No alla dittatura del pensiero unico. Libertà di espressione per il Generale Vannacci #Restiamoliberi

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 21.08.2023 – Vik van Brantegem] – A seguito dell’articolo È un “mondo al contrario”. E il libro del Generale Vannacci ce lo conferma (due volte) che abbiamo pubblicato ieri [QUI], oggi ritorniamo sul caso del Generale Roberto Vannacci, con la lettera che il Generale Piero Laporta ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e pubblicato ieri sul suo sito [QUI]. Inoltre, facciamo seguire il Comunicato diffuso ieri dall’Ufficio stampa dello storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi sul provvedimento del Ministro della Difesa nei confronti del Generale Vannacci, e la Nota di Sgarbi pubblicato oggi su Nicolaporro.it [QUI]. Infine, riportiamo il contenuto di una lettera, con cui Jacopo Coghe, Portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus, si è rivolto oggi a chi scrive e che condividiamo con chi legge, insieme ad una petizione al Presidente della Repubblica e al Ministro della Difesa.

Appena scoppiato il caso, il 18 agosto il Generale Roberto Vannacci ha replicato alle critiche, tra altro nella trasmissione Diario del Giorno di Rete4, come abbiamo riportato nella nota 5 all’articolo che abbiamo pubblicato ieri [QUI]. Poi, oggi a Morning News su Canale 5, in merito al suo ex incarico di capo dell’Istituto Geografico Militare e dopo le polemiche nate intorno al suo libro Il mondo al contrario, ha detto: «Io sono stato avvicendato, dalla mezzanotte di oggi, non sono stato rimosso dal mio incarico. Vedremo comunque alla fine di questo eventuale provvedimento disciplinare i fatti che mi sono stati addebitati e quali sono le accuse».

Tornando su alcune frasi del suo libro, il Generale Vannacci ha spiegato: «Io non ho offeso nessuno, non ho discriminato nessuno. Parlando di normalità ad esempio, mi riferisco alla consuetudine e mi riferisco a dati statistici: il 90% della popolazione è eterosessuale, non esserlo vuol dire fare parte di una minoranza». Il Generale Vannacci ha poi aggiunto di «rivendicare la diversità, le persone sono uguali nella loro dignità».

Forse, ha concluso, «le mie opinioni sono discutibili ma non offensive. Sfido chiunque a trovare con gli omosessuali che potrei aver avuto alle dipendenze, degli atteggiamenti offensivi o discriminatori».

Su una sua eventuale discesa in politica, il Generale Vannacci ha affermato: «Faccio il soldato. Almeno per ora».

La lettera del Generale La Porta al Presidente del Consiglio dei Ministri
Un Inadeguato Ministro della Difesa


«Signor Presidente del Consiglio dei Ministri,
il primo comma dell’articolo 1472, rubricato «Libertà di manifestazione del pensiero», del Codice dell’ordinamento militare (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66) statuisce:
«I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare (o di) servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione».
Il suo ministro della Difesa ha pertanto sbagliato doppiamente nei confronti del generale Roberto Vannacci, della legge e quindi di tutte le Forze Armate.
Il suo ministro della Difesa ha sbagliato nel merito. La pubblicazione di un libro, sia pure sugli argomenti de Il mondo al contrario, è nell’ambito delle libertà costituzionali e di legge, inalienabili e assicurate a tutti i militari, al più giovane dei soldati come al più anziano dei generali, assicurate dalla Costituzione, applicata col Decreto Legislativo citato.
Il suo ministro della Difesa ha sbagliato nel metodo. Quando i gazzettieri, i sindacalisti, l’ANPI (?!?) hanno gravemente diffamato il generale, il ministro aveva facoltà di istruire un’inchiesta, al termine della quale, se vi fossero stati, a giudizio del superiore diretto del generale Vannacci o dello stesso ministro, elementi concreti per gravare sul generale con accuse di violazioni alla disciplina militare o ai codici, una peculiare commissione disciplinare avrebbe valutato i fatti e irrogato i provvedimenti di legge.
Il suo ministro della Difesa, invece di twittare stupidaggini offensive, avrebbe quindi dovuto dire misurate e significative parole: «Ho incaricato il comandante del generale Vannacci di istruire un’inchiesta formale, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Quanto mi riferirà il comandante del generale Vannacci sarà reso noto, insieme alla linea d’azione che il ministro intende seguire, a mente di quanto dispongono la Costituzione e la legge della Repubblica».

Il ministro, non solo ha rilasciato dichiarazioni oltraggiose per il generale, offensive per la legge e quindi per tutte le Forze Armate (chiamate proprio a difendere la legge e la Costituzione), ma senza alcuna inchiesta formale ha disposto la rimozione dall’incarico del generale Vannacci.

È superfluo che io le spieghi a questo punto che il suo ministro della Difesa è inadeguato: ha abusato della propria autorità e ha offeso – costui sì – la legge e la Costituzione della Repubblica, nonché tutti i militari e i cittadini – numerosissimi – che si riconoscono in quanto scrive il generale Vannacci, ovvero riconoscono al generale la fondamentale libertà costituzionale di scrivere quanto ha pubblicato.

