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Il discorso storico di Donald Trump alla Marcia per la vita – The historic March for Life speech of Donald Trump

Trump alla 47esima “Marcia per la vita” a Washington, prima volta per un presidente degli USA
“I giovani sono al centro della ‘Marcia per la vita’ ed è la vostra generazione che sta facendo dell’America una nazione pro-famiglia, pro-vita”. Così Donald Trump si è rivolto ai partecipanti alla “Marcia per la vita” a Washington dicendosi “profondamernte onorato” di essere “il primo presidente della storia” a prendere parte alle manifestazione in occasione dell’anniversario con cui nel 1973 la Corte Suprema ha legalizzato l’aborto.
“In materia di aborto, i Democratici hanno abbracciato le posizioni più radicali ed estreme”, ha detto Trump, che ha aggiunto che “oggi, milioni di donne straordinarie in tutti gli Stati Uniti stanno usando il loro potere di voto per lottare per il loro primo Diritto riconosciuto dalla Dichiarazione di Indipendenza – il Diritto alla vita!”. Trump si è quindi rivolto alle mamme presenti, definendole “eroi”.
Due anni fa il presidente Trump aveva inviato un messaggio video trasmesso durante la manifestazione, e anche questo non era mai stato fatto in passato da altri presidenti repubblicani, per quanto su posizioni contrarie all’aborto. L’organizzatrice della 47esima Marcia per la vita, Jeanne Mancini, si è detta “onorata” dalla partecipazione di Trump, definito un “coerente paladino del diritto alla vita”.

Here is what Constitution Avenue looked like today during the #MarchForLife (CNS photo/Gregory A. Shemitz, Long Island Catholic) #WhyWeMarch

Segue il testo integrale originale in inglese (da LifeSiteNews) e la traduzione italiana (a cura di Massimo Micaletti per Radio Spada).

Il discorso di Donald Trump alla Marcia per la vita

Per 47 anni, gli americani di ogni provenienza hanno viaggiato da tutto il paese per stare dalla parte della Vita. E oggi come presidente degli Stati Uniti, sono davvero orgoglioso di stare con voi. [applausi] Voglio dare il benvenuto a decine di migliaia – questa è un’incredibile affluenza – decine di migliaia di studenti delle scuole superiori e dei college che hanno fatto lunghi viaggi in autobus per essere qui nella capitale della nostra nazione. E per farvi sentire ancora meglio, ci sono decine di migliaia di persone più in là dinanzi alle quali siamo passati. Se qualcuno vuole rinunciare al proprio posto, possiamo risolverlo. Abbiamo un enorme gruppo di persone fuori. Migliaia e migliaia volevano entrare. Questo è un grande successo. [applausi] I giovani sono il cuore della Marcia per la vita. Ed è la vostra generazione che sta facendo dell’America la nazione pro-famiglia, pro-vita. [applausi] Il movimento pro vita è guidato da donne forti, incredibili leader della fede e studenti coraggiosi che portano avanti l’eredità dei pionieri davanti a noi che hanno combattuto per sollevare la coscienza della nostra nazione e difendere i diritti dei nostri cittadini. Abbracciate le madri con cura e compassione. Siete rafforzati dalla preghiera e motivati dal vostro amore disinteressato. Siete grati e siamo molto grati – queste sono persone incredibili – perché a noi si sono uniti il segretario Alex Azar e Kellyanne Conway. [applausi] E grazie anche ai senatori Mike Lee e James Lankford che sono qui. Grazie ragazzi. E i rappresentanti Steve Scalise, Chris Smith, Ralph Abraham, Warren Davidson, Bob Latta, John Joyce, Lloyd Smucker, Brian Fitzpatrick e Brad Wenstrup. Grazie a tutti. Devo dire – e lo guardo, e lo vedo esattamente – abbiamo molti più politici tra il pubblico. Ma se non vi dispiace, non li presenterò tutti. Tutti noi qui comprendiamo un’eterna verità: ogni bambino è un dono prezioso e sacro di Dio. [applausi] Insieme, dobbiamo proteggere, amare e difendere la dignità e la santità di ogni vita umana. [applausi] Quando vediamo l’immagine di un bambino nel grembo materno, vediamo la maestosità della creazione di Dio. [applausi] Quando teniamo un neonato tra le braccia, conosciamo l’amore infinito che ogni bambino porta in una famiglia. Quando guardiamo crescere un bambino, vediamo lo splendore che si irradia da ogni anima umana. Una vita cambia il mondo – dalla mia famiglia, e posso dirvi, io mando affetto e mando grande, grande affetto – e dal primo giorno in carica, ho intrapreso azioni storiche per sostenere le famiglie d’America e proteggere i nascituri . [applausi] E durante la mia prima settimana in carica, ho ripristinato e ampliato la politica di Città del Messico e abbiamo emesso una regola di riferimento per la vita per governare l’uso del finanziamento dei contribuenti del Titolo X. Ho informato il Congresso che avrei posto il veto a qualsiasi legislazione che indebolisse la politica a favore della vita o che incoraggiasse la distruzione della vita umana. [applausi] Alle Nazioni Unite, ho chiarito che i burocrati globali non hanno alcun diritto di attaccare la sovranità delle nazioni che proteggono la vita innocente. [applausi] I bambini non ancora nati non hanno mai avuto un difensore più forte alla Casa Bianca. [applausi] Come ci dice la Bibbia, ogni persona è meravigliosamente creata. [applausi] Abbiamo preso misure decisive per proteggere la libertà religiosa – così importante – la libertà religiosa è stata attaccata in tutto il mondo e, chiaramente, fortemente attaccata nella nostra nazione. Lo vedete meglio di chiunque altro. Ma lo stiamo fermando. E ci occupiamo di medici, infermieri, insegnanti e gruppi come le Piccole Sorelle dei Poveri. [applausi] Stiamo preservando l’adozione basata sulla fede e per sostenere i nostri documenti di fondazione, abbiamo nominato 187 giudici federali, che applicano la consultazione così come è scritta, inclusi due fenomenali giudici della corte suprema: Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh. [applausi] Proteggiamo i diritti degli studenti pro vita alla libertà di parola nei campus universitari. E se le università vogliono dollari dei contribuenti federali, devono sostenere il vostro Primo Emendamento perché esprimiate la vostra opinione. E se non lo fanno, pagano una grossa sanzione finanziaria, che non saranno disposti a pagare. [applausi] Purtroppo, l’estrema sinistra sta lavorando per cancellare i nostri diritti donati da Dio, chiudere le organizzazioni benefiche basate sulla fede, bandire i leader religiosi dalla piazza pubblica e mettere a tacere gli americani che credono nella santità della vita. Mi stanno perseguitando perché sto combattendo per voi e stiamo combattendo per coloro che non hanno voce. E vinceremo perché sappiamo come vincere. [applausi] Sappiamo tutti come vincere. Sappiamo tutti come vincere. Avete vinto per molto tempo. Avete vinto per molto tempo.
Insieme, siamo la voce per i senza voce. Quando si tratta di aborto – e lo sapete, avete visto cosa è successo – i democratici hanno abbracciato le posizioni più radicali ed estreme prese e viste in questo paese per anni e decenni, e potete anche dirlo, per secoli. Quasi tutti i principali democratici del Congresso ora supportano l’aborto finanziato dai contribuenti fino al momento della nascita. L’anno scorso, i legislatori di New York hanno applaudito con gioia il passaggio della legislazione che avrebbe permesso a un bambino di essere strappato dal grembo materno fino al parto. Quindi, abbiamo avuto il caso del governatore democratico nello stato della Virginia, la comunità della Virginia. E noi vogliamo bene alla comunità della Virginia, ma cosa sta succedendo in Virginia? Cosa sta succedendo? Il governatore ha dichiarato che avrebbe ucciso un bambino dopo la nascita. Ve lo ricordate. I democratici del Senato hanno persino bloccato la legislazione che avrebbe fornito assistenza medica ai bambini sopravvissuti ai tentativi di aborto. Ed è per questo che ho invitato il Congresso – due dei nostri grandi senatori qui, così tanti dei nostri membri del Congresso qui – li ho invitati a difendere la dignità della vita e ad approvare una legge che proibisca l’aborto tardivo a bambini che possono sentire dolore grembo materno. [applausi] Quest’anno, la Marcia per la vita celebra il centesimo anniversario del diciannovesimo emendamento, che ha sancito per sempre il diritto delle donne al voto negli Stati Uniti e sancito dalla costituzione degli Stati Uniti. Un evento così grande. Oggi, milioni di donne straordinarie in tutta l’America stanno usando il potere dei loro voti per lottare per il diritto in forza del quale tutti i loro diritti sono indicati nella Dichiarazione di Indipendenza – è il diritto alla vita. [applausi] A tutte le donne qui oggi, la vostra devozione e la vostra guida elevano tutta la nostra nazione e vi ringraziamo per questo. Le decine di migliaia di americani riuniti oggi non solo rappresentano la vita, ma è proprio qui che lo sostengono così orgogliosamente insieme. E voglio ringraziare tutti per questo. State dalla parte della vita ogni giorno. Offrite alloggi, istruzione, lavoro e cure mediche alle donne che aiutate. Trovate famiglie amorevoli per i bambini che hanno bisogno di una casa per sempre. Organizzate feste per le mamme che aspettano un bambino. Fate – voi fate semplicemente la missione della vostra vita aiutare a diffondere la grazia di Dio. E per tutte le mamme qui oggi, vi celebriamo e dichiariamo che le madri sono eroi. [applausi] La vostra forza, devozione e slancio è ciò che alimenta la nostra nazione. Grazie a voi, il nostro paese è stato benedetto con anime straordinarie che hanno cambiato il corso della storia umana. Non possiamo sapere cosa riusciranno a raggiungere i nostri cittadini non ancora nati. I sogni che immagineranno. I capolavori che creeranno. Le scoperte che faranno. Ma una cosa la sappiamo: ogni vita porta amore in questo mondo. Ogni bambino porta gioia in una famiglia. Vale la pena proteggere ogni persona.
E soprattutto, sappiamo che ogni anima umana è divina e ogni vita umana, nata e non nata, è fatta a immagine santa di Dio Onnipotente. [applausi] Insieme, difenderemo questa verità in tutta la nostra magnifica terra. Libereremo i sogni della nostra gente. E con una speranza determinata, attendiamo con impazienza tutte le benedizioni che verranno dalla bellezza, dal talento, dallo scopo, dalla nobiltà e dalla grazia di ogni bambino americano. Voglio ringraziarvi. Questo è un momento molto speciale. È fantastico rappresentarvi. Vi amo tutti. [applausi] E dico con vera passione, grazie, Dio vi benedica e Dio benedica l’America. Grazie a tutti. Grazie. [applausi]

“Unborn children have never had a stronger defender in the White House”

Pro-life activists from countless backgrounds across the United States have been marching the streets of Washington, D.C. today for the annual March for Life, where President Donald Trump became the first U.S. president to attend and speak at the event.

REMARKS BY PRESIDENT DONALD TRUMP AT 2020 MARCH FOR LIFE
Thank you very much and thank you, Jeanne. It is my profound honor to be the first president in history to attend the March for Life. [applause] We are here for a very simple reason: to defend the right of every child, born and unborn, to fulfill their God-given potential. [applause]
For 47 years, Americans of all backgrounds have traveled from across the country to stand for life.
And today as President of the United States, I am truly proud to stand with you. [applause]
I want to welcome tens of thousands – this is a tremendous turnout – tens of thousands of high school and college students who took long bus rides to be here in our nation’s capital. And to make you feel even better, there are tens of thousands of people outside that we passed on the way in. If anybody would like to give up their spot, we can work it out.
We have a tremendous group of people outside. Thousands and thousands wanted to get in. This is some great success. [applause]
Young people are the heart of the March for Life. And it’s your generation that is making America the pro-family, pro-life nation. [applause]
The life movement is led by strong women, amazing faith leaders, and brave students who carry on the legacy of pioneers before us who fought to raise the conscience of our nation and uphold the rights of our citizens. You embrace mothers with care and compassion. You are empowered by prayer and motivated by your unselfish love. You are grateful and we are so grateful – these are incredible people – to be joined by Secretary Alex Azar and Kellyanne Conway. [applause]
And thanks also to Senators Mike Lee and James Lankford who are here. Thank you, fellas. And Representatives Steve Scalise, Chris Smith, Ralph Abraham, Warren Davidson, Bob Latta, John Joyce, Lloyd Smucker, Brian Fitzpatrick, and Brad Wenstrup. Thank you all. I have to say – and I look at it, and I see it exactly – we have many more politicians in the audience. But if you don’t mind, I won’t introduce them all.
All of us here understand an eternal truth: Every child is a precious and sacred gift from God. [applause] Together, we must protect, cherish, and defend the dignity and the sanctity of every human life. [applause]

CNS/Reuters/Leah Millis.

