La colonna dell’Immacolata a Roma e i sovrani delle Due Sicilie Ferdinando II e Francesco II

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 04.12.2023 – Vik van Brantegem] – Aggiornamento sulla rimozione del busto del Servo di Dio Francesco II di Borbone da Santa Chiara in Napoli e la festa dell’Immacolata Concezione.

Ritorno – nella mia qualità di Socio Onorario del Real Circolo Franceso II di Borbone – con alcuni aggiornamenti sul caso clamoroso (di cui ho riferito il 7 novembre 2023 [QUI] e l’11 novembre 2023 [QUI]), della rimozione del busto del Servo di Dio Francesco II di Borbone (al centro della foto di copertina), ultimo Re delle Due Sicilie, dalla Cappella Reale dei Borbone nella Real Basilica di Santa Chiara in Napoli, in modo irrituale per ordine illegittimo dell’amministratore parrocchiale della Parrocchia Santa Chiara Vergine, Fra’ Massimiliano Scarlato, OFM.

Oggi, il Real Circolo Francesco II di Borbone ha deciso di pubblicare la lettera che ha inviato quasi un mese fa, l’8 novembre 2023, a Mons. Domenico Battaglia, Arcivescovo metropolita di Napoli, in riferimento alla rimozione del busto del Servo di Dio Francesco II di Borbone, senza aver ricevuto una risposta. Riporto di seguito il testo della lettera:

«Napoli, 8 novembre 2023
Monsignor Arcivescovo,
a nome di tanti Fedeli della Sua Diocesi, d’Italia e di diversi paesi del globo, nostri Soci desidero portarLe il nostro saluto e porre alla Sua attenzione una questione che ci sta molto a cuore e che sta destando molta amarezzae polemiche.
Sono stato informato, che il busto dell’ultimo Re delle Due Sicilie, il Servo di Dio Francesco II di Borbone, che adornava la Cappella Reale dei Borbone nella Real Basilica di Santa Chiara in Napoli, è stato rimosso per ordine del Frate Guardiano della Parrocchia Santa Chiara Vergine, presso la Basilica di Santa Chiara, Fra’ Massimiliano Scarlato, OFM.
Con la premessa che si tratta di un monumento funebre collocato in una cappella di famiglia, la Famiglia Borbone, nella Cappella Reale, per abbellire la tomba dove riposano le spoglie mortali del Re Francesco Il, previa autorizzazione del Ministro Provinciale OFM di Napoli, Fra’ Carlo D’Amodio e del Capo della Famiglia delle Due Sicilie, il Principe Don Pedro di Borbone Due Sicilie e Orleans, al termine di una cerimonia il 23 aprile 2022 officiata da Fra’ Sergio Galdi d’Aragona, OFM, Commissario Generale di Terra Santa a Napoli; bisogna anche ricordare che la Basilica di Santa Chiara è comunemente conosciuta come il Pantheon dei Borbone, poiché li sono sepolti i Sovrani delle Due Sicilie e i loro famigliari.
Il busto, un’opera unica eseguita dal maestro d’arte Domenico Sepe, a dimensioni naturali, alto circa 55/6o cm, appositamente realizzato, era rimasto per un anno e mezzo nella cappella della famiglia, fino all’inspiegabile rimozione dello scorso mese di settembre.
Non si conoscono i motivi della rimozione, né il Real Circolo Francesco II di Borbone è stato avvisato della decisione, fatto da considerare soprattutto irriguardoso verso il Capo della Famiglia delle Due Sicilie e verso i tanti fedeli che hanno contribuito alla sua realizzazione.
La Presidenza del Real Circolo Francesco II di Borbone si è premunita di avvisare la Famiglia delle Due Sicilie dell’avvenuta rimozione e desideriamo attivarci con un’opera di sensibilizzazione affinché il busto torni al suo posto.
Lo scopo del nostro sodalizio, con più 52.000 iscritti sui canali social e un bacino molto più ampio di utenti, senza alcuna aspirazione di revanscismo, è quella di rivalutare la figura di Francesco II, ultimo sovrano delle Due Sicilie: una figura di grande uomo e monarca Cristiano, per la coerenza ai suoi convincimenti e la fede incrollabile, che lo hanno accompagnato fino all’ultimo anelito di vita, il quale seppe farsi uomo comune, vivendo la maggior parte della sua vita in esilio per l’Europa e non disdegnando di vendere quel poco che era rimasto dei suoi effetti personali per aiutare i più bisognosi. Nel suo nome facciamo periodiche raccolte di beni di prima necessità, non solo per la Basilica di Santa Chiara, ma anche per diverse Caritas e parrocchie della Città e del mondo dove siamo presenti. Proprio oggi abbiamo consegnato 200 kg di pasta, 6o kg di farina, 28 cartoni di latte, 240 confezioni di pomodori, 216 confezioni di legumi, che abbiamo deciso di suddividere tra la Basilica del Carmine e la Parrocchia di Mater Dei, dove sono presenti attività di distribuzioni ai più bisognosi. Sempre nel nome di Francesco II di Borbone.
Trattandosi di donazione accettata per iscritto, con il preciso onere della sua collocazione nella Cappella Reale destinato alla contemplazione, come sancito pubblicamente nel corso della Celebrazione Eucaristica del 23 aprile 2022, il protrarsi della sua assenza ci costringe a fare una imbarazzante segnalazione alle autorità competenti e alla Sovrintendenza ai Beni Culturali.
La prego, Monsignore, di ascoltare il nostro appello e ad intercedere presso il Parroco di Santa Chiara, affinché il busto di Francesco I torni al suo posto nella Cappella Reale, come monumento funebre, memoria storica della famiglia e testimonianza di amore verso la sua amata madre la Beata Maria Cristina, la sua Napoli, al storia, ma soprattutto spegnere sul nascere ogni odiosa polemica.
La prego di accogliere, Monsignor Arcivescovo, l’espressione della mia alta stima
Paolo Rivelli
Presidente
Real Circolo Francesco II di Borbone».

