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In Myanmar papa Francesco ha invitato a costruire la pace

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Papa Francesco ha concluso la prima giornata nel Myanmar, invitandolo a costruire costruisca il suo futuro nella pace sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni gruppo etnico, ‘nessuno escluso’, sulla convivenza tra fedi diverse, sulla formazione tecnica, ma anche etica, dei giovani.

Premio Ratzinger ai teologi Dieter e Menke e al M° Pärt

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Sabato 18 novembre il teologo luterano tedesco Theodor Dieter, il teologo e sacerdote cattolico tedesco Karl-Heinz Menke, il compositore musicale estone Arvo Pärt nella sala Clementina del Palazzo Apostolico vaticano sono stati insigniti del Premio Ratzinger da papa Francesco, che rivolto un pensiero ‘affettuoso’ al papa emerito:

Il papa nella giornata dei poveri ricorda il peccato di omissione

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Nella prima giornata dei poveri papa Francesco ha ricordato che ognuno ha qualcosa da donare, anche colui che sembra senza niente agli occhi del mondo: “Abbiamo la gioia di spezzare il pane della Parola, e tra poco di spezzare e ricevere il Pane eucaristico, nutrimenti per il cammino della vita. Ne abbiamo bisogno tutti, nessuno escluso, perché tutti siamo mendicanti dell’essenziale, dell’amore di Dio, che ci dà il senso della vita e una vita senza fine. Perciò anche oggi tendiamo la mano a Lui per ricevere i suoi doni”.

Commentando la parabola dei talenti il papa ha sottolineato l’azione educativa nella responsabilità di ognuno: “Infatti, da Padre amorevole ed esigente qual è, ci responsabilizza. Vediamo che, nella parabola, a ogni servo vengono dati dei talenti da moltiplicare. Ma, mentre i primi due realizzano la missione, il terzo servo non fa fruttare i talenti; restituisce solo quello che aveva ricevuto… Questo servo riceve in cambio parole dure: ‘malvagio e pigro’.

Che cosa non è piaciuto al Signore di lui? In una parola, forse andata un po’ in disuso eppure molto attuale, direi: l’omissione. Il suo male è stato quello di non fare il bene. Anche noi spesso siamo dell’idea di non aver fatto nulla di male e per questo ci accontentiamo, presumendo di essere buoni e giusti. Così, però, rischiamo di comportarci come il servo malvagio: anche lui non ha fatto nulla di male, non ha rovinato il talento, anzi l’ha ben conservato sotto terra. Ma non fare nulla di male non basta.

Perché Dio non è un controllore in cerca di biglietti non timbrati, è un Padre alla ricerca di figli, cui affidare i suoi beni e i suoi progetti. Ed è triste quando il Padre dell’amore non riceve una risposta generosa di amore dai figli, che si limitano a rispettare le regole, ad adempiere i comandamenti, come salariati nella casa del Padre”.

Il ‘servo onesto’ è colui che sa investire i propri utili e non commette il peccato di omissione: “L’omissione è anche il grande peccato nei confronti dei poveri. Qui assume un nome preciso: indifferenza. E’ dire: ‘Non mi riguarda, non è affar mio, è colpa della società’. E’ girarsi dall’altra parte quando il fratello è nel bisogno, è cambiare canale appena una questione seria ci infastidisce, è anche sdegnarsi di fronte al male senza far nulla. Dio, però, non ci chiederà se avremo avuto giusto sdegno, ma se avremo fatto del bene”.

Ed allora alla domanda su come si può ‘piacere’ a Dio il papa risponde: “Nel povero Gesù bussa al nostro cuore e, assetato, ci domanda amore. Quando vinciamo l’indifferenza e nel nome di Gesù ci spendiamo per i suoi fratelli più piccoli, siamo suoi amici buoni e fedeli, con cui Egli ama intrattenersi… Lì, nei poveri, si manifesta la presenza di Gesù, che da ricco si è fatto povero. Per questo in loro, nella loro debolezza, c’è una ‘forza salvifica’.

E se agli occhi del mondo hanno poco valore, sono loro che ci aprono la via al cielo, sono il nostro ‘passaporto per il paradiso’ Per noi è dovere evangelico prenderci cura di loro, che sono la nostra vera ricchezza, e farlo non solo dando pane, ma anche spezzando con loro il pane della Parola, di cui essi sono i più naturali destinatari. Amare il povero significa lottare contro tutte le povertà, spirituali e materiali.

E ci farà bene: accostare chi è più povero di noi toccherà la nostra vita. Ci ricorderà quel che veramente conta: amare Dio e il prossimo. Solo questo dura per sempre, tutto il resto passa; perciò quel che investiamo in amore rimane, il resto svanisce”. Ed anche nell’Angelus il papa ha sottolineato che la paura mina il rapporto di fiducia con Dio:

“Questo servo non ha col suo padrone un rapporto di fiducia, ma ha paura di lui, e questa lo blocca. La paura immobilizza sempre e spesso fa compiere scelte sbagliate. La paura scoraggia dal prendere iniziative, induce a rifugiarsi in soluzioni sicure e garantite, e così si finisce per non realizzare niente di buono. Per andare avanti e crescere nel cammino della vita, non bisogna avere paura, bisogna avere fiducia”.