When we see the image of a baby in the womb, we glimpse the majesty of God’s creation. [applause] When we hold a newborn in our arms, we know the endless love that each child brings to a family. When we watch a child grow, we see the splendor that radiates from each human soul. One life changes the world – from my family, and I can tell you, I send love, and I send great, great love – and from the first day in office, I have taken historic action to support America’s families and to protect the unborn. [applause]
And during my first week in office, I reinstated and expanded the Mexico City Policy and we issued a landmark pro-life rule to govern the use of Title X taxpayer funding. I notified Congress that I would veto any legislation that weakens pro-life policy or that encourages the destruction of human life. [applause]
At the United Nations, I made clear that global bureaucrats have no business attacking the sovereignty of nations that protect innocent life. [applause] Unborn children have never had a stronger defender in the White House. [applause]
As the Bible tells us, each person is wonderfully made. [applause]
We have taken decisive action to protect the religious liberty – so important – religious liberty has been under attack all over the world and frankly, very strongly attacked in our nation. You see it better than anyone. But we are stopping it. And we’re taking care of doctors, nurses, teachers, and groups like the Little Sisters of the Poor. [applause]
We are preserving faith-based adoption and to uphold our founding documents, we have appointed 187 federal judges, who apply the consultation as written, including two phenomenal supreme court justices – Neil Gorsuch and Brett Kavanaugh. [applause]
We are protecting pro-life students’ rights to free speech on college campuses. And if universities want federal taxpayer dollars, then they must uphold your First Amendment right to speak your mind. And if they don’t, they pay a very big financial penalty, which they will not be willing to pay. [applause]
Sadly, the far left is working to erase our God-given rights, shut down faith-based charities, ban religious leaders from the public square, and silence Americans who believe in the sanctity of life. They are coming after me because I am fighting for you and we are fighting for those who have no voice. And we will win because we know how to win. [applause] We all know how to win. We all know how to win. You’ve been winning for a long time. You’ve been winning for a long time.
Together, we are the voice for the voiceless. When it comes to abortion – and you know this, you’ve seen what’s happened – Democrats have embraced the most radical and extreme positions taken and seen in this country for years and decades, and you can even say, for centuries.
Nearly every top Democrat in congress now supports taxpayer-funded abortion all the way up until the moment of birth. Last year, lawmakers in New York cheered with delight upon the passage of legislation that would allow a baby to be ripped from the mother’s womb right up until delivery.
Then, we had the case of the Democrat governor in the state of Virginia, the commonwealth of Virginia. And we love the commonwealth of Virginia, but what is going on in Virginia? What is going on? The governor stated that he would execute a baby after birth. You remember that.
Senate Democrats even blocked legislation that would give medical care to babies who survive attempted abortions. And that’s why I’ve called on Congress – two of our great senators here, so many of our congressmen here – I called upon them to defend the dignity of life and to pass legislation prohibiting late-term abortion of children who can feel pain in their mother’s womb. [applause]
This year, the March for Life is celebrating the 100th anniversary of the 19th amendment, which forever enshrined women’s rights to vote in the United States and given by the United States constitution. Such a big event. Today, millions of extraordinary women across America are using the power of their votes to fight for the right and all of their rights as given in the Declaration of Independence – it’s the right to life. [applause]

Students from Cardinal Newman and St. Elizabeth Ann Seton High Schools participate in the March for Life in Washington, D.C., Jan. 24 (Photo Courtesy of CN and SEAS).

To all the women here today, your devotion and your leadership uplifts our entire nation and we thank you for that. The tens of thousands of Americans gathered today not only stand for life – it’s really here that they stand for it so proudly together. And I want to thank everybody for that. You stand for life each and every day. You provide housing, education, jobs, and medical care to the women that you serve. You find loving families for children in need of a forever home. You host baby showers for expecting moms. You make – you just make it your life’s mission to help spread God’s grace.
And to all the moms here today, we celebrate you and we declare that mothers are heroes. [applause] Your strength, devotion, and drive is what powers our nation. Because of you, our country has been blessed with amazing souls who have changed the course of human history.
We cannot know what our citizens yet unborn will achieve. The dreams they will imagine. The masterpieces they will create. The discoveries they will make. But we know this: every life brings love into this world. Every child brings joy to a family. Every person is worth protecting.
And above all, we know that every human soul is divine and every human life, born and unborn, is made in the holy image of Almighty God. [applause]
Together, we will defend this truth all across our magnificent land. We will set free the dreams of our people. And with determined hope, we look forward to all of the blessings that will come from the beauty, talent, purpose, nobility, and grace of every American child.
I want to thank you. This is a very special moment. It’s so great to represent you. I love you all. [applause] And I say with a true passion, thank you, God bless you, and God bless America. Thank you all. Thank you. [applause]

Conferenza su “Cristiani e pagani dinanzi alla svolta costantiniana” a Milano

Gli incontri del nuovo anno della Delegazione della Lombardia del Sacro Militare Ordine Costantiniano sono iniziati, presso la Chiesa di San Sepolcro a Milano, con una Santa Messa offerta in suffragio della Duchessa S.A.R. Donna María del Pilar, recentemente scomparsa.

La Santa Messa è stata concelebrata dal Confratello S.E.R. Mons. Enrico dal Covolo, SDB, Vescovo titolare di Eraclea, con il Cappellano Capo per l’Alta Italia Don Fabio Fantoni, che ha commemorato anche Maria Delle Piane scomparsa all’età di 46 anni lo scorso 8 gennaio, presentando a Dio le due Anime in questa eucarestia chiedendo di accoglierle nel Regno dei Cieli

Nell’omelia, Mons. dal Covolo ha dedica una prima riflessione alla commemorazione della Duchessa, legandola alle parole della prima lettura del Libro del Siracide, nella quale si fanno gli elogi di uomini illustri. “In questa celebrazione liturgica – ha specificato Mons. dal Covolo – facciamo anche l’elogio di una Donna illustre, la Duchessa Donna Maria del Pilar, che certamente oltre al resto si è distinta nelle opere di assistenza, di beneficenza, di carità e accanto a Lei anche Marina delle Piane.

Un secondo pensiero lo dedica all’inizio delle attività annuali dell’Ordine Costantiniano e lo unisce al brano del Vangelo in cui Gesù scappa dal luogo dove il popolo lo stava acclamando, recandosi altrove, nonostante il grande successo ottenuto. Un invito a ciascuno di noi a continuare ad operare anche quando si pensa di aver fatto abbastanza, andando oltre, crescendo nella via della Santità. Chi ci ha preceduto, – precisa il Reverendo – come gli Uomini e le Donne illustri di cui facciamo l’elogio, ci hanno segnato la strada, percorriamola anche noi”.

Nella successiva conferenza Mons. dal Covolo prosegue la discussione sulla cosiddetta svolta costantiniana, affrontata nella precedente conferenza del 28 marzo 2019, andando, questa volta, ad elaborare in maniera critica i rapporti tra cristiani e pagani dinnanzi ad essa. Elaborazione critica molto attuale nella quale il discorso ai rappresentanti della scienza di Benedetto XVI a Regensburg, nel 2006, si inserisce autorevolmente nel dibattito storiografico fra cristiani e pagani nei primi secoli della Chiesa e che trova nella svolta costantiniana un punto d’arrivo decisivo.

Sebbene questo discorso – ha specifica Mons. dal Covolo – sia rimasto condizionato da una polemica ingenerosa che spostò l’attenzione sul confronto tra religione cristiana e quella islamica, il tema vero fu piuttosto la questione globale su Dio e più in particolare il rapporto fra la ragione – che in ogni caso è violata dal ricorso alla violenza – e la religione.
Menzionando uno dei testi più interessanti della letteratura cristiana antica “a Diogneto”, Mons. dal Covolo ha analizzato il primo argomento dello scontro tra cristiani e pagani, ovvero il dibattito sulla vera relìgio. Per un verso il confronto con l’idolatria pose il problema di individuare la vera religione, la vera relìgio, di contro a quelle religiones che si rivelavano invenzione umana, o peggio creazione diabolica.
A questo proposito cita ancora una riflessione di Joseph Ratzinger espressa all’indomani del Concilio Vaticano II, quando l’Europa era scomposta dai venti della contestazione, che sembravano scuotere le fondamenta stesse della verità: “Il paradosso della filosofia antica consiste, dal punto di vista della storia delle religioni, nel fatto che essa, con il pensiero, ha distrutto il mito, senza peraltro accantonare del tutto la forma religiosa della venerazione degli dei. Di fatto la religio tradizionale, non batteva le vie del lògos (della ragione) ma si ostinava su quelle del mito, pur riconosciuto dalla filosofia privo di consistenza reale. Perciò il tramonto della relìgio tradizionale è inevitabile, fluiva come logica conseguenza, come distacco dalla verità che finiva di ritenere una relìgio una mera impostazione di vita.

In definitiva fin dalle sue origini – ha proseguito Mons. dal Covolo – il cristianesimo ha coniugato la questione di Dio con la verità dell’essere, lungo la via di un dialogo inesauribile tra ragione e fede, dove in maniera coerente la ragione si rende disponibile e si dilata nella contemplazione della fede e dell’amore. Tutto ciò a partire dalla fondamentale rivoluzione cristiana, del concetto greco di Lògos, dove San Giovanni fin dal primo versetto del suo Vangelo giunge ad identificarlo nella seconda Persona della Trinità, con il Verbo incarnato della rivelazione. Così fin da allora per i cristiani non esiste alcuna possibilità di opposizione tra ragione e fede. Pensare ed agire contro il lògos, significa pensare e agire contro la vera relìgio.
A seguito di questa intensa lezione, proseguita con ulteriori approfondimenti, sono sorte alcune considerazioni finali.
Nel nuovo testamento si coglie certamente un invito fortissimo alla laicità delle istituzioni che si è un po’ smarrito.
Costantino ha sostituito di colpo tutti gli dei dell’Olimpo con il Deus Cristianorum, ma l’aggancio tra religione e gestione politica rimase intatto. Con il Concilio Vaticano II ci si libera finalmente da un rapporto servile tra Stato e Chiesa, riscoprendo la laicità delle istituzioni. La politica ha la sua area di laicità. La sana laicità è proprio il riconoscimento delle aree di autonomia propria, che funzionano secondo le leggi naturali della creazione. Benedetto XVI parlava di principi irrinunciabili non negoziabili e non di valori che non sono negoziabili per loro natura.
Su questo terreno dei principi non negoziabili – sottolinea Mons. dal Covolo – devono trovarsi d’accordo tutti gli uomini di buona volontà, indipendentemente dalla religione che professano. Una religione che pretendesse di sottrarre lo spazio alla ragione non può essere vera religio, così oggi, una religione che ricorre alla violenza non può essere chiamata vera religione.
A tal proposito, in conclusione, Mons. Enrico dal Covolo ci invita, approfondendo la conoscenza, ad essere fortemente critici, in modo da usare veramente la ragione e il giudizio (il discernimento) senza lasciarsi prendere dal buonismo e dal politicamente corretto.

Ringrazio per la Relazione il Cav. Luca Di Francesco, Responsabile della Comunicazione della Delegazione della Lombardia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Un pomeriggio di tweet: Il Foglio annuncia un’intervista esclusiva con Card. Sarah, che comunica l’annullamento di una conferenza

Nove giorno dopo l’uscita in Francia del suo libro pubblicato con il Papa emerito Benedetto XVI sul sacerdozio e a difesa del celibato sacerdotale, il Cardinale Robert Sarah annuncia con un tweet che ha annullato una conferenza seguita dalla firma di “Des profondeurs de nos coeurs” su invito del Vescovo di Créteil, S.E.R. Michel Santier, prevista per oggi, venerdì 24 gennaio 2020 a Vincennes (Val-de-Marne) in Francia.
Nel contempo, Il Foglio annuncia con un tweet la pubblicazione domani di un’intervista esclusiva con il Prefetto per il Cultu Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Cardinal R. Sarah @Card_R_Sarah
Je veux vous remercier pour les milliers de messages qui me parviennent. Ils me touchent. J’ai cependant décidé d’annuler la conférence que je devais tenir à l’invitation de l’évêque de Créteil. La situation abjecte et délétère des derniers jours invite au calme, au silence. +RS
[Voglio ringraziarvi per le migliaia di messaggi che mi arrivano. Mi toccano. Tuttavia, ho deciso di annullare la conferenza che avrei dovuto tenere su invito del vescovo di Créteil. La situazione abbietta e deleterio degli ultimi giorni invita alla calma, al silenzio. RS +]

Il Foglio @ilfoglio_it
Le “menzogne volgari” sul libro scritto con Benedetto XVI. Il sacerdozio e il valore del celibato. “La Chiesa ha bisogno della radicalità del Vangelo, non di allinearsi alla tiepidezza del mondo”. Intervista esclusiva al cardinale Robert Sarah. Domani sul Foglio

Cardinale Müller: Europa deve imitare la testimonianza coraggiosa di Sant’Agnese

Sul National Catholic Register Edward Pentin ha pubblicato un resoconto dell’omelia pronunciato dal Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, Cardinale Gerhard Ludwig Müller durante la Concelebrazione Eucaristica in occasione della festività liturgica di Sant’Agnese nella suo chiesa titolare di Sant’Agnese in Agona a Piazza Navona.
Segue il testo originale dell’articolo in inglese, preceduto da una traduzione italiana (di lavoro).