Il busto del Servo di Dio Francesco II prima della rimoziane, sull’altare accanto alla foto di sua madre, beata Maria Cristina di Savoia, nella Cappella Reale dei Borbone nella Real Basilica di Santa Chiara in Napoli.
Perché i napoletani devono farsi del male da soli? Siamo difronte ad una ingiustizia storica, come tutte quelle che hanno accompagnato la vita di quest’uomo.
Nicola Di Frenna e Alfredo Buoninconti.

Comunicato delle Delegazione Campania del Real Circolo Francesco II di Borbone, 4 dicembre 2023

Inoltre, oggi il Delegato della Campania del Real Circolo Francesco II di Borbone, il Nob. Cav. Alfredo Buoninconti, Barone di Santa Maria Jacobi, con il Segretario, il Cav. Nicola Di Frenna, ha diffuso il seguente Comunicato:

«Con profonda amarezza, quest’anno, il Real Circolo Francesco II di Borbone Delegazione Campania, si vede costretto a non poter festeggiare ed onorare l’Immacolata Concezione, Patrona del Regno delle Due Sicilie con una cerimonia degna dell’evento, perché avversati da una parte preponderante della Curia napoletana.
Credo che oramai in molti siano a conoscenza che con un atto unilaterale il Parroco di Santa Chiara ha tolto il busto del Servo di Dio Francesco II di Borbone presente sulle tombe di famiglia dei Borbone. Di tale atto e decisione non c’è stata fornita nessuna spiegazione se non un vago “ordini superiori”.
Ritengo inutile ricordare a codesti soggetti cosa rappresentò per S.M. Ferdinando II di Borbone la devozione nei confronti della Nostra Patrona e che l’otto dicembre era festa nazionale della Patria Napolitana, né che Papa Pio IX durante il suo esilio in Napoli prese la decisione che poi portò alla Bolla del dogma dell’otto dicembre 1854. Per l’occasione S.M. Ferdinando II donò allo Stato Pontificio la colonna dell’Immacolata Concezione che si trova in piazza di Spagna a Roma e dove il pontefice ogni anno va a depositare una corona e recitare il Santo Rosario.
Quindi come ben possiamo notare, la riconoscenza non è tra le virtù degli attuali talari. E ritorniamo alle nostre miserie…
Quello che più mi meraviglia è il silenzio assordante degli entrambi Ordini Costantiniani, sia di Napoli che le Cancellerie di Roma. Nessuno che ha abbia inteso pubblicamente di difendere il diritto di una famiglia di poter avere un busto sulle proprie tombe, che conservano la memoria di chi rese Napoli una capitale europea e che ancora oggi grazie ai monumenti e chiese da Loro eretti hanno dato a Napoli una visibilità turistico/storica di livello mondiale.
Fare cerimonie al di fuori della data simbolica dell’otto dicembre, per di più aperte più con stile “carbonaro” e non con l’orgoglio di sentire e rappresentare ciò che fu una IDENTITÀ di POPOLO e NAZIONE lascia ancor di più basiti. Come diceva un noto Poeta viviamo da superstiti di una Patria perduta in un territorio diventato nemico. Per quanto ci riguarda come Real Circolo, avranno vita difficile perché difenderemo le nostre origini ed onore con la dignità e forza che ci contraddistinguono. Nessuno nelle alte sfere di color porpora si Illuda.
