Bussole per la fede

La Settimana Santa al tempo del coronavirus

Giungiamo alla Settimana Santa con la testa ingombra di numeri, parole, immagini: racconto di un dramma che eccede e spezza i pensieri… Avevamo sperato che, almeno per Pasqua, sarebbero state allentate le restrizioni, primo passo verso la normalità…

Il ritorno alle cose essenziali: vivere al tempo del Coronavirus. Riflessioni di un prete di montagna

Don Marian Benchea è il giovane parroco di Lillianes, Fontainemore, Issime e Gaby in Val d’Aosta, precisamente nella Valle del Lys (il nome ha origine dal torrente che l’attraversa) che è ancora molto legata alle proprie tradizioni walser. L’incarico, su mandato del vescovo d’Aosta, mons. Franco Lovignana, è iniziato nel settembre 2019 e i primi mesi sono trascorsi all’insegna della conoscenza delle comunità.

Mons. Delpini invita a ‘svegliare’ la bellezza

Al termine della celebrazione eucaristica nella V Domenica della Quaresima ambrosiana l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini ha annunciato il suo Messaggio di speranza per la Pasqua 2020 per dare alcune indicazione ‘con quale spirito vivere la Settimana Santa’, dal titolo ‘La potenza della sua Resurrezione’, invitando i credenti ad essere ‘lieti nel Signore: “…avevamo   immaginato un’altra Pasqua e anche quanto ho scritto per il tempo pasquale proponeva attenzioni più consuete”.

Da Camerino un invito alla preghiera per la protezione contro il coronavirus

“Carissimi tutti, un giusto e normale timore invade tutti a motivo dell’infezione virale presente nella nostra terra e in varie nazioni e paesi. Mentre siamo tutti grati per quanto fanno medici, ricercatori e quanti sono predisposti ad affrontare tale emergenza, ci affidiamo alla preghiera, mettendoci in ginocchio per intercedere per il mondo.

Coronavirus: non tutti i mali vengono per nuocere

In questi giorni di emergenza sanitaria per via della diffusione del virus CV19 molte chiese e istituzioni cattoliche hanno sospeso le celebrazioni liturgiche e ogni altra attività; e non è difficile scorgere sul volto di tanti fedeli e devoti un certo disappunto per questi provvedimenti. Per tanti di loro non è giusto privare i fedeli del bene più prezioso che hanno: L’Eucarestia.

Coronavirus: una speciale indulgenza plenaria per malati, medici e moribondi

Indulgenza plenaria ai fedeli malati di coronavirus, nonché agli operatori sanitari, ai familiari e a tutti coloro che a qualsivoglia titolo, anche con la preghiera, si prendono cura di essi: lo ha stabilito un decreto della Penitenzieria apostolica firmato dal cardinale penitenziere Mauro Piacenza e dal reggente, mons. Krzysztof Nykiel, partendo dalle sollecitudini dell’apostolo Paolo ai Romani: ‘Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera’.

#lachiesachecè. Una Chiesa attenta e vivace anche da casa

«Mostriamo la #Chiesa che c’è. Che anche senza Messa pubblica resta aperta a tutti». È l’iniziativa lanciata in queste ore – caratterizzate dalla preoccupazione per il propagarsi del ‘Coronavirus’ – dalla giornalista Martina Pastorelli, che ha lavorato in televisione e si occupa da diversi anni di comunicazione aziendale, in Italia e all’estero, nei settori Corporate Image, Eventi e Ufficio Stampa.

Don Luigi Giussani e il senso religioso

Sabato 15 febbraio, alla Mole Vanvitelliana di Ancona, si è svolto l’incontro dal titolo: ‘La nota della vita. Giussani, la musica, Beethoven’, organizzato dalla Fondazione Orchestra Regionale delle Marche (Form) e il Centro culturale ‘Miguel Mañara’ con il patrocinio del comune di Ancona. L’incontro è stato fortemente voluto dal direttore della Form, Fabio Tiberi, che, come ha raccontato, avendo avuto tra le mani il disco di Haydn: Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce con il commento di Giussani, ne era rimasto molto colpito, alimentato dalla lettura del libro ‘Spirto Gentil’.

La Quaresima e le tentazioni

‘Subito dopo lo Spirito Santo lo sospinse nel deserto e lì vi rimase per quaranta giorni’ (Mc 1,12).

Il periodo liturgico della Quaresima, ogni anno, inizia con la pagina del Vangelo in cui si narra delle tentazioni di Gesù. Tuttavia, se siamo onesti, possiamo notare una cosa sorprendente: non è Gesù che liberamente si sottopone a questa prova, ma è lo Spirito che, come dice il testo lo sospinge o meglio lo costringe, stando al verbo greco usato nel testo originario, nel deserto.

In altri termini è lo Spirito a muovere Gesù nel deserto per i ‘suoi’ quaranta giorni. Gesù rispetto all’azione esercitata su di lui dallo Spirito è inerte, passivo; Egli si lascia guidare, si consegna all’Amore che unisce Figlio e Padre in un vincolo indissolubile.

Perché? Egli si fa accompagnare in un luogo, il deserto, dove il popolo d’Israele, nei quaranta anni del suo interminabile pellegrinaggio, ha imparato, è diventato a poco a poco il popolo di Dio, il popolo che si fa condurre da Dio, fidandosi di lui. Per arrivare a fidarsi di Dio Israele ha impiegato del tempo e così è per ognuno di noi.

L’uomo, ogni uomo, è tentato e ha bisogno di tempo per scoprire in primo luogo cosa/chi lo tenta e, poi, vincere la tentazioni. Lo Spirito che abita nel cuore dell’uomo lo sa e, per questo, spinge Gesù, in un atto di solidarietà, anche controvoglia come lascia intendere il testo, nel deserto.

Qui egli deve imparare la grammatica dell’umano per essere capace di parlare al cuore dell’uomo, per essere la Parola capace di parlare a tutti, di intercettare i desideri più profondi degli uomini, guidandoli a salvezza.

La Chiesa, nella sua sapienza, non fa altro che donarci un tempo che non è suo, è un dono che le è stato consegnato e, dunque, deve essere tramandato, un tempo in cui riandare all’essenziale della nostra umanità per portare frutto, per porci in verità davanti a Dio e davanti ai fratelli e comprendere cosa/chi ci tenta.

‘Il diavolo esiste, non è una leggenda. Io ci combatto ogni giorno’: la testimonianza di una ragazza

Lara (nome di fantasia) è una ragazza italiana di 28 anni, che ha deciso di condividere con noi la sua storia, una storia molto particolare, che pubblichiamo con la speranza che possa essere di aiuto a qualcuno.

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