Il “Padre Boat” – al Corriere della Sera sulle chat rivelate da Panorama e La Verità – mette una toppa sulla falla nella barca: “Scherzavamo”

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 03.12.2023 – Ivo Pincara] – Per il quarto giorno consecutivo, La Verità ritorno sullo scoop sui denari dei fedeli per l’Ong Mediterranea di Luca Casarini e compagni, con un dossier I denari della “banda dei buoni”, che presentiamo di seguito per sommi capi.

Riportiamo inoltre:

  • Il cappellano di Mediterranea: “In quelle chat tra noi si discuteva e si scherzava”. Don Ferrari e le intercettazioni di Casarini: il soccorso in mare è Vangelo, intervista di Fabrizia Caccia al “Padre boat”, pubblicata oggi sul Corriere della Sera.
  • SALVATAGGI IN MARE. Zuppi è nel mirino, la Cei ora risponde agli attacchi. REAZIONE – “Verità” e “Panorama” scandalizzati per i rapporti tra Cei e Casarini: “La notizia c’è ed è buona: accanto ai migranti, la Chiesa c’è”, scrive “Avvenire” di Salvatore Cannavò pubblicato oggi su Il Fatto Quotidiano.
  • Comunicato a cura del Consiglio direttivo di Mediterranea. Loro continueranno a odiare, noi ad amare. Mediterranea Saving Humans risponde alle illazioni di “Panorama” e “La Verità” del 29 novembre 2023.

Al Comunicato di Mediterranea risponde il Direttore di La Verità nel suo editoriale di oggi: «Mediterranea parla di bugie ma non dice quali. L’Organizzazione di Luca Casarini minaccia azioni legali dopo i nostri scoop senza inviare rettifiche per chiarire la sua posizione. Anzi, evoca oscuri complotti laddove si tratta di semplici atti d’inchiesta. Chi non ha nulla da temere non scappa e non querela». Conclude l’editoriale: se con la querela «pensano di tapparci la bocca, beh, hanno sbagliato indirizzo».

  • Panorama li chiama “arraffa-oboli”. Casarini minaccia querela – 30 Novembre 2023 [QUI]
  • Uno scandalo devastante. Squallore. Imbarazzo. Miseria. Schifo. Semplicemente raccapricciante – 1° dicembre 2023 [QUI]
  • La Verità: «La domanda dei fedeli. Come han fatto i vertici cattolici a farsi inquinare?» – 2 dicembre 2023 [QUI]

Titolo di apertura in prima pagina di La Verità di oggi, 3 dicembre 2023: «L’inchiesta di Ragusa sui “buoni”. Fazio chiedeva a Casarini & C. che domande fare alla Lamorgese. La «banda» in chat rivela che il conduttore ha cercato don Mattia Ferrari e Beppe Caccia per preparare il colloquio con l’allora ministro sui decreti Sicurezza. Il prete: «È un bene che Fabio sia così schierato». E lui per una volta fa una intervista quasi vera. L’ex Tuta bianca ricorda il tragico G8: “I barconi in mare per noi sono la nuova Genova”» [QUI].