W l’otto dicembre. W l’Immacolata Concezione. Onore al Regno delle Due Sicilie.
Alfredo Buoninconti
Nicola Di Frenna
».

Omaggio floreale del Capo della Real Casa delle Due Sicilie alla colonna dell’Immacolata in piazza di Spagna a Roma

L’erezione della colonna dell’Immacolata (foto sopra e a destra della foto di copertina) fu progettata dall’Architetto Luigi Poletti e finanziata da S.M. Ferdinando II, Re delle Due Sicilie (a sinistra della foto di copertina), come atto simbolico di riconciliazione con la Chiesa. La colonna è dedicata al dogma dell’Immacolata Concezione proclamato nel 1854 da Papa Pio IX. Fu eretta nella zona antistante il palazzo dell’Ambasciata di Spagna, perché la Spagna era stato il Paese che maggiormente si era adoperato per la definizione del dogma. Alla cerimonia di inaugurazione e benedizione della colonna l’8 dicembre 1857 intervenne lo stesso Papa Pio IX con gran parte della corte pontificia, alla presenza dell’Ambasciatore di Spagna in alta uniforme e in segno di continuità con la dinastia dei Borbone.

A celebrazione e memoria di questo antico e indissolubile legame, in occasione della Solennità della Immacolata Concezione della beata Vergine Maria – Antica Festa Nazionale delle Due Sicilie, venerdì 8 dicembre 2023 alle ore 11.00 sarà deposto ai piedi della colonna un omaggio floreale a nome di S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie, dal Real Circolo Francesco II di Borbone. Il corteo partirà allore ore 10.45 dal sagrato della chiesa di Santa Andrea delle Fratte per la piazza di Spagna.

Papa Pio IX, mentre inaugura la colonna l’8 dicembre 1857 dalla tribuna neoclassica costruita dall’Arch. Antonio Sarti.

La storia della colonna dell’Immacolata in piazza di Spagna a Roma

Nel 1777, durante i lavori di rinforzo delle fondamenta di un edificio donato da Pio VI alle monache Benedettine di Santa Maria in Campomarzio, venne alla luce una colonna di marmo di notevoli dimensioni: misurava 11,85 metri d’altezza e aveva un diametro di 1,45 metri.

Anche se il Papa ne ordinò subito l’estrazione, si dovette aspettare quasi un anno prima che i lavori iniziassero: le difficoltà infatti erano molte e fu necessaria un’accurata preparazione. Furono approntati 8 argani, al funzionamento di ciascuno dei quali furono preposte ben 16 persone.

Il 21 maggio 1778 la colonna venne finalmente estratta. La sistemazione però non fu immediata perché nonostante fossero molti i progetti per il suo riuso, non si arrivò a stabilire una soluzione attuabile. Così la colonna giacque per 77 anni accanto al Palazzo di Montecitorio dove era stata fatta trasportare.

