Archivio – Korazym II

Il mistero dell’Ascensione

«Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose (Ef 4,10)».

Il gioco in teologia.

La ricerca prende le mosse, dal punto di vista metodologico, dall’idea elaborata da Paul Ricoeur a riguardo di un pensiero a partire dai simboli, e tenta di applicare questo metodo al tema del gioco per farne una ‘categoria’ utilizzabile in ambito teologico. 

Il mese di maggio e il Coronavirus: se pregare Maria nel dolore è il segreto dei santi

La situazione che stiamo vivendo può suscitare delle domande: perché questo male? Perché questa sofferenza? Perché questo virus? Perché la caducità della vita, la morte, i lutti? Perché la solitudine, lo smarrimento, l’angoscia? Potremmo andare avanti a lungo.

Il tutto nel frammento

Forse ti starai chiedendo: ma c’è proprio necessità di un blog sulla teologia? A ben vedere diversi sono i blog sulla teologia e alcuni di questi sono anche molto validi. Persone competenti parlano e trattano di teologia. Tuttavia vorrei dare vita ad un’avventura un po’ diversa per tre motivi.

Qualcuno ha trovato un “Rosario” nel testo dettato ieri del Papa?

Il titolo di un articolo (e parte del suo contenuto) comparso ieri sulla pagina web del “Messaggero” di Roma risulta sproporzionato rispetto alle parole realmente pronunciate da Papa Francesco durante l’omelia in occasione della celebrazione dell’Epifania. Il “Messaggero” titola infatti: «Il Papa ai credenti: non basta avere un rosario in mano, bisogna imparare ad adorare Dio e non il proprio Io».

La preghiera di Benedetto XVI per la diocesi di Eisenstadt.

“Signore, aiutaci in questo nostro tempo ad essere e a rimanere veri cattolici – a vivere e a morire nella grandezza della Tua verità e nella Tua divinità”: sono le parole di Benedetto XVI contenute nella lunga preghiera scritta in occasione del 60° anniversario della diocesi austriaca di Eisenstadt. 

“Il Salvadanaio” di Riccardo Pedrizzi al “Book in the Future” di Anzio

La rassegna di incontri con gli autori organizzata dalla cooperativa Duemme Multimedia “Book in the future – Letture in corsia” è partita il 21 novembre 2019 nella Sala consiliare della Residenza municipale di Anzio a Villa Sarsina in via Ambrosini, con il dibattito sul libro di Riccardo Pedrizzi dal titolo “Il Salvadanaio. Manuale di Sopravvivenza Economica”, pubblicato dalla Guida Editori.

A moderare l’incontro c’è stato Angelo Pugliese, Responsabile della comunicazione per la Duemme Multimedia, mentre è intervenuto con l’autorel’esponente dell’Associazione culturale “Mnemos” Gabriele Federici. Era presente, a rappresentare l’amministrazione comunale, in assenza del sindaco, l’Assessore alle finanze Eugenio Ruggiero.

Le riflessioni dell’ex senatore di Alleanza Nazionale e Presidente dell’UCID Lazio sulla disparità di trattamento nei confronti del Sistema bancario Italiano da parte delle istituzioni finanziarie internazionali hanno trovato molte condivisioni, come anche le argomentazioni di Gabriele Federici sulla necessità di recuperare all’interno dell’Area Euro lo spirito base di quella che viene definita “Economia Sociale di Mercato”, dottrina economicistica alla base di stati come Italia, Germania Federale e Giappone, che hanno trovato in sostanziale accordo anche Pedrizzi.

Il punto centrale del libro “Il Salvadanaio” è focalizzato sulla riflessione sul concetto di risparmio e su come quello italiano, debba essere difeso e valorizzato, in un contesto in cui la società dei consumi e delle innovazioni tecnologiche, sembra scalfire e danneggiare lo stesso, facendo che il suo utilizzo in ambito di risorsa di liquidità bancaria venga destinato solo a finalità prettamente speculative e non atte a incentivare la creazione di attività di piccola e media impresa e di posti di lavoro durevoli.

Federici ha evidenziato le interessanti considerazioni di partenza sulla questione, contenute nel libro, partendo dal contesto attuale dell’economia mondiale, che prevede necessariamente, in una fase di globalizzazione elevata come quella attuale, una dispersione del meccanismo di raccolta e uso del risparmio non solo dell’Italia ma dei paesi del mondo occidentale.

Pedrizzi ha ribattuto, sostenendo che tale meccanismo non è sostenibile e va inquadrato e governato e che l’Europa dovrebbe battersi per una nuova divisione tra “Banche di Credito” e “Banche commerciali di investimento”.

In conclusione i relatori hanno sottolineato la necessità di un approfondimento sulla questione a livello di istituzioni economiche internazionali.

