Gli editoriali

Santi come noi

Due Papi santi e, oggi lo sappiamo di certo, due Papi a concelebrare. Davvero la giornata dei quattro Papi sarà un evento difficilmente ripetibile.

Eppure per i fedeli che ogni giorno vanno in chiesa, i ragazzi che frequentano il catechismo, i pellegrini della Eucarestia in ogni parte del mondo, non è un evento eccezionale. Perché l’evento vero è quello che accade ogni volta che in una chiesetta sperduta il pane diventa Corpo di Cristo. L’evento degli eventi. E questo lo dobbiamo ricordare in questi giorni santi non per sminuire quello che viviamo, ma al contrario per renderlo fruttuoso e fecondo per tutti coloro che avranno partecipato.

Non si serve la Chiesa creando contrapposizioni

Due libri e due papi, uno santo e uno che ancora non si sa. A cantare le lodi di Francesco c’è la borghesia che non vuole essere borghese e cerca di pensare “moderno”, ma in effetti torna al “vecchio”. A parlare di fede e preghiera ci sono gli amici di Giovanni Paolo II ora santo.

Succede a Roma in un pomeriggio che sembra già estate, in un quartiere che ormai è il palcoscenico del mondo mediatico. Da una parte si parla di Giovanni Paolo II, dall’altra di Francesco. Si presentano due libri. Sembra quasi una contrapposizione voluta. E in effetti i due non potrebbero essere più diversi. Non solo per il tratto storico della loro vita, ma anche per la loro ecclesiologia e per la loro lettura del Concilio Vaticano II. Ma soprattutto per la lettura che ne danno alcuni media, alcuni ecclesiastici, e molti “lontani”.

Papa Francesco, i giovani e la povertà del peccato

“Anche questa è una povertà: la povertà del peccato.” Papa Francesco lo dice ai giovani fiamminghi che, accompagnati dal vescovo di Gent, lo sono andati a trovare in Vaticano. Le domande sono quelle che ti aspetti da giovani di un paese ricco e secolarizzato.

Un anno con Papa Francesco, che non è una pop star

É passato un solo anno e di fatto sembra molto di più. Perché Papa Francesco fin dalla sua elezione ci ha travolto con il suo modo informale e latinoamericano di fare. Tante cose da scrivere, novità nel linguaggio, gesti da decifrare, e un programma di pontificato da comprendere. Perché dalle molte cose che ogni giorno dovevamo raccontare, telefonate agli amici, abbigliamento, abbracci alla gente  e proverbi argentini, non riuscivamo a capire bene quale fosse la linea del pontificato.
In effetti era più semplice di quanto immaginassimo. E’ il Vangelo e il Magistero della Chiesa. Tradizione e Vangelo. Niente rivoluzione, nessuno stravolgimento, se non nello stile. 

Müller, Gutiérrez e la teologia “liberata”

Vederli vicini fa un certo effetto. Padre Gustavo Gutiérrez il domenicano peruviano tra i padri della teologia della liberazione, classe 1928 è piccolino, vivacissimo, irrefrenabile. Al suo fianco il neo cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede Gerhard Müller alto, imponente (lo chiamano il marine della curia), posato e con indosso il poncho che gli ha appena regalato il presidente dei vescovi del Perù. Una foto che fa storia. L’occasione è la presentazione di un libro con saggi dei due teologi, il tema proprio la teologia della liberazione. “Povera per i poveri. La missione della Chiesa” è un libro che potrebbe segnare una svolta epocale. Pubblicato dalla Libreria editrice vaticana ha la prefazione di Papa Francesco. Questi tre nomi nello stesso volume bastano a far venire la voglia di leggerlo. Ma a renderlo ancora più interessante è il racconto della amicizia e collaborazione tra il tedesco e il peruviano.

Concistoro sulla famiglia: in attesa di capire

Diciamoci la verità, di cose nuove non ce ne sono molte. Il Concistoro straordinario ha rimesso sul tavolo le solite questioni ormai un po’ ammuffite sul tema “famiglia” senza affrontare i problemi davvero gravi. La relazione introduttiva del Cardinale Kasper è stata di “ampio respiro”, una larga visione sulla antropologia cristiana della famiglia, una serie di citazioni di testi ormai classici sul tema della famiglia e la questione, che sembra la sola ad interessare, della pastorale per i divorziati risposati.

Il Papa e i cardinali, ancora in ascolto

Una settimana strana quella che si sta vivendo Oltretevere. Si perché se da una parte c’è grande fermento e attesa per le riunioni presiedute dal Papa giorno dopo giorno, aumenta anche la convinzione che in effetti non sta succedendo un gran che. La situazione è in stallo e dopo l’entusiasmo dei primi mesi dopo la creazione da parte del Papa delle commissioni e dei consigli che sembravano dover cambiare il mondo la Chiesa e il Vangelo in poche battute, ora si torna alla realtà. Una riforma seria ha bisogno di tempo e di riflessione. E anche di esperti. Non di agenzie di consulenza.

La rinuncia profetica di Benedetto XVI

Abbiamo scelto di non raccontare quello che pensiamo noi, ma quello che pensa il Papa.  In questo giorno così inatteso da ricordare, un anno dalla rinuncia di un Pontefice, ognuno di noi potrebbe ripercorrere le ore convulse della giornata, il tempo inclemente di un pomeriggio di febbraio, oppure si potrebbe ricordare chi è arrivato primo a dare la notizia del secolo, o chi per primo aveva intuito che sarebbe successo. Dietrologie complottiste che sembrano avere ancora squarci di futuro potrebbero prendere pagine e pagine. Inutilmente. Abbiamo scelto di raccontarvi il Papa. Pagine già lette che per sembrano lontane. Pagine dimenticate dalla velocità della comunicazione che non lascia più spazio al ragionamento. Pagine personali che ognuno ha deciso di  rileggere, temi che sembrano esser spariti dalla vita della Chiesa e che invece sono sempre prepotentemente attuali.

La Quaresima della Chiesa

Lunedi 3 febbraio ho avuto  l’onore di presentare il libro “La Quaresima della Chiesa” (Tau Editrice) di Andrea Gagliarducci e Marco Mancini. Entrambi fanno parte della squadra di Korazym.org.  Ecco alcuni punti  del mio testo di  presentazione. 

Quando pensiamo alla Quaresima i laici immaginano una cosa lunga e triste, i cattolici vedono un tempo forte della liturgia che prepara alla luce della Pasqua. E in effetti quei poco più di quaranta giorni che lo scorso anno abbiamo vissuto tra l’ 11 febbraio, e il 13 marzo e poi fino a Pasqua, sono stati davvero una Quaresima. E in entrambi i sensi.

Ebrei e cristiani dovranno ritrovarsi: l’amicizia di Lolek e Jurek

Un giorno ebrei e cristiani dovranno ritrovarsi. La frase non era proprio così nel manoscritto dell’ autore. Ma Gianfranco Svidercoschi la rilettura del testo del suo racconto di una amicizia tra un cattolico e un ebreo l’aveva fatta fare a Giovanni Paolo II. Era lui, il Papa polacco, uno dei due protagonisti della storia. L’altro, Jerzy Kluger, ebreo polacco, ingegnere del giovane Lolek aveva perso le tracce con la guerra. Si erano ritrovati anni e anni dopo a Roma, e poi grazie ad un giornalista raccontano la loro storia.  Svidercoschi appunto. Prima un articolo, poi un libro, e nel libro una unica correzione. Ebrei e cristiani devono riabbracciarsi aveva scritto il giornalista. E il Papa cancella e scrive: ritrovarsi.

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