L’8 dicembre 1854 Papa Pio IX proclamò solennemente il dogma dell’Immacolata Concezione, con la Costituzione apostolica Ineffabilis Deus, esprimendo la volontà di erigere a Roma un monumento che ricordasse l’evento alle generazioni future.

Era quella dunque l’occasione giusta per riutilizzare la colonna romana e fu proprio il Papa ad indicare piazza di Spagna come luogo più adatto. I lavori furono finanziati da S.M. Ferdinando II, Re delle Due Sicilie, come atto simbolico di riconciliazione con la Chiesa e affidati all’Architetto Luigi Poletti. La posa della prima pietra avvenne il 6 maggio 1855, con la benedizione del Cardinale Giacomo Filippo Franzoni, Prefetto di Propaganda Fide.

La colonna fu prima ripulita e poi portata da piazza Montecitorio fino a piazza di Spagna avvalendosi di rulli e del lavoro di diversi carcerati. Ma non fu l’unico marmo ad arrivare nell’area del cantiere: furono necessari, infatti, 400 metri cubi di travertino soltanto per le fondamenta e il basamento, per non parlare delle statue e dei bassorilievi che contribuirono a decorarla.

La sera del 18 dicembre 1856 era tutto pronto per la complessa fase dell’innalzamento alla quale parteciparono 200 pompieri. E sempre i pompieri, il 5 agosto 1857, posizionarono sopra la colonna la statua in bronzo della Vergine, realizzata da Giuseppe Obici.

La solenne inaugurazione della colonna avvenne l’8 settembre 1857 alla presenza di Papa Pio IX e per l’occasione l’Arch. Antonio Sarti fece installare su enormi colonne un balcone artificiale sulla facciata del Palazzo dell’Ambasciata di Spagna, destinato ad accogliere il Papa e la Corte pontificia per il rito dell’inaugurazione e benedizione.

Alla base del monumento sono presenti le statue dei quattro profeti che nella loro vita ebbero modo di parlare della Vergine: Mosè scolpito da Ignazio Iacometti; Isaia, scolpito da Salvatore Revelli da Taggia; Ezechiele, scolpito da Carlo Chelli di Carrara; David, scolpito da Adamo Tadolini di Bologna.

I bassorilievi del basamento rappresentano l’Annunciazione di Francesco Gianfredi, il Sogno di Giuseppe di Nicola Cantalamessa Papotti, l’Incoronazione di Giovanni Maria Benzoni e la Promulgazione del Dogma dell’Immacolata di Pietro Galli.

Un terzo dell’altezza della colonna è avvolto da una griglia bronzea e in cima, al di sopra del capitello, un cilindro di marmo reca i simboli dei quattro Evangelisti. A loro volta essi sorreggono il globo terrestre e la luna su cui si eleva la statua dell’Immacolata, alta 4 metri e del peso di 70 quintali.

Un tempo c’erano anche 16 colonnette di marmi diversi, unite tra loro con aste di ferro, a proteggere il monumento alla base ma esigenze di traffico e di spazio, ne costrinsero la rimozione.

Fu Papa Pio XII che iniziò per primo ad inviare i fiori in occasione della solennità mariana e l’8 dicembre 1953, giorno dell’apertura dell’Anno Mariano, a recarsi personalmente in piazza di Spagna; dopo di lui, in una consuetudine che dura tuttora: Papa Giovanni XXII, Papa Paolo VI (vi si recò in occasione della solenne chiusura del Concilio Vaticano II, l’8 dicembre 1965), Papa Giovanni Paolo II,  Papa Benedetto XVI e Papa Francesco hanno continuato a far vivere questa tradizione tanto cara al popolo romano.

