Oggi la Chiesa Apostolica Armena celebra la festa di Khachgyut, la prima delle quattro festività dedicate alla Santa Croce

Croce armena
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 29.10.2023 – Vik van Brantegem] – La Chiesa Apostolica Armena dedica quattro feste alla glorificazione della Santa Croce: Khachgyut, la festa dell’Invenzione (o Ritrovamento) della Santa Croce; la festa dell’Apparizione della Santa Croce; la festa della Santa Croce di Varaga; Khachverats, la festa dell’Esaltazione della Santa Croce.

Ora, il mondo armeno, ricoperto di khachkar (croci di pietra) e segni della Croce, nel corso dei secoli ha portato e continua a portare la sua croce donata da Cristo con tutta la dedizione, l’amore, l’umiltà e la lealtà del cuore. E così, armati di preghiera e di fede infinita, con un cuore pieno di pazienza come la loro Madre Armenia, gli Armeni camminano sulle orme del Signore, tengono sempre alta la loro croce e combattono per la restituzione delle loro regioni perdute, le sacre reliquie dell’Armenia nel mondo.

Gli Armeni dell’Artsakh, portando la loro croce dello sfollamento forzato dalla loro terra ancestrale sono stati abandonati da tutti ma non da Dio. Riportiamo di seguito alcune lettere che sono state inviate a Teresa Mkhitaryan da persone sfollate dall’Artsakh. Ne riceva a centinaia. Sono l’illustrazione della croce che porta questo popolo e la loro fede incontrollabile nel sostegno di Dio.

La prima delle quattro feste che la Chiesa Apostolica Armena dedica alla Santa Croce, è Khachgyut, la festa dell’Invenzione (o Ritrovamento) della Santa Croce, che si celebra la domenica fra il 25 e il 20 ottobre, in ricordo che nel 327 Sant’Elena, la madre dell’Imperatore bizantino Costantino, in visita a Gerusalemme ritrova la Vera Croce di Cristo.

La seconda è la festa dell’Apparizione della Santa Croce, che si celebra la quinta domenica dopo Pasqua, in ricordo che nel 351 il segno della Croce del Signore è apparso nel cielo di Gerusalemme.

La terza è la festa della Santa Croce di Varaga, celebrata solo dalla Chiesa Apostolica Armena, approvata dal Catholicos Nerses G Tayets, che si celebra la domenica tra il 25 settembre e il 1° ottobre, in ricordo che nel luogo dove un tempo Santa Hripsime custodiva la reliquia dello scettro del Signore, nel 653 appare ai monaci Todik e Hovel, eremiti sul monte Varaga.

La quarta è Khachverats, la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, che si celebra il 14 settembre, in ricordo che nel 628 l’Imperatore di Bisanzio Eracle attacca i Persiani e libera la Santa Croce. È considerata una delle cinque feste principali della Chiesa armena e la più importante delle quattro feste della Santa Croce. Secondo la tradizione armena, il primo ad “esaltare” la Santa Croce fu l’apostolo Giacomo di Gerusalemme, il “Fratello del Signore”.
La Chiesa Apostolica Armena osserva un digiuno di cinque giorni, chiamato Digiuno della Santa Croce, dal 9 al 13 settembre, in preparazione a Khachverats, una festa che continua per diversi giorni successivi. La domenica più vicina al 14 settembre, la liturgia è scandita dal servizio Antasdan (la benedizione dei campi), durante il quale la croce processionale viene adornata con basilico (simbolo di regalità) e vengono benedetti i quattro angoli della chiesa in segno di santificazione del mondo.

La glorificazione della Croce da parte della Chiesa cristiana suscita spesso sorpresa e molte domande, perché è con la croce che Cristo è stato ucciso. È vero che prima di Cristo la croce era uno strumento di punizione e simboleggiava la morte, ma per mostrare la grandezza del suo amore e il grado di umiltà, Gesù scelse la via considerata la morte più disonorevole venendo al mondo, soffrendo e autodenigratorio sulla croce. «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). Ora, la croce è una corona per il cristiano e spiega il senso della vita di Cristo. Incarnato sulla Croce, Dio ha compiuto l’opera di espiazione dei peccati dell’uomo offrendo la Messa per la liberazione dei suoi peccati sulla Croce stessa. L’uomo è stato liberato dalla condanna della morte, e la Croce è diventata l’arma di vittoria sul peccato e sulla morte, la via per ereditare la vita eterna. E, secondo San Gregorio di Tateva, l’onore speciale è dato alla Croce e non, per esempio, ai chiodi con cui fu inchiodato il Signore, perché solo la Croce è lo strumento di morte che somiglia al Crocifisso e/o al Cristo che ha allargato le braccia per noi, chiamandoci tra le sue braccia.

