Dal mondo

Iraq: 30 anni di guerra

Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio del 1991 una coalizione a guida statunitense lanciava i bombardamenti su Baghdad. Iniziava una guerra di cui restano ancora tangibili le conseguenze, da cui nasceva l’Ong ‘Un Ponte Per’.

Gli agostiniani ricordano p. Ricotta

E’ morto all’età di 92 anni, dopo una vita spesa al servizio dell’ordine e per oltre 40 anni missionario sulle Ande in Perù, l’agostiniano p. Ivo Ricotta, che per molti anni è stato nella basilica di san Nicola di Tolentino, come ha ricordato il priore, p. Gabriele Pedicino, nella messa di suffragio: “Ciao padre Ivo. Molto legato al nostro San Nicola da Tolentino, ha vissuto parte della sua vita sulle Ande del Perù dove oggi il Signore lo ha chiamato a sé. Grazie fratello per la bella e vera testimonianza missionaria che ci hai lasciato”.

Il Covid diventa un alibi per i governi: 340.000.000 cristiani perseguitati

 “Aumenta la persecuzione dei cristiani in termini assoluti: oltre 340.000.000 nel mondo, vuol dire 1 cristiano ogni 8 sperimenta almeno un alto livello di persecuzione. Il Covid ha aumentato le discriminazioni. Dunque, cresce ancora una delle numericamente più imponenti persecuzioni mai sperimentate in questa terra… La violenza domestica contro convertiti alla fede cristiana, in particolare donne, è cresciuta esponenzialmente nel 2020. Per molti cristiani perseguitati, il lockdown dovuto alla pandemia ha significato essere chiusi in casa con il proprio persecutore. La famiglia che non accetta la fede del cristiano è spesso una delle fonti immediate di persecuzione”.

Il papa prega per la pace nello Yemen

“In tale contesto, esprimo dolore e preoccupazione per l’ulteriore inasprimento delle violenze nello Yemen che sta causando numerose vittime innocenti, e prego affinché ci si adoperi a trovare soluzioni che permettano il ritorno della pace per quelle martoriate popolazioni. Fratelli e sorelle, pensiamo ai bambini dello Yemen! Senza educazione, senza medicine, affamati. Preghiamo insieme per lo Yemen”.

Da Taizé parte un invito alla speranza

Invece che a Torino i giovani europei si sono trovati in streaming per vivere insieme gli ultimi giorni dell’anno nel consueto incontro di fine anno per credere nella pace invocata nell’ultima notte del 2020, come ha affermato frère Alois: “Sì, un incontro online non può sostituire un vero incontro tra le persone, ma serve a tenere viva la speranza”.

Gli ortodossi celebrano il Natale

Ieri si è celebrata in Russia la solennità del Natale del Signore, ma il patriarca Kirill ha prescritto a tutte le chiese di celebrare le liturgie natalizie soltanto alla presenza di pochi fedeli e su invito. Nel messaggio natalizio al clero e ai fedeli, Kirill ha osservato che “oggi, quando i popoli della terra sono angosciati per la difficile prova della nuova malattia, quando i cuori degli uomini sono affannati per la paura e le preoccupazioni per il futuro, per noi è di particolare importanza rafforzare la preghiera comunitaria e quella personale”.

Terremoto in Croazia e l’aiuto della Chiesa cattolica

“La situazione è grave. Ho fatto un giro di persona per la città di Sisak e la situazione è molto grave”: sono le parole di Kristina Radic, direttrice della diocesi di Sisak, il giorno dopo il terremoto che ha colpito la Croazia, riportate dalla Caritas Italiana, che anche ieri è stata sorpresa da un’ulteriore scossa di magnitudo 5.2 vicino a Petrinja. Lo stesso vescovo di Sisak, mons. Vlado Kosic, ha lanciato un appello:

Donne per la libertà

Il fine anno ha evidenziato il coraggio delle donne, che hanno messo in crisi il potere costituito di Stati, che non amano il racconto della verità: in Arabia Saudita è stata condannata a 5 anni ed 8 mesi di carcere Loujain al-Hathloul, l’attivista per i diritti delle donne, detenuta dal 16 maggio 2018 in Arabia Saudita dopo essere stata protagonista di una campagna per la fine della tutela maschile obbligatoria per le saudite e per il diritto di guidare l’automobile (introdotto dal governo di Riad poche settimane dopo il suo arresto).

Il papa prega per i popoli sud sudanese e libanese

Nel periodo natalizio lo sguardo di papa Francesco si è rivolto in modo particolare a due popolazioni colpite durante lo scorso anno da terribili attentati, come il Sud Sudan ed il Libano, ribadito nella benedizione natalizia:

Da Gerusalemme un invito a non temere

‘Non temete’ è la rassicurazione dell’Angelo, che annuncia ai pastori la nascita di Gesù; ed è la stessa frase del patriarca di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa, che nel messaggio invita a non rinunciare alla gioia, nonostante la situazione:

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