Per quanto precede un tale inadeguato ministro deve immediatamente dileguarsi. Costui ha offeso la legge e la Costituzione; costui è privo dell’equilibrio indispensabile per amministrare le Forze Armate.

Se costui non sarà allontanato, non sarà un grande sforzo convincere quanti – militari e civili, con le loro famiglie e tutte le loro relazioni – fossero ancora incerti se disertare le urne alle prossime elezioni europee e alle successive politiche.

Sono stupito che lei, signor presidente del Consiglio dei ministri, non abbia ancora provveduto d’iniziativa a sfiduciarlo.

La saluto, signor capo del Governo, con tutto il profondo rispetto che vorrà meritare

Generale D. g.(ris.) Piero Laporta».

Il Comunicato di Sgarbi
Il libro del Generale Vannacci rispecchia le posizioni di molti elettori del centrodestra e quella della Chiesa e dello stesso Papa

«Vedo che il Ministro della Difesa Crosetto ha preso la mia posizione come una critica alle sue dichiarazioni. Quanto alle misure, egli sa meglio di me che non possono venire da un Ministro ma da una gerarchia militare cui il generale Vannacci risponde. A quella, non a lui, o a lui perché dia indirizzo a quella, io ho rivolto le mie considerazioni, dopo aver letto minuziosamente il libro che rispecchia, aldilà di qualche sbavatura, le posizioni di molti elettori del centrodestra e, soprattutto, cosa che si è sottovalutata, quella della Chiesa e dello stesso Papa.

Il giudizio della Chiesa sull’omosessualità è certamente di piena comprensione e misericordia, ma resta critica e severa, senza la legittimazione dei diritti che uno Stato laico deve riconoscere, ma uno scrittore cristiano, anche se Generale dell’esercito, può discutere. Ed è questo che ha fatto il Generale Vannacci. Lo scrittore per sua natura, non è mai “in servizio”.

Io l’ho imparato all’Università da Italo Zannier, mio professore di Storia della fotografia, che ci esortava a non parlare di “servizi” fotografici. Nessuno, quando esprime un’opinione, è “in servizio”.
Quanto agli argomenti di Crosetto, che apprezzo, osservo che, nonostante il suo riferimento all’avvio di una procedura, l’immediata sostituzione alla Direzione dell’Istituto Geografico Militare, nella sua tempestività, appare una punizione.

Per quello che mi riguarda, il Generale Vannacci, di cui ho letto il libro, mostra rispetto per le leggi e per la Costituzione, e ha semplicemente ribadito i principi che sono alla base del Concordato tra lo Stato Italiano e la Chiesa, ovvero della suprema indicazione che riguarda anche un soldato, di Benedetto Croce: “Non possiamo non dirci Cristiani”.

Con i Patti lateranensi il governo italiano acconsenti di rendere le sue leggi sul matrimonio e il divorzio conformi a quelle della Chiesa Cattolica di Roma.

L’esaltazione della nostra religione è uno dei temi principali del libro di Vannacci, condiviso da tutti i Cristiani obbedienti al Papa.
Vittorio Sgarbi
20 agosto 2023
».

La Nota di Sgarbi
Vannacci umiliato dalla dittatura delle minoranze. Questo è regime


«Nella garanzia dei diritti non ci sono gerarchie. Abbiamo visto che è riconosciuto legittimo dai vertici dell’esercito il matrimonio di due persone dello stesso sesso.

È un affare privato, ma si consente che l’unione si compia in divisa.

Non lo discutiamo ma, parimenti, dev’essere consentito non in divisa, ma in un libro, scrivere le proprie idee, tra l’altro legate a profondi principi cristiani senza patire sanzioni. In caso contrario, come è avvenuto, non si fa altro che confermare le idee e i pensieri che si intende punire.

Ogni posizione e ogni libertà garantita dalla costituzione non può essere censurata.

Il pensiero progressista non può autoritariamente mortificare e spegnere il pensiero conservatore.

Dopo il trattamento subito, il Generale Vannacci potrà ancora scrivere e parlare o dovrà essere umiliato dalla dittatura della minoranza attraverso l’autorità dello Stato? Questo è regime.

Vittorio Sgarbi
21 agosto 2023
».

La lettera di Jacopo Coghe e la petizione di Pro Vita & Famiglia
La libertà è in pericolo

«Te ne sei accorto anche tu? È in corso un vero e proprio attacco alla libertà! Quello che sta accadendo in questi giorni nei confronti del Generale Vannacci riguarda te, me, tutti noi… riguarda la minaccia alle fondamenta della libertà in Italia.

Il Generale Roberto Vannacci, un pluridecorato dell’esercito, è diventato negli ultimi giorni il bersaglio dei paladini del politicamente corretto. Il suo crimine? Aver scritto un libro Il mondo al contrario in cui esprime la sua contrarietà al pensiero unico dominante (gender, lobby LGBT, ambientalismo, tasse, animalismo, ecc.). Apriti cielo! Sul suo capo sono piombate le scuri dei giornali di sinistra, dei progressisti e radicali, che subdolamente hanno estrapolato e decontestualizzato alcune frasi del suo libro affinché l’opinione pubblica si scagliasse contro di lui (una manovra diversiva che conosciamo molto bene).