In altre parole, la Croce nella sua forma e immagine rappresenta Cristo crocifisso, e Croce è l’uomo, ogni persona che ha ricevuto la sua forma da Cristo. Pertanto, come è stato detto: «Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella Croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo» (Gal 6,14). Chi realizza il mistero della Croce e lo imprime nel suo cuore, non potrà vantarsi d’altro che della Croce del Signore Gesù Cristo, la cui parte inferiore, secondo un’interpretazione, distrusse l’inferno, quella superiore la parte ha aperto le porte del paradiso, la parte destra ha distribuito grazie alle persone e la parte di sinistra ha condannato i colpevoli.

Ora, immaginate quanto fu scioccato tutto la Cristianità, quando la Croce del Signore andò perduta, perché dopo la morte dell’Imperatore Claudio e dell’Imperatrice Patronica, gli Ebrei uccisero Giacomo il Re e seppellirono la Croce di Cristo con altre croci vicino al Calvario, ammucchiandovi sopra la spazzatura, trasformato questo posto in una discarica.

In questo asse storico si colloca l’episodio dell’Invenzione della Santa Croce, che si è trasformato in una grande festa per l’intero mondo cristiano, e che quest’anno la Santa Chiesa Apostolica Armena celebrerà il 29 ottobre.

Dal 313 era possibile praticare il Cristianesimo liberamente con l’editto di Milano dell’Imperatore Costantino. La madre dell’imperatore, Sant’Elena, nel 327 venne a Gerusalemme per trovare la Croce di Cristo. Il luogo di Khmetrayit era noto solo a un Ebreo di nome Judah, che conosceva il luogo di sepoltura delle croci dalle tradizioni scritte dei suoi antenati. Quest’ultimo però si oppose e indicò il luogo di sepoltura delle croci solo dopo sei giorni di fame sul fondo di un pozzo asciutto. Quando furono ritrovate le croci sotto la spazzatura, trovarono anche la tavola a tre lingue fissata sopra la testa di Gesù per ordine di Pilato, che però era stata strappata dalla Croce, motivo per cui non era possibile distinguere la Croce del Signore. E proprio come l’imperatrice Patronica riuscì a distinguere la Croce di Cristo mediante un miracolo compiuto con una ragazza morta che toccò le croci e resuscitò solo attraverso la Croce del Signore, così l’Imperatrice Elena riesce a trovare la sacra reliquia. Un giovane morto viene riportato in vita e una donna morente viene guarita dalle malattie. Sotto l’influenza di quei miracoli, molti accettarono il Cristianesimo. Appare anche il già citato Giuda, che verrà poi martirizzato in nome di Cristo. Nel 335 sul Golgota viene costruita la basilica della Santa Resurrezione, dove viene eretta la Croce di Cristo, che viene solennemente glorificata per la seconda volta.

Dio si è umiliato, è disceso dal cielo sulla terra, ha sofferto ed è stato crocifisso per salvare gli uomini, per risollevare l’uomo caduto e renderlo di nuovo un’immagine di Dio. E affinché l’uomo non inciampi e possa salire, deve tenere saldamente la mano del Signore, deve prendere la sua Croce e seguire il Signore. «Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me» (Mt 10,38).

Lettere di persone sfollate dall’Artsakh

Le lettere che seguono nella traduzione italiana sono alcune tra quelle che sono state inviate a Teresa Mkhitaryan da persone sfollate dall’Artsakh. Ne riceva a centinaia. Ricordiamo il suo articolo che abbiamo pubblicato il 4 ottobre 2023: Dopo lo sfollamento forzato del popolo armeno dell’Artsakh. C’è del Buono in questo mondo del Male. È giusto combattere per questo.