Occhiella a sinistra in prima pagina del quotidiano La Verità cartaceo, per l’editoriale di Maurizio Belpietro, con rimando a pagina 5: «Mediterranea e soci. Caro Luca, perché non rispondi e accusi? “Menzogne”. Così dice Mediterranea, l’Ong fondata da Luca Casarini al centro dell’inchiesta sui migranti di Panorama e della Verità. La società armatrice di Mare Jonio aggiunge di aver già dato “mandato ai propri legali di procedere legalmente per denunciare i responsabili dinanzi alle competenti autorità competenti”. Premesso che i legali hanno tutto il diritto di procedere legalmente, la legge dice che chiunque ritenga di essere stato diffamato da un articolo a mezzo stampa ha la possibilità di inviare una rettifica per ristabilire la verità. Ma al momento, non ci risulta che né Mediterranea né l’ex capo dei disobbedienti abbia inviato alla nostra redazione alcuna precisazione in merito alle notizie rivelate dai nostri articoli.
Al contrario, Casarini e compagni si sono dati da fare per far pubblicare da altre testate un comunicato in cui parlano genericamente di manipolazioni e falsità, senza specificare in che cosa consistano le manomissioni e le bugie. Nella nota inviata ai giornali, e ripresa prontamente da tutti gli organi di stampa che fino a ieri avevano ignorato la nostra inchiesta, si accusano Panorama e La Verità di aver messo in atto un’operazione volgare e vergognosa, adombrando l’intervento di apparati riservati. (…)
Soccorso bianco. I titoli di ieri di Avvenire, giornale dei vescovi favorevole al sostentamento di Casarini: “Sostegno, accoglienza e integrazione con la Chiesa aiuta chi parte e chi resta [QUI]. Il caso. “Loro continuano ad odiare noi ad amare”. Mediterranea risponde alle “menzogne”. (…)
Noi ci limitiamo a registrare ciò che Casarini, i suoi sodali, e il cappellano della Mar Jonio si dicevano e se parlavano di soldi, di trame vaticane e di ambizioni politiche sulla Cei non è colpa nostra. Da anni raccontiamo che dietro il mondo dell’accoglienza si celano propositi assai meno nobili in cui a volta finiscono, in buona fede o meno, anche enti e organizzazioni che si prefiggono scopi ideali. Credo che non ci sia Procura in Italia che non abbia aperto un fascicolo sul sistema dell’accoglienza, un’industria che – Salvatore Buzzi insegna, strutta la buona fede per trasformarla in buoni affari.
Quanto poi all’amore, che Mediterranea nel suo comunicato contrappone a un nostro presunto odio nei confronti delle Ong, ricordiamo a Casarini e compagni che chi ama non querela. Come dice Papa Francesco non dobbiamo avere paura del dialogo. Dunque, perché gli ex disobbedienti hanno timore di ciò che scriviamo? Se non hanno nulla da nascondere, è sufficiente che ci concedano un’intervista e noi riporteremo le loro risposte. Se invece così pensano di tapparci la bocca, beh, hanno sbagliato indirizzo».

Foto a centro pagina di La Verità di oggi, con didascalia: «Compari. Don Ferrari e Soumahoro da Fazio», con il titolo: «Il piano di battaglia: “Così bypassiamo i governi”», con rimando all’articolo di Fabio Amendolara a pagina 2 [QUI]: «Il piano «eversivo» della Ong contro gli Stati. L’obiettivo di Mediterranea era saldare attorno ad Alarm Phone una rete di «taxi del mare» per sostituire la loro politica pro clandestini a quella dei Paesi europei. Con l’obiettivo, scrivono gli investigatori, di farsi pagare dai privati i salvataggi. In un’agendina scoperte le trame della Civil Fleet per “sovrapporsi alle istituzioni” e dialogare con gli armatori di navi commerciali. La flotta poteva contare su informazioni costantemente aggiornate sui migranti e sui campi profughi in Nord Africa».

Occhiello a pagina 2 di La Verità di oggi: «”Chiarezza su Open Arms”. I nostri scoop in Parlamento. La Lega: “Notizie sconvolgenti”. I nostri scoop sulla inchiesta di Ragusa sono pronti a sbarcare, è proprio il caso di dirlo, in Parlamento. A chiedere chiarezza, nella sede istituzionale più importante del Paese, è la Lega che, in una nota commenta: “Sono gravissime e addirittura sconvolgenti le notizie riportate in questi giorni da La Verità e da Panorama sui finanziamenti del Vaticano ad alcune ong, tra cui la Open Arms al centro del processo contro Matteo Salvini. La Lega assumerà tutte le iniziative necessarie, anche in Parlamento, per fare luce su una vicenda che appare gravissima e che non può passare sotto silenzio”».