«Il “Salvadanaio” è un prezioso strumento di conoscenza che, partendo da una descrizione storica degli eventi degli ultimi anni, permette di avere un quadro chiaro delle ragioni sottostanti all’evoluzione che il sistema economico e con esso il mercato bancario, ha evidenziato. E in alcune circostanze ha dovuto subire. È uno strumento che permette al cittadino, e soprattutto al risparmiatore, di difendersi. Lo mette nelle condizioni di comprendere fino in fondo i fenomeni economici e finanziari e nella concreta possibilità di realizzare le proprie scelte in maniera consapevole…». È la sinossi del libro di Riccardo Pedrizzi “Il salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica’” (Guida Editori) con introduzione Giuseppe De Lucia Lumeno. prefazione Cardinale Gerhard Ludwig Müller, contributi di Renato Brunetta e Mauro Marino.

39° anniversario del terremoto dell’Irpinia del 1980 a Ricigliano

Ieri, 23 novembre 2019 ricorreva il 39° anniversario del disastroso terremoto dell’Irpinia del 1980 che colpì la Campania e la Basilicata. Alle ore 19.34 una forte scossa di magnitudo 6,5-6,9 sulla scala Richter, della durata di circa 90 secondi con un ipocentro di circa 30 km di profondità, rase al suolo un’area di circa 17.000 km² che si estendeva dall’Irpinia al Vulture. La tragedia colpì le province di Avellino e Salerno in Campania, oltre a quella di Potenza in Basilicata e provocò 2.914 morti e 8.848 feriti, oltre a circa 280.000 sfollati. L’epicentro fu identificato tra i Comuni di Teora, Castelnuovo e Conza della Campania. Il terremoto colpì le province di Avellino e Salerno, oltre a quella di Potenza in Basilicata. I paesi più feriti, oltre a quelli dell’epicentro, furono Laviano, Lioni e Sant’Angelo dei Lombardi. Ma crolli si verificarono anche a Napoli. La scossa fu avvertita, seppur in misura inferiore, anche a Roma. In totale furono 679 i Comuni colpiti in otto province: tutte quelle della Campania e della Basilicata e la provincia di Foggia in Puglia.
Tra i molteplici appuntamenti, in data di ieri, dedicati al 39° anniversario del sisma dell’Irpinia, per non dimenticare, avevo scelto di partecipare alla commemorazione nel piccolo comune di Ricigliano. Si trova ai limiti della provincia di Salerno, tra la Campania e la Basilicata e sorge in amena posizione su d’un colle. Disteso sulle falde dell’Appennino lucano a destra della valle del fiume Platano, il territorio di Ricigliano sovrasta la profonda forra di Romagnano al Monte, mentre a nord guarda i massicci montuosi del Marzano a 1.530 m.s.l.m. Il comune di Ricigliano fa parte della Comunità montana Tanagro – Alto e Medio Sele.
Avevo accettato l’invito di Giovanna Passariello Malpede, Presidente del Comitato Ad Astra originaria di questo piccolo paese di 1.102 abitanti. Il Comitato Ad Astra era tra gli organizzatori della commemorazione solenne delle 22 vittime del sisma a Ricigliano, insieme al Comune, il Lions Club Salerno “Principessa Sichelgaita”, l’Associazione Aeronautica “M. Mancusi” di Sarno e il Proloco “Il Platano” di Ricigliano.
Prima della commemorazione si è svolta una visita guidata privata al Comune di Ricigliano, guidata al Vice Sindaco Dott. Rocco Serritella e dal Comandante della Polizia Municipale Ma. Ca. Francesco Malpede.
La commemorazione è iniziata alle ore 17.30 nella Sala Polifunzionale del Comune di Ricigliano, con il saluti del Sindaco Dott. Giuseppe Picciuoli, che ha ricordato che i primi soccorsi dopo il sisma del 1980 furono portati dall’Aeronautica Militare Italiana e dall’Esercito Italina. Quindi, ha ringraziato le Autorità intervenute: il Vice Sindaco di Sarno, Dott. Roberto Robustelli; il Generale dell’Aeronautica Militare Italiana (orginario di Ricigliano), Gennaro Cuciniello; il Comandante della Scuola Specialistica di Caserta Colonello Pilota Nicola Gigante; il Comandante dell’Aeroporto di Capodichino, Ugo Niutta con il Primo Luogotenente Roberto Russo, Cavalieri Costantiniano e il Primo Luogotenente Marco Antonio Sarnataro; il Comandante delle Forze Operative Sud; la Protezione Civile “I Sarrastri” rappresentati da Dott. Aniello Lenza, Caterina De Filippo e Dott. Nicola Adiletta; il Presidente del Lions Club Salerno, Ing. Lorenzo Criscuolo con l’On. Dott. Guido Milanese e Maria Chechile; l’Associazione Arma Aeronautica Sarno rappresenetata dal Maresciallo Enrico Annunziata; l’Associazione Arma Aeronautica Valle di Diano, rappresentata dal Primo Maresciallo Domenico Pica, Cavaliere Costantiniano; il Cav. Vik van Brantegem, Responsabile della Comuncazione della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; il Proloco Ricigliano; il Comitato Ad Astra.
Quindi hanno preso la parola dr. Roberto Robustelli, il Generale Gennaro Cuciniello, l’Ing. Lorenzo Criscuolo e l’On. Dott. Guido Milanese.
È seguito il Concerto della Fanfare della 3° Regione Aerea di Bari dell’Aeronautica Militare Italiana, diretta dal Primo Luogotenente Nicola Cotogno.
Terminato il Concerto, i convenuti si sono trasferiti nella Chiesa di San Pietro Apostolo per la Santa Messa in suffragio delle vittime del sisma, presieduta dal Parroco Don Vincenzo Ruggiero. Successivamente, si è svolta la Fiaccolata Commemorativa, partendo dalla Chiesa e arrivando in Piazza Vittime del 23 novembre con accompagnamento della Fanfare della 3° Regione Aerea di Bari. Il Sindaco di Ricigliano Dott. Giuseppe Picciuoli ha deposto una corona innanzi alla Stele e il Parroco Don Vincenzo Ruggiero l’ha benedetto e letto i nomi in ricordo delle vittime. Erano ore 19.34 e il quel momento momento esatto ho scattato anche una foto, senza farci caso…
Non si vedono più i danni del terribile terremoto a Ricigliano. Ma ancora oggi il dramma è ben impresso nella mente di chi lo ha vissuto, ma anche di coloro che lo hanno sentito raccontare dai genitori e dai nonni. Uscendo dalla chiesa dopo la Santa Messa di suffraggio per i 22 concittadini morti, ho sentito una uomo anziano dire: “Mancano ancora pochi minuti”. Erano le 19.26.

