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Papa Francesco: Cristo è la nuova alba

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Nel messaggio ‘Urbe et Orbi’ pasquale papa Francesco ha ricordato a tutti che la Chiesa, da due millenni, annuncia al mondo che la resurrezione di Cristo è la liberazione per il mondo dalla schiavitù del peccato:

I 90 anni di Joseph Ratzinger

Benedetto XVI celebra il rito delle ceneri a San Pietro
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Un lunghissimo applauso in onore del papa emerito Benedetto XVI ha dato inizio all’evento per i suoi 90 anni, promosso dalla Fondazione Vaticana a lui intitolata, svoltosi nei giorni scorsi a Roma nell’Aula Magna dell’Istituto Patristico Augustinianum, aperto dai saluti del preside, p. Giuseppe Caruso, e del direttore della Libreria Editrice Vaticana, don Giuseppe Costa.

Papa Francesco invita a usare bene le biotecnologie

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Nell’udienza concessa ai membri del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita, papa Francesco ha lanciato il monito di usare bene le biotecnologie per un servizio di una vita dignitosa per tutti e vi sia armonia fra le istanze scientifiche, economiche ed etiche, in quanto l’uomo è chiamato a coltivare e a custodire il giardino del mondo, come dice il racconto della Genesi.

Papa Francesco chiede ai giovani la speranza di rischiare

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Sabato 8 aprile papa Francesco ha presieduto a Roma nella basilica di santa Maria Maggiore la Veglia di preghiera in preparazione alla Giornata della Gioventù di Panama e del Sinodo 2018 dedicato ai giovani, sul tema della Gmg del 2019, ‘Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente’. Infatti da quest’anno è la Vergine ad ispirare i temi di questa e delle prossime Giornate.

La Chiesa ha sempre difeso la libertà religiosa

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“Nell’ultimo periodo, su scala mondiale, senza eccezione per il continente europeo, si è testimoni di come il rispetto per la libertà religiosa viene sovente compromesso, con un preoccupante peggioramento delle condizioni di tale libertà fondamentale, che in diversi casi ha raggiunto il grado di una persecuzione aperta, in cui sempre più spesso i cristiani sono le prime vittime, benché non le sole”:

A Dublino l’incontro mondiale della famiglia, gioia del mondo

Città del Vaticano 26 ottobre 2013. Il Santo Padre Papa Francesco incontra le Famiglie.
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Il IX Incontro Mondiale delle Famiglie si svolgerà dal 21 al 26 agosto 2018 a Dublino sul tema: ‘Il Vangelo della Famiglia: gioia per il mondo’: “E riguardo a tale tematica e al suo sviluppo vorrei offrire alcune indicazioni più precise. E’ infatti mio desiderio che le famiglie abbiano modo di approfondire la loro riflessione e la loro condivisione sui contenuti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris laetitia”, ha scritto papa Francesco nella lettera di convocazione.

A Mirandola papa Francesco narra la presenza del Padre

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Al termine della Santa Messa in piazza Martiri a Carpi, a cui ha partecipato circa 70.000 fedeli, papa Francesco ha benedetto i fedeli e le prime pietre, poste ai piedi della pedana-presbiterio, di quattro edifici della diocesi di Carpi che saranno costruiti ex novo: la chiesa nuova di Sant’Agata di Cibeno a Carpi.

Il Papa a Carpi: abbandonare l’atmosfera del sepolcro per una nuova stabilità

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Lì, dove tutto sembra finito, e tutt’intorno è solo pianto e desolazione, «anche Gesù è scosso dal mistero drammatico della perdita di una persona cara. […] È questo il cuore di Dio: lontano dal male ma vicino a chi soffre; non fa scomparire il male magicamente, ma con-patisce la sofferenza, la fa propria e la trasforma abitandola». Sono queste le parole che Papa Francesco rivolge ai cittadini di Carpi – comune italiano di 71 080 abitanti della provincia di Modena in Emilia-Romagna, colpito cinque anni fa dal terremoto – durante la Concelebrazione Eucaristica in piazza Martiri, dove sul sagrato della Cattedrale è stato collocato l’altare, di fronte a 15.000 posti a sedere.

