Gli Incontri del Mediterraneo nel racconto del papa

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Nell’udienza generale odierna papa Francesco, come succede dopo ogni viaggio apostolico, ha raccontato quello che è avvenuto a Marsiglia, ribadendo che il Mediterraneo è un luogo di incontro e di vita: “Alla fine della scorsa settimana mi sono recato a Marsiglia per partecipare alla conclusione dei ‘Rencontres Méditerranéennes’, che hanno coinvolto Vescovi e Sindaci dell’area mediterranea, insieme con numerosi giovani, perché lo sguardo fosse aperto al futuro. In effetti, l’evento di Marsiglia era intitolato ‘Mosaico di speranza’. Questo è il sogno, questa è la sfida: che il Mediterraneo recuperi la sua vocazione, di essere laboratorio di civiltà e di pace”.

Quindi ha sottolineato che esso è stato ed è la culla della civiltà, in quanto ci si ‘affacciano’ tre continenti: “Il Mediterraneo, lo sappiamo, è culla di civiltà, e una culla è per la vita! Non è tollerabile che diventi una tomba, e nemmeno un luogo di conflitto. Il Mare Mediterraneo è quanto di più opposto ci sia allo scontro tra civiltà, alla guerra, alla tratta di esseri umani.

E’ l’esatto opposto, perché il Mediterraneo mette in comunicazione l’Africa, l’Asia e l’Europa; il nord e il sud, l’oriente e l’occidente; le persone e le culture, i popoli e le lingue, le filosofie e le religioni. Certo, il mare è sempre in qualche modo un abisso da superare, e può anche diventare pericoloso. Ma le sue acque custodiscono tesori di vita, le sue onde e i suoi venti portano imbarcazioni di ogni tipo”.

Inoltre dalle sponde del Mediterraneo si è propagato il Cristianesimo: “Dalla sua sponda orientale, duemila anni fa, è partito il Vangelo di Gesù Cristo. Il suo annuncio naturalmente non avviene per magia e non si realizza una volta per tutte. E’ il frutto di un cammino in cui ogni generazione è chiamata a percorrere un tratto, leggendo i segni dei tempi in cui vive”.

Ricordando i precedenti incontri, che hanno preso spunto dalla visione ‘profetica’ di Giorgio La Pira, papa Francesco ha raccontato cosa è avvenuto nella città francese: “E uscito uno sguardo sul Mediterraneo che definirei semplicemente umano, non ideologico, non strategico, non politicamente corretto né strumentale, umano, cioè capace di riferire ogni cosa al valore primario della persona umana e della sua inviolabile dignità. Poi nello stesso tempo è uscito uno sguardo di speranza.

Questo è oggi molto sorprendente: quando ascolti i testimoni che hanno attraversato situazioni disumane o che le hanno condivise, e proprio da loro ricevi una ‘professione di speranza’. E anche è uno sguardo di fraternità.

Fratelli e sorelle, questa speranza, questa fraternità, non deve ‘volatilizzarsi’, al contrario deve organizzarsi, concretizzarsi in azioni a lungo, medio e breve termine. Perché le persone, in piena dignità, possano scegliere di emigrare o di non emigrare. Il Mediterraneo deve essere un messaggio di speranza”.

Ed a Marsiglia la speranza è stata protagonista: “Ma c’è un altro aspetto complementare: occorre ridare speranza alle nostre società europee, specialmente alle nuove generazioni. Infatti, come possiamo accogliere altri, se non abbiamo noi per primi un orizzonte aperto al futuro? Dei giovani poveri di speranza, chiusi nel privato, preoccupati di gestire la loro precarietà, come possono aprirsi all’incontro e alla condivisione?

Le nostre società tante volte ammalate di individualismo, di consumismo e di vuote evasioni hanno bisogno di aprirsi, di ossigenare l’anima e lo spirito, e allora potranno leggere la crisi come opportunità e affrontarla in maniera positiva”.

Infatti il papa ha visto molta speranza in questi giorni vissuti a Marsiglia: “L’Europa ha bisogno di ritrovare passione ed entusiasmo, e a Marsiglia posso dire che li ho trovati: nel suo Pastore, il card. Aveline, nei preti e nei consacrati, nei fedeli laici impegnati nella carità, nell’educazione, nel popolo di Dio che ha dimostrato grande calore nella Messa allo Stadio Vélodrome…

Possa la Madonna, che i marsigliesi venerano come Notre Dame de la Garde, accompagnare il cammino dei popoli del Mediterraneo, perché questa regione diventi ciò che da sempre è chiamata a essere: un mosaico di civiltà e di speranza”.

Inoltre, prima del viaggio apostolico a Marsiglia, incontrando i rettori delle università pubbliche e private latinoamericane, papa Francesco aveva annunciato il titolo dell’imminente esortazione apostolica, che si intitola ‘Laudate Deum’: “Uno sguardo a quello che è successo e dire cosa bisogna fare”.

Da quello che ha riportato Vatican News il papa ha assegnato un compito preciso alle Università: “Dovete formare i ragazzi e le ragazze ai tre linguaggi umani, quello della testa, quello del cuore e quello delle mani. In modo tale che imparino a pensare ciò che sentono e ciò che fanno, a sentire ciò che fanno e ciò che pensano, e a fare ciò che sentono e ciò che pensano”.

(Foto: Santa Sede)

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