Editoriale di La Verità oggi: “La CEI tace, l’Ong ci minaccia, nessuno chiarisce»

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 05.12.2023 – Ivo Pincara] – Per il sesto giorno consecutivo, La Verità ritorna sullo scoop sui denari dei fedeli per l’Ong Mediterranea di Luca Casarini e compagni, con il proseguimento del dossier I denari della “banda dei buoni”, che presentiamo di seguito per sommi capi. Segue un articolo sul caso da Il Giornale e una nota di Rossoporpora.org.

  • Panorama li chiama “arraffa-oboli”. Casarini minaccia querela – 30 Novembre 2023 [QUI]
  • Uno scandalo devastante. Squallore. Imbarazzo. Miseria. Schifo. Semplicemente raccapricciante – 1° dicembre 2023 [QUI]
  • La Verità: «La domanda dei fedeli. Come han fatto i vertici cattolici a farsi inquinare?» – 2 dicembre 2023 [QUI]
  • Il “Padre Boat” – al Corriere della Sera sulle chat rivelate da Panorama e La Verità – mette una toppa sulla falla nella barca: “Scherzavamo” – 3 dicembre 2023 [QUI]
  • La Verità prosegue con il dossier «I denari della “banda dei buoni”» – 4 dicembre 2023 [QUI]

Titolone di apertura su tutta prima pagina di La Verità oggi: «Mentre sul progetto “Cum-finis” resta nebbia fitta. Ecco i bonifici dei vescovi che Casarini&C. nascondono. Gli inquirenti hanno rintracciato i pagamenti delle diocesi per Mediterranea: peccato che fossero indirizzati sul conto personale del sodale dell’ex Tuta bianca. E che la Cei abbia sempre evitato di comunicare la cosa. La «banda» spingeva leggi a proprio favore grazie ad alcuni deputati Pd”.

Occhiello in prima pagina per l’articolo di Giacomo Amadori: «Ecco i bonifici dei vescovi sui conti personali degli attivisti pro migranti. La Chiesa ha mantenuto sotto traccia tutta l’operazione di sostegno a Mediterranea. Ma gli inquirenti hanno trovato alcuni versamenti fatti direttamente a Beppe Caccia. I capi delle Diocesi di Brescia e Modena hanno effettuato pagamenti per decine di migliaia di euro al sodale dell’ex no global. L’ufficio stampa della Conferenza episcopale non ha dato alcuna spiegazione sul giro di soldi. E sul progetto “Cum finis” resta la nebbia». Con rimando a pagina 2 [QUI].

Rimando a pagina 3 per l’articolo di Giacomo Amadori e François De Tonquédec: «Casarini dettava pure le leggi ai dem grazie a una rete di deputati amici. Durante il governo giallorosso, l’ex Tuta bianca «spingeva» emendamenti pro migranti. Ed esortava i suoi: “Concentriamoci sul Pd, di Leu la maggioranza se ne frega”. Tra gli interlocutori spicca il ruolo di Matteo Orfini» [QUI].

Occhiello in prima pagina per l’editoriale di Maurizio Belpietro: «Silenzi e minacce. Poca voglia di chiarezza tanta di bavaglio», con rimando a pagina 3: «Si lamenta Don Mattia Ferrari, si lamenta Luca Casarini e si lamentano pure i vescovi. Tutti sostengono di sentirsi diffamati e per questo annunciano di aver dato mandato ai propri legali di agire contro La Verità e Panorama. Tuttavia, mentre con le agenzie e durante le interviste sono assai loquaci nel denunciare la presunta opera di manipolazione di cui si sentono vittime, poi alla richiesta di spiegare che cosa ci sia sbagliato nei nostri articoli e invitati a chiarire la strana faccenda dei soldi delle diocesi finiti nella tasca dei disobbedienti».

