Archivio – Korazym II

Turismo inclusivo e sviluppo locale: uno sguardo oltre le barriere

Martedì 29 ottobre 2019, alle 10.00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190), si terrà il convegno “Sviluppo locale e turismo. Una lettura attraverso il paradigma della sostenibilità e accessibilità”.

L’incontro sarà aperto da un saluto del Rettore Padre Pedro Barrajón LC e dall’introduzione di Gianluca Casagrande, vicecoordinatore del corso di laurea in Turismo e Valorizzazione del territorio e Direttore del GREAL – Università Europea di Roma.

Il dibattito ha l’obiettivo di riflettere sui criteri per lo sviluppo del turismo nei prossimi decenni. Il turismo da una attività antropica “smokeless”, senza effetti inquinanti, si sta modificando ad una attività con diversificati impatti sia per il crescente numero di turisti, che di anno in anno viaggiano per tutto il nostro pianeta, sia per il gravoso impatto ambientale conseguente. Così il turismo rischia di divenire, se non giustamente pianificato a livello locale – “pensa globalmente e agisci localmente” -, una minaccia dei cambiamenti climatici e di ostacolare la convivenza sociale.

 

“Per limitare tali possibili pericoli – spiega la Prof.ssa Carmen Bizzarri, docente nel Corso di Turismo dell’Università Europea di Roma – è necessario agire immediatamente con politiche volte alla diminuzione dell’uso delle risorse naturali, attivando le tecnologie appropriate e innovative per i territori, ma soprattutto declinando il turismo verso una equità sociale intergenerazionale e intra-generazionale.

 

Nel turismo la sostenibilità sociale, infatti, sarà in grado di realizzarsi quando il turismo diventa inclusivo grazie ad una nuova modalità di progettare il prodotto turistico, che sarà pianificato con attività non solo accessibili, ma inclusive, ovvero offrendo a tutti gli ospiti potenziali ed effettivi di vivere l’esperienza turistica nella sua totalità con attenzione alla persona, alle sue esigenze e ai suoi bisogni.

 

Il turismo inclusivo è, d’altronde, un turismo che va oltre le barriere sociali, di genere, di pelle o di età, consolidando la prospettiva etica di un mondo che potenzialmente è per tutti e dove ognuno può trovare un proprio altrove per stare in armonia con sé stesso e con il creato”.

Il Papa a Maurizio pensa ia giovani di un paese in grande sviluppo

Dopo la visita in due paesi “difficili” la sosta di oggi ha il sapore della antica storia e dello sviluppo. Maurizio infatti è uno dei paesi con il più alto tasso di sviluppo del continente e non solo perché meta di vacanza.

Il Papa si ferma poche ore in questo paradiso tropicale e fiscale che ha saputo dopo la fine del colonialismo inglese anche crescere e rivedere negli ultimo 30 anni la propria economia.

Come altre isole dell’oceano indiano la Repubblica di Maurizio è terra di missione e la prima messa del territorio è stata celebrata nel 1616 dai padri gesuiti.

Papa Francesco: “La Chiesa del Mozambico è invitata a essere la Chiesa della Visitazione”

Per Papa Francesco a Maputo è il momento di incontrare la comunità religiosa. L’incontro con i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, i consacrati, i seminaristi, i catechisti e gli animatori avviene nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione.

La logica del sorriso, luminoso e vincente, di don Pino Puglisi

Lo scorso anno, il 15 settembre 2018, il venticinquesimo anniversario del martirio di don Giuseppe Puglisi è stato segnato dalla presenza di Papa Francesco a Palermo, una giornata importante per tutta quanta la Chiesa e in modo particolare per i centomila fedeli presenti a Palermo per la particolare ricorrenza.

