La Verità: «La domanda dei fedeli. Come han fatto i vertici cattolici a farsi inquinare?»

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 02.12.2023 – Ivo Pincara] – È diventato un caso bollente le intercettazioni agli atti dell’inchiesta della Procura di Ragusa che chiede il rinvio a giudizio di Luca Casarini e altre cinque persone per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione del codice della navigazione, su cui il Gip deciderà il prossimo 6 dicembre.

  • Panorama li chiama “arraffa-oboli”. Casarini minaccia querela – 30 Novembre 2023 [QUI]
  • Uno scandalo devastante. Squallore. Imbarazzo. Miseria. Schifo. Semplicemente raccapricciante – 1° dicembre 2023 [QUI]
Luca Casarini nella Basilica di San Pietro durante l’Assemblea sinodale sulla sinodalità di ottobre 2023, a cui ha partecipato come invitato di Papa Francesco.

I chat intercettati rivelano dettagli inquietanti sui fondi della Chiesa Cattolica alla Ong Mediterranea fondata da Luca Casarini. «Frasi totalmente inventate», dice delle intercettazioni che lo inguaiano, rivelate da Panorama e da La Verità, che svelano la cornice in cui si sarebbero mossi l’attivista e la Ong Mediterranea, con la sua Mare Jonio, nel salvataggio dei migranti. «È tutto totalmente falso», dice Casarini mentre minaccia querele alle due testate, dalle cui inchieste emerge la relazione tra Mediterranea e l’uso delle donazioni ricevute da parte della Chiesa, come da dichiarazioni agli atti dell’indagine. Casarini viene descritto come «destinatario di 6 mila euro di emolumenti mensili ammette che ‘sta roba gli ha permesso di pagare l’affitto di casa e la separazione senza andare a lavorare in un bar».

Il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo metropolita di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

L’uomo di riferimento per ottenere il sostegno di Papa Francesco sarebbe stato il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Cardinale Matteo Zuppi e un prete “di collegamento”, Don Mattia Ferrari, cappellano di bordo della Mare Jonio. «Non vediamo l’ora di poter dimostrare che è tutto falso», ha dichiarato Casarini, aggiungendo: «Mi spiace di essere lo strumento per quello che è chiaramente un attacco a Papa Francesco».

Una delle frasi che restituiscono meglio il vitale sostentamento finanziario alle missioni della Mediterranea: «La Chiesa cattolica sta diventando il nostro Soros. Ho avuto la faccia da c..o di chiedere i soldi a Bergoglio», dice il cappellano della nave Mattia. Quando i fondi della Chiesa però a volte stentano ad arrivare ci sono tensioni. Per Don Mattia, il Cardinal Zuppi è troppo «prudente» e «vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Per quanto sia un grande a me con ‘ste lentezze ha un po’ rotto i c..i».

Luca Casarini.

Dopo la pubblicazione del coinvolgimento di Luca Casarini in un’indagine giudiziaria sull’immigrazione clandestina è arrivata una reazioni della Lega, che chiede di «fare luce su notizie fondi Vaticano a Ong». «Sono gravissime e addirittura sconvolgenti le notizie riportate in questi giorni da La Verità e da Panorama sui finanziamenti del Vaticano ad alcune ong, tra cui la Open Arms al centro del processo contro Matteo Salvini», ha scritto la Lega in una nota in riferimento all’inchiesta che vede coinvolto anche Luca Casarini, «la Lega assumerà tutte le iniziative necessarie, anche in Parlamento, per fare luce su una vicenda che appare gravissima e che non può passare sotto silenzio».

Radio Radio ha dedicato oggi una puntata al caso: «Tegola Migranti: soldi dai vescovi a Casarini. Balzano: “Le intercettazioni sono inquietanti”». «Ancora magagne sui migranti: vescovi e prelati finanziano – col permesso della CEI – Luca Casarini e la sua ONG Mediterranea. L’inchiesta di Panorama non è certo un fulmine a ciel sereno, dopo gli ultimi mesi. Stavolta il casus belli è che i capi dell’organizzazione sono indagati per aver fatto business sulla pelle dei migranti stessi; accuse tutte da verificare, ma non le prime in ambito immigrazione simili a queste. “Le intercettazioni sono abbastanza inquietanti“, commenta il sindacalista Savino Balzano ai microfoni di Francesco Borgonovo, “si parla dell’affitto di casa, di cene con lo champagne, vedremo cosa c’è di vero o no, ma a prescindere dal caso specifico certo è che siamo dinanzi a un sistema che non è più sostenibile“».