Il Pontefice prende spunto dall’episodio evangelico della risurrezione di Lazzaro per spiegare ai presenti che Gesù, di fronte alla desolazione generale per la morte dell’amico Lazzaro, «non si lascia trasportare dallo sconforto. Pur soffrendo Egli stesso, chiede che si creda fermamente; non si rinchiude nel pianto, ma, commosso, si mette in cammino verso il sepolcro». Gesù non si lascia coinvolgere dal clima di emotività che nella sofferenza, spesso, rischia di travolgerci, ma prega con fiducia il Padre. «Così – precisa Papa Francesco –, nel mistero della sofferenza, di fronte al quale il pensiero e il progresso si infrangono come mosche sul vetro, Gesù ci offre l’esempio di come comportarci: non fugge la sofferenza, che appartiene a questa vita, ma non si fa imprigionare dal pessimismo».

I cittadini di Carpi ascoltano con attenzione le parole del Successore di Pietro, e probabilmente attraverso la riflessione del Papa rileggono il dramma della sofferenza e della desolazione vissuta nei giorni del terremoto.

Attorno al sepolcro di Lazzaro ogni cristiano è chiamato ad operare una scelta. Se da una parte c’è la grande delusione, la precarietà della nostra vita mortale, dall’altra parte c’è la speranza che vince la morte. «Anche noi – afferma Bergoglio – siamo invitati a decidere da che parte stare. Si può stare dalla parte del sepolcro oppure dalla parte di Gesù. C’è chi si lascia chiudere nella tristezza e chi si apre alla speranza. C’è chi resta intrappolato nelle macerie della vita e chi, come voi, con l’aiuto di Dio solleva le macerie e ricostruisce con paziente speranza».

Il Papa – di fronte ai grandi “perché” della vita – esorta tutti a non guardare malinconicamente i sepolcri di ieri e di oggi, perché «ciascuno di noi ha già un piccolo sepolcro, qualche zona un po’ morta dentro il cuore: una ferita, un torto subìto o fatto, un rancore che non dà tregua, un rimorso che ritorna, un peccato che non si riesce a superare. Individuiamo oggi questi nostri sepolcri e invitiamo Gesù». Il Pontefice invita anche ad uscire da quelle profonde ferite che amareggiano il cuore, senza rimuginare e sprofondare nell’angoscia, e a trovare in Cristo una nuova stabilità; «Non lasciamoci imprigionare dalla tentazione di rimanere soli e sfiduciati a piangerci addosso per quello che ci succede; non cediamo alla logica inutile e inconcludente della paura, al ripetere rassegnato che va tutto male e niente è più come una volta. Questa è l’atmosfera del sepolcro; il Signore desidera invece aprire la via della vita, quella dell’incontro con Lui, della fiducia in Lui, della risurrezione del cuore».

“Togliete la pietra!”, dice Gesù, «per quanto pesante sia il passato – ricorda infine Papa Francesco –, grande il peccato, forte la vergogna, non sbarriamo mai l’ingresso al Signore. Togliamo davanti a Lui quella pietra che Gli impedisce di entrare: è questo il tempo favorevole per rimuovere il nostro peccato, il nostro attaccamento alle vanità mondane, l’orgoglio che ci blocca l’anima».

Al termine della Messa, Papa Francesco, dopo la pausa del pranzo, incontrerà i Sacerdoti diocesani, i Religiosi e le Religiose, i Seminaristi nella Cappella del Seminario.

Foto: CTV

Papa Francesco delinea il compito dell’Europa

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Nei giorni scorsi a Roma sono stati commemorati i 60 anni dei Trattati di Roma, prima pietra dell’Unione Europea, con l’apposizione delle firme in calce alla Dichiarazione di Roma: quelle dei 27 leader dei Paesi europei più i 3 rappresentanti delle istituzioni di Bruxelles (Juncker, Tusk e Tajani). Ora si tratta di dare rilevanza di questa agenda, che non ha la forza di un vero Trattato come quelli del 1957 quando si creò l’embrione dell’Unione, ma fissa il principio che gli Stati che lo vorranno potranno procedere insieme su singoli punti.

La ‘Populorum progressio’ traccia il progresso integrale dell’umanità

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Lo sviluppo dei popoli, in modo particolare di quelli che lottano per liberarsi dal giogo della fame, della miseria, delle malattie endemiche, dell’ignoranza; che cercano una partecipazione più larga ai frutti della civiltà, una più attiva valorizzazione delle loro qualità umane; che si muovono con decisione verso la meta di un loro pieno rigoglio, è oggetto di attenta osservazione da parte della chiesa.