«Noi crediamo nei corpi»! Il discorso di Lorefice alla città di Palermo durante il Festino di Santa Rosalia

Nell’attesissimo discorso alla Città – in occasione della processione del reliquiario di Santa Rosalia – l’Arcivescovo di Palermo non delude le aspettative. In un articolato discorso, raccolto in nove cartelle, monsignor Corrado Lorefice ripercorre alcuni momenti del nostro tempo segnati dall’inquietudine e dall’emergenza, definendoli – senza inutili giri di parole – una catastrofe contemporanea, «un diluvio opprimente, che sommerge e affoga: il diluvio della costruzione da parte dell’uomo di un sistema economico planetario che schiaccia i poveri e ferisce la natura; [il diluvio] di un gioco di relazioni segnate dalla separatezza, dalla diffidenza, dall’esclusione del diverso, dell’altro, comunque lo si voglia configurare; [il diluvio] di una Chiesa che fatica a sintonizzarsi sulla linea d’onda del Vangelo, trasmessaci dal Santo Padre e contrastata da messaggi e comportamenti divisivi e aspramente aggressivi».

La prima giornata di Papa Francesco in Romania

Il primo discorso ufficiale in Romania – a vent’anni dalla visita di Giovanni Paolo II – Papa Francesco lo rivolge alle Autorità, con la Società Civile e con il Corpo Diplomatico nella Sala Unirii del Palazzo Cotroceni della città di Bucarest. È questo un momento propizio – ha esordito il Pontefice – «per rivolgere uno sguardo d’insieme ai trent’anni ormai trascorsi da quando la Romania si liberò da un regime che opprimeva la libertà civile e religiosa e la isolava rispetto agli altri Paesi europei, e che inoltre aveva portato alla stagnazione della sua economia e all’esaurirsi delle sue forze creative».

Europa e la profezia di Giovanni Paolo II

In occasione delle ultime e recenti Elezioni europee è stato possibile constatare come il disorientamento politico, da alcuni anni a questa parte, sia già per molti italiani una caratteristica permanente. Trovare un testo “serio” capace di mettere a tema la ricorrenza elettorale di questi giorni non è semplice; alcuni preferiscono “blaterare” di Europa proponendo considerazioni marginali, altri scelgono di concentrarsi su un solo problema presentandolo come «il» principale ostacolo da superare, mentre sulle questioni davvero importanti c’è chi manifesta un’improvvisa “balbuzie” (o si ammutolisce del tutto) e non riesce a spiegarci verso quali priorità politiche e sociali bisognerebbe convergere.

Papa Francesco chiede ai vescovi una maggiore attenzione verso i propri sacerdoti

«Il rapporto tra i sacerdoti e i vescovi rappresenta una delle questioni più vitali nella vita della Chiesa, e la spina dorsale su cui si regge la comunità diocesana». È una delle priorità messe a tema da Papa Francesco in apertura ai lavori della 73esima Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana; una preoccupazione motivata, probabilmente, da un certo clima di scoraggiamento che si registra in tante diocesi d’Italia, dove il sacerdote – già abbondantemente delegittimato per la piaga della pedofilia – sente tutto il peso di una responsabilità ministeriale, spesso vissuta in uno stato di solitudine e disorientamento pastorale.

Benedetto XVI e Francesco alla luce del ‘pregiudizio’ teologico

“All’inizio della Settimana Santa, Papa Francesco si è recato questo pomeriggio al Monastero ‘Mater Ecclesiae’ per rivolgere a Benedetto XVI gli auguri di Pasqua. L’incontro ha offerto anche l’occasione al Santo Padre di porgere, con particolare affetto, gli auguri di compleanno al Papa emerito, che domani compirà 92 anni”: così il direttore ad interim della sala stampa della Santa Sede Alessandro Gisotti ha confermato un’occasione che si rinnova ogni anno in questo periodo.

Papa Francesco a Panama, la dignità dell’uomo “spartita e maltrattata”

La seconda giornata del Viaggio Apostolico di Papa Francesco a Panama, in occasione della XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), si apre con una liturgia penitenziale insieme ai giovani reclusi del Centro de Cumplimiento de Menores Las Garzas de Pacora, un penitenziario considerato all’avanguardia perché offre ai giovani detenuti un percorso di rieducazione e formazione professionale, oltre che di sviluppo umano. Gli interventi di tipo educativo, familiare e sanitario – supportati dalla supervisione dell’Unicef e dell’Ue –, rappresentano un modello socio-rieducativo per tutto il territorio panamense che collega l’America centrale a quella meridionale.

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