Poi, il quotidiano La Verità è tornato oggi per il terzo giorno consecutivo al caso, con un serie di articoli I denari della Chiesa alla banda della Ong, con il titolo di apertura in prima pagina: «Il prete della banda: il Papa finanzia la nave per cui è a processo Salvini. Don Mattia Ferrari, cappellano della Mare Jonio, dice ai suoi sodali (e imputati) che Francesco avrebbe “pagato direttamente” 2 milioni a Open Arms, “senza passare da Krajewskij”. È la Ong la cui barca fu bloccata nel 2019: da lì nacque lo scontro col leghista».

L’occhiello in prima pagina dell’articolo di Fabio Amendolara: «Tenete presente questo: quando il Papa ha pagato Open Arms, non erano passati per Krajewskij ma erano arrivati direttamente dal Papa”. Don Mattia Ferrari, sacerdote cresciuto nella parrocchia di Formigine, popolosa cittadina a 30 minuti da Modena, e salito a bordo della Mediterranea con i gradi di viceparroco dopo aver sposato la causa dell’ex No global Luca Casarini, questo concetto lo ha esplicitato più di una volta nelle chat acquisite dagli inquirenti». Il rimando a pagina 5: «Il prete della cricca: “Il Papa ha dato a quelli di Open Arms 2 milioni di euro”» [QUI].

Sotto il titolo a tutta prima pagina di La Verità, l’occhiello dell’articolo di Giacomo Amadori e François De Tonquédec: «L’esultanza alla notizia dell’arrivo dei soldi: “Presto la CEI sarà in mano a Casarini”», con rimando a pagina 2 e 3: «”La Cei in mano a Casarini”. Ecco il colpo grosso per spillare soldi alle diocesi. Dalle intercettazioni di Ragusa i retroscena sulle trame milionarie. Don Mattia Ferrari: “La conquista è iniziata”. Le spese pazze con la carta di credito dell’ex no global» [QUI].

L’occhiello dell’editoriale di Maurizio Belpietro in prima pagina di La Verità: «La domanda dei fedeli. Come han fatto i vertici cattolici a farsi inquinare? La domanda che credo sia utile rivolgersi è come sia stato possibile che i vertici della Chiesa siano stati inquinati da Luca Casarini e compagni. Cioè: dove sono nate le relazioni fra un gruppo di dirigenti politici conosciuti per gli scontri in piazza e un gruppo di prelati che in teoria avrebbe dovuto essere agli antipodi del mondo antagonista? A questa domanda non è facile dare una risposta. Tuttavia, leggendo le trascrizioni delle chat telefoniche alla base dell’indagine della Procura di Ragusa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, si capisce non solo che i rapporti tra Casarini e alcuni vescovi hanno origini lontane, ma che l’ex capo delle Tute bianche e i suoi compagni d’avventura hanno seguito con attenzione, se non addirittura influenzato, alcune scelte che riguardano la Chiesa. È difficile immaginare un leader da centri sociali che si preoccupi di chi diventerà Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Ma quando Gualtiero Bassetti si fa da parte, Casarini e i suoi si agitano e fanno il tifo per Matteo Zuppi, allora Arcivescovo di Bologna. Ovviamente, non si tratta di sostegno disinteressato perché, come spiega Don Mattia Ferrari, cappellano di bordo di Mare Jonio, nave che il gruppetto antagonista usa per i salvataggi di extracomunitari, “se lui sarà Presidente della CEI per Mediterranea le cose saranno più facili”. Che cosa intenda il giovane prete lo si capisce leggendo il resto delle conversazioni». Prosegue a pagina 5 [QUI].

Don Mattia Ferrari, cappellano di bordo della Mare Jonio, alias “Padre Boat”.

La ciliegina sulla torta: l’articolo di Francesco Bonazzi su La Verità a pagina 3: «Vita e miracoli di “Padre Boat”. “Ora occupiamo una parrocchia”. Dal volontariato alla vocazione, fino alla “scoperta” della Mare Jonio e alla celebrità: ecco chi è il cappellano del rimorchiatore che manovra coi vescovi. E in chat con l’ex Tuta bianca minaccia con linguaggio da squatter» [QUI].

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