Il Papa Gesuita

“Io mi sento gesuita nella mia spiritualità; nella spiritualità degli esercizi, la spiritualità, quella che io ho nel cuore. Fra tre giorni andrò a festeggiare con i gesuiti la festa di Sant’Ignazio: dirò la Messa al mattino. Non ho cambiato di spiritualità. Mi sento gesuita e la penso come gesuita. Non ipocritamente, ma la penso come gesuita”. Così parlava a bordo dell’aereo che lo riportava in Italia Papa Francesco e stamane – puntuale – si è presentato alla Chiesa del Gesù per mantenere quanto annunciato. Una visita tutto sommato breve – poco più di due ore – ma intensa. Nella celebrazione eucaristica a cui hanno concelebrato tutti i suoi confratelli, il Pontefice non ha mancato di ricordare il gesuita italiano Paolo Dall’Oglio, scomparso in Siria in circostanze ancora misteriose. ‘Penso a te, padre Paolo’, ha detto il Papa rivolgendo il pensiero e la preghiera al religioso di cui non si hanno più notizie. Ai suoi confratelli l’esortazione a lasciare da parte se stessi ponendo invece Cristo al centro della propria esistenza.

Jorge Mario Bergoglio ha sempre rivendicato la sua appartenenza alla Compagnia di Gesù. Non l’ha mai nascosta, perché l’essere gesuita è parte inscindibile di se stesso. Quello odierno – nella più che mai significativa ricorrenza di Sant’Ignazio di Loyola – non è il primo incontro tra il Papa ed i suoi confratelli. Nella recente visita a Castel Gandolfo, Francesco aveva avuto modo di pranzare con i Gesuiti della Specola Vaticana. In precedenza – qualche tempo prima – c’era stata l’udienza ai giovani studenti delle scuole gestite dalla Compagnia. Un incontro così sentito e informale, da trasformarsi in un vero e proprio botta e risposta. Francesco mise letteralmente il discorso preparato per l’occasione e si lanciò, invece, in una sorta di ‘conferenza stampa’ libera con i suoi giovani interlocutori. Non è mancato neanche l’incontro con gli scrittori de ‘La Civiltà Cattolica’, la rivista della Compagnia diretta dal Padre Antonio Spadaro. Di particolare rilevanza anche la presenza del Preposito Generale, Padre Adolfo Nicolas, alla Messa di inizio pontificato: insieme al Ministro Generale dei Francescani, Nicolas fu l’unico presbitero a concelebrare insieme al Collegio Cardinalizio.

Il rapporto tra il Papa e i gesuiti è sempre stato particolarmente solido, tant’è che i discepoli di Sant’Ignazio – oltre ai tre voti ‘canonici’ di povertà, castità e obbedienza – giurano fedeltà totale al Successore di Pietro che, adesso, è uno di loro. ‘Il Papa è il mio superiore, lui è totalmente libero di dirigere la Chiesa. Io non ho nessuna influenza e nessun potere nel decidere la linea della Chiesa’, ha chiarito questa mattina Padre Nicolas.

Francesco è dunque un Papa gesuita e anche il suo stemma è lì a ricordarcelo. Il Pontefice infatti ha inserito nel suo ‘scudo’ l’emblema della Compagnia: un sole raggiante, i chiodi della Croce di Cristo e il monogramma: Iesus Hominum Salvator. Gesù Salvatore degli uomini.

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