Cardinale Müller: Europa deve imitare la testimonianza coraggiosa di Sant’Agnese
Il Cardinale tedesco sostiene le controverse dimostrazioni della sua fede cattolica da parte di un politico italiano e afferma che gli incontri di Papa Francesco con l’ateo Eugenio Scalfari sono “fiato sprecato”
di Edward Pentin
National Catholic Register, 21 gennaio 2020

Per combattere il neopaganesimo in Europa e garantire il futuro del continente, i cattolici devono seguire l’esempio di Sant’Agnese di Roma e testimoniare coraggiosamente la fede, ha affermato il Cardinale Gerhard Müller.
Riferendosi alle recenti controversie, il Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede ha anche affermato che “è più meritevole di fiducia un politico che tiene in alto il rosario in un gesto simbolico, di uno che abbatte la croce di Cristo con un gesto concreto”.
Il Cardinale Müller ha fatto i commenti durante l’omelia nella sua chiesa titolare di Sant’Agnese in Agone a Roma questa sera nel giorno della festa della santa del terzo secolo.
Ha ricordato, come i cattolici ammirano l'”eroismo” di Sant’Agnese, che ha sofferto il martirio all’età di 12 anni durante il regno dell’imperatore romano Diocleziano, e che “già da bambina Agnese seppe distinguere chiaramente tra l’unico vero Dio e i tanti falsi idoli venerati dai pagani”.
Ricordando come anche altri primi cristiani hanno sacrificato la propria vita per portare la fede nell’antica Roma pagana, il Cardinale tedesco ha osservato che “molti uomini del nostro tempo hanno dimenticato o deliberatamente tagliato le loro radici cristiane” e stanno seguendo “una religione sostitutiva neo-pagana, hanno iniziato di nuovo ad ‘assolutizzare’ il cosmo, il nostro pianeta, l’evoluzione, il world wide web, la tecnologia. Si comportano come se queste realtà passeggere potessero dare all’uomo la ragione ultima e il sostegno di cui ha bisogno. Nella loro stoltezza pagana si congratulano per la presunta ‘conoscenza scientifica’ che l’uomo sia solo un animale e la morte la fine di tutto”. Ma Sant’Agnese, ha detto, “incoraggia anche noi qui a Roma ed in Europa, a professare la nostra fede cattolica pubblicamente e senza aver paura degli uomini”. “Solo nel Cristianesimo c’è un futuro per l’Italia, il neopaganesimo invece condurrà alla sua rovina certa”, ha continuato, aggiungendo che “ogni possibile dialogo con l’anziano Scalfari è fiato sprecato se l’ateo, nella sua confusione, ne trae la conclusione che il Papa avrebbe negato la divinità di Cristo”.
Il Cardinale si riferiva alle frequenti interviste di Papa Francesco al 95enne fondatore ateo comunista del quotidiano italiano La Repubblica. In uno degli incontri più recentemente riportati, Scalfari ha affermato, che il Papa non crede nella risurrezione corporea di Cristo, ma nella “parvenza di uno spirito”. La Santa Sede ha detto che il rapporto di Scalfari dell’intervista, che come altri non è stato registrato, non sono un “resoconto fedele” di ciò che è stato detto, ma piuttosto una “interpretazione personale e libera”.
Il Cardinale Müller ha affermato che tali interviste sono “fiato sprecato” perché “per quale altra ragione il vescovo romano è il Papa di tutta la Chiesa cattolica, se non perché confessa giorno e notte, con san Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16,16)?”.
Ha continuato a sollecitare i cattolici “a collaborare con tutti coloro spiritualmente e moralmente in grado di assumersi la responsabilità per il futuro economico, politico, culturale e religioso dell’Europa. L’unica fonte da cui sgorga l’acqua pulita per la rinascita della Città Eterna e di tutta l’Italia è l’immagine cristiana dell’uomo”.

Cardinale Gerhard Müller regge un rosario durante un’omelia nella sua chiesa titolare di Sant’Agnese in Agone, Roma, 21 gennaio 2020 (Foto di Edward Pentin) – Cardinal Gerhard Müller holds up a Rosary during a homily in his titular church of Sant’Agnese in Agone, Rome, Jan. 21, 2020 (Edward Pentin photo).

Il Cardinale Müller ha quindi alzato un rosario e ha affermato che “è più meritevole di fiducia un politico che tiene in alto il rosario in un gesto simbolico di uno che abbatte la croce di Cristo con un gesto concreto”.
Le sue parole si riferivano ad una controversia dell’anno scorso, quando l’ex vice primo ministro italiano Matteo Salvini, durante i suoi discorsi pubblici ha spesso esposto un rosario per mostrare la sua identità cattolica e ha proposto di rendere obbligatoria l’esposizione dei crocifissi negli spazi pubblici.
Salvini è stato fortemente criticato dall’aiutante papale Padre gesuita Antonio Spadaro, il quale ha twittato che “la croce è un segno di protesta contro il peccato, la violenza, l’ingiustizia e la morte” e “mai un segno di identità”. Padre Spadaro ha anche denunciato l’uso del Rosario in quello che vedeva come una campagna politica.
Anche il Cardinale Reinhard Marx, Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, si è opposto simili proposte per rendere obbligatoria l’esposizione di crocifissi all’ingresso di tutti gli edifici pubblici bavaresi nel maggio 2018, guadagnando l’opprobrium da parte di alcuni leader della Chiesa.
Il Cardinale Müller ha espresso simpatia per Salvini in passato, dicendo l’anno scorso che è meglio parlare con lui e notando che era “curioso che il Papa abbia ricevuto la gente più secolarista, e non Salvini”. Bisogna “parlare con tutti in un spirito di fraternità”, ha detto.
Nell’omelia, il Cardinale Müller ha osservato che “il neopaganesimo nega la concezione dell’uomo come immagine di Dio, esso si rivela anche ostile alla vita. Il Cristianesimo invece ci insegna che ogni vita umana è sacra dal momento del concepimento fino all’ultimo respiro”.
Ha aggiunto che “per un cristiano non valgono né le ideologie politiche di destra né quelle di sinistra; egli non si lascia sedurre dalle religioni neopagane della natura o accecare dall’ateismo di stampo neoliberale e neomarxista. A un cattolico maturo non si deve dire per quale politico democratico debba votare oppure no”, ha spiegato. “Chi crede in Dio conosce un solo comandamento: l’amore di Dio e del prossimo”.
Il Cardinale ha chiuso sottolineando che “l’Italia e l’Europa avranno un futuro soltanto se punteranno su un rinnovamento culturale, morale e religioso nella fede in Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente. Attraverso la sua resurrezione dai morti ha vinto l’odio, il peccato e la morte. E nel segno della Sua Croce si colloca anche la rinascita dell’Italia cattolica”.
Ha terminato con una supplica: “Sant’Agnese prega Dio per i tuoi romani, per l’Italia cattolica e per l’Europa cristiana. Amen”.

Cardinal Müller: Europe Must Imitate Courageous Witness of St. Agnes
The German cardinal backs an Italian politician’s controversial displays of his Catholic faith and says Pope Francis’ meetings with atheist Eugenio Scalfari are a “vain effort.”
by Edward Pentin
National Catholic Register, 21 January 2020

To combat neo-paganism in Europe and guarantee the continent’s future, Catholics must follow the example of St. Agnes of Rome and courageously witness to the faith, Cardinal Gerhard Müller has said.
Referring to recent controversies, the prefect emeritus of the Congregation for the Doctrine of the Faith also said a politician who “symbolically holds up the Rosary is more to be trusted than one who literally takes down the Cross of Christ.”
Cardinal Müller made the comments during a homily in his titular church of Sant’Agnese in Agone in Rome this evening on the feast day of the third-century saint.
He recalled how Catholics admire the “heroic courage” of St. Agnes, who suffered martyrdom at the age of 12 during the reign of Roman Emperor Diocletian, and the fact that in childhood she was able to “distinguish between the unique and true God and the many false gods of the pagans.”
Recalling how other early Christians also sacrificed their lives to bring the faith to ancient pagan Rome, the German cardinal noted how many people today have “forgotten — or consciously cut off — their Christian roots,” and create a “neo-pagan replacement religion” in the form of the “cosmos, our planet, evolution, the internet and technology.”
They act as if such “passing realities” somehow give man the “final foundation and stronghold,” and congratulate themselves for the “purported scientific insight” that man is “merely an animal and that after death everything ends.”
But St. Agnes, he said, “encourages us” to witness to the faith “without fear of men.”
“Only in Christianity does the future of Italy lie” and “neo-paganism is her sure doom,” he continued, adding “it is a vain effort to have dialogues with the old [Eugenio] Scalfari when the atheist concluded from them, and in a confused manner, that the Pope had denied the divinity of Christ.”
The cardinal was referring to Pope Francis’ frequent interviews with the 95-year-old communist atheist founder of the Italian daily La Repubblica newspaper.
In one of the most recently reported encounters, Scalfari alleged the Pope does not believe in the bodily resurrection of Christ but in the ‘semblance of a spirit.’ The Vatican said Scalfari’s report of the interview, which like others was not recorded, are not a “faithful account” of what was said but rather a “personal and free interpretation.”
Cardinal Müller said such interviews are a “vain effort” because only by “witnessing, with Saint Peter, by day and night: ‘Thou art Christ, the Son of the living God’” does a pope speak as “pope of the entire Catholic Church.”
He went on to urge Catholics to “work together” with those who are “intellectually and morally capable” to bear responsibility for the “economic, political, cultural and religious future of Europe” and added that only the “Christian image of man” will bring a “revival of the Eternal City and all of Italy.”
Cardinal Müller then held up a Rosary and said that a politician who “symbolically holds up the Rosary is more to be trusted than one who literally takes down the Cross of Christ.” His words referred to a controversy last year when Italy’s former deputy prime minister, Matteo Salvini, often displayed a rosary during public speeches to show his Catholic identity, and proposed making it obligatory for crucifixes to be displayed in public spaces.
Salvini was strongly criticized by papal aide Jesuit Father Antonio Spadaro, who tweeted that the “cross is a sign of protest against sin, violence, injustice and death” and “never a sign of identity.” Father Spadaro also denounced the use of the Rosary in what he saw as political campaigning.
Cardinal Reinhard Marx, president of the German bishops’ conference, also opposed similar proposals to make it mandatory for crucifixes to be displayed in the entrance of all Bavarian public buildings in May 2018, earning Cardinal Marx opprobrium from some Church leaders.
Cardinal Müller has expressed sympathy for Salvini in the past, saying last year it is better to talk with him and noting it was “curious that the Pope has received the most secularist people, and not Salvini.” One must “speak with everyone in a spirit of fraternity,” he said.
In his homily, Cardinal Müller noted that neo-paganism “denies that each man is created in the likeness of God and therefore neo-paganism is hostile toward life.”
He added that the political ideologies of right and left “are not what counts” to a Christian who is not seduced by “neo-pagan natural religions,” or atheistic “neo-liberal and neo-Marxist” ideologies.
“A mature Catholic is not in need of instructions as to which democratic politician he may elect or not,” he explained. “He who believes in God, knows only one Commandment: the love of God and of neighbor.”
The cardinal closed by stressing that Italy and Europe have a future only through a “renewal” of faith in Jesus Christ and “in the Sign of His Cross.”
He called on St. Agnes to pray to the Lord “for your Romans, for Catholic Italy, and for a Christian Europe. Amen”.

