Parola del Signore   Santo del giorno
Firenze, in una lettera aperta il profilo del nuovo vescovo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Luglio 2008 06:55
Un pastore capace di dialogare con la società, di fare ordine tra i movimenti, di puntare tutto sulla formazione. È il profilo del nuovo vescovo di Firenze tratteggiato in una lettera aperta pubblicata sul settimanale diocesano Toscana Oggi e sottoscritta da preti e laici. Nessun nome (tra i papabili, mons. Giuseppe Betori), ma una riflessione programmatica su attese e speranze della Chiesa locale.

La lettera comincia con una critica velata alla scelta di trasferire l’arcivescovo Ennio Antonelli, dal momento che “il vescovo non è un funzionario, un prefetto da spostare secondo criteri amministrativi”. Quanto al successore, i firmatari non pretendono di essere coinvolti in una sorta di assemblea elettiva, ma chiedono che le riflessioni sulle necessità presenti guidino “coloro che sceglieranno il nuovo vescovo”.

Al centro, soprattutto lo scandalo legato agli abusi sessuali di don Lelio Cantini. “Se l’aspetto canonico di questa vicenda sembra chiuso, - si legge nella lettera - rimane l’altro aspetto, quello più delicato e importante: riunire il clero, ridargli fiducia, creare un clima di serenità e di dialogo”. Per questo, “abbiamo bisogno di un Pastore che si faccia carico di tutto questo e che consideri suo compito primario la formazione dei sacerdoti e il dialogo con loro”.

Seguno alcune richieste ritenute fondamentali: riflettere sulla predicazione del Vangelo e sui rapporti con la cultura attuale, mettendo da parte “toni amari e di condanna” e imparando “lo stile del discernimento, della pazienza, del perdono; “riflettere sui rapporti tra la chiesa e la società in un clima di libertà e di rispetto reciproco”; “riflettere sulla formazione del clero, sul problema vocazionale e sul seminario”.

E ancora: “riflettere sulla presenza della Facoltà Teologia e investire sulla formazione teologica dei laici e sulla loro ministerialità nella chiesa”; “riflettere sui rapporti fra movimenti ecclesiali e parrocchie per poter dire insieme: noi siamo chiesa e mai la chiesa siamo noi”.

”Questo elenco non è affatto completo, - concludono i firmatari - ma non è nostra intenzione stenderlo e quasi presentare un programma al nuovo vescovo ancor prima di conoscerlo. Solo riflessioni da farsi insieme”. Riflessioni in ogni caso chiarissime.

- Il testo integrale della lettera aperta
Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Luglio 2008 06:57
 
 
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