Primo occhiello a destra in prima pagina di La Verità di oggi, per l’articolo di Giacomo Amadori: «Luca Casarini è il classico personaggio che piace alla gente che piace. Con quella sua faccia stropicciata, i cappelli sale e pepe raccolti in uno chignon, l’orecchino e la parlata venesiàn ispirata. Un pregiudicato per svariati reati, condannato a 4 anni e 7 mesi in via definitiva (lo dice lui nel suo cv, come se fosse la prova del suo impegno) che, evidenza la Guardia di finanza». Con rimando a pagina 3 [QUI]: «Le domande per l’intervista di Fabio Fazio alla Lamorgese suggerite da Casarini % C. Il gruppo fu contattato dagli autori di “Che tempo che fa” per dettare la linea contro i decreti Sicurezza. Don Ferrari: “Bene che tutti siano così schierati”. L’ex no global in un messaggio nella chat di gruppo si mostrava eccitato all’idea di tornare ai “fasti” del G8. “Compagni, questa è la nuova Genova”. Il prete di bordo fece correggere un errore in diretta al conduttore e si autocelebrò con Beppe Caccia con un messaggio: “Dio perdona, io no”. “Padre boat”. Don Mattia Ferrari, l’”ideologo” della campagna di finanziamento di Mediterranea da parte della Chiesa».

Secondo occhiello a destra in prima pagina di La Verità di oggi: «La Chiesa ferita. Che pena i vescovi che pagano per farsi umiliare». Con rimando all’articolo di Boni Castellane a pagina 4: «Se la Chiesa rinuncia alla missione, si fa deridere dai nemici di sempre. Da tempo le gerarchie cattoliche antepongono il sociale allo spirituale, andando a ruota della sinistra. Lo scandalo dei soldi ai taxi del mare fa però emergere anche l’umiliazione subita dai vescovi paganti. Meglio una flotta autonoma della CEI che pagare in segreto l’ex Tuta bianca. Le azioni discutibili dell’Elemosiniere di Francesco almeno sono più coerenti».

Infine, a pagina 5 di La Verità di oggi c’è un articolo a firma di Giuseppe Rinaldi: «Torna la moda dei “preti operai”? Servirebbe un nuovo Don Camillo. Guareschi aveva messo in guardia i cattolici dall’infausta confusione tra Cristo e Marx. “Come hanno fatto i vertici della Chiesa a farsi inquinare da Casarini & Co?”, si chiede il direttore Maurizio Belpietro. Come è possibile che la gerarchia ecclesiastica, da qualche decennio a questa parte, si trovi in prima linea a combattere battaglie che piacciono al mondo, che hanno una prospettiva unicamente umana e priva di slancio verso il cielo? Tutto inizia negli anni Quaranta, con i preti operai. La fascinazione nei confronti del comunismo è grande. Diversi sacerdoti provano a evangelizzare all’interno delle fabbriche, con risultati pressoché nulli: il marxismo originale, infatti, è molto meglio di quello purificato con l’acquasanta. Pio XII corre ai ripari, richiamando i preti operai all’ordine, anche perché, più passe il tempo, più sembra che preferiscano la barba di Marx a quella di Cristo. (…) Quello che manca oggi sono proprio uomini come Don Camillo, a ogni livello della gerarchia ecclesiastica. Sacerdoti che salvano il seme della fede, preoccupandosi innanzitutto delle cose divine. Del resto Cristo lascia il mondo così come lo trova. Avrebbe potuto rivoluzionarlo, far scomparire la povertà (…). Ma non fa nulla di tutto questo. Porta la Croce e muore per chiunque desideri salvarsi. Ed è proprio guardando la croce che Don Camillo trova la forza di resistere alle sirene della modernità e delle mode. Ed è per questo che quel vecchio prete della Bassa è così diverso da un Don Chichi o da un Don Mattia Ferrari di turno.