Foto album: https://www.facebook.com/vik.brantegem/media_set?set=a.3162778267152021&type=3

Ho aperto un canale Telegram

Mio profilo Telegram personale è @VikvanBrantegem e ho creato un mio canale Telegram pubblico @vik_brantegem a cui tutti possono iscriversi.

Ricordo che ho anche un profilo Facebook vik.brantegem, un profilo Twitter @vik_brantegem, un profilo LinkedIn vikbrantegem e un profilo VKontakte vik.brantegem.

Papa Francesco incontra i volti del cattolicesimo thailandese

Nella tappa odierna del viaggio apostolico in Thailandia e Giappone, Papa Francesco trascorre l’intera giornata a Bangkok, incontrando le autorità, la società civile e il corpo diplomatico. Il Pontefice si rivolge ai membri del Governo e del Corpo Diplomatico ricordando i problemi globali che interessano tutta l’umanità. «L’epoca attuale – ha dichiarato il Papa – è segnata dalla globalizzazione, considerata troppo spesso in termini strettamente economico-finanziari ed incline a cancellare le note essenziali che configurano e generano la bellezza e l’anima dei nostri popoli; invece l’esperienza concreta di un’unità che rispetti e ospiti le differenze serve di ispirazione e di stimolo a tutti coloro che hanno a cuore il mondo così come desideriamo lasciarlo alle generazioni future».

Nelle parole del Pontefice affiorano anche i temi che riguardano la libertà, la violenza e l’ingiustizia, in modo particolare per i bambini feriti, violentati ed esposti ad ogni forma di sfruttamento, schiavitù, violenza e abuso; non ultimo i tema riguardante i movimenti migratori soprattutto per condizioni in cui essa si svolge e che non può essere ignorata. «Auspico – ha detto Papa Francesco – che la comunità internazionale agisca con responsabilità e lungimiranza, possa risolvere i problemi che portano a questo tragico esodo e promuova una migrazione sicura, ordinata e regolata», per proteggere «la dignità e i diritti dei migranti e dei rifugiati, i quali affrontano pericoli, incertezze e sfruttamento nella ricerca della libertà e di una vita degna per le proprie famiglie. Non si tratta solo di migranti, si tratta anche del volto che vogliamo dare alle nostre società».

Le nostre società – conclude il Pontefice – «hanno bisogno di “artigiani dell’ospitalità”, uomini e donne che si prendano cura dello sviluppo integrale di tutti i popoli, in seno a una famiglia umana che si impegni a vivere nella giustizia, nella solidarietà e nell’armonia fraterna».

Immediatamente dopo il Papa si reca al Wat Ratchabophit Sathit Maha Simaram Temple di Bangkok per l’incontro con il Patriarca supremo dei buddisti. Un incontro che si inscrive entro il cammino di stima e di mutuo riconoscimento iniziato da Paolo VI e Giovanni Paolo II.

