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Un pellegrinaggio comune verso la verità. E’ questo il senso di Assisi 2011, della giornata che il 27 ottobre ricorderà i 25 anni di quel primo, profetico incontro voluto da Giovanni Paolo II tra le religioni di tutto il mondo per pace. Allora la scelta di una “preghiera comune” fu molto criticata, anche se in effetti non si pregò ovviamente insieme tra buddisti e islamici, cristiani e islamici. Poi negli anni la Giornata venne ripetuta dal 1993 con la preghiera per l’ Europa, al 2000 e al 2002 dopo l’ 11 settembre. Ma questa volta il programma cambia, la giornata è dedicata alla riflessione e la preghiera è personale. La pace ha bisogno di verità, e il sincretismo offusca le identità e quindi la verità. Ecco il perché della scelta che Papa Benedetto XVI ha fatto per il 27 ottobre. Con un inserimento importante, quello delle persone non credenti alla ricerca di Dio, anche loro pellegrini.
Un aspetto della società occidentale che mette al centro la questione della ricerca di senso nella vita. Saranno tutti i movimenti e le associazioni compresi 2000 giovani francescani dalle diocesi umbre a partecipare all’evento. Una tappa del cammino del dialogo interreligioso della Chiesa cattolica. Durante la conferenza di martedì mattina nella Sala Stampa della Santa Sede c’è stata l’occasione di mettere a punto anche la situazione del dialogo interreligioso, in particolare i rapporti con l’Islam. Il segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, l’arcivescovo Pierluigi Celata, ha precisato che dal 1986 ad oggi il numero dei partecipanti all’incontro di Assisi è molto cresciuto e questo anche grazia al lavoro del Pontificio Consiglio che promuove e organizza regolarmente degli incontri. Ad esempio riguardo ai rapporti con il mondo islamico negli ultimi tempi si sono presentate delle difficoltà a seguito degli sconvolgimenti politici in Libia e in Egitto. Ad Assisi mancherà il rappresentante dell’Università di Al- Azar.
Il motivo è da ricercare nella difesa dei Cristiani Copti che erano stati assaliti a Natale da parte della Santa Sede e del Papa. A febbraio infatti era saltato l’incontro annuale, e forse c’è anche da considerare la difficile situazione dell’Iman Ahmed al-Tayyeb nominato dall’ ex presidente Mubarak. Ma al Pontificio consiglio sanno attendere e sono sempre pronti a riprendere il dialogo. Situazione un po’ diversa in Libia dove il rappresentante ad Assisi sarà quello normalmente a Roma perché quello locale è stato destituito insieme al resto del governo. Gli incontri più interessanti saranno nei prossimi mesi ad Amman, ma anche in India a Bombay e Delhi e in Africa.
Monsignor Celata ha ricordato che 5 anni fa ad Assisi si incontrarono i giovani di tutte le religioni, furono ricevuti dal Papa a Roma e fu allora che pensò di celebrare i 25 anni della prima giornata con un nuovo incontro ad Assisi. Tra i delegati un rappresentante del Dalai Lama, e una suora che rappresenta le religioni animiste del Nord America. Tra i delegati dell’ebraismo ci sarà il Rabbino Capo di Roma Riccardo di Segni. Nessun pericolo di sincretismo perché la preghiera sarà personale e silenziosa. Molto invece si parlerà sul treno che porta il Papa e i delegati insieme ai rappresentanti dei movimenti, dove non sono ammessi i giornalisti.
Si è scelto di non digiunare ma ci sarà un pranzo “frugale” che rispetti tutte le tradizioni religiose. La tappa di Assisi è solo uno dei momenti della Giornata che avrà un prima e un dopo a Roma. Mercoledì 26 con la liturgia della Parola in Piazza san Pietro e l’udienza dal Papa il venerdì mattina a tutti i rappresentanti che hanno partecipato.
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