Chi volesse aiutare gli Armeni di Artsakh, potrebbe farlo tramite l’associazione Il Germoglio, con la carta di credito tramite il sito Germoglio.ch o con un bonifico al conto bancario/conto postale:

Intestato a Associazione il Germoglio
Banca: PostFinance
Iban: CH2909000000690569590
Swift: POFICHBEXXX

Cara Teresa, anima dolce, Artsakh fu crocifisso come Cristo. Nulla succede per caso. Artsakh risorgerà come Cristo.

Siamo diventati profughi due volte: la prima volta dall’Azerbajgian nel 1988, la seconda volta dall’Artsakh nel 2023. Abbiamo perso due volte la nostra casa. Siamo vivi, ma profondamente infelici. Lei come sta, e Menua come sta?

Veniamo dall’Artsakh, siamo appena arrivati a Yerevan. Siamo stati in viaggio per due giorni. Attualmente siamo 17 persone a vivere nella stessa casa, di cui 8 sono minorenni. Abbiamo bisogno di alloggio, viveri, articoli per l’igiene, vestiti. Se possibile, Ti prego di aiutarci.

Mi chiamo Alisa, sono di Martuni dell’Artsakh. Siamo arrivati in Armenia con la famiglia due giorni fa. Mio padre è divenuto immortale. Ho 2 fratelli. Abbiamo bisogno di vestiti caldi, viveri, articoli per l’igiene.

Mio marito è stato ucciso dai Turchi. Con i miei due piccoli figli siamo arrivati a Yerevan, siamo rimasti fuori (per strada), non sappiamo dove andare, mio marito non è neanche stato seppellito. La prego di aiutarci a trovare alloggio.

Non vorrei che la gente mi vedesse in questa situazione. Sono sempre stata forte, ma ora sono completamente distrutta, senza casa e senza patria. Ho il cuore spezzato ed ho voluto assolutamente condividerlo con Lei. Un giorno abbiamo scoperto che la mia Shushi non è più mia, che il mio grande negozio, le 4 case mie e dei miei figli non sono più nostre, che il mio grande giardino coi suoi lamponi appartiene già ai Turchi. E dopo tutto ciò come poter vivere? Come poter guardare la mia casa a Shushi ogni giorno da Stepanakert e respirare? E ieri sono venuta a sapere anche che la mia casa ed il negozio sono stati rasi al suolo. E dopo tutto ciò come non impazzire.

Ho lavorato per l’amministrazione della città per 28 anni a Shushi e mio figlio aveva creato la sua impresa goccia a goccia con il sudore della sua fronte. Come resistere dopo tutto questo? Cara Teresa, chi siamo diventati? Vorrei che tutti giudicassero come fa Lei.

La prego di aiutarmi, non riesco a risolvere né il problema dell’alloggio, né quello del lavoro, e nemmeno degli studi dei miei figli. Non so cosa fare, se non trovo lavoro. Noi siamo entrambi disoccupati: io non ho più la speranza di fare l’insegnante, il lavoro di capitano di mio marito, dopo 18 anni di servizio, non serve più a nulla. Cerco di fare capire ai miei figli che non potremo permetterci più di tanto, vogliono giocattoli, parlano dei loro giocattoli persi o lasciati lì, in Artsakh. Ieri notte, mio figlio di 4 anni piangeva di continuo, diceva: ”Mamma, i Turchi stanno arrivando, sento la loro voce, ho paura”. Non l’ha ancora dimenticato: appena c’è una voce un po’ forte, salta in piedi e si nasconde. Grazie a Dio, noi siamo tutti vivi. Semplicemente a volte mi sento debole, so che Lei è molto impegnata, ma ho bisogno di parole, consigli, soluzioni.

Da tanto La seguo. Ammiro la Sua personalità unica, umana e patriottica, le Sue idee così uniche e irripetibili. Sono di Artsakh, vivevo a Martakert․ Proprio Lei con la Sua personalità ci trasmette forza e vita, a tutti noi dell’Artsakh. Tempo fa ho letto la lettera riguardo a Suo fratello, mi sono commossa tanto per la Sua fermezza nella fede e preghiera. Lei è un esempio per tutti noi. Ringrazio per la luce e il calore che Lei diffonde attorno. Vorrei tanto conoscerLa personalmente da vicino, Teresa Mkhitaryan, la splendida Armena.

