Mons. Anselmi e Vasco Rossi: i giovani hanno bisogno di vita

Condividi su...

Ai primi di giugno Vasco Rossi a Rimini ha iniziato il tour con un concerto dedicato agli alluvionati della regione Emilia-Romagna, a cui il vescovo di Rimini, mons. Niccolò Anselmi, gli aveva scritto una lettera con un benvenuto, ricordando le sue origini genovesi:

“Caro Vasco, mi permetto di darti del ‘tu’ perché, pur senza averti mai incontrato personalmente, ti sento quasi come uno di famiglia. Sono anni che, con amici e ragazzi, cantiamo le tue canzoni intorno al fuoco, sulla spiaggia, sotto la luna, fra le tende. Mi chiamo Nicolò, e sono il Vescovo di Rimini. Sono nato a Genova, ho vissuto nel centro storico, e insieme alle tue canzoni spesso le chitarre intonavano le note del concittadino Fabrizio De Andrè”.

Ed ha raccontato le azioni dei giovani: “Hai scelto di iniziare a Rimini il tuo tour. Migliaia di giovani e adulti ti attendono, alcuni accampati da giorni fuori dallo stadio. Su molti di loro tu eserciti un’influenza potente.

In questi giorni tanti ragazzi e giovani si sono generosamente coinvolti nell’aiutare le popolazioni alluvionate della tua, nostra regione. Sono venuti da tutt’Italia, tanti anche da Rimini: molti di loro li conosco personalmente. Hanno spalato fango, lavato mobili, distribuito pasti, spostato rottami e detriti. Alla sera erano esausti ma felici; hanno servito, faticato, aiutato, amato chi si trovava in situazioni di grande difficoltà e di lutto. Tutto il mondo ha visto la loro bellezza interiore”.

E gli ha suggerito di stimolarli nell’impegno: “Permettimi ora di dire una ‘cosa da prete’: questi ragazzi e giovani hanno manifestato la forza e la capacità di amore di Gesù che è dentro di loro, che è dentro tutti, credenti e non credenti, di ogni religione.

Se puoi, incoraggiali (magari anche dal fronte del palco del ‘R. Neri’) a continuare così, ad essere generosi sempre, attenti verso chi soffre, verso i malati, verso chi è straniero e fatica ad inserirsi, disponibili a tenere compagnia ad un anziano, ad aiutare un bambino in difficoltà con lo studio, a stare vicino a chi si sente solo e vuoto”.

E’ stato un invito a suggerire di ‘andare al massimo’: “Se vuoi, invitali a non spegnere mai quel desiderio d’infinito che si trova nel cuore di ogni uomo, lo stesso che abita sulle ‘Dannate nuvole’.

Se puoi, suggerisci loro a non aver paura di una ‘vita spericolata’ ed ad ‘andare al massimo’ nell’amore verso gli altri, gli esclusi, i fragili, verso tutti.  Chi vuol ‘trovare un senso a questa vita’ lo può trovare nel rendere felici gli altri. Perché chi dona la sua vita la trova, e c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.

A questa lettera ha risposto Vasco Rossi: “Caro don Nicolò, mi dicono che tutti ti amano qui a Rimini, che sei un prete, un uomo… un vescovo di mare, navighi anche tu tra le debolezze dell’uomo, anche tu come don Gallo, costruisci ponti, non muri. Per me Rimini è come essere a casa, mi ci sono sempre trovato bene. Benvenuto, ben arrivato, bentrovato, caro Don Nicolò.. e grazie per il tu”.

E lo ha ringraziato per la lettera: “Grazie per la tua bellissima lettera, mi hanno fatto molto piacere le tue parole così piene di umanità. Ancora di più leggere che abbiamo in comune De André e Genova, ‘Creuza de ma’, il porto di mare che da sempre accoglie gente da tutto il mondo. Che include, mai esclude.

Come l’Emilia Romagna, questa terra fantastica e sorridente, ora ferita. Ma si rialzerà. Io sono qui per portare un pò di gioia, di carica, di solidarietà, i miei due concerti saranno ‘dedicatissimi’ a questa terra che io amo, ci sono nato e so che si rialzerà. Io non sono un gran parlatore, mi esprimo con le canzoni”.

Infine ha assicurato che stimola i giovani a non smettere di sognare: “La mia ‘combriccola’ è diventata un ‘popolo’ sì, ma sempre tutta di gente a posto con dei valori, hanno dei sogni. E poi il duro scontro con la realtà. Io mi limito a raccontare loro quello che ho imparato, che ‘le stelle stanno in cielo, i sogni non lo so, so solo che son pochi quelli che s’avverano’.

A me credono perché sanno che sono sincero e dico solo la verità. Che la realtà è meno dura di quello che uno immagina, meglio affrontarla, guardarla in faccia. Senza naturalmente mai rinunciare a ‘una vita spericolata’, come le star al Roxy bar. Guai smettere di sognare”.

(Foto: Ansa)

151.11.48.50