Gli editoriali

Il Papa compie gli anni, ecco il nostro regalo

Papa Francesco compie 78 anni e festeggia in piazza con la gente all’udienza generale.

Festa di popolo, canti e cori, selfie e altro. Ma quanto hanno ascoltato e ascoltano cosa davvero dice  Jorge Mario Bergoglio? Lui stesso in diverse occasioni ha detto che i media hanno stravolto la realtà delle cose. E usa le interviste per correggere mitologie cresciute come i funghi che cercano di strattonarlo per portarlo a favore di una parte o di un’altra.

Noi di Korazym abbiamo deciso di fare al Papa il regalo di non fraintenderlo. Di non usare la sue frasi semplici e d’effetto come spiegazione di una “dottrina alternativa” che non c’è.

Joseph Ratzinger, un teologo fedele al Magistero dei Papi

Era il 1972, il Concilio Vaticano II era stato appena concluso. Ed aveva aperto molte porte. Un Concilio pastorale certo, ma che dalla pastorale aveva investito molte questioni dottrinali. Che erano rimaste aperte. E non solo sul dialogo ecumenico o interreligioso, sulla libertà religiosa o sulla dottrina sociale, ma anche su temi più quotidiani come la famiglia.

Così il compiuto era passato dai vescovi ai teologi. La Chiesa era in piena sperimentazione. Il ’68 in effetti era nato prima nella Chiesa con i fermenti che erano arrivati al Concilio.

Ora, dopo la celebrazione della Assise, si doveva rimettere ordine. Tra i teologi che in quel post Concilio lavoravano per presentare delle idee c’era anche Joseph Ratzinger e anche lui entrò nel grande laboratorio di idee post conciliare. E anche sul tema ancora in piena discussione e sempre caldo della piena partecipazione alla Eucarestia dei divorziati risposati civilmente.

Giustizia e carità per le nullità matrimoniali, cosa ha detto il Papa

Poche parole improvvisate che però hanno avuto un’eco molto vasta. Mercoledì mattina 5 novembre Papa Francesco ha incontrato i partecipanti al Corso che la Rota Romana organizza dal 2011, da quando con il motu proprio Quaerit Semper Papa Benedetto XVI l’ha resa competente nei procedimenti di dispensa del matrimonio rato e non consumato e nelle cause di nullità della Sacra Ordinazione.

“Visto che da diverse Nazioni il ricorso a questa Grazia Pontificia per i matrimoni non consumati è molto ridotto, se non proprio assente- si legge nella nota della Rota Roma- si è pensato di offrire una nuova forma del Corso di formazione, già da molti anni esistente prima presso la Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e poi dal 2011 presso la Rota Romana, condensato nell’arco di una settimana. 

Il Corso è destinato agli Officiali di Curia o dei Tribunali Ecclesiastici Regionali e Diocesani, agli studenti delle Facoltà di Diritto Canonico nei cui piani di studio è riconosciuto come disciplina speciale e a coloro che sono impegnati nei consultori Familiari.”

Papa Francesco ha ricordato alcuni punti fondamentali: la necessità di una giustizia certa, rapida ed accessibile a tutti nelle questioni matrimoniali.

Un sinodo tutto da capire

Strano questo Sinodo straordinario appena concluso. Una formula che era stata abbandonata nel 1985. Due settimane sono poche per ragionare, e i presidenti delle Conferenze episcopali non sempre sono i più adatti a discutere. Sono abituati a mediare più che a portare idee. Molti dei sinodali è chiaro che un sinodo non lo avevano mai seguito. Ed è stato evidente che un gruppetto lo voleva guidare senza lasciare spazio alle alternative. Cominciamo dalla poca trasparenza. Scegliere di non pubblicare i singoli interventi ha messo in difficoltà parecchi vescovi. Perché i loro fedeli volevano sapere e seguire lo sviluppo del dibattito e soprattutto chi aveva detto cosa. Cosa che del resto si era saputa per decenni. Il Bollettino del Sinodo è base e fonte per la storia della Chiesa.

Sinodo, primo capitolo, aspettando le novità

Il sinodo è arrivato al primo giro di boa. Ma la gente non ne riesce a capire molto. L’esperimento informativo in corso ha contraddetto gli effetti di decenni di organizzazione informativa che metteva a disposizione del Popolo di Dio il dibattito in aula.