Appena questa situazione si calma un po’, venga a casa nostra, al quartiere Massif 1, farò il pane con jengyal [pane di zengale tradizionale armeno, con erbe finemente tagliate], lo assaggiamo insieme, insegneremo anche a Lei a farlo.

Sono dell’Artsakh, mio marito è gravemente ferito, è stato trasferito al Centro Medico Erebuni. Siamo scappati senza documenti, abbiamo raggiunto Stepanakert e ci stanno per evacuare. La prego di aiutarci a trovare un alloggio vicino all’ospedale.

Forse riceve tante lettere e non riuscirà a leggere la mia, ma in ogni modo ci provo. Ho 4 figli minorenni e sono tutti maschi: 8, 6, 3 anni ed un neonato. Per i miei figli più grandi ho bisogno di un letto a castello così occupa meno spazio oppure dei lettini da campo. Prima dormivano sul divano, ma quello della casa in affitto è troppo grande e per di più non si apre. Sarei grata se riuscisse ad aiutarci a questo riguardo.

Sono Inara dell’Artsakh. Non scrivo tanto per far risparmiare il Suo tempo. Mio figlio ha un problema di emoglobina, purtroppo non siamo riusciti a portare nulla con noi. La prego tanto di aiutarci ad avere un tritacarne, perché mio figlio non riesce a masticare bene la carne e lui deve ogni giorno mangiare carne di manzo.

Sono fiero ogni volta che leggo di quello che fa. Se ci fossero 50 ARMENI come Lei, il mio popolo non sarebbe in queste condizioni. So quale soddisfazione interiore si riceve quando si rende felice un altro. Mia madre mi ha sempre insegnato da piccolo ad essere generoso, a regalare agli altri, diceva: “Quello che hai dato, è davvero tuo”. E così siamo cresciuti. Ahimé, ora non ho più nulla, la casa, gli affari, tutto abbiamo lasciato in Artsakh. Cerco di farcela, di superare nuovi interventi chirurgici, di continuare a scrivere, altrimenti se perdo la Fede, questo mi distruggerà non solo l’anima, ma mi distruggerà anche fisicamente. Mi dà molto conforto il fatto che Dio vede tutto, ecco perché non solo mi ha salvato dal cancro dopo essere stato sottoposto a 6 interventi chirurgici in 10 anni, ma mi ha anche dato la forza di scrivere e pubblicare dei libri uno dopo l’altro. Ahimè, la mia salvezza è di breve durata e davanti a me c’è il Golgota. La mia anima è distrutta dalle delusioni, dai tradimenti e non vedo una mano che sia tesa verso di noi. L’unica salvezza la trovo nella mia scrittura, così da non pensare ai miei libri e al mio manoscritto non ancora pubblicato, tutti lasciati in Artsakh, a Shushi. Mi vergogno di chiederLe, ma non ho soluzioni, non vorrei lasciare un altro manoscritto non pubblicato. Questi sono i ricordi di Shushi e della guerra, che fra pochi decenni diventeranno storia. La cultura non deve essere distrutta. Dopo aver pubblicato questo libro, se lo desidera, potrei regalarLe delle copie. Che Dio La benedica!

Già solo con il tuo essere aiuti le persone donando loro amore, speranza e fede. Dio ha moltiplicato in te l’amore, la tua umanità. Tutti gli Armeni, in particolare gli Armeni dell’Artsakh ti sono riconoscenti, donna di Dio! Che Dio protegga te ed i tuoi parenti!

Ho una cortese richiesta, siamo stati sfollati dall’Artsakh, abbiamo raggiunto la Repubblica armena con grande difficoltà. La mia famiglia è composta da 6 persone; 2 sono disabili, io sono incinta. Se potrà, La prego di aiutarci, abbiamo bisogno di viveri, vestiti, articoli per l’igiene. Grazie infinite!

Buongiorno, siamo sfollati dell’Artsakh. La prego di aiutarci, ho 2 figli minorenni. Non sono riuscito neanche a trasportare la salma di mio figlio. Non abbiamo preso nulla con noi, solo un paio di vestiti e poi siamo scappati.

Salve, amata persona! Avevo la mia casa in Artsakh e quando ho deciso di avere dei figli, non avrei mai immaginato che un giorno loro avrebbero avuto bisogno delle cose più essenziali.

Buongiorno! Siamo dell’Artsakh, saremmo grati per ogni tipo di aiuto, non abbiamo nulla.