«Il fuoco ha da ardere». Le esternazioni di Eugenio Scalfari del 15 gennaio a confronto con il comunicato di David Cantagalli 7 giorni dopo

Stamane, dopo colazione, sono andato a rileggere il resoconto del colloquio telefonico (che come di consueto ci viene passato come “intervista) di Eugenio Scalfari con Papa Francesco, pubblicato su la Repubblica del 15 gennaio 2020, dal titolo “L’intervista. Celibato dei preti, papa Francesco: con Ratzinger il caso è chiuso”. Stimolo per il mio andare indietro, il post di questa mattina di Marco Tosatti su Stilum Curiae, rilanciando una sua “breve riflessione” pubblicato il 22 gennaio 2020 nella sua rubrica “Pensieri e voce” su Radio Roma Libera (“il primo giornale cattolico online”) “su quello che sta diventando un fenomeno che potrebbe essere ridicolo, se non assumesse aspetti tragici: e cioè le conversazioni di Eugenio Scalfari con il Pontefice regnante, riportate poi dal fondatore di Repubblica”.
Adesso, nel pomeriggio, dopo aver dedicato mio tempo ad altro (e i due post precedenti), sono ritornato alla questione e penso che vale la pena di farlo con grande devozione e con la particolare devozione alla lente (della memoria), perché serve alla metacognizione.

Dopo il Comunicato stampa dell’Editrice Cantagalli del 22 gennaio 2020 sull’uscita di “Dal profondo del nostro cuore” fa impressione – con il senno del poi – rileggere quanto riferito da Scalfari 16 gennaio 2020 sulle colonne di Repubblica, che per Papa Francesco “il caso con Ratzinger” sarebbe stato chiuso. Innanzitutto, va ricordato che in quei giorni eravamo all’apice del linciaggio mediatico, con feroci insulti, minacce e intimidazioni, virulente polemiche e squallide diffamazioni (per cui nessuno della ciurma dei pasdaran chiederà scusa) contro la doppia firma del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il Cardinale Robert Sarah e del Papa emerito Benedetto XVI (di cui ho riferito ieri) a seguito delle anticipazioni di Le Figaro sull’uscita del libro sul sacerdozio, a difesa del celibato sacerdotale e sulla sua importanza fondamentale per la vita della Chiesa.
Concludeva con lucidità Riccardo Cascioli su La Nuova Bussola Quodidiana che “i veleni di queste settimane non si cancellano e il fango gettato soprattutto sul cardinale Sarah lascerà il segno. E si può stare certi che nessuno chiederà scusa – anzi, eviteranno anche di dare la notizia con rilievo – per quel che è accaduto. In secondo luogo, la vicenda – come abbiamo già detto – è sembrata ubbidire a una regia che aveva tutto l’interesse a creare un polverone sul nulla per poter oscurare il contenuto del libro”.
Mettendo a confronto il Comunicato di Cantagalli del 22 gennaio con quanto scritto su Repubblica il 15 gennaio da Scalfari in riferimento al suo colloquio con Papa Francesco sulla questione, sarebbe interessante di sapere se “il caso con Ratzinger” sia ancora chiuso per Casa Santa Marta (e la Terza Loggia)…

Quindi, rileggiamo. Non solo quanto affidato alle colonne di Repubblica dal suo fondatore il 15 gennaio 2020, ma anche come il contenuto del “colloquio telefonico” come fu recepito dai media mainstream.

la Repubblica, 15 gennaio 2020
L’intervista
Celibato dei preti, papa Francesco: con Ratzinger il caso è chiuso
Scalfari a colloquio con Bergoglio dopo le polemiche. “In un’organizzazione che abbraccia centinaia di milioni di persone in tutto il mondo c’è sempre qualcuno contrario”
di Eugenio Scalfari
Alcuni giorni fa ho parlato al telefono con il nostro papa Francesco per stabilire un incontro del quale poi avrei riferito ai lettori il contenuto. I nostri lettori sanno da tempo che io ho un rapporto molto intenso con Sua Santità, che è in grado di avere ampia conoscenza dell’attuale fase, non solo in Italia soltanto e neppure soltanto in Europa ma nel mondo intero. C’è un Dio unico, questo è il parere di Sua Santità. E papa Francesco ritiene…

Il giorno dopo altre testate riferiscono…

Testata N. 1
Papa Francesco, dopo la solidarietà ricevuta da Benedetto XVI, ha archiviato la polemica sul tema del celibato dei preti. Questione chiusa. Lo conferma Papa Francesco nel corso di un colloquio con Eugenio Scalfari, pubblicato su “la Repubblica”. Il giornalista ha incontrato il Pontefice il giorno dopo le polemiche: “Il nostro Papa – scrive Scalfari – non aveva affatto preso sul serio il tentativo d’un gruppo di porporati alle spalle di Sarah e ha accolto l’offerta amichevole e addirittura fraterna di Ratzinger il giorno prima del nostro incontro”.
Alla domanda con quale reazione interiore sta osservando l’esistenza di un gruppo all’opposizione del suo pontificato, Bergoglio osserva in generale che “c’è sempre qualcuno contrario in un’organizzazione che abbraccia centinaia di milioni di persone in tutto il mondo’; in particolare, quindi, che siano presenti degli oppositori “va considerato un fenomeno abbastanza normale in strutture del genere”.
“Sono mosso dal desiderio di una sopravvivenza attiva della nostra Chiesa, di aggiornare il nostro spirito collettivo alla società civile e moderna”, sottolinea ancora Papa Francesco nel colloquio. “Le religioni, e non soltanto quella cattolico-cristiana – aggiunge – debbono conoscere molto bene e nella sua profondità culturale, spirituale, attiva, la società moderna. Una modernità che comincia quattro o cinque secoli prima di ora”. “Dio ci ha creati e tra le altre attribuzioni c’è quella della responsabilità – dice ancora Francesco -. Quindi religiosità, responsabilità, consapevolezza ma anche ambizione, collera, amore ma anche odio del prossimo, nella sostanza l’anima nostra contiene aspetti positivi e altri negativi. Rispetto a chi? Al prossimo che rappresenta spesso i più deboli e più poveri rispetto ai ricchi e ai forti”.
E parlando di autorità, Bergoglio ricorda che “non è comando ma coerenza e testimonianza. Gesù aveva autorità perché era coerente in quello che insegnava e quello che faceva, nel come viveva. L’autorità si fa vedere in questo: coerenza e testimonianza”.

Testata N. 2
Nuovo colloquio tra il fondatore di Repubblica e il pontefice. Bergoglio chiude le polemiche sul matrimonio dei preti esplose dopo la pubblicazione del libro del cardinale Sarah. Ratzinger – riporta il giornalista – ha fatto sapere di non essersi schierato col cardinale
Celibato sacerdoti, Benedetto XVI chiede sia tolta sua firma da libro. Sarah: firmerò io
Per Papa Francesco il caso sul celibato dei preti che ha coinvolto il pontefice emerito Benedetto XVI è “chiuso”. Bergoglio lo ha affermato in un nuovo colloquio intrattenuto con il fondatore del quotidiano la Repubblica Eugenio Scalfari. Papa Francesco ha raccontato, scrive Scalfari, che “Ratzinger ha fatto sapere di non essersi schierato affatto con il cardinale Sarah né di avere mai autorizzato un libro a doppia firma con lui. Benedetto ha dunque fatto arrivare a Francesco tutta la sua solidarietà”. Il fondatore di Repubblica ha già intervistato diverse volte Papa Francesco, e c’è stata discussione su questi colloqui dopo che in tre occasioni – nel novembre 2013, nel luglio 2014 e nel marzo 2018 – l’ufficio stampa del Vaticano aveva smentito i virgolettati attribuiti al Papa. Scalfari aveva ammesso che la sua era una ricostruzione avvenuta a posteriori.
“Oppositori al mio pontificato? Fenomeno normale”
Scalfari racconta di aver chiesto al Papa la sua reazione all’esistenza di un gruppo all’opposizione del suo pontificato. “C’è sempre qualcuno contrario in un’organizzazione che abbraccia centinaia di milioni di persone in tutto il mondo”, ha spiegato Francesco a Scalfari. E “quel poco o tanto che resta in piedi di oppositori va considerato un fenomeno abbastanza normale in strutture del genere”.
Migrazioni, “il meticciato c’è sempre stato”
Sui temi di attualità, la conversazione ha toccato il tema delle migrazioni. “Il meticciato c’è sempre stato”, dice Papa Francesco. “Si tratta di popoli che cercano in giro nel mondo luoghi e società in grado di ospitarli. In questo modo i popoli della nostra specie tendono a creare un popolo nuovo dove le qualità e i difetti dei popoli originari concorrono a produrne uno che si spera sia migliore”. E sul clima: “È uno dei temi di maggiore interesse del quale tutti dobbiamo farci carico”.

Il 22 gennaio 2020 arriva il Comunicato firmato dall’Editore editoriale delle Edizioni Cantagalli.

Edizioni Cantagalli
Comunicato Stampa
Siena, 22 gennaio 2020
«Così conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32)
In seguito alle recenti polemiche sorte in merito alla pubblicazione del volume Dal profondo del nostro cuore, ed in particolare ai dubbi sollevati circa la compartecipazione del Papa emerito Benedetto XVI alla stesura del testo, la casa editrice Cantagalli rende noto quanto segue.
Il volume si compone di una Nota del curatore, Nicolas Diat; di un saggio inedito del Papa emerito Benedetto XVI; di un saggio inedito del Cardinale Robert Sarah; di una Introduzione e di una Conclusione. L’Introduzione e la Conclusione sono state scritte dal Cardinale Robert Sarah e sono state lette e condivise dal Papa emerito Benedetto XVI.
Si tratta di un volume dall’alto valore teologico, biblico, spirituale ed umano, garantito dallo spessore degli autori e dalla loro volontà di mettere a disposizione di tutti il frutto delle loro rispettive riflessioni, manifestando il loro amore per la Chiesa, per Sua Santità Papa Francesco e per tutta l’umanità.
In questi giorni, la casa editrice Cantagalli ha volutamente mantenuto il silenzio per non alimentare inutili e sterili polemiche.
Oggi e solo oggi, quando le nubi sembrano allontanarsi e in occasione del primo anniversario della morte del Commendatore Pietro Cantagalli che ha guidato la casa editrice per 65 anni, annunciamo con questo comunicato stampa l’uscita del libro Dal profondo del nostro cuore di Robert Sarah con Joseph Ratzinger/Benedetto XVI per giovedì 30 gennaio 2020, ringraziando gli autori e tutti gli amici che ci sono stati vicini in questa delicata impresa.
Sono convinto che la chiarezza di queste pagine donerà pace ai cuori e alle menti.
«Il fuoco ha da ardere».
David Cantagalli
Direttore editoriale Edizioni Cantagalli

Questi frasi, da fonte più che autorevole e con la scelta di parole pesate una per una su bilancia da farmacista, lasciano in piedi neanche una virgola, meno ancora una parola, di quanto avrebbe detto Papa Francesco, secondo “La Mummia”, riassumendo:

  • Il volume si compone da sempre di una Nota del curatore, Nicolas Diat; di un saggio inedito del Papa emerito Benedetto XVI; di un saggio inedito del Cardinale Robert Sarah; di una Introduzione e di una Conclusione. L’Introduzione e la Conclusione sono state scritte dal Cardinale Robert Sarah e sono state “lette e condivise” dal Papa emerito Benedetto XVI.
  • Il (doppio) nome di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI ci sarà sulla copertina del libro“Dal profondo del nostro cuore”, con la (doppia) firma di “Robert Sarah con Joseph Ratzinger/Benedetto XVI”.

Invece, il 16 gennaio Scalfari riferisce: “Papa Francesco: con Ratzinger il caso è chiuso”. “Ratzinger ha fatto sapere di non essersi schierato affatto con il cardinale Sarah né di avere mai autorizzato un libro a doppia firma con lui. Benedetto ha dunque fatto arrivare a Francesco tutta la sua solidarietà”. Chi credere, Scalfari o Cantagalli? Non ho dubbi, e voi?
Comunque, fatto (grave) resta, che fino ad oggi non c’è stato nessuna smentita ufficiale, che sarebbe più che opportuno e necessario, come ha osservato Marco Tosatti nella sua riflessione su Radio Roma Libera il 22 gennaio: “Nei giorni scorsi, proprio mentre infuriava la polemica intorno al libro che Benedetto XVI e il cardinale Robert Sarah hanno scritto in difesa del celibato sacerdotale, insidiato dalle usuali manovre ambigue e indirette di un clericalismo criticato a parole e praticato ampiamente nelle azioni, il mondo ha assistito all’ennesimo show di Eugenio Scalfari e di papa Bergoglio. (…) Non riusciamo a prendere sul serio queste esternazioni. E probabilmente questo atteggiamento è condiviso dietro le Mura. Mi dicono colleghi molto più ammanicati di quanto non sia chi parla e scrive che il Grande Vecchio di Repubblica telefona spesso per avere un appuntamento. E mi è stato raccontato un episodio significativo. Durante uno dei recenti viaggi papali il Pontefice è passato salutando uno per uno i giornalisti, con una frase personale e scherzosa; e giungendo da uno degli inviati di Repubblica ha chiesto: ‘Come sta la Mummia?; e possiamo ben immaginare a chi si riferisse… Il problema però nasce da quanto Scalfari riporta, senza essere smentito. E qui forse né il Pontefice né i suoi assistenti si rendono conto del danno che possono creare certe affermazioni. (…) forse sarebbe davvero opportuno che per evitare l’aumento della confusione già presente nella vita della Chiesa il Pontefice chiedesse in amicizia al suo ospite di prendere il caffè con lui, ma di rinunciare a scriverne. O, se proprio il fondatore di Repubblica non riesce a tenersi, almeno di evitare le citazioni fra virgolette. Per i cattolici quello che dice il papa sembra sia ancora importante…E se riscrive tutto il mistero della divinità e dell’umanità anche corporea di Gesù Cristo dalle colonne di Repubblica; beh forse un qualche segno di vita da parte della Santa Sede ci vorrebbe”.