Ma la cosa più grave e preoccupante è che a causa di questa vera a propria persecuzione politica e mediatica, il Ministro della Difesa Crosetto abbia deciso di prenderne le distanze, istituendo sui social e sui media un processo sommario, che ha avuto come conseguenza il sollevamento di Vannacci dall’incarico di Comandante dell’Istituto Geografico Militare. Per cosa? Per aver espresso la sua opinione in un libro?

Forse nel libro il Generale ha usato un linguaggio a tratti forte, non necessariamente condivisibile… ma la libertà di opinione e di espressione protetta dall’articolo 21 della Costituzione Italiana presuppone che i toni siano “condivisibili”? No!

Ti rendi conto della gravità della situazione? Oggi è toccato al Generale, domani potrebbe toccare a me, te o a chiunque altro si azzardi a esprimersi contro la dittatura del politicamente corretto. Siamo arrivati al pericolosissimo punto per cui è lecito scrivere solo idee conformi al mainstream?

Dobbiamo agire immediatamente per fermare questa deriva liberticida prima che sia troppo tardi. No alla dittatura del pensiero unico. Libertà di espressione per il Generale Vannacci.

Sono molto preoccupato. Con l’affossamento del liberticida DDL Zan e l’ascesa al governo del centrodestra pensavamo di aver messo al sicuro la nostra libertà di espressione. Viviamo ancora in un Paese libero? Viviamo ancora in un Paese che tutela le libertà di espressione di tutti?

Un Paese che esalta personaggi come Saviano, Cirinnà, Luxuria o addirittura magistrati di sinistra a cui è concesso di esprimere bestialità contro la vita, la famiglia, la patria, le donne, la maternità, ma che poi distrugge pubblicamente e professionalmente un cittadino pluridecorato perché esprime i valori in cui crede, si può dire veramente un paese libero?

Rimuovere dall’incarico un lavoratore per aver esercitato la sua libertà di espressione costituisce un pericoloso precedente che colpisce le opinioni di tutti noi, me e te compresi. Non reagire a queste intimidazioni immediatamente significherebbe piegarsi alle logiche del politicamente corretto e rischiare di favorire un atteggiamento di censura nei miei e nei tuoi confronti nel prossimo futuro. È questa l’Italia che vuoi? Io non credo. Difenderai la libertà in Italia?

Son certo che capirai la gravità della situazione. Se non agiamo subito, gli effetti potrebbero essere molteplici e sempre più pericolosi. Unisciti a me e a migliaia di cittadini che hanno a cuore la libertà.

In alto i cuori.

Jacopo Coghe
Portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus
».

Non si tratta di dare un giudizio letterario e neanche politico su un libro, in cui l’autore dice semplicemente delle cose ovvio per la maggioranza della popolazione e che la gente comune pensa ma non può (non osa) dire ad alta voce, per non essere marchiata come omofobo, razzista, fascista, retrogrado e medievale. Il mondo al contrario in realtà contiene le tesi di buon senso di un conservatore.

Non si tratta di condividiate o meno le idee del Generale Vannacci, ma del fatto che se ciò che una persona pensa non piace alla sinistra non può esprimerlo. «Il tema non è commentare le singole espressioni, ma il diritto di un cittadino italiano di manifestare il proprio pensiero con un coraggio che indubbiamente gli va riconosciuto per essere palesemente consapevole che scriveva di temi coperti dal politically correct per cui avrebbe ricevuto critiche feroci» (Salvatore Sfrecola, ex Presidente di sezione della Corte dei Conti e Presidente dell’Associazione nazionale magistrati e avvocati dello Stato in pensione). Il punto centrale è la libertà di parola. Non è che chi ricopre un ruolo pubblico non possa esprimere le sue opinioni. La Costituzione non pone tale vincolo a proposito della libertà di espressione.

La realtà è che si tratta di un libro che non ha il nulla osta e l’imprimatur della sinistra e che la sinistra vorrebbe mandare al rogo, come fecero i nazisti. Erano passati poco più di quattro mesi dall’ascesa al potere di Adolf Hitler quando, il 10 maggio 1933, a Berlino e in altre città tedesche ebbero luogo le Bücherverbrennungen, i roghi dei libri. Il nazionalsocialismo, già in quei primi mesi di governo, aveva posto le basi per la dittatura e mosso quei primi passi che avrebbero portato alle tragedie degli anni successivi.

Restiamo liberi. Firma subito la petizione per ribadire il NO alla dittatura del pensiero unico e per difendere la libertà di espressione sancita nell’art. 21 della Costituzione italiana. Le firme verranno inviate al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, per chiedere che venga rispettato il diritto di libertà di espressione del Generale Vannacci e di ogni cittadino italiano [QUI].

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