Sono stata sfollata tre volte con la forza, sono disabile al 2° grado, ho il cancro, sto facendo la chemioterapia. Il medicamento è Zometa di NOVARTIS. A causa della mancanza dei mezzi finanziari, non sono riuscita a fare l’ultimo ciclo. La prego di sostenermi per la mia guarigione e affinché trovi un lavoro. Sarei grata per il Suo sostegno al fine di prolungare la mia vita, anche se dopo tutto, a che serve questa vita.

Mi piace la filosofia, ma per non filosofare, direi la cosa seguente: oggi Lei ha usato un’espressione forte “Amante di Dio”. Oltre ad essere una persona che ama Dio, Lei è anche una persona amata da Dio. Ora provo a spiegare perché: la prima volta quando l’ho ascoltata, sono rimasto colpito. Non c’è stato un suo intervento che io abbia mancato di seguire. Cosa dire, il Suo sorriso esprime la misura della Sua bontà, i Suoi pensieri sono chiari e concreti. C’è così tanta energia nella Sua voce da creare un’attrazione quasi magnetica. Il fatto che Lei dica che si dovrebbe seminare, coltivare la terra in tutta l’Armenia, caratterizza il Suo amore per Dio e anche l’amore di Dio per Lei. Forse scrivo troppo e sono sicuro anche di averLa annoiata per cui Le chiedo scusa [L‘autore di questo messaggio è stato ucciso, ora è in Cielo].

Sono Diana, la moglie di Artak. Ieri abbiamo trovato il suo corpo, oggi era la veglia funebre e domani ci saranno i funerali [Artak era il nostro insegnante della scuola domenicale di Sarushen, Artsakh. I Turchi hanno ucciso lui, suo fratello e anche il fratello di lei, Diana].

Siamo arrivati con grande difficoltà dall’Artsakh a Yerevan. Non siamo riusciti a portare nulla con noi. Siamo due famiglie: 4 bambini, una donna disabile, una donna incinta di otto mesi. I nostri mariti sono ancora in Artsakh. Abbiamo tanto bisogno di viveri ed articoli per l’igiene. Se possibile, ci aiuti, per favore!

Siamo stati evacuati da Stepanakert il 27 settembre, il 29 siamo arrivati a Goris. Il nostro autista era mio cugino, ha 13 anni. Ci riposiamo per un giorno e poi ci avviamo verso Yerevan. Per favore, ci aiuti a trovare una casa in affitto a Yerevan o nei dintorni. Siamo in 10.

Per strada alcune famiglie hanno messo insieme quello che avevano: olio, pasta… un altro ha acceso il fuoco affinché i bimbi potessero mangiare perché piangevano dalla fame.

Sono dell’Artsakh, ho due figli, il più piccolo è disabile, ha 3 anni ed è stato operato due volte alla testa, dovrebbe essere operato nei prossimi giorni ancora una volta. Abbiamo bisogno di alloggio, viveri, articoli per l’igiene, coperte. Le sarei grata se potesse aiutarci.

Siamo venuti da Martakert il 25 settembre. Sinceramente abbiamo perso tutto, anche la speranza della vita. Abitiamo da parenti. Se possibile La prego di aiutarci; abbiamo pochi letti (sono brandine), coperte calde e biancheria da letto, prodotti per l’igiene. Marta, mia sorella sta dai suoi amici, ha tre figli, anche lei ha bisogno dell’aiuto di qualsiasi tipo. La ringrazio in anticipo.

Sei venuta e andata come in un sogno. Il nostro incontro fu molto piacevole, ma ahimè non fu in Artsakh. Mi piange il cuore, mi si commuove l’anima, mi si offuscano gli occhi… e non voglio crederci, che abbiamo perso un mondo intero, un angolo meraviglioso, una divina culla paradisiaca.

Sono in debito con Lei per la mia vita. Non so come ringraziarLa. Che Dio La benedica! Che ogni mattina ascolti buone notizie e sia felice! LA MIA ARMENA, LA PIÙ ARMENA DI TUTTI!

Io sono dell’Artsakh, ho 2 figli, uno 3 anni, l’altro 15 mesi; ho tanto bisogno di aiuto, non riesco a comprare latte e pannolini. La prego di aiutarmi.

