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Papa Francesco: la santità è per tutti

“E’ bello constatare che, con la loro testimonianza evangelica, questi Santi hanno favorito la crescita spirituale e sociale delle rispettive Nazioni e anche dell’intera famiglia umana. Mentre tristemente nel mondo crescono le distanze e aumentano le tensioni e le guerre, i nuovi Santi ispirino soluzioni di insieme, vie di dialogo, specialmente nei cuori e nelle menti di quanti ricoprono incarichi di grande responsabilità e sono chiamati a essere protagonisti di pace e non di guerra”.

«Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37). La festa di Santa Rita da Cascia che ispira a vivere diversamente. La Priora Cascia: sia nuova alba di speranza. Il Cardinal Parolin celebra il solenne Pontificale

Grande attesa a Cascia – comune in Umbria che fa parte della Provincia di Perugia, dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia e della Comunità Montana Valnerina – per la celebrazione della sua patrona, la Santa degli Impossibili. Quest’anno la festa di Santa Rita da Cascia torna alla normalità, dopo due anni di ridimensionamento per le restrizioni della pandemia. La partecipazione a Cascia, dove gli alberghi registrano il tutto esaurito, tornerà ai numeri storici, ma le monache agostiniane riconfermano anche la strada, ormai tradizionale, della maratona in diretta streaming, organizzata dalla Fondazione Santa Rita da Cascia Onlus, per non far mancare a nessuno la festa. Perciò, il 18 maggio prossimo verrà lanciato il sito dedicato, tutte le informazioni su [QUI].

Il Cardinale Joseph Zen è stato arrestato dalla Polizia di Sicurezza Nazionale di Hong Kong

Apprendiamo la pessima notizia – che il novantenne Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, S.D.B., Vescovo emerito di Hong Kong, è stato arrestato dalle autorità cinesi – dall’amico e collega Marco Tosatti, riportando sul suo blog Stilum Curiae la notizia data dal South China Morning Post [QUI]. Da quanto si apprende, l’arresto è avvenuto nel contesto dell’indagine delle Forze dell’ordine cinesi che si concentra sull’eventuale “collusione” del 612 Humanitarian Relief Fund con forze straniere, in violazione della draconiana legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nell’estate 2020.

Papa Francesco:Giuditta un’anziana coraggiosa

“Rivolgo un pensiero speciale al popolo dello Sri Lanka, in particolare ai giovani che negli ultimi tempi hanno fatto sentire il loro grido di fronte alle sfide e ai problemi sociali ed economici del Paese. Mi unisco a quelle autorità religiose nell’esortare tutte le parti in causa a mantenere un atteggiamento pacifico, senza cedere alla violenza. Faccio appello a tutti coloro che hanno responsabilità, perché ascoltino le aspirazioni della gente garantendo il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà civili”.

Papa Francesco invita a vivere accanto all’umanità la liturgia

Nonostante il problema alla gamba papa Francesco continua ad incontrare persone come ha fatto sabato sccorso con l’udienza a professori e studenti del Pontificio Istituto Liturgico in occasione del 60° anniversario della sua fondazione, ricordando come avvenne la ‘nascita’ sull’onda del Concilio Vaticano II:

9 maggio 1978. Viene ritrovato il corpo di Aldo Moro in via Caetani a Roma. Alla Camera dei Deputati gli scatti di Gianni Giansanti del ritrovamento

Dal 9 al 13 maggio 2022 la Camera dei Deputati ospita la mostra Lì troverete una Renault 4 rossa. L’Affaire Moro negli scatti di Gianni Giansanti: venti fotografie del compianto amico e fotogiornalista Gianni Giansanti, per ricordare il tragico evento del ritrovamento del corpo di Aldo Moro nel giorno di oggi del 1978.

Papa Francesco invita a non alimentare le divisioni

A conclusione della sessione plenaria del Pontifico Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani papa Francesco ha sottolineato la necessità di un cammino sinodale, dopo il periodo pandemico per comprendere l’appartenenza ad un’unica famiglia cristiana:

“Un primo significativo risultato ecumenico della pandemia è stata la rinnovata consapevolezza di appartenere tutti all’unica famiglia cristiana, consapevolezza radicata nell’esperienza di condividere la medesima fragilità e di poter confidare solamente nell’aiuto che viene da Dio.

Paradossalmente, la pandemia, che ci ha costretti a mantenere le distanze gli uni dagli altri, ci ha fatto comprendere quanto in realtà siamo vicini gli uni agli altri e quanto siamo responsabili gli uni degli altri.

E’ fondamentale continuare a coltivare questa consapevolezza, e far scaturire da essa iniziative che rendano esplicito e accrescano questo sentimento di fratellanza. E su questo vorrei sottolineare: oggi per un cristiano non è possibile, non è praticabile andare da solo con la propria confessione. O andiamo insieme, tutte le confessioni fraterne, o non si cammina”.

Per il papa l’ecumenismo è un passo verso un cammino di fede che da soli si resta isolati: “Oggi la coscienza dell’ecumenismo è tale che non si può pensare di andare nel cammino della fede senza la compagnia dei fratelli e delle sorelle di altre Chiese o comunità ecclesiali. E questa è una grande cosa. Soli, mai. Non possiamo. E’ facile, infatti, dimenticare questa profonda verità.