Il cappellano di Mediterranea: “In quelle chat tra noi si discuteva e si scherzava”
Don Ferrari e le intercettazioni di Casarini: il soccorso in mare è Vangelo
di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 3 dicembre 2023


Don Mattia Ferrari, 30 anni, cappellano sulla nave Mare Jonio della ong Mediterranea Saving humans di Luca Casarini, l’ex leader no global, ha letto gli articoli di Panorama e La Verità circa i presunti finanziamenti del Vaticano ad alcune Ong.

È vero, Don Mattia, che il Papa finanziò la Ong spagnola Open Arms? È quella al centro del processo contro Matteo Salvini a Palermo e la Lega già promette battaglia in Parlamento.
«A quanto ne so, quel finanziamento non esiste».

Eppure le intercettazioni dell’inchiesta di Ragusa — il 6 dicembre si terrà l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per Casarini e altri 4 — la chiamano in causa direttamente. Proprio lei farebbe cenno al finanziamento del Papa.
«Era una chat privata in cui tra noi si discuteva e si scherzava. La frase su quei soldi rientra in questo contesto. Sono stati estrapolati messaggi di una chat di tre anni fa, sono stati manipolati e sono stati usati per attaccare noi e persone a cui vogliamo bene. Sono stati violati diritti costituzionali. Per questo quereleremo i responsabili».

Nelle intercettazioni si parla molto anche dei soldi da chiedere alla Chiesa per finanziare Mediterranea. Non avrete un po’ esagerato col Cardinale Zuppi (il Presidente della Cei) ed altri?
«Mediterranea esiste grazie al sostegno di tantissime persone e realtà. Quelle legate alla Chiesa sostengono il soccorso civile in mare perché la Chiesa risponde a Gesù. È semplicemente Vangelo».

Insomma, siete «pescatori di uomini» — come il titolo del suo ultimo libro — e non «arraffa-oboli», come vi hanno pure chiamato?
«Siamo persone che cercano di salvare i nostri fratelli e sorelle migranti dai naufragi e dalle deportazioni nei lager libici. La prima infastidita è la mafia libica, come provano inchieste internazionali e le minacce che ci rivolge».

A Ragusa siete accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
«Rimando alle dichiarazioni degli indagati, che hanno già spiegato bene anche la loro fiducia nella verità».

«Fratello Luca», come lo chiama il Papa, cioè Casarini, nelle intercettazioni dice di aver pagato l’affitto di casa grazie ai soldi della Chiesa…
«Luca ha già chiarito. E Mediterranea ha già annunciato azioni legali contro le diffamazioni».

Il Papa, il Cardinale Zuppi, le diocesi: avete avuto reazioni da parte loro?
«Nessuno ha dato contributi per salvare vite a propria insaputa. Nessuno è arrabbiato. La Chiesa è presente in questa missione attraverso tantissime persone. Io sono uno tra i tanti. Ho subìto il dolore enorme di vedere mie frasi venire estrapolate da chat, manipolate e usate per attaccare pastori della Chiesa a cui siamo legati da profonda stima e amicizia, che comunque non saranno rovinate da questi attacchi infamanti».

L’Elemosiniere del Papa, Cardinale Konrad Krajewski, nella vostra chat viene chiamato «la Carola Rackete del Vaticano»…
«Le frasi vanno contestualizzate. È una frase detta fra persone che sono amiche sincere di Carola Rackete (la capitana della nave Sea Watch che nel 2019 a Lampedusa disobbedì a Salvini, ndr). Quella frase sottolinea la nostra stima verso di lui, che è altissima e lo sanno tutti. Se si decontestualizzano le frasi e le si manipola, se ne stravolge il senso. Anche quando parlo di Luca Casarini come candidato al papato: secondo voi penso che al prossimo conclave Luca Casarini diventerà Papa? I santi insegnano che bisogna sapersi prendere in giro».