Lei è un’Armena speciale. Innanzitutto vorrei ringraziare per i Suoi lavori compiuti. Ho una richiesta; ieri 3 donne sono state portate in piazza e sono senza casa, non sanno dove andare. Devo dire che 2 di loro sono disabili. Abbiamo provato a trovare un posto temporaneo per loro, però se possibile La prego di aiutarle a trovare un alloggio.

Non so come esprimere la mia commozione e l’amore verso di te. Non per il tuo aiuto, ma per la tua attenzione e cura.

Come si dice dalle mie parti, La ringrazio dalla terra fino al cielo (dal profondo del mio cuore) per quello che ha fatto per noi. Che le nostre preghiere arrivino al cielo! Che Dio Le dia lunga vita, più di 100 anni! Già avevo perso la speranza, non sono molto capace di chiedere qualcosa, perché ho sempre vissuto in modo dignitoso, all’inizio ero molto povero, poi ho aiutato anch’io i poveri quanto potevo. Dio mi ha ricompensato. Grazie a Lei, figlia mia. Che Dio benedica La Sua famiglia!

Cara Teresa, sa che il mio personaggio preferito è Nzhdeh. Quando si comincia a leggere Nzhdeh, ci si rende conto che ogni sua frase finisce con Dio e fede, ovunque menziona che sta combattendo per Cristo affinché il proprio popolo non perda il Cristianesimo difendendo la propria fede [È stato ucciso in Artsakh, è andato con Nostro Signore].

Chiedo scusa per il disturbo, ma non abbiamo preso nulla con noi. Mi vergogno di scrivere tutto ciò, ma non abbiamo altra scelta. Siamo usciti in un’ora da casa nostra e siamo arrivati in Armenia il 25 settembre. Siamo con i nostri figli, Mariana di 5 anni e Kadjik di 3 anni. Abbiamo bisogno di tutto, se può, La prego di aiutarci finché non troviamo lavoro.

La sensazione più terribile è quella di quando ci si sente ingannati.

Ogni persona ha un sogno, forse anche Lei ce l’ha. Il Suo sogno non lo conosco, ma so che l’Armenia dei Suoi sogni è l’Armenia forte [È andato in Cielo in Artsakh].

La nostra famiglia viene evacuata dall’Artsakh già per la seconda volta. Nel 2020 siamo stati sfollati da Hadrut e abbiamo lasciato tutto, poi siamo tornati di nuovo in Artsakh ed abbiamo iniziato da capo. Di nuovo abbiamo lasciato tutto e siamo stati sfollati. Abbiamo un figlio di 1 anno. Ogni Suo aiuto sarebbe molto apprezzato. Ci serve un letto ed un armadio per mio figlio ed un appartamento in affitto.

Sono l’insegnante della scuola domenicale della chiesa di San Stefano nella comunità Khantsk della regione di Askeran in Artsakh. Ora siamo a Sevan. Se vuole insegnare anche ai bambini di qua, sono pronta ad esserLe utile per qualsiasi cosa.

Le auguro tanta forza ed energia nei suoi lavori per aiutare le persone. Che Lei sia circondata di rispetto e d’amore! Dio La ama tanto.

Seguivo sempre con fierezza le Sue interviste. Grazie per non aver lasciato da soli gli abitanti dell’Artsakh in questi momenti così difficili! Cara Teresa, abbiamo bisogno di un alloggio; non abbiamo trovato casa a Yerevan, ora stiamo in una dacha di un villaggio vicino a Byureghavan, solo che fa molto freddo. Ho 2 figli di 3 e 5 anni, sto aspettando anche il terzo che deve nascere. Per favore, se c’è un alloggio appropriato per 5 persone, ce lo faccia sapere.

Le chiedo semplicemente, se è possibile, di aiutare anche noi con le coperte e i cuscini che non riusciamo a comprare. Ho 3 figli, viviamo insieme in 6, se possibile, La prego di aiutarci. Riusciamo a malapena a pagare l’affitto di casa. Le sarei grata se riuscisse ad aiutarci.

Sono sfollata dall’Artsakh, siamo arrivati ora con la mia famiglia al confine dell’Armenia. Abbiamo bisogno di tutto: articoli per l’igiene, viveri, vestiti. Purtroppo non abbiamo soldi, se può, La prego di aiutarci. Ho 3 figli maschi: 9 anni, 7 anni e 9 mesi. Le sarò molto grata.

