Gli editoriali

Papa Francesco invita ad imitare il curato d’Ars

Nell’Angelus della prima domenica di agosto papa Francesco ha ricordato che la ricchezza mal utilizzata allontana da Dio: “La conclusione della parabola, formulata dall’evangelista, è di singolare efficacia: ‘Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio’.

Il papa autorizza i pellegrinaggi a Medjugorje

Nella scorsa settimana, rispondendo alle domande di alcuni giornalisti, il direttore ‘ad interim’ della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, ha affermato che il papa ha autorizzato diocesi e parrocchie ad organizzare pellegrinaggi a Medjugorje: “Come annunciato congiuntamente da mons. Henryk Hoser, Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje e dalla Nunziatura Apostolica a Sarajevo, il Santo Padre ha disposto che sia possibile organizzare i pellegrinaggi a Medjugorje.

Papa Francesco: far ardere il cuore

“Santità, nello scorrere dei giorni ci sono date che diventano occasione per esprimere alla persona amata un ringraziamento e un augurio. Così, l’odierno anniversario della Sua elezione a Vescovo di Roma diventa motivo di gratitudine per i processi che ha saputo avviare nella Chiesa con l’eloquenza della Sua testimonianza.

8 marzo: la donna è forza democratica di pace

In occasione della festa della donna, ricevendo in udienza i membri dell’American Jewish Committee, papa Francesco ha affermato che ‘la pace è donna’: “Oggi, 8 marzo, vorrei anche dire qualcosa sul contributo insostituibile della donna nel costruire un mondo che sia casa per tutti. La donna è colei che fa bello il mondo, che lo custodisce e mantiene in vita.

Il papa sottolinea il valore della vita nel settore sanitario

Fino a sabato 18 novembre nell’aula sinodale della Santa Sede si è svolto il seminario sulla ‘Disparità globali in materia sanitaria’, organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e la Confederazione Internazionale delle Istituzioni Sanitarie Cattoliche. Nell’invio del messaggio al card. Turkson papa Francesco ha sottolineato i progressi ottenuti nel campo sanitario a favore dei poveri:

Due anni con Papa Francesco: icona pop o Romano Pontefice?

Il Papa dei poveri, il Papa della misericordia, il Papa delle periferie, il Papa che scuote la Chiesa, il Papa che piace alla gente…

Quanti ne abbiamo letti di questi titoli in due anni! Ma davvero Papa Francesco, a secolo Jorge Bergoglio, è una specie di “icona pop” che serve solo a fare campagna mediatica per l’immagine della Chiesa cattolica? Io penso che il Papa sia bene altro. Gli stessi media che hanno massacrato Benedetto XVI con della cattiverie banali, senza minimamente pensare a cosa davvero facesse per la Chiesa, ora esaltano Francesco. Il sospetto è che l’unico scopo sia quello di mettere in difficoltà la Chiesa cattolica che è il Popolo di Dio con il Papa, i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e i  laici, come ci ricorda il Concilio Vaticano II.

Müller: la riforma della curia e la “romanità” della Chiesa cattolica

“ La Curia non è una mera struttura amministrativa, ma essenzialmente un’istituzione spirituale radicata nella missione specifica della Chiesa di Roma, santificata dal martirio degli apostoli Pietro e Paolo.” A scriverlo, alla vigilia del concistoro in cui si parlerà proprio di riforma della Curia è il cardinale Gerhard Müller, Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede che mette le basi teologiche del concetto stesso di riforma. Mentre le voci e i sussuri nei corridoi vaticani, molte le voci e le ipotesi nelle pagine dei giornali su come sarà la Curia che ha in mente Papa Francesco. Ma in effetti nulla di tutto questo è di fatto quello che Papa Francesco ha in mente. Ed è invece il cammino della “demondanizzazione” indicato da Benedetto XVI che Francesco segue. Il cardinale lo spiega ripercorrendo in pochi tratti il tema della collegialità e della sinodalità alla luce del Concilio Vaticano II in un lungo articolo sull’ Osservatore Romano.

Un Papa “americano” al congresso degli Stati Uniti

Ormai è una consuetudine quella delle visite istituzionali dei Pontifici a parlamenti e Assemblee sovranazionali. E Papa Francesco prosegue la via aperta da Paolo VI negli anni del Concilio e percorsa con passione dai suoi successori. Dopo Giovanni Paolo II che parlò al palamento polacco e a quello italiano, dopo Benedetto XVI che fece un memorabile discorso a quello tedesco, arriva il turno di un Papa americano in America. E poco importa infondo se Francesco viene dal sud del continente e gli Stati Uniti sono il nord. La vista di Francesco al Congresso Usa il prossimo 24 settembre indica soprattutto un cambiamento di attenzione dall’ Europa all’ America.

L’Asia di Francesco, un inno alla famiglia

É stato Paolo VI il primo Papa contemporaneo ad andare in Asia, il primo a visitare le Filippine, terra cattolica in un continente dove le religioni tradizionali sono altre. E proprio di Paolo VI il suo successore Francesco ha parlato a Manila, nel viaggio che ha riportato un Papa dopo venti anni nell’arcipelago. Giovanni Paolo II ha visitato due volte Manila, e Benedetto XVI aveva nel suo cuore un viaggio in Asia che non è riuscito ad organizzare. Ha affrontato viaggi più brevi e certo meno faticosi fisicamente, ma ha scelto le mete più impegnative in Europa, in Africa e in Medio Oriente, che avrebbero portato meno gente in piazza. Francesco ama le masse, le folle oceaniche che lo applaudono quando scherza e fa battute, o quando dice che bisogna imparare a piangere quando siamo colpiti dalla sofferenza. E molti si fermano lì. A quelle immagini, a quei gesti, alle foto degli abbracci. Ma Francesco non si ferma agli abbracci.

2014, l’anno della canonizzazione del Papa del genio femminile

Il 2014 è stato l’anno della canonizzazione di Giovanni Paolo II. Per noi vaticanisti che ne abbiamo raccontato il pontificato è stata una emozione particolarissima. E ancora più per noi donne. Per Karol Wojtyła il genio femminile è stato qualcosa di grande e profondo da spiegare, non solo uno slogan mediatico.  Per questo ho scelto di pubblicare il capitolo del libro ” Giovanni Paolo II raccontato da chi lo ha raccontato” edito dalla TAU per la canonizzazione, che ho scritto pensando allo ” zio Lolek” come amava farsi chiamare dai giovani.  

Con il pontificato di Giovanni Paolo II inizia una vera novità: nasce la figura della vaticanista donna. Ormai sembra normale a tutti che ci siano donne che si occupano di cronaca vaticana, ma non era così negli anni ’70. Ma per Wojtyła la donna è complementare all’uomo. Ed ecco un altro patto, più nascosto forse, meno esplicito e con conseguenze pratiche meno evidenti, ma che hanno aperto una strada che fino a poco fa sembrava impercorribile; un patto molto più rivoluzionario. Quello tra Karol Wojtyła e il genio femminile, tra Giovanni Paolo II e le donne.

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