Caso chiuso? Fanno riflettere le parole di David Cantagalli a conclusione del suo Comunicato: “Sono convinto che la chiarezza di queste pagine donerà pace ai cuori e alle menti. «Il fuoco ha da ardere»”.

L’elogio di un gattofilo per i piccoli felini

“L’umanità si può suddividere grossomodo in due categorie. In coloro che amano i gatti e in coloro che vengono puniti dalla vita” (Petrarca).

“Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all’uomo: attraversare la vita senza fare rumore. I gatti dimostrano di avere un’assoluta onestà emotiva” (Hemingway).

“C’è chi è savio, c‘è chi è matto, ci sono i buoni, ci sono i cattivi, c’è chi è migliore, c’è chi è mal fatto (…)“ (T.S. Eliot).

Konrad Zacharias Lorenz, il zoologo e filosofo austriaco, affermava: “Per scrivere sugli animali bisogna essere ispirati da un affetto caldo e genuino per le creature viventi, e penso che a me questo requisito verrà senz’altro riconosciuto”.

Chanel e Seville.

Proseguo mia giornata nel pomeriggio su questo “Blog dell’Editore”, con un argomento, che mi appassiona, già da bambino (a casa c’erano sempre gatti, perché dovevano tener lontano i topi dal laboratorio di mio padre, che era maestro cioccolatiere, pasticciere e panettiere). Gattofilo si nasce, non si diventa. Ormai, si sa che faccio parte di quella parte dell’umanità, che è gattofila e che convivo con il la Dama Chanel e il Cavaliere Seville (ritratti nella foto di copertina durante il loro riposino di questo pomeriggio). C’è anche chi mi chiama “gattolico” e aggiungo: praticante.

Il mantello di Chanel (nata il 25 maggio 2018) è tricolore e il mantello di Seville (nato il 1° giugno 2018) è bianco tigrato rosso, così li descrive il veterinario nel loro Libretto sanitario internazionale di vaccinazione. Sono cugini e le loro madri, che erano sorelle, li hanno allattati indistintamente, come fossero fratelli.

Chanel.

L’Hermitage a San Pietroburgo è uno dei musei più importanti e ricchi di opere d’arte al mondo, ma in pochi sanno che questo museo della Russia ospita non solo quadri importantissimi, anche una nutrita colonia di una sessantina di gatti, specializzati nel tenere alla larga topi e altri roditori dalle opere d’arte inestimabili.
Si tratta di una tradizione che risale ai tempi degli Zar. Pietro il Grande fu il primo a offrire rifugio ad un felino portato con sé dai Paesi Bassi in quello che allora era il Palazzo d’Inverno. L’Imperatrice Elisabetta, terrorizzata dai topi, fece giungere un gran numero di gatti da Kazan e così i mici, diventati un piccolo esercito, assunsero lo status di veri guardiani del palazzo con l’Imperatrice Caterina II la Grande, la prima a dare vita alla collezione di opere d’arte che ancora oggi costituisce il patrimonio di questo museo.
Sopravvissuti alla Rivoluzione d’Ottobre e ai primi caotici anni dell’Unione Sovietica, i gatti scomparvero solo nel periodo dell’assedio di Leningrado durante la Seconda guerra mondiale, ma la loro assenza causò una vera e propria invasione di ratti, tanto che, non appena finì l’assedio e tornò la pace, con essa arrivarono anche due vagoni di gatti dalla Siberia e dalla Russia Centrale, donati dai proprietari in segno di solidarietà.
Vivono nei sotterranei e nei sottotetti. Sono amati, rispettati e trattati con ogni cura. Ciascun gatto possiede un proprio documento identificativo. Ci sono aree predisposte nei sotterranei per nutrirli e curarli in caso di malattia. I dipendenti del museo li conoscono uno per uno e nelle strade accanto al museo ci sono appositi cartelli che ne segnalano il passaggio agli automobilisti, qualora decidessero di uscire dalle gattaiole e andare a rilassarsi sui bordi della Neva. Poiché la colonia felina tende naturalmente a ingrossarsi, di tanto in tanto i responsabili del museo si incaricano di trovare famiglie affidatarie cui assegnare alcuni dei gatti e mantenere la colonia intorno alle sessanta unità, una dimensione ideale per tenere alla larga i topi ed evitare che i gatti comincino a litigare tra loro. A testimoniare il profondo legame tra i felini e il museo dell’Hermitage, ogni anno, il 28 di marzo, i dipendenti del museo organizzano la Giornata del gatto dell’Hermitage, uno evento importante per tutta la città, con concorsi, giochi ed esposizioni didattiche.

Seville.

Ospito un contributo di Federica Vitale “Gatti: il loro cervello è superiore a quello umano” da Nextme.it-Guardaavanti, seguito da un elenco – non esaustivo certamente, tratto da uno studio di “Chupito’s farm – di personaggi storici e artisti, che in tutte le epoche sono stati attratti dai piccoli felini e molti di loro hanno reso protagonisti i loro compagni a quattro zampe delle loro opere, per concludere con “Il Nome dei gatti” di Andrew Lloid Webber.

Chanel.

Gatti: il loro cervello è superiore a quello umano
di Federica Vitale
Nextme.it, 10 maggio 2012
Il cervello felino come quello umano? Potrebbe anche essere vero. Ad ogni modo, gli schieramenti sono due: c’è chi ama i cani e c’è chi ama i gatti. Ma sappiate che proprio questi ultimi hanno risalito la china superando di gran lunga il cane in quanto ad intelligenza. Infatti, il nostro cucciolo peloso pensa, sogna e ricorda ed è ammaestrabile per svolgere compiti complessi. Una sorta di legame simile a quello che una ricerca ha reso noto di recente tra il cervello umano e quello dei vermi.
Un primato, dunque, che premia il felino, da anni sempre al secondo posto nell’indice di gradimento dopo il cane. E non solo. Il cervello felino, secondo i moderni studi, sarebbe molto simile a quello umano per struttura e funzione. È il New Scientist a tirare le somme su alcune ricerche ed esperimenti condotti su cani e gatti. E proprio questi ultimi hanno dimostrato di possedere un cervello con il doppio dei neuroni rispetto ai colleghi cani, sebbene più piccolo quanto a dimensioni. Questa particolarità, inoltre, renderebbe molto più semplice la capacità di processare le informazioni, proprio come un potente tablet.
I gatti possiedono circa 200 milioni dir recettori olfattivi, battendo nel numero il migliore amico dell’uomo. E che dire della loro capacità di prevedere gli attacchi di epilessia e i cambiamenti del tempo? Osservateli quando si lavano e il giorno dopo pioverà!
Le straordinarietà del gatto non finiscono qui. Secondo gli scienziati, infatti, avrebbero positivi effetti sull’essere umano. Basti pensare ai potenti effetti terapeutici delle fusa. È risaputo come l’amicizia e la vicinanza di un gatto faccia bene soprattutto alle persone sole e agli anziani. Tuttavia, i risultati cui sono giunti gli studiosi vedono nelle fusa forti poteri curativi e di giovamento alle persone che soffrono di reumatismi. Le fusa, infatti, vibrano tra 1,5 e 6 hertz, ossia la stessa frequenza utilizzata nelle terapie dell’artrite. E poi come negare il forte rilassamento di cui si beneficia avendo un gatto che fa le fusa sulle proprie ginocchia in poltrona o accanto, nel letto? Per quanti soffrono di pressione alta, invece, può rivelarsi utile semplicemente accarezzare il proprio micio per veder diminuire il ritmo cardiaco.
Tornando alla struttura del cervello felino, gli studi hanno dimostrato come sia più semplice aver dialogo con il micio anziché con il cane. Pare infatti che l’uomo comprenda prima il linguaggio di un gatto riuscendo, dunque, ad intavolare una vera e propria conversazione. A loro volta, i felini hanno dimostrato di avere elevate doti di apprendimento. Capacità questa che si è rivelata utile ai portatori di handicap poiché in grado di svolgere persino incarichi domestici. Infine, ma non per questo meno importante, avere un gatto per casa si rivelerebbe un valido rimedio contro lo stress, l’ansia ed i casi di depressione. E, nei casi di insonnia, la sua vicinanza costituisce uno dei più potenti sonniferi naturali.
Dunque, dimenticatevi del luogo comune per cui il gatto è poco simpatico, comunicativo e socievole. Proprio come ogni essere umano, i felini possiedono un carattere che va compreso e rispettato. E ora, se avete un gatto a portata di mano, tuffatevi nel suo pelo e lasciatevi cullare dalle sue fusa. Sempre che non siate allergici. Ma questo è un altro discorso!

Seville.