Secondo il papa la giusta interpretazione della parabola rivela la nostra ‘idea’ di Dio: “Non dobbiamo pensare che Egli sia un padrone cattivo, duro e severo che vuole punirci. Se dentro di noi c’è questa immagine sbagliata di Dio, allora la nostra vita non potrà essere feconda, perché vivremo nella paura e questa non ci condurrà a nulla di costruttivo, anzi, la paura ci paralizza, ci autodistrugge.

Siamo chiamati a riflettere per scoprire quale sia veramente la nostra idea di Dio… Gesù ci mostra la generosità e la premura del Padre in tanti modi: con la sua parola, con i suoi gesti, con la sua accoglienza verso tutti, specialmente verso i peccatori, i piccoli e i poveri, come oggi ci ricorda la 1ª Giornata Mondiale dei Poveri; ma anche con i suoi ammonimenti, che rivelano il suo interesse perché noi non sprechiamo inutilmente la nostra vita.

E’ segno infatti che Dio ha grande stima di noi: questa consapevolezza ci aiuta ad essere persone responsabili in ogni nostra azione. Pertanto, la parabola dei talenti ci richiama a una responsabilità personale e a una fedeltà che diventa anche capacità di rimetterci continuamente in cammino su strade nuove, senza ‘sotterrare il talento’, cioè i doni che Dio ci ha affidato, e di cui ci chiederà conto”.

Ed al termine ha pranzato insieme a 1500 poveri: “Prepariamoci per questo momento insieme. Ognuno di noi, con il cuore pieno di buona volontà e di amicizia verso gli altri, condividere il pranzo e augurandoci il meglio gli uni agli altri”.

Giornata dei poveri: il papa invita ad amarli con i fatti

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Papa Francesco nel messaggio di presentazione della prima Giornata mondiale dei poveri, da lui istituita al termine del Giubileo della Misericordia e che si celebra domenica 19 novembre in tutte le diocesi ha proposto il tema ‘Non amiamo a parole ma con i fatti’. Il titolo riprende un passo della Prima Lettera di Giovanni con il richiamo alla concretezza: ‘Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità’ che riecheggia quanto papa Francesco disse a Firenze ai vescovi e alla Chiesa italiana: ‘Non mettere in pratica, non condurre la Parola alla realtà, significa costruire sulla sabbia, rimanere nella pura idea e degenerare in intimismi che non danno frutto, che rendono sterile il suo dinamismo’.

Milano: mons. Delpini propone ai nonni un’alleanza contro lo ‘spavento’

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Nella diocesi di Milano, come di consuetudine del calendario ambrosiano, domenica scorsa è iniziato il tempo di Avvento, con un dialogo informale con i nonni seduti nei primi banchi del duomo. Il card Delpini ha risposto alle loro domande: “Siamo qui insieme per celebrare l’inizio dell’Avvento e il patrimonio che siete voi nonni. Anzitutto voglio dirvi che la Chiesa è vostra alleata…

Papa Francesco contro il nucleare

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Al termine del summit nell’Aula Paolo VI in Vaticano sulle ‘Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per un disarmo integrale’, organizzato dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale è stato lanciato un appello affinché le relazioni internazionali non siano dominate ‘dalla forza militare e dalle intimidazioni reciproche’ e la bussola da seguire, secondo i premi Nobel per la pace e i leader mondiali della società civile, è quella di papa Francesco: ecologia integrale, globalizzazione della solidarietà, disarmo, come ha sottolineato l’egiziano Mohamed el-Baradei, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiae):

Giornata del Ringraziamento: alleanza tra uomo e ambiente

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La terra è ‘una realtà da custodire’; e la Chiesa si attiva richiamando il “forte richiamo dell’enciclica Laudato sì alla cura della casa comune, la sua percezione di un’interdipendenza globale che ‘ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune’, il suo richiamo a ‘programmare un’agricoltura sostenibile e diversificata’”: è un passaggio del messaggio che la Commissione episcopale Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, la custodia del creato, ha elaborato in occasione della 67ª Giornata nazionale del ringraziamento che si celebra domenica 12 novembre.

Mons. Delpini: san Carlo Borromeo faro della Chiesa

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Nella Solennità in cui si ricorda il copatrono della Diocesi, san Carlo Borromeo, l’arcivescovo riformatore della Chiesa ambrosiana, mons. Delpini ha presieduto il Pontificale e conferito l’ordinazione ai cinque candidati al Diaconato Permanente, concelebrante il card. Scola. Cinque uomini, tutti sposati e padri di famiglia, che, nella Cattedrale gremita, sono accompagnati da mogli e figli.

La Chiesa fa proposte concrete per il lavoro

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Da Cagliari le Settimane Sociali dei cattolici si chiudono con sette importanti proposte all’Italia ed all’Europa per creare lavoro e sviluppo nella prospettiva di un patto tra le generazioni volte ad assicurare ai giovani un’occupazione ‘degna’ e di ‘qualità’. La Chiesa ha proposto all’Europa tre interventi specifici.

Da Norcia il card. Parolin lancia un appello per la ricostruzione

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Norcia ha ‘ricordato’ il terremoto di un anno fa con il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, che nell’omelia della celebrazione eucaristica in piazza san Benedetto, ha affermato: “Il terremoto tra il 26 e il 30 ottobre 2016 sconvolse il normale ritmo della vita di queste terre, ricche d’arte, di bellezze paesaggistiche e di tradizioni culturali, che hanno trovato la loro più solida ispirazione nella fede cristiana.

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