Un grido dal mondo: salvare la terra

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“Il libro della Genesi ci dice che il Signore affidò agli esseri umani la responsabilità di essere custodi del creato. Perciò, la cura della Terra è un obbligo morale per tutti gli uomini e le donne in quanto figli di Dio”: con questi tweet papa Francesco ha ricordato la Giornata della Terra, celebratasi sabato 22 aprile.

Così  l’Earth Day, è diventato un appello che viene rivolto a gran voce a governi, istituzioni, aziende e cittadini, incoraggiandoli ad assumersi le proprie responsabilità, perché ai governi spetta il compito di creare le condizioni giuste per il cambiamento attraverso leggi, incentivi, sgravi fiscali. I cittadini sono elettori e consumatori e, in quanto tali, orientano tali scelte, come ha affermato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres:

“Dall’aria che respiriamo all’acqua che beviamo al suolo che coltiva il nostro cibo: la salute dell’umanità dipende dalla salute della Madre Terra, eppure sembriamo determinati alla distruzione. Dobbiamo porre fine a queste guerre implacabili e insensate contro la natura. Abbiamo gli strumenti, le conoscenze e le soluzioni, ma dobbiamo accelerare il ritmo…

Facciamo tutti la nostra parte per proteggere la nostra casa comune. Abbiamo bisogno di un’azione accelerata per il clima con tagli delle emissioni più profondi e più rapidi per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi Celsius”.

A Piandarca, nel comune di Cannara, luogo della celebre predica agli uccelli di san Francesco d’Assisi, si è svolta la preghiera ecumenica diocesana, intitolata ‘C’è un mondo che ti aspetta’ ed organizzata dalle Commissioni ecumenismo e dialogo delle due diocesi ‘sorelle’ di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, insieme al Movimento ‘Laudato Sì’, che collaborano ormai da alcuni anni con diverse realtà diocesane ed ecumeniche in cammini di ecospiritualità:

“E’ stato un momento di grande fraternità tra di noi e con il creato, in un tempo in cui la crisi climatica e le guerre in corso in tante parti del mondo generano i gemiti della creazione”. Antonio Caschetto, coordinatore dei programmi italiani del Movimento ‘Laudato Sì’, dopo aver ricordato l’importanza della Giornata della Terra, ha invitato i partecipanti:

“Guardiamoci intorno, in questo luogo benedetto in cui Francesco di Assisi predicava agli uccelli. Tutto parla della bellezza di questa mamma, dalla pace che trasmette il paesaggio e la dolcezza delle colline, al vento che accarezza la nostra pelle, dai lombrichi che invisibili concimano senza sosta ai fili d’erba che crescono spontaneamente e danno lode a Dio. Tutto questo è un libro stupendo attraverso cui il Creatore ci parla ogni istante”.

Marina Zola, direttrice dell’ufficio ecumenismo e dialogo della diocesi di Assisi e della Conferenza Episcopale Umbra, ha ricordato che “questo bellissimo Santuario a cielo aperto è certamente già testimonianza di impegno e forze profuse nel ripristinare e salvaguardare un luogo in cui la natura si è intrecciata con l’alta esperienza spirituale di san Francesco, che della pace è vessillo in ogni parte del mondo. Qui ci troviamo oggi, per unire le nostre voci in una preghiera condivisa, testimonianza non solo di dialogo spirituale, ma della vita e dell’azione”.

Però la Coldiretti ha segnalato che a causa della cementificazione e dell’abbandono l’Italia ha perso il 30% dei terreni agricoli nell’ultimo mezzo secolo con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12.800.000 ettari ed effetti sulla tenuta idrogeologica del territorio e sul deficit produttivo del Paese e la dipendenza agroalimentare dall’estero, come ha evidenziato il presidente Ettore Prandini:

“Il risultato è che in Italia oltre 9 comuni su 10 in Italia (il 93,9% del totale) secondo l’Ispra hanno parte del territorio in aree a rischio idrogeologico per frane ed alluvioni anche per effetto del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, il rapido passaggio dal sole al maltempo e precipitazioni brevi ed intense”.

Nel 2022 si sono verificati lungo la Penisola una media di 8,8 eventi estremi al giorno con vittime e danni incalcolabili secondo l’analisi della Coldiretti su dati Eswd. Per effetto delle coperture artificiali il suolo non riesce a garantire l’infiltrazione di acqua piovana che scorre in superficie aumentando la pericolosità idraulica del territorio nazionale secondo l’Ispra.

Per questo l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne:

“Il primo passo nella strada del recupero della capacità produttiva è lavorare sulle infrastrutture e sull’innovazione a partire dal sistema degli invasi necessarie per raccogliere l’acqua e combattere la siccità ma occorre anche investire sulla digitalizzazione delle con lo sviluppo di applicazioni di agricoltura di precisione, dall’ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla riduzione al minimo dell’impatto ambientale con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell’uso di acqua e sul consumo di carburanti.

In tale ottica è importante anche accelerare sul riconoscimento del ruolo delle nuove tecniche di evoluzione assistita (Nbt) per investire sulla genetica green capace di tutelare l’ambiente, proteggere le produzioni agricole con meno chimica e difendere il patrimonio di biodiversità”.

Mentre durante il seminario online sull’ecologia integrale proposto dall’Ambito per la Famiglia Salesiana dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Exallieve/i delle FMA, Salesiani Cooperatori e membri ADMA sul tema ‘Dimorare nella casa comune’, frà Alberto Parise, missionario comboniano, ha sottolineato come sia necessario l’impegno di una cittadinanza globale per sbloccare la situazione e ha consegnato tre stelle-guida per dare vita all’enciclica ‘Laudato Sì’:

“L’ecologia integrale ci invita a guardare in modo diverso la situazione odierna, nella consapevolezza che la crisi socio-ambientale deriva da un’antropologia distorta che, mentre riduce la persona umana a individuo isolato (inteso per lo più come homo oeconomicus), considera la natura esclusivamente come una risorsa da sfruttare, portandoci così a un allontanamento dalla relazione vitale che dovremmo avere con il Creatore.

Agli abitanti della casa comune si richiede un approccio molteplice alla crisi ecologica, che affronti simultaneamente le crisi economica, sociale e ambientale che stiamo vivendo, e ricerchi soluzioni integrali, tali cioè che considerino le interazioni dei sistemi naturali tra loro e con i sistemi sociali, includendo anche la dimensione culturale e spirituale”.

(Foto: Movimento Laudato Sì)

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