Preghiera del Santo Padre Giovanni Paolo II con i fedeli di Roma ai piedi della colonna dell’Immacolata in piazza di Spagna
Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Mercoledì, 8 dicembre 1993

1. Madre Immacolata, “Salus populi romani”!
Tu sei l’aurora della nuova vita in tutta la creazione
e per questo il popolo cristiano
da sempre Ti invoca come la Stella mattutina.
Contemplando il cielo di Roma,
specialmente nel mese di dicembre,
nel momento in cui la notte lascia il posto al giorno,
scorgiamo per prima l’alba che parla di Te.
L’alba è diventata tuo simbolo
nella memoria e nell’immaginazione dei credenti,
qui a Roma e in tanti altri luoghi della terra.
Tu sei la Stella mattutina,
la Stella dell’evangelizzazione “antica” e “nuova”,
giunta all’inizio qui a Roma
e poi incamminatasi verso il Nord,
verso l’Oriente e l’Occidente.

2. Visitando quest’anno i Paesi Baltici,
abbiamo pensato a quei luoghi
nei quali l’annuncio evangelico
è giunto all’inizio di questo millennio,
incontrandosi con la corrente evangelizzatrice
proveniente da Costantinopoli.
Visitando poi gli Stati Uniti,
lo Yucatàn, in Messico, e l’Arcipelago Caraibico,
abbiamo ringraziato Iddio per la luce del Vangelo,
approdata oltre l’Atlantico.
Al Nord e al Sud di quel grande continente,
ci ha guidato la Stella dell’evangelizzazione,
ci hai guidato Tu, Vergine Immacolata,
presenza e regno di speranza
in mezzo al Popolo cristiano d’America.
Oggi, raccolti in Piazza di Spagna,
ricordiamo tutto ciò con gratitudine verso il Tuo Figlio,
e verso Te, Salus popoli romani.

3. Immacolata Madre della nuova creazione!
Tu, per prima sei stata redenta dal Tuo Figlio,
per camminare con noi nel pellegrinaggio della fede
fino alla Croce, sul Golgota.
Tu, la prima e perfetta testimone
dell’intero Mistero divino della Redenzione
e del rinnovamento dell’uomo e del mondo,
rivolgi quest’oggi il tuo sguardo verso di noi.
Rivolgi il tuo sguardo a questa Città,
che porta in sé la grande eredità degli Apostoli.
Guarda a Roma, posta oggi dinanzi
a non pochi e non lievi problemi sociali
ed amministrativi.
Roma desidera consolidare
l’ordine della giustizia e della pace
in questo popolo che è Tuo, Salus populi romani.
Sede della Sapienza guarda a noi,
venuti per esporti le nostre attese
e chiedere la Tua intercessione.
Guarda all’Italia, che condivide
lo stesso travaglio sociale della Città Eterna
e cerca sentieri di giusto e solidale rinnovamento.

4. Guarda all’Europa dall’Atlantico agli Urali,
a questo continente che da alcuni anni è nuovo,
ma porta con sé l’eredità di vecchie divisioni.
Guarda ai Balcani,
dove continua ancora una guerra fratricida.
Guarda alle vaste steppe russe dell’Oriente europeo.
Vieni, Madre di Kazan, Madre di Czernichov,
Madre di Vladimir,
come pellegrina tra le nazioni
che costituiscono il popolo che Ti ama.
Guarda a noi!
Fatti pellegrina con noi dall’Oriente all’Occidente.
Dai paesi slavi, dalla Porta dell’Aurora a Wilnius,
da Aglona a Siluva a Czestochowa,
attraverso l’eredità germanica,
verso la Francia, la Spagna e il Portogallo.
Madre di Lourdes e di La Salette,
Madre di Covadonga e del Pilar,
di Kevelar e di Altötting, di Mariazell e di Einsiedeln.
Resta con noi, mentre tramonta il secondo millennio
dalla nascita del Verbo dell’Altissimo,
nella notte di Betlemme.
Resta con noi, impegnati a ridurre la distanza
che ha diviso, col passare dei secoli, il frutto dell’evangelizzazione partita da Roma
e l’eredità cristiana di Grecia e Bisanzio.
Guarda a noi preoccupati per la giustizia e la pace
lungo le coste del Mar Mediterraneo,
in particolare nel Medio Oriente,
dalla terra di Israele ai paesi arabi fino al Libano tanto provato.