Così i media sono sempre più creativi, soprattutto quelli laici, e la gente legge resoconti sempre meno attendibili. Inoltre sembra che nella assemblea straordinaria dedicata alla famiglia e alla evangelizzazione, si parli invece solo di divorziati risposati.

I vescovi europei in attesa del Sinodo pregano per la pace

Partiamo da lì, dall’appello che i vescovi europei consegnano al mondo alla fine dei lavori della Plenaria. Ucraina e Medio Oriente e “altri paesi europei che attraversano  gravissime difficoltà con un alto numero di vittime e di profughi.”

Il prossimo anno sarà la Terra Santa ad ospitare la plenaria del CCEE, e intanto la presidenza della CEI sarà dal 2 al 4 novembre a Gaza. Con gli occhi bene aperti e con la convinzione che “ovunque, le situazioni sono segnate dal comune denominatore della complessità, dalla violenza, dalla sofferenza dei più deboli, dall’incertezza sul futuro.”  Preghiera, come prima cosa, ma anche un incoraggiamento alle “comunità cristiane dei diversi paesi ad intensificare la loro opera di conciliazione e di pace portando il loro contributo per soluzioni giuste e tempestive.”

Sinodo, la prima prova del Pontificato di Francesco

Ormai è chiaro: al Sinodo ci sarà battaglia. La lista dei partecipanti è assai nutrita per una assemblea  straordinaria, il tempo dei lavori breve e ancora non sappiamo quali saranno le novità procedurali, e se l’ Ordo Synodi sarà formalmente cambiato o no. Ma quello che è certo è che fuori del Sinodo si sta svolgendo un altro tipo di dibattito che forse avrà una eco anche nell’ Assemblea.

Creatività, obbedienza e gioia, come essere buoni preti secondo Papa Francesco

Nel linguaggio di Papa Francesco c’è una parola che ritorna spesso: creatività. Non è certo un modo per incoraggiare una “fantasia” che allontana dalla vera fede, quanto piuttosto un modo per ricordare a tutti, ma in particolare ai sacerdoti, che lo Spirito Santo agisce in noi tramite questa umanissima caratteristica. Insomma essere creativi per il Papa significa essere in ascolto della Parola di Dio. Questo ascolto però si esercita in diversi modi. Con l’ascolto vero e proprio, ma soprattutto con quella apertura di cuore che per un sacerdote si deve unire alla obbedienza alla Chiesa Madre e Gerarchica, come ama spesso ripetere Papa Francesco alla scuola di Ignazio.

A proposito di un’intervista: qualche domanda a Scalfari, al Papa e agli amici giornalisti

Pomeriggio d’estate, Roma è sonnolenta, i giornali riportano le notizie drammatiche di guerra in Medio Oriente, di terrorismo, di dolore e di politica sempre più stanca. Anche i vaticanisti cercano tranquillità in attesa della tappa apostolica in Asia di Papa Francesco. Ma il Papa non li lascia dormire sonni tranquilli. Così una domenica mattina appare su un giornale romano una ennesima puntata di una telenovela che sembrava finita. L’ultra novantenne Eugenio Scalfari racconta il suo incontro con il Papa. E lo fa a modo suo. Tanto che dalla Sala Stampa della Santa Sede arrivano subito smentita e rettifica. E non è la prima volta. I temi sono delicati, difficili. E’ la seconda volta che succede. L’entourage del Papa parla di “colloquio privato”, ma Scalfari pubblica tutto e si vanta di non prendere appunti, di non avere il registratore, di non avere dato il testo da rileggere. Insomma sono parole e ricordi tutti suoi che però cita tra virgolette.

In attesa del temporale che si annuncia con nuvoloni neri dietro la cupola di san Pietro ne parlo con Gian Franco Svidercoschi. Il Vaticano lo conosce dai tempi del Concilio, è stato amico e biografo di San Giovanni Paolo II, e continua a scrivere libri nei quali si interroga su dove sta andando la Chiesa. 

Lo strumento di lavoro del Sinodo, in attesa di profezia

Il risultato di un sondaggio non è certo un documento esaltante. Anche perché coloro che seguono la vita dalla Chiesa e della società possono prevedere largamente le risposte a certe questioni. Così lo Strumento di Lavoro per il Sinodo sulla famiglia del prossimo ottobre non riserva particolari sorprese. La casistica è ampia (ma il Papa non aveva detto che non voleva la casistica?), sono enunciate le diverse situazioni in cui la famiglia è in difficoltà. Dalle guerre alle migrazioni alla vita sessuale i temi sono sempre gli stessi. da secoli.

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