SALVATAGGI IN MARE
Zuppi è nel mirino, la Cei ora risponde agli attacchi
REAZIONE – “Verità” e “Panorama” scandalizzati per i rapporti tra Cei e Casarini: “La notizia c’è ed è buona: accanto ai migranti, la Chiesa c’è”, scrive “Avvenire”
di Salvatore Cannavò
Il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2023


Dopo giorni di attacchi mirati da parte del quotidiano La Verità e di Panorama ieri dal mondo della Chiesa italiana sono giunte le prime risposte. Il quotidiano e il settimanale diretti da Maurizio Belpietro pubblicano infatti da giorni stralci dell’inchiesta che vede Luca Casarini accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina tramite l’associazione Mediterranea dando risalto, però, non al cuore dell’accusa (il presunto traffico operato tra Mediterranea e la compagnia danese Maersk), ma alle conversazioni riservate tra i vari leader della Ong – oltre a Casarini, Beppe Caccia, e il parroco di bordo Mattia Ferrari – che riguardano il Presidente della Cei, Cardinale Matteo Zuppi, altri prelati e lo stesso Papa Francesco.
La tesi di fondo degli articoli è che i soldi, ingenti, arrivati dalle varie strutture vaticane, dalle diocesi, e garantiti dallo stesso Pontefice, in realtà sono serviti a Casarini e compagni per interessi personali (…).
Ieri il quotidiano della Cei, Avvenire, in modo molto asciutto ha dato una prima risposta. “Accoglienza e integrazione, così la Chiesa aiuta i migranti”, il titolo in prima pagina mentre in un corsivo interno, non firmato, si legge: “La notizia c’è. Ed è buona, in effetti: da duemila anni o giù di lì, accanto ai migranti, la Chiesa c’è. (…)”. Nella stessa pagina poi si pubblica integralmente il comunicato con cui Mediterranea dichiara che intende procedere legalmente contro l’inchiesta giornalistica. (…) Un altro messaggio è giunto invece da Palermo con l’incontro, e l’abbraccio, tra Don Luigi Ciotti e lo stesso Casarini. (…).

Comunicato a cura del Consiglio direttivo di Mediterranea
Loro continueranno a odiare, noi ad amare
Mediterranea Saving Humans risponde alle illazioni di “Panorama” e “La Verità”


