Sole d’aprile.
Si scaldano i binari
e mani in tasca. (rl)
Una stazione di provincia, dove i treni portano via la giovinezza di borghi e paesotti sul mare. Il sole timido di aprile e gli interminabili binari che collegano le speranze al luogo che le ha nutrite. Un ragazzo aspetta il treno che lo porterà lontano dagli affetti e dal calore di casa. Guarda il metallo infuocarsi, assorbire i raggi di primavera e attende. Non è ancora partito e già avverte il fastidio di un approdo estraneo, insieme alla sofferenza sorda per il distacco.