Papa Francesco ai sindaci: porre attenzione alla sostenibilità

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Papa Francesco oggi ha ricevuto in udienza ii rappresentanti delle popolazioni del Centro-Italia colpite dal sisma del 2016-2017, sottolineando che, nonostante il terremoto sia un’esperienza devastante, occorre cogliere per rigenerare il territorio onde evitare lo spopolamento dei piccoli centri:

“Eppure noi oggi, mentre ricordiamo con dolore la tragedia e le vittime, ai cui parenti voglio rinnovare la mia vicinanza, possiamo, grazie alla vostra perseveranza e lungimiranza, parlare anche di significativi passi avanti nella ricostruzione. In questi anni avete dimostrato che lo spirito di collaborazione può vincere ostacoli e incertezze, costituendovi ‘in un ‘noi’ che abita la Casa comune’, perché dalle macerie possa nascere qualcosa di nuovo.

Avete saputo cogliere l’opportunità per un nuovo inizio, specialmente con il programma di rigenerazione socio-economica Next Appennino, proponendo tre attenzioni molto importanti: alla sostenibilità, alla natura e agli attuali mutamenti climatici. Fermiamoci a un momento proprio su queste”.

Però nella ricostruzione occorre porre attenzione alla sostenibilità: “In quest’ottica adottare criteri adeguati di sostenibilità è un atto importante di giustizia e di carità, perché mira a soddisfare i bisogni senza compromettere la sicurezza e la sopravvivenza di chi ci sta attorno e di chi verrà dopo di noi.

E’ confortante vedere come avete saputo impostare la ricostruzione sulla eliminazione degli sprechi, sulla valorizzazione e l’equa distribuzione delle risorse, sulla tutela dei più fragili e sull’abbattimento delle barriere architettoniche”.

Occorrono che le città siano vivibili: “E’ questa la via da seguire sempre: la persona. È la via che potrà aiutare anche ad affrontare le crisi dello spopolamento e della decrescita demografica, offrendo la possibilità di vivere in ambienti ricchi di tutto ciò che i padri hanno lasciato, accresciuto e impreziosito da una gestione sapiente per la comunità; il tutto, sempre con la massima attenzione a vigilare sulla legalità degli appalti e delle procedure, e sulla sicurezza nel lavoro.

Lo spopolamento è un problema-chiave. In Italia non si fanno figli, ed è grave. Abbiamo una età media di 46 anni. Sembra che le famiglie preferiscano avere dei cagnolini o dei gatti e non dei figli: è la ‘cultura veterinaria’. Stiamo attenti a questo”.

Un altro punto è un invito a porre attenzione alla natura: “Le regioni da cui venite sono tra le più belle d’Italia e del mondo, conosciute anche a livello internazionale per il fascino dei paesaggi e per la presenza di antichi borghi e cittadine incastonati come piccole gemme lungo le pendici dei monti, sui colli e nelle valli.

E’ un modello di armonia tra l’opera di Dio e quella dell’uomo. Costruire con attenzione all’ambiente, tutelandone la bellezza e la salute, promuovendo ‘una cultura della vita condivisa e del rispetto per quanto ci circonda’, aiuta infatti a ‘vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio’, ed è questa la nostra missione”.

E’ un invito a rivedere modelli invasivi ed antiestetici: “Vi incoraggio nel vostro proposito di fare della ricostruzione un’opportunità anche in questo senso: per rimediare agli errori del passato e impostare in modo diverso i piani di crescita per il futuro.

E’ un’urgenza, credo, per tutta l’Italia. Accanto all’impegno per la natalità, quello per la sicurezza idrogeologica rappresenta un bisogno vitale, reso ancora più necessario dall’accelerazione dei cambiamenti climatici. Entrambi i fronti sono lungimiranti, essenziali per l’oggi e per il domani”.

Ed infine porre attenzione ai cambiamenti climatici: “Perciò, è importante da una parte applicare tutti gli accorgimenti necessari per fermare la deriva in corso e dall’altra, preso atto dei cambiamenti già avvenuti, provvedere a farvi fronte, a livello sia globale sia locale.

Si tratta, ad esempio, di porre maggiore cura nella pulizia dei boschi e degli alvei di fiumi e torrenti; di ridurre e scoraggiare la cementificazione del territorio; di introdurre nuovi tipi di colture e di specie da allevamento in ambito agricolo, con investimenti appropriati per gli anni a venire. Anche qui è questione di uno sguardo aperto, attento agli altri e a chi verrà dopo di noi; non bisogna lasciarsi scoraggiare dalle critiche o dai malcontenti”.

Mentre ha invitato i cappellani ed i responsabili della pastorale universitaria, che partecipano all’incontro promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, dal 23 al 24 novembre 2023, sul tema ‘Verso una visione poliedrica’, ad avere appunto una visione poliedrica:

“Il poliedro non è una figura geometrica facile. A differenza della sfera, che è liscia e comoda da maneggiare, è spigoloso, anche tagliente: ha un che di urtante, proprio come la realtà, a volte.

Tuttavia, proprio questa complessità è alla base della sua bellezza, perché gli permette di riverberare la luce con tonalità e gradazioni diverse, a seconda dell’angolatura di ogni singola faccia.

Una sfaccettatura restituisce una luce nitida; un’altra più sfumata; un’altra ancora un chiaroscuro. Non solo: con le sue molteplici facce un poliedro può produrre anche una diversificata proiezione di ombre”.

Tale visione comporta attenzione alle sfumature: “Avere una visione poliedrica, allora, implica allenare gli occhi a cogliere e apprezzare tutte queste sfumature. Del resto, l’origine stessa dei meravigliosi poliedri del mondo minerale, come i cristalli di quarzo, è il risultato di una lunghissima storia, segnata da complessi processi geologici durati centinaia di milioni di anni…

Fuori di metafora, nel servizio formativo, accogliere con animo paterno e materno le persone, le luci e le ombre, pure le ombre presenti in loro e nelle situazioni, è già una missione: facilita la crescita di ciò che Dio ha seminato dentro ciascuno in modo unico e irripetibile. Ogni persona va accolta com’è e da lì comincia il dialogo; da lì il cammino; da lì il progresso”.

(Foto: Santa Sede)

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