Quando ciò accade alle Comunità cristiane, ci si espone seriamente al rischio della presunzione di autosufficienza e della autoreferenzialità, che sono gravi ostacoli per l’ecumenismo.

E noi lo vediamo. In alcuni Paesi ci sono certe riprese egocentriche (per così dire) di alcune comunità cristiane che sono un tornare indietro e non potere avanzare. Oggi, o si cammina tutti insieme o non si può camminare. E’ una verità e una grazia di Dio questa coscienza”.

Ed il riferimento non poteva che essere alla guerra in Ucraina ed alle altre guerre nel mondo: “Dopo la fine della seconda guerra mondiale non sono mai mancate guerre regionali – tante! Pensiamo al Ruanda, per esempio, 30 anni fa, per dirne una, ma pensiamo al Myanmar, pensiamo…

Ma poiché sono lontane, noi non le vediamo, mentre questa è vicina e ci fa reagire, tanto che io ho spesso parlato di una terza guerra mondiale a pezzetti, sparsa un po’ ovunque.

Tuttavia, questa guerra, crudele e insensata come ogni guerra, ha una dimensione maggiore e minaccia il mondo intero, e non può non interpellare la coscienza di ogni cristiano e di ciascuna Chiesa. Dobbiamo chiederci: cosa hanno fatto e cosa possono fare le Chiese per contribuire allo ‘sviluppo di una comunità mondiale, capace di realizzare la fraternità a partire da popoli e nazioni che vivano l’amicizia sociale’? E’ una domanda a cui dobbiamo pensare insieme”.

Un richiamo a non alimentare le divisioni: “Nel secolo scorso, la consapevolezza che lo scandalo della divisione dei cristiani avesse un peso storico nel generare il male che ha avvelenato il mondo di lutti e ingiustizie aveva mosso le comunità credenti, sotto la guida dello Spirito Santo, a desiderare l’unità per cui il Signore ha pregato e ha dato la vita. Oggi, di fronte alla barbarie della guerra, questo anelito all’unità va nuovamente alimentato. Ignorare le divisioni tra i cristiani, per abitudine o per rassegnazione, significa tollerare quell’inquinamento dei cuori che rende fertile il terreno per i conflitti”.

Compito dell’ecumenismo è l’annuncio del vangelo della pace: “L’annuncio del vangelo della pace, quel vangelo che disarma i cuori prima ancora che gli eserciti, sarà più credibile solo se annunciato da cristiani finalmente riconciliati in Gesù, Principe della pace; cristiani animati dal suo messaggio di amore e fraternità universale, che travalica i confini della propria comunità e della propria nazione.

Torniamo su quello che ho detto: oggi, o camminiamo insieme o rimarremo fermi. Non si può camminare da soli. Ma non perché è moderno, no: perché lo Spirito Santo ha suscitato questo senso dell’ecumenismo e della fratellanza”.

Inoltre il papa ha plaudito alle iniziative ecumeniche che si pensano per l’anniversario del Concilio Ecumenico di Nicea, che ricorre nel 2025: “Nonostante le travagliate vicende della sua preparazione e soprattutto del successivo lungo periodo di recezione, il primo Concilio ecumenico è stato un evento di riconciliazione per la Chiesa, che in modo sinodale riaffermò la sua unità intorno alla professione della propria fede.

Lo stile e le decisioni del Concilio di Nicea devono illuminare l’attuale cammino ecumenico e far maturare nuovi passi concreti verso la meta del pieno ristabilimento dell’unità dei cristiani. Dato che il 1700° anniversario del primo Concilio di Nicea coincide con l’anno giubilare, auspico che la celebrazione del prossimo giubileo abbia una rilevante dimensione ecumenica”.

Il discorso del papa è un invito ad un cammino insieme: “Andare avanti, camminare insieme. E’ vero che il lavoro teologico è molto importante e dobbiamo riflettere, ma non possiamo aspettare di fare il cammino di unità finché i teologi si mettono d’accordo.

Una volta un grande teologo ortodosso mi disse che lui sapeva quando i teologi saranno d’accordo. Quando? Il giorno dopo il giudizio finale, mi ha detto. Ma nel frattempo? Camminare come fratelli, nella preghiera insieme, nelle opere di carità, nella ricerca della verità. Come fratelli. E questa fratellanza è per tutti noi”.

(Fonte: Santa Sede)

Madre di misericordia, vita, dolcezza, speranza, clemente, pia, dolce Vergine di Pompei aiutaci!

Come da tradizione, l’8 maggio – il primo di due appuntamenti, l’altro è la Prima domenica di ottobre – si recita la Supplica alla Madonna di Pompei, celebrazione religiosa tra le più attese in Campania, ma non solo, che si tiene nel Pontificio Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei.

Papa Francesco: la fede non è una serie di regole

Nella catechesi odierna papa Francesco, riflettendo sempre sulla vecchiaia, ha affrontato il tema della coerenza nella fede, presentando la coerenza di Eleazaro, vissuto sotto la persecuzione di Antioco Epifane:

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