Papa Francesco ha riservato al Patriarca parole di amicizia e riconoscenza per la libertà nella pratica religiosa e l’armonia che i cristiani – in quattro secoli di presenza, seppur come gruppo minoritario – hanno potuto esprimere nella terra thailandese. Il Pontefice ha auspicato «tra i fedeli delle nostre religioni lo sviluppo di nuovi progetti di carità, capaci di generare e incrementare iniziative concrete sulla via della fraternità, specialmente con i più poveri, e riguardo alla nostra tanto maltrattata casa comune. In questo modo contribuiremo alla formazione di una cultura di compassione, di fraternità e di incontro, tanto qui come in altre parti del mondo».

Incontrando il personale medico del St. Louis Hospital di Bangkok, Papa Francesco ha mostrato lodevole apprezzamento per le attività sanitarie promosse nell’Ospedale cattolico thailandese. «Voi – ha sottolineato il Pontefice – compite una delle più grandi opere di misericordia, poiché il vostro impegno sanitario va ben oltre una semplice e lodevole pratica della medicina. Tale impegno non può ridursi solo a realizzare alcune azioni o determinati programmi, ma dovete andare al di là, aperti all’imprevisto. Accogliere e abbracciare la vita come arriva al Pronto Soccorso dell’ospedale per essere trattata con una pietà speciale, che nasce dal rispetto e dall’amore per la dignità di tutti gli esseri umani. Anche i processi di guarigione richiedono e rivendicano la forza di un’unzione capace di restituire, in tutte le situazioni che si devono attraversare, uno sguardo che dà dignità e che sostiene».

Ai presenti (circa 700 persone tra medici, infermieri e personale paramedico), il Papa ha ribadito l’importanza della carità che tutti noi cristiani siamo chiamati ad esercitare, «tutti voi – ha detto il Pontefice –, membri di questa comunità sanitaria, siete discepoli missionari quando, guardando un paziente, imparate a chiamarlo per nome. So che a volte il vostro servizio può essere pesante e stancante; vivete in mezzo a situazioni estreme, e ciò richiede che possiate essere accompagnati e assistiti nel vostro lavoro. Da qui l’importanza di sviluppare una pastorale della salute in cui, non solo i pazienti, ma tutti i membri di questa comunità possano sentirsi accompagnati e sostenuti nella loro missione. Sappiate anche che i vostri sforzi e il lavoro delle tante istituzioni che rappresentate sono la testimonianza viva della cura e dell’attenzione che siamo chiamati a dimostrare per tutte le persone, in particolare per gli anziani, i giovani e i più vulnerabili».

Terminate le due visite private (ai malati e alle persone disabili al St. Louis Hospital e a Sua Maestà il Re Maha Vajiralongkorn “Rama X”), Papa Francesco ha presieduto la celebrazione della Santa Messa che si è svolta nello Stadio Nazionale di Bangkok dov’erano presenti 40 mila thailandesi, mentre altre 20 mila persone seguivano l’evento attraverso i maxischermi nel vicino stadio Thephasadin.

I primi missionari che si misero in cammino e arrivarono in queste terre – ha detto Francesco – «poterono vedere che appartenevano a una famiglia molto più grande di quella generata dai legami di sangue, di cultura, di regione o di appartenenza a un determinato gruppo». Senza quell’incontro, «al Cristianesimo sarebbe mancato il vostro volto; sarebbero mancati i canti, le danze che rappresentano il sorriso thai, così tipico in queste terre». Il discepolo missionario – ha precisato il Pontefice – «non è un mercenario della fede né un procacciatore di proseliti, ma un mendicante che riconosce che gli mancano i fratelli, le sorelle e le madri, con cui celebrare e festeggiare il dono irrevocabile della riconciliazione che Gesù dona a tutti noi: il banchetto è pronto, uscite a cercare tutti quelli che incontrate per la strada (cfr Mt 22,4.9)».

Le parole diventano meste quando il Pontefice ricorda nella sua omelia i bambini e le donne esposte alla prostituzione e alla tratta, «sfigurati nella loro dignità più autentica; penso a quei giovani schiavi della droga e del non-senso che finisce per oscurare il loro sguardo e bruciare i loro sogni; penso ai migranti spogliati delle loro case e delle loro famiglie, come pure tanti altri che, come loro, possono sentirsi dimenticati, orfani, abbandonati».

Essi fanno parte di noi, della nostra famiglia «non priviamo le nostre comunità dei loro volti, delle loro piaghe, dei loro sorrisi, delle loro vite; e non priviamo le loro piaghe e le loro ferite dell’unzione misericordiosa dell’amore di Dio».

Si conclude così una giornata densa di incontri e di umanità vissuta nella comunità thailandese, assolutamente festosa e contenta di poter ospitare nella propria terra il Successore di Pietro.

Foto: Vatican Media

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