Domenico Giani parla per la prima volta a proposito del “Caso Orlandi”: da sempre “rispettoso delle regole, delle leggi”

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 23.05.2023 – Vik van Brantegem] – L’ex Comandante del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano e oggi Presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia e di Eni Foundation, Dott. Domenico Giani, ha sempre osservato la riservatezza istituzionale, che peraltro era anche il marchio della Curia romana. “Nel paese dei saggi, si parla poco e si scrive ancor meno”, osservava il monaco e letterato francese Dom Bonaventure d’Argonne, uomo spirituale e dotto, secondo Voltaire, “l’unico certosino che abbia coltivato la letteratura”. Nel tempo che fu, le parole venivano pesate, sapendo parlare poco e tacere a tempo. Quindi, sapere anche quando è arrivato il momento, che il tempo di tacere è scaduto. Che significa anche parlare solo quando si deve dire qualcosa, che valga più del silenzio. Un arte conosciuto da poche e che oggi è un fenomeno più unico che raro.

Così, ieri per la prima volta, Dott. Giani ha rotto il silenzio sul “Caso Orlandi”: “Trovo doveroso intervenire, e lo faccio per la prima volta”, ha scritto. A provocare la sua rottura del silenzio è stato un articolo a firma di Nadia Frulli, pubblicato ieri mattina da ArezzoNotizie [QUI], sulle ultime dichiarazioni del fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, che parlando, fa male alla sua stessa causa: «Caso Emanuela Orlandi, spunta il nome dell’aretino Giani. Le parole del fratello della giovane e dell’ex pm. Secondo Pietro Orlandi l’ex comandante della Gendarmeria Vaticana avrebbe avuto contatti con la magistratura, ovvero con l’ex pm Capaldo, in occasione della riesumazione della salma di De Pedis. “Sa qualcosa di particolare”» [QUI]. Dott. Giani puntualizza: “Mio nome non è spuntato da niente se non dalle attività istituzionali che ho compiuto per quarant’anni a servizio della Repubblica Italiana e della Santa Sede”.

Nel pomeriggio, il Direttore Responsabile di ArezzoNotizie, Mattia Cialini, ha pubblicato la sua lettera, che riportiamo di seguito.

La lettera di Domenico Giani ad ArezzoNotizie

Gentile direttore, le scrivo in relazione all’articolo apparso quest’oggi, soprattutto al titolo che introduce il pezzo. Da antico ed assiduo lettore del suo giornale, così come da aretino affezionato alla mia città e ai miei concittadini, trovo doveroso intervenire, e lo faccio per la prima volta e solo perché trattasi appunto di un sito di informazioni online ampiamente seguito e personalmente ritenuto serio. Mentre ArezzoNotizie ha dato una parziale notizia dell’importante riconoscimento che mi è stato consegnato pochi giorni fa con la concessione da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella della medaglia al valore della salute pubblica, conferita alla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, di cui sono presidente nazionale, trovo oggi, non tanto il contenuto dell’articolo quanto appunto il titolo dello stesso, assolutamente insidioso e suscettibile di chissà quali sospetti utilizzando l’espressione “spunta” il nome. In verità la giornalista Frulli mi aveva cercato per un’intervista ma avendo conservato da decenni uno stile di riservatezza che è quello istituzionale, del non intervenire su questioni oggetto di indagini e su quanto attiene il mio servizio, ho cortesemente, ringraziando, declinato l’invito. Mi corre ora l’obbligo però di informarla che il mio nome non è spuntato da niente se non dalle attività istituzionali che ho compiuto per quarant’anni a servizio della Repubblica Italiana e della Santa sede. Rispettoso delle regole, delle leggi, e fedele al giuramento alla Repubblica italiana e al servizio alla Santa Sede.

Indice – Il “giallo Orlandi” anno 2023 [QUI].

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