Parola del Signore   Santo del giorno
Il Papa: le nubi dell' egoismo e dell'inganno non ci allontanano dalla Grazia PDF Stampa E-mail
Scritto da Angela Ambrogetti   
Mercoledì 22 Febbraio 2012 10:21

Oggi inizia la Quaresima e il Papa segue la scuola di preghiera sulle orme di Gesù che nel deserto vive la esperienza dei quaranta giorni di purificazione. Un numero che significa purificazione, un tempo che nella Chiesa dei primi secoli era lo spazio del cammino verso il battesimo. “La partecipazione dell’intera comunità ai diversi passaggi del percorso quaresimale - ha spiegato il Papa- sottolinea una dimensione importante della spiritualità cristiana: è la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo.” Un evento che va vissuto in comunione con tutta la Chiesa ed un “tempo che identifica la nostra vita umana e tutta la nostra storia come un processo di conversione che si mette in movimento ora per incontrare il Signore alla fine dei tempi.”

Quaranta è poi un numero “che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse.” Un tempo di prova e di “decisioni mature.” Benedetto XVI rilegge la storia di Noè, di Mosè del cammino del popolo ebraico verso Israele, dei profeti e arriva a Gesù. “ Prima di iniziare la vita pubblica, si ritira nel deserto per quaranta giorni, senza mangiare né bere: si nutre della Parola di Dio, che usa come arma per vincere il diavolo.” E se il cammino del popolo ebraico nel deserto ha l’ ambivalenza di un innamoramento ma anche della prova che porta alla mormorazione contro Dio. “Questa ambivalenza- spiega il Papa- che caratterizza Israele nel deserto, la ritroviamo in modo sorprendente nel cammino terreno di Gesù, naturalmente senza alcun compromesso col peccato.” Un’ambivalenza che “descrive anche la condizione della Chiesa in cammino nel “deserto” del mondo e della storia.” Benedetto XVI indica così il cammino per l’oggi: deserto come “opportunità di fare una profonda esperienza di Dio”, ma anche “deserto” che è aridità, povertà di parole di vita e di valori, secolarismo e cultura materialista, “che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento al trascendente.”

Un cielo di nubi di egoismo incomprensione e inganno, un tempo in cui però la Chiesa può trovare il tempo della grazia “poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l’acqua viva che disseta e ristora.” L’esortazione del Papa è a “ritrovare nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo.” Al termine dell’ udienza il Papa ha salutato molti dei gruppi presenti tra i quali alcuni diaconi di Milano cui ha ricordato di seguire il Vangelo secondo la logica del “non conformismo cristiano.”

 

Al Papa anche il dono della Medaglia d' oro del Comitato organizzatore dei Mondiali di sci Junior del 2012 che si svogleranno a Roccaraso e Rivisondoli dal 29 febbraio al 9 marzo. Il Logo del Mondiale è la testa di lupo simbolo dell' Abruzzo

 
 
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