Con rimando a pagina 3: «L’editoriale. La Cei tace, l’Ong ci minaccia, nessuno chiarisce. Abituati a muoversi in maniera felpata nelle stanze del potere, da grand commis della Chiesa, a quanto pare nessun vescovo ha voglia di metterci la faccia e di spiegare come siano nati i rapporti tra preti e mangiapreti nel nome dei migranti. Al contrario, la faccia ce la mette eccome Luca Casarini il quale, da Capitan Fracassa che ‘è, agita continuamente la minaccia dell’azione legale, forse pensando che basti quella per non rispondere ai normali quesiti che si fanno tutti. L’ex leader dei disobbedienti crede che basti il ricorso a un avvocato per mettere il bavaglio a un giornale= Ma come, fino all’altroieri, lui e i suoi compagni erano per la libertà di informazione, contro i tentativi di irregimentare le intercettazioni, e ora che la cosa lo riguarda, che fa? Invoca la privacy, Don Ferrari, il prete da barca (un tempo c’erano quelli da strada), invece scomoda perfino i diritti costituzionali, che a suo dire sarebbero stati violati. L’unica cosa che però nessuno si sente di fare è svuotare il sacco e dire quanti soldi sono stati ricevuti e come sono stati impiegati. È vero, non si tratta di denaro del contribuente, ma sono pur sempre quattrini di proprietà dei fedeli, i quali qualche diritto di sapere come si spendono i fondi destinati alla carità (quella vera) forse ce l’hanno» [QUI].

A pagina 5 l’articolo di François De Tonquédec: «La Ong puntava alla Chiesa del Nord Europa. Casarini & Co volevano allargare la loro rete di finanziatori grazie all’aiuto del Cardinale Jean-Claude Hollerich, capo delle conferenze episcopali e arcivescovo di Lussemburgo. “Gli Italiani sono dei pecoroni, se partono gli altri paesi si aggregheranno subito”. L’alto prelato attivo anche nella creazione di una filiale estera di Mediterranea: “La mia delegata per il sociale vi chiamerà, ha accettato d’entrare nell’associazione”» [QUI].

Casarini, la Cei e Avvenire. Una rete tra soldi e potere che ora imbarazza la Chiesa
Invano sul sito di Avvenire si cercherebbe oggi un accenno al caso che sta investendo la Chiesa italiana proprio sul tema dei rapporti con Casarini e il suo staff
di Luca Fazzo
Il Giornale, 5 dicembre 2023


«Papa Francesco incontra i soccorritori di Mediterranea, contate su di me», 10 aprile 2020.
«Papa Francesco incontra i soccorritori di Mediterranea», 22 marzo 2023.
«Il Papa e le Ong dei soccorsi, non ci fermeranno, politiche scellerate», 25 settembre 2023.
«Luca Casarini, tra i migranti in mare ho riscoperto il mio essere cristiano», 4 ottobre 2023.

Sono tutti titoli di Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, che raccontano in modo inequivocabile il rapporto privilegiato che la Chiesa, a partire da Papa Bergoglio, ha creato in questi anni con Mediterranea, la ong dell’ex antagonista veneziano Luca Casarini. Ma invano sul sito di Avvenire si cercherebbe oggi un accenno al caso che sta investendo la Chiesa italiana proprio sul tema dei rapporti con Casarini e il suo staff. Rapporti di militanza comune, di propaganda, e di soldi. Con i fondi del Vaticano che finiscono con ripianare i bilanci di Mediterranea, svuotati da Casarini usando per fini personali contanti e bancomat (compresso il cinema con i figli).

A raccontare in diretta la rete tra Casarini e il Vaticano sono le intercettazioni compiute dalla Guardia di finanza per conto della Procura di Ragusa, nell’indagine per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico di Mediterranea. Da alcuni giorni il quotidiano La Verità sta dando conto di quanto emerso nelle intercettazioni delle «fiamme gialle». Sono rivelazioni destinate a dare voce a chi accusa da tempo i vertici vaticani di una sorta di deriva movimentista, soprattutto sul tema dell’immigrazione. Anche a costo di legarsi a un personaggio come Casarini, protagonista del sanguinoso G8 di Genova nel 2001. E responsabile, secondo le indagini della procura ragusana, di gravi violazioni delle leggi sugli interventi in mare.