5. Guarda a noi, cristiani,
e aiutaci a ritrovare l’unità in tutto il Globo,
specialmente nel vecchio continente,
crogiuolo di antiche civiltà,
da dove iniziarono il loro impegno apostolico
Pietro e Paolo,
venuti da Gerusalemme attraverso Antiochia.
Guarda con noi verso l’Africa di sant’Agostino,
un tempo oasi fiorente del Vangelo.
Aiutaci nel dialogo con i credenti nell’unico Dio,
che oggi abitano quelle terre.
Guarda con noi verso l’Africa Nera,
che per molti sentieri si incammina verso Cristo
ed ora si prepara alla celebrazione
della Speciale Assise Sinodale Africana.

6. Guarda con noi verso l’Oriente,
verso le Filippine,
dove si svolgerà la prossima Giornata Mondiale della Gioventù,
verso l’Oceania, l’Australia e la Nuova Zelanda.
Guarda con noi verso l’immenso continente asiatico,
dove Cristo è ancora poco conosciuto,
dove cerchiamo l’incontro con i fratelli e le sorelle
seguaci dell’antica eredità del Buddismo,
dell’Induismo,
del Taoismo, dello Shintoismo e del Confucianismo.
Pensi, forse, o Madre, che quei popoli
non ti conoscano, che nulla sappiano di Te?
Possano anch’essi vedere in Te la Stella mattutina.
Sii anche per loro luce annunciatrice
dello splendore di Cristo, che ancora
non hanno incontrato,
ma che rimane all’orizzonte delle loro ricerche ed aspirazioni.

7. Permettici, o Maria,
di prendere parte al Tuo pellegrinaggio,
attraverso i paesi dell’America centrale e meridionale,
dove sei tanto conosciuta ed amata.
Da Guadalupe in Messico, all’Aparecida, in Brasile;
da Lujan, in Argentina, alla Caridad del Cobre, in Cuba;
da Coromoto, in Venezuela, a Copacabana, in Bolivia
e in tanti luoghi ancora.
Permettici di seguire
il Tuo pellegrinaggio verso l’America del Nord:
verso il Canada, paese a Te particolarmente devoto;
verso gli Stati Uniti, che hanno Te come Patrona,
Vergine Immacolata! Grazie alla Tua presenza,
la Chiesa rimane giovane
e sempre nuovamente ringiovanisce.
Come non ricordare la splendida esperienza
della Giornata Mondiale della Gioventù a Denver?
Maria, sii pellegrina con noi lungo
i sentieri del mondo,
e ancor più attraverso le generazioni.
Grazie ai giovani la Chiesa è giovane
e sempre di nuovo lo diventa.
Questo è per noi particolarmente evidente
dopo le esperienze di Roma, di Buenos Aires,
di Santiago de Compostela, di Jasna Gora e di Denver.
Ed infine, dai sentieri del nostro pellegrinaggio
attraverso i continenti, paesi e generazioni,
ritorniamo qui, in Piazza di Spagna, dove resti visibile
in mezzo al Popolo credente della Città Eterna!
Accanto a Dio, “Pater constitutionis omnium”,
“Padre della costituzione nell’essere di tutte le cose”,
secondo la bella espressione di sant’Anselmo,
Tu sei la “Mater restitutionis omnium”,
la “Madre del rinnovamento di tutte le cose”.
In Te si fissa lo sguardo della fede e della speranza.
Tu sei, dopo Cristo, il nostro più grande amore.
Tu ci permetti di transitare fra tutte le esperienze
verso “il nuovo inizio”.
E ci aspetti oltre la soglia del nuovo millennio,
affinché sia “ieri, oggi e sempre!” (Eb 13, 8).

Foto di copertina: S.M. Ferdinando II, Re delle Due Sicilie; il busto del Servo di Dio Francesco II, ultimo Re delle Due Sicilie; la colonna dell’Immacolata in piazza di Spagna a Roma, finanziata da Ferdinando II.

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