Chiedo scusa per il disturbo, sono stato sfollato da Hadrut nel 2020 e con la mia famiglia sono stato costretto ora per forza ad abbandonare anche l’Artsakh, la mia patria. Ora cerchiamo una casa, saremmo grati per un sostegno. Ci scusi per il disturbo. Lei è una persona molto patriota. Purtroppo non sapevo che un giorno Le avrei dovuto scrivere.

Siamo di Stepanakert, finalmente, dopo tante ricerche, abbiamo trovato un alloggio nel villaggio di Oshakan, ma non in buone condizioni. La preghiamo di sostenerci, o di indicarci a chi rivolgerci per il sostegno, almeno per mettere le cose un po’ in ordine e per acquistare i beni di prima necessità. Grazie!

Noi abbiamo bisogno di un alloggio, se potesse, La prego di aiutarci: ho 3 figli minorenni, mio marito è morto durante la guerra dei 44 giorni. Grazie.

Buongiorno o nostra Armena, gentile e di buon cuore! Mi scusi, abbiamo una richiesta, siamo di Nerkin Horatagh. Siamo usciti senza vestiti, La prego di aiutarci: siamo un ragazzo di 12 anni, una ragazza di 8 anni, una donna di mezza età e i nonni.

Noi siamo ancora a Tchartar, ma La ringraziamo di cuore per tutto quello che ha fatto. C’era un problema con la benzina, ce l’hanno appena data. Appena arriviamo in Armenia sani e salvi, dovremmo affittare una casa. Siamo una grande famiglia. Se avrà qualche contatto a questo riguardo, La prego di inviarcelo.

Ho incontrato una ragazza dell’Artsakh. Stava cercando una casa a Komitas (in via Gulbenkyan), si chiama Lilit, non so se Le sarebbe possibile di trovare un alloggio per questa famiglia. Grazie in anticipo.

Sono dell’Artsakh. Siamo con i figli e non abbiamo posto per poter restare. La prego di aiutarci a trovare un alloggio.

Chiedo scusa per il disturbo, sono dell’Artsakh. È la seconda volta che perdo la mia casa: nel 2020 e adesso. La prego di aiutarci per l’alloggio. Grazie mille! Siamo 7 in famiglia tra cui 3 minorenni.

Cerchiamo una casa per mio zio disabile dell’Artsakh, bisogna che sia al piano terra. Lui è in sedia a rotelle, e così potrà entrare e uscire facilmente. Per favore, se possibile, ci aiuti ad affittare una casa ad un prezzo normale. Può essere anche in un villaggio, sono 3 persone.

Siamo di Tsaghkashen, regione di Martakert, Artsakh. Siamo 8 in famiglia tra cui un bambino di 3 mesi. Abbiamo trovato un appartamento in affitto ad Ashtarak. Ci aiuti, per favore con i viveri, gli articoli per l’igiene, con tutto ciò che può.

Le stringo forte la mano. Spero che tra qualche anno, non appena sarò di nuovo in piedi, anch’io sarò in grado di fare del bene agli altri.

Questa vita non è eterna. La vita è di questo momento. Viviamo come veri uomini questo momento che passa, per vivere eternamente dopo. Che Dio sia con noi!

Questo fu un lungo sogno assurdo. Una realtà irreale. Mi chiedono: “Ha bisogno di uno psicologo?” Nooo, ho bisogno della Patria, solo della Patria. Come se ci fosse uno capace di guarire questo dolore.
Donaci forza, Dio, affinché non ci perdiamo nel mare agitato della vita.
Donaci cuore, Dio, affinché cancelliamo le labbra della sofferenza.
Donaci luce, Dio, affinché vediamo la strada in questa oscurità grigia.
Donaci speranza, Dio, affinché Ti ritroviamo di nuovo con le labbra secche.
Amen.

La mia fede non è persa. I nostri figli hanno combattuto con forza, mantenendo le proprie posizioni. Nonostante fossero feriti sanguinanti, si affrettavano di nuovo ad aiutare gli amici, a mantenere le proprie posizioni, a difendere la propria casa, la propria famiglia. Come faccio a non credere in loro? Ci credo: e credo anche in Dio e prego. Ci sarà il Giudizio.

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