L’aritmetica applicata alla salute delle diocesi italiane

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 01.08.2023 – Ivo Pincara] – Oggi, Aldo Maria Valli ha pubblica sul suo blog Duc in altum [QUI] un contributo La Chiesa italiana e le cifre della dissoluzione. CEI, dove sei? (Per non parlare della Nunziatura) a firma di Rita Bettaglio, che riteniamo opportuno condividere, in attesa dell’auspicata reazione della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (in qualche momento perso tra una missione e l’altra in giro per il mondo), dei singoli vescovi italiani (sperando che (ri)trovino il coraggio), della Nunziatura Apostolica in Italia (eh!)… e della Santa Sede (magari). C’era una volta la Chiesa Cattolica Romana che ci chiedeva di pregare per la vocazioni, come il Signore diceva ai suoi discepoli: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe» (Lc 10,2). Dove e quando si prega ancora, oggi?

* * *

Giorni fa su La Stampa [QUI] abbiamo letto della tragica situazione della Diocesi di Alessadria: 40 sacerdoti per 77 parrocchie.

Il sacerdote intervistato, Don Ivo Piccinini, 78 anni e 55 di Messa, lucidamente e dolorosamente dichiara: “Il seminario è ormai ridotto ai minimi termini, di conseguenza ci sono meno ordinazioni e il clero continua a rimanere molto anziano: ce n’è una ogni quattro o cinque anni mentre ogni anno sono almeno cinque i preti che vengono a mancare”.

Se l’aritmetica ha ancora un valore e ad Alessandria muoiono cinque preti all’anno (su 40), in otto anni la diocesi andrà a zero.

Le altre diocesi non stanno certo meglio e ognuno di noi, nella propria, potrebbe cantare lo stesso peana. Se Atene piange, Sparta non ride.

In questo quadro desolante, non possiamo non domandare: CEI, dove sei? Tu, che ci chiedi ogni anno l’otto per mille, hai presente la reale situazione della Chiesa italiana? Hai reso noti i dati delle diocesi o forse, per imbarazzo, hai nascosto tutto sotto il tappeto e la gobba sta diventando tanto grande da sembrare un elefante?

E il nunzio in Italia cosa pensa? Ci piacerebbe ascoltare la sua voce.

E le visite ad limina dei vescovi italiani si fanno?

Il sito della Congregazione per i Vescovi [QUI] è fermo al 2018 [infatti, è cambiato neanche il nome in “Dicastero”. I.P.] per calendario delle visite e tale calendario non include l’Italia.

L’ultima visita ad limina dei vescovi delle allora 226 diocesi italiane di cui si abbia notizia è del 2013, programmata dal 14 gennaio al 22 aprile. L’11 febbraio dello stesso anno, però, Benedetto XVI si dimise.

Nel calendario 2018 non c’è l’Italia. Quid de 2023?

Il Codice di diritto canonico, al can.399 e seguenti, stabilisce:
Can. 399 – §1. Il Vescovo diocesano è tenuto a presentare ogni cinque anni una relazione al Sommo Pontefice sullo stato della diocesi affidatagli, secondo la forma e il tempo stabiliti dalla Sede Apostolica.
Can. 400 – §1. Il Vescovo diocesano nell’anno in cui è tenuto a presentare la relazione al Sommo Pontefice, se non è stato stabilito diversamente dalla Sede Apostolica, si rechi nell’Urbe per venerare le tombe dei Beati Apostoli Pietro e Paolo e si presenti al Romano Pontefice.

Queste le domande che frullano nella testa dei fedeli laici italiani, costretti a vedere i loro poveri parroci sempre più vecchi e in affanno, i sacramenti sempre più difficili da ottenere, la cura d’anime quasi impossibile perché i sacerdoti non hanno materialmente il tempo per ascoltare la gente e, soprattutto, per pregare. Perché il sacerdote non è un erogatore automatico di sacramenti, ma è uomo di Dio e con Lui deve poter trascorrere del tempo, per attingere forza, grazia e consiglio. Abbiamo notizia di diocesi in cui il vescovo stesso va a dir Messa al posto dei sacerdoti impossibilitati.

In attesa che chi di dovere risponda, chiediamo ai nostri lettori di segnalarci lo stato della propria diocesi: quante parrocchie, quanti sacerdoti, loro età media, quanti seminaristi in formazione ed ogni informazione utile per disegnare un quadro reale della situazione della nostra amata Chiesa che è in Italia.

L’indirizzo cui inviare dati e osservazioni è [QUI].

Attendiamo con trepidazione (e speranza) che qualcuno ci segnali una diocesi italiana con quaranta seminaristi e due sacerdoti per parrocchia. Potremmo farci un pensierino e trasferirci lì.

Rita Bettaglio

Foto di copertina: «I giovani preti hanno bisogno di voi»: il messaggio di Papa Francesco agli oltre 130 sacerdoti anziani e malati, arrivati giovedì 19 settembre 2019 al Santuario di Caravaggio. Sì, perché di giovani sacerdoti ci sono sempre di meno, ma anche di quelli anziani.

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