Un’operazione volgare e vergognosa, con uso diffamatorio e offensivo di menzogne, viene messa in atto oggi contro Mediterranea e alcuni nostri compagni, da “Panorama”, da “La Verità” e dal loro direttore Maurizio Belpietro. Abbiamo già dato mandato allə nostrə legali di procedere legalmente per denunciare i responsabili innanzi alle competenti autorità giudiziarie.
Ma è importante capire come funziona questo dispositivo, ben oliato, di attacco a chi sostiene il soccorso civile, in questo caso alla Chiesa di Papa Francesco. Vi sono apparati nel nostro paese che hanno accesso a intercettazioni di conversazioni e mail personali i cui contenuti sono tutelati dal segreto d’indagine, se parte di inchieste della magistratura. Quante volte abbiamo sentito strillare, dalle stesse pagine da cui oggi parte l’operazione di menzogna mediatica contro di noi, allo “scandalo dei processi a mezzo stampa”?
Oggi quello che vedete su “Panorama” e “La Verità” è un processo a mezzo stampa. Senza giudicə, senza tribunali, senza avvocatə, senza contraddittorio, in pieno modello inquisizione: i signori che firmano questa porcheria, si ergono al di sopra di ogni legge e strisciano molto al di sotto di ogni decenza. L’articolo, la copertina, ogni parola scritta, ha un unico obiettivo: screditare le persone e i movimenti che sostengono le loro lotte, intimidire, lanciare un messaggio in stile mafioso: vi colpiremo, voi e tutti coloro che osano sostenervi.
La tecnica è sempre la stessa: sono state prese frasi estrapolate da intercettazioni e sono state rimontate ad arte, in modo da costruire il “mostro” e poterlo sbattere in prima pagina. Sono state scritte menzogne e falsità, come ovviamente dimostreremo davanti a unə giudice. Sono state tirate in ballo persone a noi molto care, come Papa Francesco, che non ci ha mai abbandonato in questi anni in cui abbiamo osato disobbedire all’odio e all’indifferenza verso i nostri fratelli e sorelle che muoiono a migliaia nei lager libici finanziati dall’Italia, o in mare a causa della voluta omissione di soccorso, in questa nuova e atroce guerra contro l’umanità.
Nessunə di noi si è mai arricchito, anzi, ma questo è facile da riscontrare. Come è facilmente dimostrabile, – i bilanci della nostra associazione sono pubblici e consultabili – il 90 per cento di ogni singolo centesimo raccolto va alle missioni e non a persone. Il rimanente dieci per cento serve a fare funzionare un’associazione che ha migliaia di sociə, oltre 40 gruppi locali, che si sta espandendo in Europa. Questo dà estremo fastidio a chi ha costruito la sua fortuna spargendo veleni e istigando da sempre all’odio razziale.
Soccorrere l’altro, praticare la solidarietà verso chi è respintə, violentatə, discriminatə, annientatə e distruttə nell’umanità con le violenze, le sevizie e le torture è diventato pericoloso. Non abbiamo mai avuto paura dei tribunali, dei processi, delle inchieste, alle quali noi non ci sottraiamo usando una immunità parlamentare che non abbiamo e non vogliamo. La lunga sequenza di assoluzioni che abbiamo collezionato, in merito ad accuse che ci sono sempre state rivolte con l’intento di fermarci, parla da sola. Ma non è questo il problema.
Un apparato del genere, formato da funzionariə pubblicə che utilizzano soldi pubblici per intercettare e pedinare per anni, per poi fornire a pennivendoli compiaciuti materia per organizzare un processo a mezzo stampa, è un problema serio, che mina le basi della democrazia e delle nostre libertà costituzionali. Quando il lavoro di funzionariə di Polizia, servizi e Guardia di Finanza viene messo al servizio non della Costituzione, ma degli interessi dei Governi, è un problema per la democrazia. Quando si usano i contributi pubblici per l’editoria, pagati con le tasse dellə cittadinə, per scrivere falsità e colpire la dignità delle persone, è un problema. Per la democrazia. Le menzogne verranno certamente monetizzate, la diffamazione anche.
Chi è attaccato da quanto scritto, come Papa Francesco, ha la solidarietà e la fraternità nostra e di moltitudini di persone in ogni parte del pianeta, e di certo non ha paura. Noi persevereremo, continueremo a fare quello che non vogliono che facciamo, soccorrere ed essere salvatə dall’orrore che ci circonda.
Loro continueranno ad odiare, noi ad amare.

Bologna, 29 novembre

Postscriptum

Ieri, il sito Farodiroma.it ha pubblicato – con la foto che riportiamo sopra del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Matteo Zuppi, alla Festa di Mediterranea – un articolo sul caso, da cui citiamo:
«Quei media che distorcono la realtà a servizio di un’ideologia sanguinaria».
«Attacco alla Cei».
«Un ingannevole servizio di Panorama sul “caso” dei finanziamenti di enti ecclesiastici alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Una distorsione inquietante dei fatti, basata su un presupposto del tutto falso e in definitiva offensivo anche per l’intelligenza dei lettori. Ovvero che salvare i naufraghi che rischiano di affogare nel Mediterraneo sia un male. Da questo convincimento, che non ha nessuna fondatezza, scaturisce l’attuale linciaggio alla Chiesa italiana che giustamente ha dato aiuti finanziari alle associazioni che svolgono il meritorio servizio di salvataggio dei migranti, che è un dovere di tutti e del quale la Chiesa non può non farsi carico».
«(…) scrive La Verità farneticando, con la pretesa di stabilire quello che la Chiesa può o non può fare».

Foto di copertina: il cappellano del rimorchiatore Mare Jonio dell’Ong Mediterranea con il patron Luca Casarini, in piazza del Sant’Uffizio di fronte al Cancello del Petriano all’ingresso dello Stato della Città del Vaticano.

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