Mi interessa la purezza di mio figlio, di mia figlia? Dal libro ‘Genitori sta a noi’

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Don Alberto Ravagnani, noto sacerdote della diocesi di Milano, molto attivo sui social, afferma che la sessualità è diventata, per i nostri ragazzi, la forma di sofferenza più grande. Oggi, dunque, da mamma, da catechista, da scrittrice, da donna cristiana mi vorrei soffermare sull’importanza di aiutare i ragazzi a non perdere la purezza. Se perdi la purezza, infatti, perdi te stesso e la tua capacità di relazionarti. Sei non sei puro, pura, non riuscirai a donare davvero la tua vita. Rosicchierai quello che puoi dagli altri, ma non vivrai mai una comunione profonda.

Si può essere felici in questo modo? La risposta è no. E dobbiamo avere il coraggio di dirlo. Insegniamo ai giovani a custodirsi e a custodire l’altro. Insegniamo loro che si può puntare alla comunione, al per sempre. Per costruire qualcosa di solido, per vivere un matrimonio felice, tuttavia, non è indifferente il modo in cui ci si approccia al corpo. Ed è bene impararlo fin da giovanissimi!

Non è vero che l’uomo e la donna sono felici quando seguono ogni loro istinto. L’uomo e la donna sono felici quando imparano a volersi bene, a rispettarsi, a guardare il corpo con occhio libero dall’egoismo. Alessandra e Francesco di 5pani2pesci ripetono spesso che non è importante avere successo o soldi, non è questo che ci porta davvero ad essere felici, ma avere un’affettività guarita.

Che significa? Significa saper amare davvero e non usare gli altri per compensare un vuoto. Educhiamo i giovani alla gratuità in amicizia e alla reciprocità nelle relazioni a due. Educhiamoli a non sfruttare l’altro, anche sul piano sessuale, ma a vederlo come una persona che detiene una dignità immensa.

Sfatiamo i tanti miti che aleggiano intorno alla fatidica ‘prima volta’. ‘Farlo solo per farlo’ non è per il loro bene. È solo l’inizio di tanti problemi affettivi (perché è in quel momento, facendo sesso per il sesso, che inizi a vedere l’altro come una cosa da usare per un tuo scopo).

Noi adulti, tantopiù se cristiani, ce l’abbiamo il coraggio di puntare in alto e di mostrare ai ragazzi che si può? O cediamo alla cultura dominante e ci limitiamo a infilare preservativi nelle loro tasche? Loro sono chiamati a scegliere, ma tu, padre o madre, hai il dovere di offrire una strada, di tracciare un sentiero. Anche perché, altrimenti, se la strada è una sola – quella del mondo – tra cosa sceglieranno?

Se tu, genitore, hai scoperto che solo l’amore salva, testimonialo. Forse, tuo figlio, tua figlia, per un po’ di tempo rifiuterà ciò che dici, ma dovrà confrontarcisi. E, magari, riaccoglierà il tuo esempio in un secondo momento.

Nel libro ‘Genitori sta a noi. Dieci passi per vivere meglio in famiglia’ (Mimep Docete, 2022), dove parlo dei 10 comandamenti inquadrandoli nella prospettiva dell’essere genitori, nel sesto capitolo, dove affronto il sesto comandamento, sono riportati alcuni consigli per parlare di sessualità con i giovani, prendendo spunto anche da un corso sulla sessualità (‘Tu sei prezioso’), proposto da una coppia di sposi che hanno a cuore l’educazione dei giovani ad un’affettività sana.

Alla fine del capitolo, riporto una storia che a me ha insegnato ad avere fiducia e speranza, anche quando ciò che facciamo sembra inutile, quando a malincuore dobbiamo accettare che i figli buttino via ciò che abbiamo cercato di seminare.

È la storia di Clelia, 29 anni, che si è ribellata agli insegnamenti dei genitori per un certo periodo, che ha rinnegato la purezza, ma poi, in un altro momento della sua vita, i suoi occhi sono stati aperti e ha accolto quei valori con maggiore consapevolezza. I figli ci guardano, ci ascoltano, anche quando sembra che non sia così. E imparano prima di tutto da noi cosa sia amare. Ci crediamo… o no?

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