Alcuni personaggi amanti dei gatti
Il primo Imperatore romano Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto era un grande amante dei gatti e alla sua gatta fece diverse dediche.
Papa San Gregorio Magno in tutta la sua vita si è circondato di gatti e ha fatto aprire le porte dei conventi ai piccoli felini.
Il Profeta Maometto fu un grande amante degli animali e dei gatti in particolare, pare ne avesse molti, si racconta che un giorno la sua gatta Muezza, le si addormentò sulla veste e, giunta l’ora della preghiera, il profeta, non volendola svegliare, decise di tagliare un pezzo della sua veste piuttosto che destarla; al ritorno dalla Moschea, la gatta fece al Profeta un inchino per ringraziarlo, fu allora che Maometto la accarezzò tre volte sul dorso e da queste carezze nacquero i mantelli rigati o “tabby”.
Il Re di Gwynedd del Galles Hywel Dda il buono, nel complesso delle leggi gallesi da lui emanati, vi era la prima in difesa degli animali domestici.
Il Sultano d’Egitto e Siria El-Daher Beybars riservò ai gatti randagi il giardino “Gheytel-Qouttah” (Il frutteto dei gatti).
Il Re di Francia Luigi XV concesse al suo angora turco dall’iindole docili Brilliant privilegi superiori a quelli dei principi.
Francesco Petrarca chiese in una lettera a Giovanni Boccaccio di comporre per la sua gatta Laura (che aveva macchie di tre colori diversi, come la mia Chanel) al momento della sua dipartita un epigramma adeguato per il suo epitaffio, in cui scrisse: “Talvolta sono tentato di pensare che se Dio è potuto essere un uomo, avrebbe potuto essere benissimo anche un gatto, tanto perfetto è questo animale. Ma non oserei mai pronunciare questo pensiero e, Ti prego, serbalo anche Tu nel tuo cuore. La gatta tiene molto alla sua libertà personale, e ti adula solo se le va. (…) non c’è da stupirsi che io abbia un tale pensiero alla fine della mia vita: l’umanità si può suddividere grossomodo in due categorie. In coloro che amano i gatti e in coloro che vengono puniti dalla vita”.
Leonardo Da Vinci fu particolarmente incuriosito dal gatto da dedicargli degli studi specifici.
Torquato Tasso dedicò ai felini “Sonetti per i miei gatti”.
Il Cardinale Armand-Jean du Plessis Duca di Richelieu, Primo Ministro del Re di Francia Luigi XIII, alla sua morte aveva ben quattordici gatti, di cui si conoscono persino i nomi e le abitudini e a loro lasciò una lauta eredità.
François-Augustin de Paradis de Moncrif scrisse l’opera “Histoire des Chats” in cui prende le difese del gatto domestico attraverso fonti storiche, dell’Egitto soprattutto.
Charles Perrault scrisse la prima ed importante raccolte delle fiabe tratte dalla tradizione orale europea, tra cui la celebre favola de “ Il gatto con gli stivali” la cui morale è bene espressa da una citazione di Collodi: insegna che “Godersi in pace una ricca eredità, passata di padre in figlio, è sempre una bella cosa: ma per i giovani, l’industria, l’abilità e la svegliatezza d’ingegno valgono più d’ogni altra fortuna ereditata. Da questo lato, la storia del gatto del signor marchese di Carabà è molto istruttiva, segnatamente per i gatti e per i marchesi di Carabà”.
Isaac Newton è accreditato come l’inventore della gattaiola per permettere i suoi gatti di uscire dalla stanza da letto.
Le sorelle Charlotte, Emily e Anne Bronte erano grandi amanti degli animali in generale e in particolare del gatto Tiger, che viene anche raffigurato da Emily in ritratto, che scrisse anche il saggio “Le Chat”, nel quale difende la natura del gatto, che da molti al tempo, e forse anche oggi, era considerata egoista e crudele, definendola persino simile o migliore, in quanto priva di ipocrisia, di quella umana.
Alexandre Dumas padre, che amò moltissimo il gatto Mysouff e con il quale spesso lo si vedeva camminare per le strade Parigine, scrisse un’opera dedicata ai suoi animali “Histoire demes bêtes”; insieme ad altri colleghi amanti dei gatti, quali Guy de Maupassant, Charles Bodelaire e Anatole France, fu uno dei fondatori della lega per la difesa dei felini.
Emile Zola scrisse per il suo bello angora turco “Il paradiso dei gatti”, in cui racconta del suo forte desiderio di vivere come un randagio e che lo porterà a scappare di casa (come l’hanno Chanel e Seville); ovviamente il gatto ben presto si renderà conto che la vita di strada non faccia per lui e terminata la punizione per essere fuggito, che lui stesso reputerà dovuta,il gatto si troverà a pregustare il pranzetto di carne preparato appositamente per lui, finalmente al sicuro in casa sua (e secondo Zola il paradiso dei gatti è proprio questo, avere un’esistenza leggermente limitata ma decisamente più protetta e ricca di privilegi).
Lewis Carroll, che scrisse “Alice nel paese delle meraviglie” pensava che senza un gatto la casa dove abitava un bambino non fosse completa, fu così che inserì la gatta Dina ad accompagnare Alice in molte delle sue avventure.
Mark Twain, ovvero Samuel Langhorne Clemens, che ebbe molti gatti e i nomi scelti erano lunghi ed avevano una difficoltosa pronuncia, dedicò ai gatti “Tom Quartz & altri gatti” e anche “A cat-tale”.
Il Primo ministro brittanico Winston Churchill ebbe molti compagni gatti e molti vennero salvati portandoli a Downing Street.
Il 16̊ Presidente degli USA Abraham Lincoln fu il primo a portare un gatto alla Casa Bianca.
Il 26̊ Presidente degli USA Theodore Roosevelt ebbe anche lui diversi compagni felini; a Slippers era concesso davvero di tutto, anche di partecipare ai formali banchetti della Casa Bianca o dormire nel corridoio che dalla sala da pranzo portava alla East Room, dove venivano prese le importanti decisioni e ai collaboratori veniva richiesto di scavalcare il gatto con attenzione per non disturbarlo durante il suo riposo.
Il 35̊ Presidente degli USA John Fitzgerald Kennedy benché amante dei cani, non riuscì a rimanere indifferente difronte alle dolci fusa del piccolo Tom Kitten e portò anche lui alla Casa Bianca.
Il 46̊ Presidente degli USA William Jefferson Blythe III (Bill) Clinton alla Casa Bianca portò con se il gatto pezzato bianco e nero che la figlia trovò per strada da cucciolo, il First-Cat Socks; Hillary dedicò al gatto ed al cane il libro “DearSocks, Dear Buddy“, i cui proventi furono dedicati ad opere di carità e nel 2018 è uscito il videogioco “Socks the Cat Rocks the Hill“.
Ernest Hemingway fu tra i gattari famosi più noti; la maggior parte dei suoi gatti erano polidattili (ovvero con 6 invece di 5 dita), ne lodava spesso caratteristiche e identità e i protagonisti dei suoi racconti avevano sovente amici gatti.
Il vate del modernismo, premio nobel per la letteratura e pure divertente scrittore per ragazzi Thomas Stearns Eliot raccolse le poesie scritte in omaggio ai nipoti “ Old Possum’s Book of Practical Cats “ (Il libro dei gatti tuttofare).
Cyriel Verschaeve, sacerdote national-fiammingo e scrittore, era un gattofilo; nel suo discorso in occasione della commemorazione del 27-28 settembre 1969 – a cui ero presente -, Maestro Adiel Debeuckelaere pronunciò le seguenti parole: “Semplice e modesto, avverso a tutte le manifestazioni politiche, visse più o meno ritirato dal mondo esterno ad Alveringem. Posso ancora vederlo nel suo studio, tra i suoi libri con il suo gatto in grembo, lo sento ancora sognare ad alta voce senza nessuno potrebbe dire qualcos’altro”.
Il pittore ed esponente di spicco del Fauvismo Henri Matisse fu un amante dei gatti e inn diversi dipinti ha immortalato gli splendidi Minouche e Coussi.
Il pittore cubista Pablo Picasso non rimase indifferente al fascino esercitato dai gatti e a sua compagna favorita fu la gattina Minù; diversi dei suoi dipinti hanno i gatti come soggetti e cercava di trasportare su tela la loro forza ed il loro lato animalesco più oscuro.
Il padre della Pop Art Andy Warhol fu figlio di una grande amante dei gatti, ne era innamorato anche lui e gli dedicò “Venticinque gatti di nome Sam e uno di nome Blue Pussy”, composto da immagini di gatti rappresentati in atteggiamenti bizzarri, dal soggetto capriccioso a quello regale, e tutti con personalità molto spiccate.
Piero Martinetti, filosofo e docente universitario, molto sensibile al tema della dignità degli animali, al punto da essere uno tra i primi illustri esponenti che divennero, notoriamente, vegetariani; naturalmente condivise la sua vita con diversi compagni felini ai quali dedicò commoventi epitaffi quando questi dipartivano.
Italo Calvino dedicò ai gatti “ Il giardino dei gatti ostinati “, un’ode all’astuzia dei piccoli felini.
Il poeta e politico cileno Pablo Neruda, ovvero Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, scrisse diverse odi e poesie dedicate ai gatti.
Il poeta inglese William Wordsworth dedicò una delicata poesia ad un micino che giocava con delle foglie che cadono.
Henry Charles Bukovski, il poeta e scrittore americano dai modi piuttosto scontrosi nascondeva un tenero cuore che riservava ai gatti; era solito raccogliere gatti randagi anche piuttosto mal ridotti e portarli a casa sua per curarli e sfamarli e il suo gatto preferito fu Factotum; scrisse un piccolo libro intitolati “Sui gatti” contenente poesie e testi inediti, liriche, prose e semplici annotazioni che avevano per soggetto i gatti.
Jack Kerouac, che amava i gatti per il loro atteggiamento ribelle a ogni tipo di costrizione, descrisse suo gatto preferito Tyke o nel romanzo “Big Sur”.
Freddie Mercury, ovvero Farrokh Bulsara amava teneramente i suoi gatti a cui ha dedicato suo album “Mr Bad Guy”; li trattava quasi come fossero esseri umani, come suoi figli.

Chanel.

Il Nome dei gatti
di Andrew Lloid Webber
Dare un nome a un gatto è una faccenda particolare,
Tutt’altro che uno sport da incompetenti;
Penserete che io sia matto da legare
Se vi dico che un gatto ha TRE NOMI DIFFERENTI.
Primo, il nome che la famiglia usa di solito,
Come Pietro, Augusto, Gianni o Alonzo,
Come Vittorio o Giona, Baffo o Ippolito:
Tutti nomi comuni d’ogni giorno.
Ci sono nomi più ricercati, con un suono più fine,
Come Platone, Admeto, Elettra, Astolfo,
Sia per i signori che per le signorine:
Però tutti nomi comuni d’ogni giorno.
Ma un gatto ha bisogno di un nome speciale,
Un nome esclusivo, più meritorio,
Altrimenti come potrà la coda inalberare
O sollevare i baffi o compiacere il suo orgoglio?
Di questo tipo di nomi ve ne cito qualcuno,
Come Munkustrap, Quaxo o Caricopatto,
Come Bombalorina, o Jelliloruno:
Nomi che appartengono sempre a un solo gatto.
Ma al di là di questi c’è un nome sottile,
E si tratta del nome che non indovinerete mai;
Il nome che nessuna indagine umana può scoprire:
MA IL GATTO STESSO LO SA, e non rivelerà mai,
Quando vedete un gatto in profonda meditazione,
È sempre, sappiate, per la stessa ragione:
La sua mente è rapita in estatica contemplazione
Del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
Il suo ineffabile effabile
E ffineffabile
Profondo e inscrutabile singolo Nome.

Seville.

Casa Rut a Caserta. Per le donne vittime dello sfruttamento della prostituzione

Oggi ho voluto iniziare la mia giornata su questo “Blog dell’Editore”, ospitando un contributo della Dott.ssa Giovanna Passariello – Presidente del Comitato di volontariato “Ad Astra” (con cui il 21 gennaio 2020 ho visitato il Reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Università degli Studi di Campania “Luigi Vanvitelli” a Napoli) – pubblicato stamattina su sito “Mediavox Magazine-La cultura da condividere”.
Si tratta di un tema molte forte, a cui Korazym.org in passato ha dedicato già attenzione.
Ci ritorneremo in futuro, di sicuro.

Casa Rut
A Caserta, la casa per le donne vittime dello sfruttamento della prostituzione
di Giovanna Passariello [*]
Mediavox Magazine, 24 gennaio 2020

“Cara sorella, c’è qualcuno che pensa a TE con Amore!”
Casa Rut, una casa nata da un fiore.
Un cortile con un appartamento sul cui balcone è appesa la bandiera della Pace. Ancora prima che Suor Agnese mi rispondesse al citofono, avevo capito che quella era Casa Rut.
L’emozione e la timidezza iniziale sono subito svanite nella calda tazza di caffè preparata dalla silenziosa e tenera Suor Flora.
Ci siamo accomodati un ampia stanza con un lungo tavolo, tutto arredato in maniera semplice, ma con calore .
Al muro erano appesi dei tessuti ricamati con motivi africani, regnava pace. A Casa Rut, le attivissime suore non si fermano mai, non hanno tempo di fermarsi. Devono essere pronte in qualsiasi momento a dare rifugio a donne vittime della prostituzione che hanno deciso di denunciare i loro sfruttatori: loro sono pronte ad ACCOGLIERE.
Come suona bene questa parola: accoglienza! Eppure c’è ancora molta ignoranza sul tema della tratta delle schiave del sesso e, soprattutto, non si è pronti (o, peggio, non c’è volontà di comprendere) ad accertare la preoccupante portata del problema.
Peggio del peccato c’è l’indifferenza e noi tutti non possiamo girarci dall’altra parte per non vedere lo sfruttamento delle bambine e delle donne sulle nostre strade.
Anche Papa Francesco ha incontrato una delegazione di Casa Rut per affrontare il problema.
Suor Assunta ci spiega come è nata Casa Rut: “Nasce come risposta, verso la fine degli anni ’90, ad una sfida della Chiesa che ci chiedeva di far fronte alle nuove povertà. Noi sorelle abbiamo pensato a quali povertà potevamo aiutare… Parlando con la Caritas abbiamo saputo che in questo territorio c’era molta immigrazione; siamo state ricevute dall’allora vescovo Raffaele Nogaro che rimase contento della nostra proposta. Partimmo con questo progetto di casa di accoglienza con due suore per una prova, la Caritas ci diede un appartamentino.
Piano piano, nel 1995, si è costituita questa presenza sul territorio. Casa Rut è nata qualche anno dopo quando l’8 Marzo del 1997, nel Vialone Carlo III, con un cesto di primule, no di mimose, ma primule, avevano scritto in tre lingue ‘Cara sorella, c’è qualcuno che pensa a TE con Amore!’. Avvicinare queste ragazze non fu facile allora e non lo è nemmeno adesso, la paura è tanta. Ma poi loro stesse hanno chiesto che le suore ritornassero ripetutamente. C’è stato un momento in cui una prima ragazza ha chiesto di salire in macchina e venir via, dopo di Lei altre ed altre ancora. Da lì è partita Casa Rut. Casa Rut è partita da un fiore e da tanto Amore verso queste ragazze. Dopo 24 anni abbiamo accolto quasi 700 ragazze e sono nati 80 bambini. Molte cose fatte in silenzio, un silenzio che fa rumore perché, oltre a Casa Rut, abbiamo anche la Coperativa ‘New Hope’ per dare uno sbocco lavorativo a queste ragazze”.