A tessere i rapporti con le gerarchie ecclesiastiche è, insieme a Casarini, un sacerdote: Mattia Ferrari, sedicente «cappellano di bordo» della Mar Jonio, la nave utilizzata da Mediterranea per i soccorsi in mare. È don Ferrari a vantarsi dei risultati raggiunti, «abbiamo ottenuto che Papa Francesco ha speso parole di elogio enorme per Mediterranea, e ha fatto esporre la croce e il giubbotto di Mediterranea nel palazzo apostolico». Dopo un’omelia di Bergoglio, il cappellano della Mar Jonio può addirittura proclamare: «Casarini è diventato il ghost writer di Papa Francesco».

Forte dell’appoggio del Pontefice, la ong di Casarini incamera finanziamenti a pioggia, grazie anche ai contatti diretti con due vip vaticani: i vescovi Giovanni Ricchiuti e soprattutto Matteo Zuppi, attuale Presidente della CEI. Secondo La Verità, grazie a questi contatti Mediterranea avrebbe incassato circa due milioni di euro in due anni. Non direttamente dal Vaticano, anche per i dubbi dell’elemosiniere Konrad Krajewski, ma attraverso Curie, parrocchie, associazioni territoriali.

Le intercettazioni raccontano dall’interno anche la oculata strategia mediatica dei capi di Mediterranea, basata su rapporti privilegiati con giornalisti di quotidiani e testate televisive. Un giudizio particolarmente severo, nelle informative della Guardia di finanza, viene riservato a un cronista di Avvenire, accusato di fornire un «aiuto ricattatorio nei confronti di alti prelati» per aiutare la Ong di Casarini a raggiungere i suoi obiettivi.

Le accuse che hanno portato Casarini e quattro dei suoi collaboratori sotto processo nascono dall’ingente somma che Mediterranea incassò in cambio del trasbordo sulla Mar Jonio di 27 migranti. Ma è chiaro che a mettere in imbarazzo il Vaticano è anche, e soprattutto, la figura di Casarini, che ancora ad aprile scorso, quando il canale con Bergoglio era già operativo, minacciava così il Ministro dell’Interno e un suo predecessore: «Marco Minniti e Matteo Piantedosi ieri a Napoli avete goduto della protezione dei manganelli per fare la vostra passerella. Ma siete responsabili dell’orrore. E i manganelli non vi salveranno per sempre».

Luca Casarini e un gruppo di attivisti dell’Ong Mediterranea sono stati ricevuti il 21 marzo 2023 in Udienza da Papa Francesco con i Cardinali Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e Francesco Montenegro, Arcivescovo emerito di Agrigento, gli Arcivescovi metropoliti di Napoli e Palermo Domenico Battaglia e Corrado Lorefice, e Don Mattia Ferrari. Al termine è stato donato al Santo Padre un’opera del street artist di Palermo, Igor Scalisi Palminteri. Del gruppo facevano inoltre parte, tra gli altri, la Presidente Vanessa Guidi, Alessandro Metz, Giuseppe Caccia, il comandante della nave Mare Jonio, Giovanni Buscema, la Capomissione Sheila Melosu, la Capomissione in Ucraina, Laura Marmorale e il giornalista di Avvenire, Nello Scavo. Al termine è stato donato al Santo padre un’opera di Igor Scalisi Palminteri, “pittore di quartiere” a Palermo. È raffigurato Sant’Erasmo, pescatore di uomini, che indossa un giubbetto di salvataggio e due remi.

Casarini, Don Ferrari, alcuni vescovi e lo Scavo di Avvenire
di Giuseppe Rusconi
Rossoporpora.org, 5 dicembre 2023


È da mercoledì 29 novembre 2023 che il quotidiano La Verità si apre con titoloni a tutta pagina su una vicenda penosa (frutto di convinzione, dabbenaggine, opportunismo e voglia di piacere a Jorge Mario Bergoglio?) che ruota attorno ai finanziamenti che il noto Luca Casarini, ex no-global animatore dei disordini di Genova, pluricondannato in via definitiva (lo scrive lui stesso), indagato dalla procura di Ragusa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ammirato da Papa Francesco che lo ha promosso a “Invitato speciale” del recente Sinodo dei vescovi e dei non vescovi (non solo: Jorge Mario Bergoglio avrebbe auspicato secondo le intercettazioni di fornire ogni aiuto possibile alla sua attività), protagonista addirittura di un briefing sinodale in Sala Stampa della Santa Sede… avrebbe ricevuto da diverse diocesi italiane, dalla Caritas nazionale, dalla Fondazione Migrantes.

