“Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione…”. Il destino di un cristiano errante

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 20.05.2023 – Vik van Brantegem] – Sulla questione del rifiuto illegittimo della Santa Comunione sulla lingua ci siamo già occupato più volte, grazie al meritevole lavoro degli Alleati dell’Eucaristia e del Vangelo [QUI]. Oggi condividiamo una testimonianza di Camillo Langone, che vive a Parma, scrive sui giornali e pubblica libri, tra cui Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare (Marsilio 2013, 160 pagine [QUI]). La sua testimonianza su una scena oscena a cui ha assistito, è stata pubblicato oggi su Il Foglio [QUI]. Cerca di essere accomodante, quando al posto delle candele vere trova le candele finte, e faccia finta di non vedere. Ma a volte non ce la faccia a trattenersi…

Scene oscene che mi allontanano dalla Messa

Santa Maria, risparmiami un destino da cristiano errante. Da anni vago di chiesa in chiesa, e non trovo pace, e cambio messa perché al posto dei banchi trovo le sedie, o perché al posto dell’organo trovo i tamburelli… Ormai cerco di essere accomodante, quando al posto delle candele vere trovo le candele finte faccio finta di non vedere… Ma l’altra domenica ho assistito a una scena oscena, proprio in un santuario mariano: il sacerdote ha cercato di impedire a una fedele di ricevere l’ostia sulla lingua, mettendosi a questionare davanti all’altare. Lunghi secondi in cui ho visto spalancarsi l’abominio della desolazione (Matteo 24,15). Qualcosa che mi ha bruciato qualcosa dentro. Alla Steccata fino a quando ci sarà quel prete non metterò più piede (non a caso è basilica di stretta osservanza covidista: acquasantiere ancora siccitose). Fosse soltanto un problema personale: quella fedele non so se tornerà più a messa, e conosco tanti, meno disposti a vagare di me, che di fronte a chierici così ideologici, così mondani, così respingenti, così poco cristiani, hanno gettato la spugna. Santa Maria, mostraci il tuo figlio che il clero ci nasconde.

Camillo Langone

«Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo – chi legge comprenda -, allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. Pregate perché la vostra fuga non accada d’inverno o di sabato. Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati» (Matteo 24,15-22).

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