A tal riguardo, nell’aria c’è un Progetto nuovo che presto arriverà in Casa Rut, grazie ad una sinergia di Associazioni di volontariato ed Istituzioni locali, ma non possiamo ancora parlarne dettagliatamente, possiamo solo dire che sarà un altro piccolo contributo per consentire a queste giovani donne di ritrovare la loro dignità attraverso il lavoro, perché solo il lavoro regala indipendenza e libertà.
Quindi rivolgiamo a Suor Agnese una domanda che funge da consiglio per noi volontari spesso impreparati ad approcciare Donne con un vissuto pesante alle spalle, donne diffidenti per paura: come si può conquistare la fiducia di queste ragazze?
Suor Agnese risponde così: “Ci vuole tempo, pazienza ed uno sguardo d’amore. Guardare chi hai di fronte non come un ‘fenomeno’, ma come ‘persona’. Ognuno di noi ha un bagaglio di esperienze anche non belle ma non bisogna scoraggiarsi se all’inizio queste ragazze appaiono silenziose o diffidente; il volontario arriva con la sua idea di salvare il mondo e poi si scontra con una realtà piú dura delle aspettative e tende a scoraggiarsi. Bisogna perseverare”.
Suor Assunta ci presenta Rachel di 35 anni, ospite in Casa Rut in attesa di regolarizzare la sua posizione.
Rachel sogna di diventare estetista e non facciamo fatica a crederle visto la cura che mostra per le sue mani e le treccioline ai suoi capelli. Toccandole le mani sento che trema, è emozionata, forse a tratti confusa, quindi la tranquillizzo spiegandole che siamo lì per dirle che apprezziamo molto il suo coraggio e che sarà un esempio per tante donne che si trovano in scomode e pericolose situazioni.
Allora Rachel si asciuga gli occhi e riesce a dire: “Io in casa Rut ho trovato Casa, perché una casa è dove trovi una famiglia, queste erano le cose che mi mancavano. Ora sogno di diventare estetista e di farmi una famiglia tutta mia”.
Ti auguriamo di realizzare il tuo sogno Rachel, non smettere mai di sognare ma trova in quel sogno la forza di costruire di nuovo la tua vita; continua a migliorarti, a studiare l’italiano, a formarti per diventare un’estetista esperta e vedrai che la costanza e la perseveranza, accompagnate dalla Provvidenza (che in Casa Rut non manca), arriverai alla tua meta.
Il pomeriggio è volato e prima di salutarci Suor Agnese ci mostra Casa Rut.
Il nostro saluto diventa un arrivederci e qualcosa mi dice…. molto presto torneremo!

[*] Giovanna Passariello è laureata in Lettere – Indirizzo Moderno presso l’Università ‘Federico II’ di Napoli, responsabile sales e marketing presso una importante azienda metalmeccanica, da maggio 2018 Giornalista Pubblicista e collabora con “Mediavox Magazine”. Dal settembre 2016, è Presidente del Comitato di volontariato “Ad Astra” occupandosi dell’organizzazione di eventi culturali come mostre, convegni e conferenze, tra i quali: in tema di prevenzione dei tumori, la mostra fotografica “Scars of life” presso l’Ospedale “Cardarelli” di Napoli (marzo 2018) e presso il Consiglio Regionale della Campania (maggio 2018); il convegno “Cyberbullismo e bullismo – azioni di prevenzione e contrasto”, il convegno “Idee e strategie per abbattere la dispersione scolastica” presso il Comando Aereoporto Militare di Napoli “Ugo Niutta”.

Christian Day a Roma a difesa del Cristianesimo. Battaglia di Civiltà per iniziativa dei cristiani evangelici

Si terrà sabato 25 gennaio 2020 a Roma, alle ore 15.00 in Piazza Santi Apostoli il Christian Day – Per la difesa dell’identità cristiana, organizzato dai cristiani evangelici della rete dei Movimenti Cristiani Italiani formata da Movimento Rialzati Italia (Presidente Claudia Baldari), Cristiani per l’Italia (Presidente Sandro Oliveri) e A.C.E – Azione Cristiana Evangelica (Presidente Adriano Crepaldi).

Si tratta di un manifestazione pubblica non confessionale né di preghiera, per ribadire la necessità di difendere l’identità cristiana e per dire basta alla costante mancanza di rispetto nei confronti della religione cristiana e delle figure di Gesù Cristo e della Beata Vergine Maria.
La manifestazione intenderà ribadire la volontà dei cristiani di non tacere davanti ai molti casi di blasfemia e vilipendio della religione cristiana che ci sono stati, soprattutto in Italia e soprattutto negli ultimi mesi.
L’invito è rivolto a tutti coloro che ritengono che l’identità cristiana, del popolo italiano, sia caratterizzazione da difendere e preservare in maniera inequivocabile (pur mantenendo, l’Italia, la caratteristica di Stato laico e non confessionale) a prescindere dall’appartenenza al credo cattolico, evangelico, ortodosso, etc.
La manifestazione non è contro nessuno, tantomeno contro altre religioni – hanno dichiarato gli organizzatori -, ma reclama la necessità di difendere, nello spazio pubblico, diritti esistenti ed in particolare di esigere il rispetto per le figure che rappresentano il Cristianesimo, in particolare per nostro Signore Gesù Cristo, in ogni ambito, anche attraverso una più efficace tutela in ambito penale del sentimento religioso.
“Per coloro che sono cristiani, ricordo che per noi è obbligatoria l’imitazione di Cristo – ha dichiarato Silvana De Mari, medico chirurgo, psicologa cognitiva, scrittrice e blogger -. Quando la sacralità di Dio è offesa, Cristo rovesciò i tavoli e prese la gente a scudisciate. Il momento è venuto di rovesciare il tavolo del conformismo anticristiano e di tirare fuori gli scudisci dell’indignazione. Chi sono gli artisti che irridono Cristo? Chi può provare piacere a sporcare la sua figura? Persone con ferite profonde, ma non irrimediabili, del loro ego. Permettere lo scempio peggiora e aggrava tutto questo. La legge proibisce lo scempio. Uno stato decente applica la legge. O smette di essere una stato decente”.
Il pastore della Chiesa di Gallico, Demetrio Amadeo, unitamente agli altri pastori, rimarca “l’importanza di manifestarsi uniti e coesi per denunciare con forza gli ultimi fatti gravissimi accaduti nella nostra Nazione contro il nostro credo Cristiano, contro i valori e principi e soprattutto contro nostro Signore Gesù Cristo. Davvero inaccettabili e deprivanti della nostra identità cristiana nazionale gli ultimi episodi di cronaca”.
Il Manifesto esposto al Museo d’arte contemporanea di Roma – hanno affermato i Movimenti Cristiani Uniti – che ritrae uno scempio senza fine di un uomo con un bambino inginocchiato che demarca profili di depravazione e di pedofilia, lasciando intendere che quell’uomo rappresenti Gesù; Netflix che, superando ogni decenza, ha lanciato il film blasfemo “La prima tentazione di Cristo”, dove Gesù viene raffigurato in versione omosessuale, con un fidanzato e con nessuna voglia di diffondere il Vangelo, anzi frequentando i suoi discepoli che vengono descritti come un gruppo di alcolisti. Denunciamo a voce alta – proseguono i Movimenti Cristiani Uniti – queste azioni blasfeme e vergognose chiedendo con forza la rimozione del manifesto osceno dal Museo d’arte contemporanea di Roma e la sospensione della serie TV di Netflix [*], perché riteniamo che tali atti non solo offendano in modo ignobile il nostro credo e la persona del nostro Signore Gesù Cristo, ma siano identificabili come reato penale di vilipendio contro un credo religioso, il credo Cristiano.
“Il messaggio di salvezza predicato dal nostro Signore Gesù Cristo – ha affermato il pastore della Chiesa di Ionadi, Giovanni Perri – ha diviso la storia in avanti e dopo Cristo, e i cristiani dovrebbero contrastare ogni forma di oppressione o di discriminazione. La fede senza le opere è morta. Un cristiano che soggiace muto a tali provocazioni non fa onore a quel popolo che 2000 anni fa accettava di essere martirizzato nelle arene per difendere la propria identità e non rinnegava il proprio Signore e Salvatore”.
“L’obiettivo di realizzare il regno di Dio su questa terra – ha dichiarato il pastore della Chiesa di Condofuri, Carlo Livia – deve unire tutta la Chiesa per giungere ad un obiettivo unitario, il prevalere della cultura e della civiltà cristiana, la diffusione e la difesa di tutti quei valori che hanno da secoli permeato la nostra nazione”.
“Siamo diventati il Paese dove i bambini in classe devono rimuovere il Crocifisso – ha denunciato la rete di Chiese Cristiane Italiane – per non offendere altri credi religiosi, e nessuno si indigna o batte ciglio per difendere il nostro credo, la nostra cultura e la nostra identità cristiana. Siamo stanchi di queste continue offese, di questi continui attacchi e chiediamo leggi più severe per coloro i quali compiano tali blasfemie, e la punizione per i responsabili di tali atti. A tal fine depositeremo denuncia presso la Procura della Repubblica per l’affissione del manifesto osceno che demarca non solo il reato di vilipendio ma ha anche i connotati della pedofilia”.
Infine i pastori rivolgono un appello a tutti i cristiani di buona volontà, abbandonando le barriere denominazionali: “Partecipiamo numerosi per la difesa del nome di Gesù Cristo alla manifestazione di piazza Santi Apostoli a Roma, sabato 25 gennaio 2020 per difendere il nostro credo Cristiano, per chiedere leggi più severe, per difendere i nostri valori, i nostri principi e la nostra identità cristiana, e invitiamo tutti a unirsi a noi in questa battaglia di civiltà”.

[*] A Netflix, scrive La Repubblica in un tweet oggi, 23 gennaio 2020, a decidere che cosa si vedrà in tutto il mondo sono un pugno di persone. E molti algoritmi. Ormai, il mondo è in mano ai robot, sempre di più. E non è la trama di un romanzo di fantascienza.
“L’indirizzo è 5808 Sunset Boulevard, Los Angeles. È lì che si trova il quartier generale di Netflix, il luogo dove vengono decise le serie e i film che tutto il mondo guarda. Le porte della sede del colosso americano si sono aperte per l’inviato di Venerdì, Riccardo Staglianò che nella storia di copertina del Venerdì in edicola il 24 gennaio 2020 racconta l’incontro con alcuni manager dell’azienda che gli hanno parlato del loro metodo di lavoro. «Non giriamo più puntate pilota. Se diciamo sì a un progetto vale per tutta la stagione. È rischioso, ma si evitano sprechi e si velocizza il tutto». Snella è anche la catena di comando, che varia a seconda del budget produttivo previsto: «La nostra forza è che anche un manager meno senior può dare la “luce verde”, decidere di fare una serie senza chiedere il permesso ai massimi livelli». Ma quanto contano per decidere i titoli gli algoritmi che elaborano i dati degli abbonati raccolti dalla piattaforma di streaming? A questa domanda i responsabili di Netflix, che possiedono tutti i numeri delle nostre passioni televisive, diventano più vaghi e si trincerano in frasi tipo. «Vogliamo storie autentiche»” (da Repubblica.it/venerdì, 23 gennaio 2020
).
“Discriminatorio e blasfemo” è stato definito in dicembre 2029 dal Presidente di Pro Vita & Famiglia Toni Brandi e il Vice presidente Jacopo Coghe: “Questa volta Netflix ha superato il limite della decenza. In Brasile ha lanciato il film blasfemo A primeira tentação de Cristo (La prima tentazione di Cristo), dove Gesù viene raffigurato in versione omosessuale, con un fidanzato, e dove non ha nessuna intenzione di dedicarsi alla sua missione di diffondere la parola di Dio. Come se non bastasse, il film prodotto dal gruppo di comici-videomaker Porta dos Fundos mette in scena la Vergine Maria come una vera e propria disgraziata e i discepoli come un gruppo di alcolisti. È un attacco alla religione cristiana, mascherato da ‘arte cinematografica’, piuttosto intravediamo più un vilipendio alla religione. Poiché Netflix non è una nuova nel mettere online tematiche di dubbio gusto, appoggiando posizioni e politiche che discriminano i diritti più sacrosanti come accaduto nei mesi scorsi in Georgia, negli Stati Uniti, dove il colosso dello streaming video ha minacciato di non fare più affari dopo che lo Stato ha approvato la legge sul battito cardiaco, quella che vieta l’aborto dopo il primo battito del cuore del bambino nel grembo materno, riteniamo che il fatto sia ancora più grave. Già 126mila persone hanno eliminato i loro abbonamenti in Georgia e anche qui impediremo che Netflix faccia propaganda anti-cristiana senza opporci”.
Avvenire ha scritto: “Irride il Vangelo” e poi ha riportato la dichiarazione di Netflix al quotidiano O estado de Sao Paulo in cui difende la “libertà creativa degli artisti” con cui lavora e sottolinea la vasta possibilità di scelta offerta dalla piattaforma, che comprende anche storie bibliche. “Giustificazione assai debole”, ha commenta il quotidiano della Cei, “anche perché di artistico La prima tentazione di Cristo non ha proprio niente, ma piuttosto risulta una insulsa, quanto irritante, goliardata che prende di mira il vangelo. Comicità demenziale? Piuttosto una facile scorciatoia per cercare di ottenere più contatti video, un calcolo commerciale che se ne infischia allegramente della sensibilità dei tanti fedeli soprattutto se presentato come Speciale di Natale”.

