche non sposando i suoi ideali.
Bisogna aprire il cuore,il cuore e' la chiave di tutto,bisogna ricercare le proprie gioie nell'amore del nostro Signore,che nella sua perfezione ci sazia di cosa noi abbiamo bisogno e non ci delude mai,ci da' un grande conforto,amore e' benessere,l'importante e' costruire un grande sentimento verso il nostro Signore,piu' e' forte il sentimento piu' con facilita' si riesce a perdonare chi magari ci mette in croce,quindi bisogna essere fermo nella convinzione nel rispondere al male con l'amore ,ed amare con tutto il nostro cuore il nostro Signore,tutta la famiglia Divina,diventa un dono da offrire al Signore Gesu' il perdono che noi manifestiamo verso chi erroneamente ci fa' del male,bisogna vivere la vita terrena come una prova di forza,la forza del perdono,la forza dell'amore,e' guardare aldila' del percorso ,dove tutti ci aspettano ,e' oggi da lontano guardano come ci muoviamo nella liberta'del nostro arbitrio,e' una questione di scelte,saper scoprire i valori,quelli che sono di nostro interesse,se ad esempio noi ci interessiamo al calcio ,lo seguiamo cerchiamo di conoscere a fondo questo sport che tanto ci interessa ,e magari lo pratichiamo anche,e' cosi e' anche l'amore e il perdono del nostro Signore,se' di nostro interesse lo comprendiamo fino in fondo e lo pratichiamo nella nostra vita,sono paametri che elevano l'essere umano nel comprendere i misteri di cio'che non si vede ma si sente,cose che danno sapore alla nostra esistenza,ricordo una volta una madre Superiora a cui sono molto devoto diceva,il sale quando e' sciolto nella minestra non si vede, pero' si sente,assaggiando si puo' percepire il gusto,e' cosi e' anche l'amore del nostro Signore,bisogna assaggiarlo,solo allora si comprende che e' buono,e' che ogni persona puo' saziarsi di quel tipo di amore,cibo caldo per ogni essere umano.

Pace e' amore maran'atha.
Rispettare ogni vita che nasce nella dimensione terrena,creatura di DIO.
1 Sabato 13 Dicembre 2008 22:28
baldassare
A volte non capisco come l'intelligenza umana posso poter credere di interferire,sulla creazione che Dio ha creato,l'essere umano,che altro non e' che una anima adeguata nel vivere in una dimensione materiale,auto gestita,mi viene da chiedermi,se'non riusciamo a capire cosa e' un essere umano,come si puo' pensare di poter cambiare i parametri ed i valori che il nostro Creatore ha dato?,aborto,profilattici,eutanasia,condanna a morte,possibile che il nostro creatore abbia voluto questo?,non credo ,per quale motivo,quello che ha fatto gode della perfezione,queste deviazioni alla semplice vita data dal nostro Dio sono frutto dell'uomo,che crede di potersi sostituire a Dio,non gli piace cio' che ha ricevuto,vuole cambiare le carte in tavola,riconoscere gli omosessuali come coppie,dargli una prole,affinche crescano gia' con il concetto dell'omosessualita',aborti ,per poter scegliere di poter fare nascere una vita,come e' quando piace,facendo un uso improprio di quella che e' la cosa piu' misteriosa nell'essere umano,il sesso,che dovrebbe solo essere frutto dell'amore tra un uomo ed una donna,e' che invece diventa strumento di piacere inproprio ed anticristiano, usarlo per gioco,profilattici persino nelle scuole,per insegnare gia ad usarli dalla giovane eta',questa non e' la volonta' del nostro Signore,da piccoli bisogna insegnare l'uso ed il valore del sesso,nella creazione futura di una famiglia centro di ogni obbiettivo umano,insegnare a conoscere il nostro creatore,una buona educazione certo aiuterebbe a percorrere strade giuste gia' da piccoli,ed allora i profilattici non servirebbero a nessuno,non e' il sesso che va' insegnato nelle scuole ma l'amore di DIO,che e' ben altra cosa,poco tempo si impiega nelle scuole per la religione ,fondamento di un vivere da cristiano all'insegna dell'amore,questa e' in altre parole la posizione della chiesa che segue la logica Divina,bisogna poi prendere in considerazione che gia una vita allo stato embrionale va riconosciuta come un atto gia' compiuto da DIO,per lui l'essere umano e' gia completo la maturazione non e' una giustificazione di incompletezza,percio' agli occhi di Dio e' un grave peccato,rifiutare di portare avanti una vita e' darla alla luce,peccato su peccato,forse qualcuno pensa che il lavoro si svolge all'interno della donna ,dell'essere umano,e' un errore,si svolge nella donna per meta',il resto e' frutto di un lavoro che dal regno celeste viene realizzato,la vita in un essere umano come degli altri esseri viventi non nasce dal nulla,nasce con il frutto di un lavoro Divino,percio' e' una volonta' che non va' intaccata in nessuna maniera,e' lavoro di DIO il nascere nella dimensione terrena,e' cio' che lui crea in nessun caso va distrutto ricordatevelo,DIO e' uno solo ed onnipotente,e' cio' che lui fa' non va mai messo in discussione ma seguito e' accolto.

Pace e' ogni bene.
PLEASE_REGISTER_TO_ADD_COMMENTS
 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
articles.jpg

Donazioni per Korazym.org sul Conto BancoPosta intestato ad Associazione Ragazzi del Papa Onlus IT 26 W 07601 14700 000053800553 | Codice fiscale 900 355 105 94
Creative Commons 2008 - Associazione Ragazzi-del-Papa Onlus - Alcuni diritti riservati | Produced by TC Communications - Terza Communicazione Coop. Soc. Srl with SIMTES
Testata giornalistica (Trib. Latina N. 838 del 4 ottobre 2005) - Direttore responsabile: Matteo Spicuglia - Vicedirettore: Stefano Caredda - Direttore fondatore: Serena Sartini