Abbiamo scritto “avrebbe ricevuto”. Perché ciò risulta dal contenuto di intercettazioni pubblicate in prima battuta in contemporanea da La Verità (sotto il titolo “Dai vescovi milioni di euro a Casarini imputato per traffico di esseri umani”) e dal settimanale della casa Panorama, poi dal quotidiano. E anche il titolo di lunedì 4 dicembre è stuzzicante: “‘Avvenire’ in combutta con Casarini&C. ‘Facciamo una bella sorpresa a Salvini’”.

Quanto apparso in questi giorni su La Verità è certo frutto di intercettazioni passate verosimilmente da qualche inquirente al giornale. Lo sappiamo: pubblicare intercettazioni non è proprio un’espressione sublime di giornalismo. E tuttavia va ricordato che i primi ad utilizzare in modo massiccio le intercettazioni e a farsene strumento redditizio (per accresciute vendite di giornali e libri, per fecondi ascolti radiotelevisivi, per ripagati contatti social) sono stati i sinistri. Chi non si ricorda ad esempio dei tempi di Berlusconi, delle sue avventure amorose, delle sue olgettine? Chi è senza peccato, dunque, scagli la prima pietra.

Il punto fondamentale è: le intercettazioni sono vere oppure no? Non si può non notare che fin qui non hanno ricevuto smentita. Casarini e i suoi si sono sì scagliati contro la pubblicazione delle intercettazioni, ma hanno parlato genericamente di “menzogne” e non hanno smentito niente di preciso. È forse arrivata da qualche diocesi una smentita ai finanziamenti versati a Casarini e alla sua ciurma? Per il momento no, altrimenti di certo Avvenire (che come vedremo ha una coda di paglia lunga da Aosta a Lampedusa) ne avrebbe riferito con evidenza.

In questa sede quel che appare ancora più importante delle frasi registrate al telefono è l’addebitato finanziamento da parte di alcune diocesi di finanziamenti – tratti in genere dall’8 per mille – all’attività illegale di Casarini e compagni (tra i quali l’ineffabile Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea e gran procacciatore di fondi ecclesiali per la ciurma).

Ci chiediamo allora: ma i fedeli cattolici delle arcidiocesi e diocesi di Palermo, Napoli, Modena-Nonantola (da cui proviene Don Mattia Ferrari), Brescia, Pesaro, Ancona-Osimo, oltre ai fedeli cattolici italiani (per quanto riguarda Caritas e Fondazione Migrantes) sono d’accordo che parte dei loro soldi, quelli dell’8 per mille, vadano a finanziare la ciurma di Casarini?

Prima di chiudere provvisoriamente sull’argomento, vi proponiamo un’intercettazione veramente illuminante su quel che si muove nell’ambito della comunicazione in materia di migranti. È il noto e avveniristico Nello Scavo, che scrive a Casarini il 28 aprile 2019, su una chat del gruppo: “Ciao Luca, stiamo organizzando con Repubblica l’uscita in esclusiva e in tandem circa Don Mattia (NdR: don Mattia Ferrari) a bordo. Ne ho parlato anche con Beppe Caccia (NdR: sodale di Casarini) e se sei d’accordo anche tu, siamo dell’idea di dare la notizia con grande rilevanza sull’edizione cartacea (NdR: di Avvenire e di Repubblica) di martedì e contemporaneamente sui siti (con foto e brevi filmati). Questo ci permetterà anche di cogliere di sorpresa il Truce (NdR: l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini). Visto che sempre martedì alle 12 ci sarà, poi, la vostra conferenza stampa a Roma a cui daremo grande rilevanza sia sui siti che il giorno dopo sui giornali (1° maggio, poi il 2 non saremo in edicola), io avrò anche una dichiarazione del Vescovo di Modena che ha autorizzato Don Mattia , e questo terrà calma la ‘gerarchia’ (…)”.

Foto di copertina: Luca Casarini e Don Mattia Ferrari.

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