Cardinale Filoni desidera incontrare e camminare insieme con i membri dell’Ordine del Santo Sepolcro

Sua Eminenza il Cardinale Fernando Filoni, il nuovo Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, si è rivolto oggi, 23 gennaio 2020 con un breve video messaggio ai Cavalieri e Dame dell’Ordine, esprimendo il suo desiderio di incontrarli e di camminare insieme.
Il Cardinale Filoni è stato nominato da Papa Francesco Gran Maestro dell’Ordine dall’8 dicembre 2019, Solennità dell’Immacolata Concezione.
L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme è un’istituzione laicale posta sotto la protezione della Santa Sede. Esso di prefigge lo scopo di rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana, di sostenere e aiutare le opere e le istituzioni della Chiesa Cattolica in Terra Santa nel senso più ampio del termine, e particolarmente quelle del Patriarcato Latino di Gerusalemme che include anche Cipro e la Giordania, sostenendo così la presenza cristiana nei territori biblici.
Attualmente l’Ordine conta circa 30.000 membri, che sono organizzati in più di 60 Luogotenenze e Delegazioni Magistrali presenti in quasi 40 paesi del mondo. Il sostegno economico per il quale i membri dell’Ordine si impegnano rappresenta uno dei principali introiti del Patriarcato Latino di Gerusalemme da destinare a fini sociali caritativi.

Dopo il linciaggio mediatico, con feroci insulti, virulente polemiche e squallide diffamazioni, nessuno della ciurma dei pasdaran chiederà scusa

“(…) i veleni di queste settimane non si cancellano e il fango gettato soprattutto sul cardinale Sarah lascerà il segno. E si può stare certi che nessuno chiederà scusa – anzi, eviteranno anche di dare la notizia con rilievo – per quel che è accaduto. In secondo luogo, la vicenda – come abbiamo già detto – è sembrata ubbidire a una regia che aveva tutto l’interesse a creare un polverone sul nulla per poter oscurare il contenuto del libro (…)” (Riccardo Cascioli).

Dopo la pubblicazione del mio articolo di ieria seguito dell’annuncio dell’Editrice Cantagalli, che il libro “Dal profondo del nostro cuore” in italiano uscirà come previsto il 30 gennaio 2020, con solo un cambiamento (formale) nella copertina (come lo sarà per tutte le edizioni future), sostituendo “Robert Sarah-Benedetto XVI” con “Robert Sarah con Joseph Ratzinger/Benedetto XVI” – ho lette i contributi di Riccardo Cascioli su La Nuova Bussola Quotidiana (“Sarah e Benedetto XVI, il libro esce. Testi e firme confermate”) di ieri, 22 gennaio 2020 e di Marco Tosatti su Stilum Curiae (”Il libro di BXVI sul celibato esce con le due firme, anzi, tre”) di oggi, 23 gennaio 2020, che aggiungono ulteriori dettagli e informazioni di retroscena dei giorni e giorni di linciaggio mediatico, con feroci insulti, minacce e intimidazioni, virulente polemiche e squallide diffamazioni, a seguito delle anticipazioni di Le Figaro sull’uscita del libro sul sacerdozio, a difesa del celibato sacerdotale e sulla sua importanza fondamentale per la vita della Chiesa, a doppia firma del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il Cardinale Robert Sarah e del Papa emerito Benedetto XVI.

Rileva Cascioli: “Le polemiche sono state particolarmente virulente dai soliti settori del mondo cattolico, dai ‘guardiani della Rivoluzione’ e dagli ‘intellettuali’ catto-progressisti, che non si sono certo risparmiati negli insulti durissimi contro il cardinale Sarah e nella richiesta di mettere la museruola al Papa emerito. Si è arrivati a vette di menzogna forse mai raggiunte prima, particolarmente gravi quando si consideri che perfino il quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, ha messo in bocca a Benedetto XVI (15 gennaio) affermazioni che non ha mai fatto né che si potevano desumere dalle comunque infelici parole di Gänswein: ‘Benedetto: sul celibato non firmo il libro di Sarah – «Mai autorizzata l’apposizione, né condivise premessa e conclusioni»’. A riprova del comune sentire del cardinale Sarah con il papa emerito, nel comunicato Cantagalli sottolinea che: «Si tratta di un volume dall’alto valore teologico, biblico, spirituale ed umano, garantito dallo spessore degli autori e dalla loro volontà di mettere a disposizione di tutti il frutto delle loro rispettive riflessioni, manifestando il loro amore per la Chiesa, per Sua Santità Papa Francesco e per tutta l’umanità». Dunque: il libro esce anche in italiano, la verità è ristabilita. Si potrebbe dire tutto è bene quel che finisce bene. Però non è proprio così. Anzitutto perché i veleni di queste settimane non si cancellano e il fango gettato soprattutto sul cardinale Sarah lascerà il segno. E si può stare certi che nessuno chiederà scusa – anzi, eviteranno anche di dare la notizia con rilievo – per quel che è accaduto. In secondo luogo, la vicenda – come abbiamo già detto – è sembrata ubbidire a una regia che aveva tutto l’interesse a creare un polverone sul nulla per poter oscurare il contenuto del libro, certamente molto sgradito a chi sta cercando di rivoltare la dottrina della Chiesa attaccando il celibato sacerdotale. Obiettivo, purtroppo, che è in qualche modo riuscito”.

Quindi, alla fine, ieri il comunicato di Cantagalli ha confermato, che il libro esce in Italia (come anche negli altri Paesi) con la firma di entrambi gli autori: “Robert Sarah con Joseph Ratzinger/Benedetto XVI”. Scrive Cascioli: “Dunque nessun ritiro della firma, come il segretario di Benedetto, monsignor Georg Gänswein, aveva dichiarato alle agenzie di stampa dopo che erano uscite indiscrezioni sul fatto che Benedetto XVI era all’oscuro del progetto del libro. Da lì si era scatenato un vero e proprio linciaggio mediatico del cardinale Sarah ma anche la solita campagna contro il Papa emerito. (…) Dunque la verità è ristabilita, ma resta la ferita di un linciaggio mediatico ai danni del cardinale Sarah e del papa emerito, a cui nessuno – si può stare certi – chiederà scusa. E c’è anche il “giallo” di un comunicato firmato da Benedetto XVI e Sarah venerdì scorso: avrebbe dovuto essere pubblicato dalla Segreteria di Stato ma se ne sono perse le tracce. (…) L’aggiunta del nome al secolo – Joseph Ratzinger – vuole in qualche modo togliere ai nemici dichiarati di Benedetto XVI il pretestuoso argomento di un testo scritto da “anti-papa”, ma chiunque legga il contenuto di questo libro deve onestamente ammettere che lo spirito con cui è scritto è quello di un contributo alla Verità, non di una schermaglia ideologica o di potere. E l’aggiunta della preposizione “con” nella firma meglio chiarisce ciò che è spiegato nella nota dell’editore che accompagna l’edizione. Cioè il libro si compone di un saggio di Benedetto XVI, un altro del cardinale Sarah (entrambi sono già stati spiegati dalla Nuova Bussola Quotidiana, qui e qui), quindi un’introduzione e una conclusione scritte fisicamente da Sarah ma «lette e condivise» da Benedetto XVI. Esattamente ciò che era già stato spiegato fin dall’inizio, ma che è stato ignorato per dare vita a «incessanti, nauseabonde e menzognere polemiche», come le ha definite alcuni giorni fa il cardinale Sarah”.

Austen Ivereigh: “Reports on emeritus pope’s condition these past months concur: he is conscious for barely half an hour at a time. Yet he has insisted on loyalty. If he is giving views that undermine Francis it means he is being manipulated by the usual unscrupelous courtiers. #elderabuse” (Rapporti sulla condizione del papa emerito negli ultimi mesi concordano: è cosciente per appena mezz’ora alla volta. Eppure ha insistito sulla lealtà. Se sta dando opinioni che minano Francesco, significa che viene manipolato dai soliti cortigiani senza scrupoli. #elderabuse abuso di anziani).

Commenta Tosatti: “Finisce una vicenda che ha messo a nudo, se mai ce ne fosse bisogno, il livello infimo di una corte di giornalisti e faccendieri dell’informazione che circonda la corte Pontificia; che hanno fatto campagna sin dal primo istante sostenendo che Benedetto XVI era stato ingannato, gli era stata carpita la fiducia e la firma e via infamando (è d’obbligo ricordare l’hashtag #elderabuse abuso di anziani, di Austen Ivereigh; un monumento al livore e alla bassezza). Ma tutto il resto dell’armata di bravi non si è tirata indietro, con maggior o minor stile, a seconda del ruolo e del carattere; e così assistiamo oggi su twitter alla marcia indietro seccata di un fan bergoglista su un grande giornale che se la prende con l’entourage del papa emerito (leggi: Gänswein) per aver scritto che Benedetto XVI ritirava la firma. Che invece campeggia, grande come la vita, sul frontespizio del libro.
Dobbiamo dire che la fine di questa vicenda che sarebbe comica, ahimè per la Chiesa, se non fosse tragica, doppio ahimè per la Chiesa, appare quasi ridicola. Quindi il libro è stato scritto da Robert Sarah CON Joseph Ratzinger/Benedetto XVI. I fini diplomatici della Segreteria di Stato e della Corte forse non si sono resi conto che l’uso del doppio nome rafforza, non indebolisce la presenza del papa ahimè emerito.
E, in buona sostanza, costituisce una clamorosa sconfitta. Già, perché allora è vero che Benedetto XVI ha scritto un lungo documento contro l’ipotesi – imminente nell’esortazione apostolica sull’Amazzonia – di indebolire il celibato, aprendo la strada a Germania Olanda, Belgio, Francia e chi più ne ha più ne metta. È vero che Benedetto XVI ancora c’è, lucido, vivo anche se fragile, e in grado, quando la situazione a suo giudizio diventa pericolosa per la Chiesa e la Fede, di dire una parola pesante e importante. (…) questo libro, nella sua limpidezza, ha scoperto il giochino, sempre lo stesso, di un regime che non ama camminare nella luce, e cerca di contrabbandare cambiamenti epocali come eccezioni limitate nello spazio – non nel tempo…-, la punta sottile del cuneo destinato a scardinare la Chiesa. Resta la curiosità di sapere che cosa fosse scritto nel comunicato – scritto anch’esso a quattro mani – da Benedetto XVI e Robert Sarah, di cui parla Cascioli, e arenato in qualche luogo della Terza Loggia…”.

Qui stiamo di fronte ad un mistero, come rileva Cascioli, facendo la cronistoria dal 17 al 20 gennaio 2020: “Dopo giorni di feroci polemiche, venerdì 17 il cardinale Sarah si è recato alle 18 a Mater Ecclesiae, residenza di papa Benedetto XVI. È stato un incontro chiarificatore di cui ha dato notizia lo stesso Sarah con alcuni tweet: «A causa delle incessanti, nauseabonde e false controversie che non si sono mai fermate dall’inizio della settimana, riguardanti il libro Dal profondo dei nostri cuori, ho incontrato il papa emerito Benedetto XVI questa sera», ha scritto il cardinale guineano, che poi prosegue: «Con il papa emerito Benedetto XVI abbiamo potuto constatare come non ci siano fraintendimenti tra di noi. Sono uscito da questo bell’incontro molto felice, pieno di pace e di coraggio». Seguono poi i ringraziamenti all’editore francese per il lavoro svolto. L’incontro e il clima concorde che lo ha caratterizzato non sono stati smentiti da nessuno, ma l’annuncio via tweet del cardinale Sarah sembrava preannunciare qualcosa che attestasse una volta per tutte questa unità di intenti. In effetti sappiamo che da quell’incontro era uscito un comunicato congiunto, firmato da Benedetto XVI e dal cardinale Sarah, teso a confermare la doppia paternità del libro e mettere fine al linciaggio mediatico dei due. Per evitare ulteriori frizioni si era stabilito di consegnare questo comunicato alla Segreteria di Stato per la pubblicazione, che sarebbe dovuta accadere non più tardi di lunedì 20. Del comunicato però si sono perse le tracce: censurato dalla Segreteria di Stato? Rimasto nella borsa di mons. Gänswein o di qualche altro funzionario? Non è dato sapere. Però rimane la sgradevole impressione che si voglia fare di tutto per impedire che emerga con chiarezza la totale sintonia di Benedetto XVI e del cardinale Sarah in materia di sacerdozio, celibato e non solo”.

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